John Updike.
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TORNA, CONIGLIO.
Parte 1.
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Titolo originale: RABBIT REDUX.
Traduzione di: Attilio Veraldi.
1972. Feltrinelli Ediore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Harry Angstrom, detto Coniglio,  un personaggio che gode di grande popolarit: gi protagonista di "Corri, Coniglio", che nel 1960 rese celebre il suo creatore, ora  al centro di questo best-seller che il maggior quotidiano americano definisce un grande risultato, il romanzo di gran lunga pi audace e riuscito che Updike abbia mai scritto. Ma sono passati dieci anni e l'ex atleta scattante ha smesso di correre. Abbandonato dalla moglie, Harry cerca volonterosamente di consolarsi con Jill, hippie diciottenne priva di inibizioni e ricca di esperienza, e constata fino a qual punto le vecchie regole del gioco (la lealt alla famiglia, il culto della carriera, il compromesso sessuale...) siano inadeguate ad affrontare la nuova realt: la sonnacchiosa America di Eisenhower  diventata il paese dei missili lunari e della controcultura mentre il Pentagono gioca ai cowboys e agli indiani in tutto il mondo. Siamo, per l'esattezza, nei fatidici giorni in cui i cosmonauti americani passeggiano per la prima volta sulla luna, e l'impresa spaziale serve come punto di riferimento e parallelo all'azione del romanzo, paragonabile a un viaggio in un mondo sconosciuto, con ritorno finale alla terra. La rieducazione sentimentale di Coniglio affonda dunque le radici nei fatti storici dei nostri tempi, ma in modi indiretti e a volte subdoli: i rapporti fra Coniglio e suo figlio Nelson, per esempio, la dicono lunga sulla crisi dell'autorit paterna e un feroce scambio di battute sulla guerra nel Vietnam fra Coniglio e l'amante progressista di sua moglie brulica di maliziose allusioni alla rivalit sessuale che oppone i due uomini nella realt della vita quotidiana.
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L'AUTORE.
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John Updike (Reading, 18 marzo 1932. Danvers, 27 gennaio 2009), figlio di un insegnante di scienze del liceo di discendenza ebraica, frequent l'Harvard College laureandosi con lode, per poi trasferirsi per un periodo in Gran Bretagna dove frequent la Ruskin School di Belle arti di Oxford. A ventitr anni, nel 1955, cominci a lavorare nella redazione del New Yorker. Dopo due anni, nel 1957 si licenzi e si trasfer in campagna per dedicarsi esclusivamente alla scrittura.
Sul New Yorker pubblic le prime poesie, racconti e articoli di critica letteraria. Il successo arriv con il romanzo breve Festa all'ospizio del 1959. I suoi racconti migliori dell'epoca apparvero nella raccolta Piume di piccione del 1962. I romanzi che lo hanno reso famoso sono quelli che costituiscono la cosiddetta "serie del Coniglio". Il primo della serie  Corri, Coniglio, pubblicato nel 1960. 
I soggetti prediletti di Updike sono le piccole citt della provincia americana, la classe media borghese.
Ha vinto il premio Pulitzer nel 1982 e nel 1991 rispettivamente per i due romanzi Rabbit is Rich e Rabbit at Rest. John Updike ha anche vinto per due volte il Premio O. Henry per i racconti brevi.  stato candidato pi volte al premio Nobel per la letteratura. Updike  morto nella sua casa di Beverly Farms dopo una lunga battaglia contro il cancro ai polmoni
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TORNA, CONIGLIO.
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Capitolo 1.
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Alle quattro in punto, gli uomini escono dalla tipografia: pallidi, spettrali per qualche attimo, abbacinati, finch la luce esterna cancella quell'espressione da continua luce artificiale che si portano dietro. D'inverno, Pine Street  gi buia a quell'ora: dalla montagna che incombe sul centro stagnante di Brewer la notte cala presto; ma ora, d'estate, i bordi dei marciapiedi di granito lucente di mica, le case in fila che si differenziano soltanto per qualche chiazzata costruzione aggiunta, in stile bastardo, i portici angusti e ambiziosi con i loro ornamenti in legno traforato, le casse grigie delle bottiglie del latte, i ginko col fogliame coperto di fuliggine e le auto lasciate ad arrostire lungo i marciapiedi, fremono sotto un abbaglio che pare un'esplosione interrotta a met. Nel tentativo di risvegliare alla vita il suo morente centro, la citt ha demolito interi isolati per creare posteggi per auto e ora desolati squarci, vivai d'erbacce e di rifiuti, s'aprono tra strade un tempo serrate rivelando facciate di chiese mai viste prima da lontano, creando nuove prospettive d'ingressi secondari e vicoli ciechi e, soprattutto, intensificando l'ampia e spietata distesa della luce. Il cielo  sgombro di nubi ma anche incolore - un'umidit pallida e incombente - alla maniera delle estati di Pennsylvania, buone soltanto a far crescere il verde. Gli uomini non s'abbronzano neppure: diventano gialli, sotto uno strato di sudore.
Tra i tipografi che lasciano il lavoro ci sono un padre, Earl Angstrom, e un figlio, Harry. Il padre  prossimo alla pensione: un uomo smilzo ormai privo d'ogni sovrappi, il viso slavato per gli affanni e scavato di sopra la mobile protuberanza della dentiera. D'un dieci centimetri pi alto, il figlio  pi grasso; il suo rigoglio , per cos dire, molliccio, pallido e arcigno. Il naso piccolo e il labbro superiore leggermente sollevato, che un tempo giustificavano il soprannome di Coniglio, sembrano ora, insieme con la vita larga e l'andatura cauta inculcatagli da dieci anni di sgobbo alla linotype, indizi di debolezza, di un cedimento nell'insignificante. Sebbene l'altezza, la robustezza e una certa vivacit che ancora gli rimane, nei movimenti del capo per esempio, ancora lo rendano cospicuo in mezzo agli altri, sono passati ormai molti anni da quando lo chiamavano Coniglio.
Ti va un goccio alla svelta, Harry? chiede il padre. Sull'angolo dove la loro strada laterale s'immette nella Weiser ci sono una fermata d'autobus e un bar, il Phoenix, con una ragazza nuda - a parte gli stivaletti da cowboy - nella scritta al neon fuori e, dentro, cactus dipinti sulle buie pareti. Gli autobus che padre e figlio prendono vanno in direzioni opposte: il vecchio prende il 16A, che fa il giro della montagna fino al centro di Mt. Judge, dove lui da sempre vive con la moglie, e Harry prende il 12, che va nella direzione opposta, verso Penn Villas, un quartiere nuovo a sud della citt; case tipo ranch e ampissimi prati, ancora delineati dai solchi dei bulldozer, e aceri striminziti ormeggiati alla terra, quasi che il vento potesse portarseli via. Vi s' stabilito con Janice e Nelson ormai da tre anni e il padre ancora considera quel trasloco, quell'abbandono di Mt. Judge, una specie di rifiuto e fuga; perci spesso il pomeriggio bevono qualcosa insieme per alleviare il dispiacere del quotidiano commiato. Quei dieci anni di lavoro insieme hanno sviluppato in loro due l'attaccamento che si sarebbe sviluppato al tempo dell'infanzia di Harry se tra loro due non si fosse levata, incombente, l'ombra della madre.
Una Schlitz, dice Earl al barista.
Daiquiri, ordina Harry. L dentro c' l'aria condizionata e lui s'abbassa le maniche della camicia e abbottona i polsini per star pi caldo. Al lavoro va sempre con una camicia bianca, una maniera come un'altra per combattere e cancellare l'inchiostro. Puntualmente, un rito ormai, chiede al padre come sta la madre.
Ma il padre non d la risposta rituale. Di solito dice: Meglio non si potrebbe sperare. Quel giorno, invece, gli si avvicina ancora di qualche centimetro strisciando sul banco, un cospiratore, e dice: Si potrebbe sperare meglio, Harry.
Sono ormai anni che la madre ha il morbo di Parkinson. Lui, Coniglio, scaccia via l'immagine della madre, di quel che  diventata, delle mani ossute che s'agitano mollemente, della camminatura strascicata, degli occhi che lo scrutano con torpido stupore (anche se il dottore dice che la mente le funziona bene come sempre) e della bocca che le si spalanca improvvisamente e rimane aperta, dimentica, finch il rivolo di saliva la sollecita a richiudersi. La notte, forse? E la domanda stessa  un tentativo per seppellire la madre nel buio.
Ma quel suo desiderio di tirar via, fregarsene,  di nuovo bloccato dal padre, che dice: No, le notti ora vanno meglio. Sta prendendo una nuova pillola e, dice, ora dorme. E' pi l'idea fissa.
Quale, pa'?
Non ne parliamo mai, Harry. Non  da lei e non  il tipo di cosa di cui lei e io abbiamo mai parlato. A certe cose tua madre e io non alludiamo mai, per via di come siamo stati cresciuti. E invece sarebbe stato meglio se ne avessimo parlato, chiss. Alludo alle cose che quelle le hanno messo in testa.
Quelle chi? Harry sospira nella schiuma del daiquiri e pensa: E' partito anche lui, sono partiti tutt'e due. Sragionano, ormai. E quando il padre gli si fa ancora pi vicino per spiegare, lo vede come uno dei tanti vecchi rimbambiti, allampanati e lagnosi, che affollano quella citt, uomini che per una sessantina d'anni hanno succhiato alla stessa tetta di mattoni e si sono seccati con essa.
Be', quelle che vengono a trovarla, ora che passa met della giornata a letto. Mamie Kellog  una, Julia Arndt un'altra. Mi dispiace affliggerti con queste cose, Harry, ma tua madre comincia a farneticare, e ora che Mim  in California tu sei l'unico che mi pu aiutare a schiarirmi le idee. Mi secca romperti, Harry, ma lei farnetica tanto che parla addirittura di telefonare a Janice,
Janice? E perch dovrebbe telefonare a Janice?
Be'. Un sorso di Schlitz, poi si passa il dorso ossuto della mano sul labbro superiore bagnato, le dita mezze adunche alla maniera avida e convulsa dei vecchi, e fa una specie di ghigno sbilenco per assestare la dentiera. Be', per via di quelle chiacchiere su Janice.
La "mia" Janice?
Be', ora non imbufalirti, Harry. L'ambasciatore non porta pena. Dopotutto, ti sto soltanto riferendo quello che dicono, non quello che penso.
E io sono solo sorpreso che ci sia qualcosa da dire. Ora che lavora tutto il giorno, l alla commissionaria di Springer, non la vedo quasi mai.
Be',  proprio per questo. Forse dopotutto la colpa  tua, Harry. Ti sei sempre sentito troppo sicuro di Janice, sin da... allora. Cio quando lui la lasci. Quando la bambina mor. Quando Janice lo riaccett in casa. Dieci anni fa, aggiunse poi, inutilmente, il padre. E l, in quel freddo bar, con i cactus nei vasi di plastica sugli scaffali sotto lo specchio e la fontanella della Schlitz che ripete all'infinito la sua parabola policroma, a lui, Coniglio, pare che il mondo cominci a girargli intorno. Una benvenuta freddezza gli sorge dentro, gli afferra i polsi sotto le maniche della camicia. Le novit non finiscono l: una nuova combinazione potrebbe infrangere quella calma stantia.
Harry, la malignit della gente supera ogni mia capacit di comprensione, e la poveretta non ha come difendersi, deve solo stare a sentire e basta. Dieci anni fa non l'avrebbe forse rintuzzata? La sua lingua non le avrebbe forse messe a tacere? Le hanno detto che Janice si fa vedere in giro. Con un tale, Harry. Nessuno, per, dice che se la spassa.
Dalle braccia, il freddo gli si allunga alle spalle e poi di nuovo gi, lungo le vene, allo stomaco. Fanno il nome del tipo?
Che io sappia, no, Harry. E come potrebbero, quando con tutta probabilit non  vero niente?
Be', se inventano il fatto possono anche inventare un nome.
La televisione del bar  accesa ma il sonoro  abbassato. Per la ventesima volta in quel giorno il razzo esplode, con i numeri in ordine decrescente che guizzano di vari decimi di secondo pi veloci dell'occhio umano, finch lo zero  raggiunto: quindi il bianco ribollio sotto il lungo sigaro, l'ascesa tanto lenta che sembra certo che quel coso s'abbatta, il rapido rimpicciolimento fino a ridursi a una macchia che si ritrae, una stella che ammicca, fremente. Cupi, gli uomini lungo il banco del bar borbottano tra loro: essi non sono partiti, non si sono innalzati; sono rimasti l. Petulante, sbirciando di lato, il padre gli bisbiglia: T' sembrata diversa in questi ultimi tempi, Harry? Sai, secondo me si tratta certamente di esagerazioni, puttanate come le chiamano, ma... capisci? non t' sembrata in qualche modo diversa in questi ultimi tempi?
Gli d fastidio sentire il padre mentire; annoiato solleva il capo, come per guardare la televisione, che intanto  tornata a un programma in cui dei tali cercano di indovinare che tipo di premio sta nascosto dietro una tenda, e saltellano ed esultano e si baciano tra loro allorch salta fuori che si tratta d'un armadio-frigorifero d'un due metri e mezzo quasi. Magari s' sbagliato, ma per un attimo avrebbe giurato che quella giovane casalinga ha dischiuso le labbra in un mezzo bacio per dare un assaggio della propria lingua al presentatore. Fatto sta che non la pianta di distribuire baci. Il presentatore si volta a guardare la telecamera come per scusarsi e, in quel momento, interrompono con la pubblicit. Visioni sfuggenti di spaghetti e d'un cantante d'opera, immagini e simboli silenziosi. Non so, risponde alla fine. A volte ci d sotto col bere, ma non  la sola. Anch'io.
Tu no, ribatte il vecchio, tu non sei un bevitore, Harry. Ne ho visti di bevitori in vita mia, tipi come quel Boonie, per esempio, l al reparto stampa, lui s che  un bevitore, s'ammazza e lo sa, ma non smetterebbe neppure se gli dicessero che domani crepa. Magari berrai qualche paio di whisky la sera, perch non sei pi un ragazzino, ma non sei un bevitore. Affonda le labbra molli nella birra e Harry picchia sul banco per chiedere un altro daiquiri. Il vecchio gli striscia ancora pi vicino. Be', Harry, scusami se te lo chiedo, forse non ti va di parlarne ma... come va a letto? Va sempre bene, vero?
No, risponde lui, esitando, irritato da quell'impicciarsi, Bene proprio non direi. Ma dimmi di ma'. Ha pi avuto quei suoi attacchi d'asma, ultimamente?
Neppure uno per cui mi sia dovuto alzare la notte. Dorme come un angelo adesso, con quelle nuove pillole. Proprio un miracolo questa nuova medicina, bisogna ammetterlo. Altri dieci anni e per morire ci vorr solo il gas velenoso. Dopotutto, l'idea buona l'aveva avuta Hitler. Sai, ormai gi non esistono pi pazzi: basta dargli una pillola la mattina e una la sera e diventano savi come Einstein. Ma non hai detto esattamente che va bene, se ho ben capito vuoi dire che tirate avanti?
Be', francamente, pa', una meraviglia non siamo mai andati. Cade qualche volta? Ma'.
Capace che durante il giorno prende qualche caduta e non ne parla. Io glielo dico, glielo dico sempre, stattene a letto e guardati la televisione. Ma lei niente, ha una sua teoria, che pi fa qualcosa per casa pi se ne sta lontana dal letto per sempre. Secondo me dovrebbe avere pi riguardo, starsene veramente cautelata, perch tra un paio d'anni avranno inventato una pillola per curare quel suo fatto come un semplice raffreddore. Gi esistono quei cortisoni, sai. Il medico per dice che non si sa se gli effetti secondari non sono per caso peggiori. Il cancro, insomma. Per me, dagli tempo e ti cancelleranno per sempre anche il cancro, per non parlare poi dei trapianti. Presto, capace che ti possono sostituire tutto l'interno al completo. Poi il vecchio s'accorge che sta parlando troppo e si piega, crolla, a fissare il bicchiere vuoto della birra, con la spuma che cola gi tutt'intorno. Ma alla fine non pu fare a meno di aggiungere a mo' di conclusione: E' una brutta cosa. E poich il figlio non risponde, Cristo, odia starsene con le mani in mano.
Il rum comincia a fare effetto. Coniglio non sente pi freddo, il cuore ormai gli parte; l'aria, l dentro, sembra pi fine, leggera, gli occhi si vanno abituando al buio. Chiede: E mentalmente come va? Non vorrai dire che dovranno cominciare a darle le pillole per la pazzia?
In tutta sincerit, Harry, e non ti direi mai bugie, quando con la lingua riesce a ingarrare le parole, a spiccicare quello che vuol dire,  lucida come uno specchio. Come ti dicevo, ultimamente s' un po' fissata su questo fatto di Janice. Certo sarebbe di grande aiuto, cristiddio mi secca romperti ma le cose stanno proprio cos, sarebbe di grande aiuto se tu e Janice trovaste il tempo di venire a trovarci stasera. Vedendoti di rado, la fantasia le si scatena. Ora, lo so che hai promesso di venire domenica per il suo compleanno, ma riflettici un po': se stai inchiodato a letto, con nient'altro che quello stronzo apparecchio e un mazzo di malelingue per compagnia, una settimana ti sembra un anno intero. Se una sera di queste, prima di sabato, ti riesce di fare un salto, portati dietro Janice, cos Mary la vede...
Verrei volentieri, pa'. Lo sai che verrei volentieri.
Lo so. Cristo, lo so. So pi di quanto credi. Ormai hai l'et per renderti conto che il tuo vecchio non  poi quel rimbambito che hai sempre pensato che fosse.
Il guaio  che Janice lavora l alla commissionaria fino alle dieci, a volte le undici, e non mi va di lasciare il ragazzo solo in casa. Anzi, ora sar meglio che scappi, non si sa mai. Non si sa mai, la casa pu essere bruciata, pu esservisi installato un pazzo. Se ne leggono tante sui giornali. Per ora, invece, legge sul viso del padre - un tremolio equivoco agli angoli della bocca, un improvviso socchiudersi degli occhi slavati - che i suoi sospetti hanno trovato conferma. Vede rosso. Vecchio ficcanaso: chi se la prenderebbe quella scema? Ha la fissa del padre e non cambia idea. Felice come una pasqua da quando lavora alla commissionaria; dagli inizi dell'estate sta ogni sera fuori fin dopo cena, e in casa cibi surgelati e lui che mette Nelson a letto e aspetta lei che rientra tutta giuliva e ciarliera. Non aveva mai immaginato che fosse cos piena di vita, di se stessa, e la cosa in un certo senso gli fa bene al cuore. Ce l'ha col padre perch cerca di colpirlo attraverso Janice, e reagisce con l'arma pi a portata di mano, la madre: Questo vostro medico non ha mai parlato di ricovero?
La mente del vecchio  lenta a ritornare sull'argomento della propria moglie. Coniglio ha un'idea, una scintilla come quelle delle ruote di un treno sulle giunture dei binari. Ma' gliele ha mai messe a pa', l'ha mai tradito? Tutto questo ficcare il naso sui rapporti a letto fa pensare a qualche esperienza passata. Difficile immaginarlo, non solo con chi ma anche quando; che lui ricordi, stava sempre in casa e nessuno bussava mai alla porta, a parte qualche commesso viaggiatore o qualche testimone di Geova; eppure, come il pettegolezzo del padre lo raggela cos quel pensiero lo eccita, gli dischiude possibilit. Il padre sta dicendo: ...agli inizi. Vogliamo evitarlo, almeno finch  costretta a letto. Se poi arriviamo al punto in cui, prima che io vada in pensione e stia a casa tutto il giorno, lei non  pi capace di badare a se stessa, allora sar una scelta alla quale saremo stati costretti. Ma non m'andrebbe gi. Cristo, non m'andrebbe gi. Di', pa ...
Ecco qui i miei quaranta centesimi. Pi dieci per la mancia. Da come la mano del vecchio stringe ostinata le monete nell'offrirle, si capisce che per lui sono ancora d'argento e non degli spiccioli di lega di rame che s'attaccano sul piano umido del banco. Vecchi valori. La Depressione, quando i soldi erano soldi. Mai pi rivalutati poi, e ora neppure pi i dieci centesimi sono d'argento. Il profilo di Kennedy ha ucciso il mezzo dollaro, lo ha tolto dalla circolazione e non lo si  visto pi. Tutto, per spedire del metallo sulla luna. Lo sciocco e pignolo conteggio delle rispettive parti del conto rimanda quella domanda sulla madre a quando sono gi fuori dal bar; ma una volta all'aperto capisce che non pu farla quella domanda, non conosce il padre bene fino a tal punto. L fuori, nella luce afosa, il padre ha perso ogni strisciante intimit e appare unicamente vecchio: borse sotto gli occhi, come un bilioso, venuzze rotte ai lati del naso, capelli color cartone. Cosa stavi per dirmi?
Dimenticato, risponde lui, e starnuta. Passare dall'aria condizionata a quel caldo gli provoca un'esplosione tra gli occhi che fa girare le teste fino in fondo all'isolato e lo lascia col naso che gli cola. S, ricordo. Il ricovero. Come potremmo permettercelo? Cinquanta piotti al giorno o roba del genere. Ci succhierebbe fino all'ultima goccia di sangue.
Suo padre scoppia a ridere, con un improvviso scatto della mascella per riafferrare la dentiera che gli  scivolata, ed esegue un goffo passo di danza, proprio l, sul marciapiede rovente, sotto il cartello bianco e rosso della fermata d'autobus. Harry, a suo modo la Provvidenza non  stata tanto carogna con tua madre e con me. Che tu ci creda o no, oggi c' anche qualche vantaggio ad arrivare fino alla nostra et. Domenica prossima lei compir sessantacinque anni e avr diritto all'assistenza medica gratuita. E' dal sessantasei che verso i contributi, e ora  come se mi togliessero di dosso una tonnellata di preoccupazioni. Ora non c' pi pericolo che le spese mediche ti riducano sul lastrico. Gliene hanno dette di tutti i colori a quel Johnson ma, credimi, qualcosa di buono l'ha anche fatto, almeno per i povericristi, e quando ha sbagliato  stato sempre perch il suo grande cuore l'ha tradito. Quei bravi ragazzi lass in orbita adesso, in questo momento: Nixon se ne accaparrer lui tutto il merito, ma sono stati i democratici a mandarceli, e da che ricordo  stata sempre la stessa storia, fin dai tempi di Wilson: i repubblicani non fanno un salsiccio di niente per i povericristi.
Giusto, dice Harry, indifferente. Il suo autobus sta arrivando. Dille che verremo domenica. Si fa largo sul predellino posteriore da dove, voltandosi a guardare mentre ancora si regge alla barra, vede il padre come uno dei tanti povericristi. Se ne sta l illuminato dal grande abbaglio americano, il vecchio, a sbirciare la pioggia di manna che lo stato gli riversa addosso, strascicando i piedi e cambiando posizione, nervosamente felice perch la giornata di lavoro  finita, perch ha una birra in corpo, perch Armstrong sta volando sul suo capo, perch gli Stati Uniti sono la meraviglia e il culmine della storia umana. Come un piccolo dado dell'intero meccanismo, lui ha fatto la sua parte. E la salute non gli  venuta meno. Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe stata ma' a cedere per prima? Mentre l'autobus s'ingolfa nel suo concerto di rombi e fremiti e sobbalzi, il pensiero di Coniglio indugia sull'immagine della madre che lui conserva come un brutto ricordo: i neri capelli diventati grigi, la tagliente lingua completamente sciupata per quella vita, le narici a forma di rombo che da ragazzo lui pensava contenessero chiss quali dispiaceri, gli occhi, il cui colore lui non aveva mai osato scoprire, socchiusi sotto le palpebre gonfiate dal disfacimento dell'et, tutto il lungo viso, leggermente lucido come per il sudore, affondato nel cuscino. Il motivo delle sue rare visite  che lui non sopporta di vederla ridotta cos. Non  Janice. Colei che gli ha dato la vita che lo guarda fisso mentre farfuglia, cercando le parole per salutarlo. E quel lieve e soffuso odore di malattia che non ristagna solo nella sua stanza ma fluisce gi per le scale andandogli incontro sull'ingresso, tra gli ombrelli, e seguendolo nella cucina, dove il povero pa' le riscalda i pasti. Un odore come di fuga di gas, che tanto la preoccupava quando lui e Mim erano piccoli. China il capo e prega, conciso: "Perdonami, perdonaci, aiutala. Amen". Se pregava, pregava soltanto sugli autobus. E ora su quello, c' lo stesso odore.
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E ci sono anche fin troppi negri. Ormai lui li nota sempre pi. Ce ne sono sempre stati l da loro - lui ricorda che quand'era ragazzino doveva trattenere il fiato quando attraversava le strade di Brewer, anche se non davano nessun fastidio e solo si limitavano a guardare - ma ora si son fatti pi imprudenti. Invece di teste lanose han selve di capelli. Poco male, fa pi Natura, visto che  proprio dalla natura che ci stiamo allontanando. L alla tipografia ci sono due negri Earnsworth e Buchanan, e dopo un po' non li noti neppure; loro sanno ancora ridere, almeno. Triste faccenda essere negro, sempre malpagato, con occhi che non somigliano ai tuoi, iniettati di sangue sempre, umidi che paiono stiano per piangere. Da qualche parte ha letto che secondo un antropologo il negro non  la pi primitiva bens l'ultima creatura evoluta, l'uomo nuovissimo. Per certi aspetti pi forte, per altri pi delicato. Certamente pi scemo, ma gi che essere fini di cervello non ha portato a molto, solo alla bomba atomica e al barattolo di birra con l'apertura a strappo. E Billy Cosby non si pu dire che sia uno stupido.
Ma dietro questi pensieri evoluti e tolleranti c' un certo timore; proprio non capisce perch debbano essere cos chiassosi. I quattro seduti ora accanto a lui, per esempio, che casinano e sfogano la loro esuberanza a gran ragli, sanno benissimo d'irritare e infastidire le grasse casalinghe bianche e rosee che rincasano con i loro pacchi e pacchettini. Ma gi che questo  tipico dei giovani d'ogni colore. E tuttavia sono una razza strana. Non solo per il colore della pelle ma per le maniere in cui sono messi insieme, dinoccolati e agili come leoni, con qualcosa di strano nella testa, come se i loro pensieri avessero una forma diversa e venissero fuori contorti anche quando non sono minacciosi. E' come se tutte quelle corolle africane di capelli e quegli orecchini d'oro e quel vociare sugli autobus fossero semi di qualche pianta tropicale trapiantatasi l grazie agli uccelli e che stesse ora invadendo il giardino. Il suo giardino. Coniglio sa che  il suo giardino, per questo ha appiccicato una bandierina a decalcomania sul lunotto della Falcon, nonostante che Janice dicesse che era un fatto stronzo e fascista. Sui giornali leggi di quelle case nel Connecticut nelle quali, mentre i genitori sono via alle Bahamas, i ragazzini s'intrufolano e le buttano gi, per spasso. Questo paese va diventando sempre pi cos. Come se crescesse da solo, selvatico, invece d'essere concimato dalle vite della gente.
L'autobus fila per la Weiser, attraversa il Running Horse River e comincia a scaricare gente senza caricarne altra. La citt con i suoi superati empori (che un tempo erano un paese delle meraviglie, coi banchi che gli arrivavano al naso e i libri illustrati che facevano pensare a Natale) e i Grandi Magazzini Kroll's (dove un tempo lui ha lavorato ad aprir casse, in fondo al reparto mobili) e il piazzale centrale con i suoi vasi di fiori (dove un tempo i binari del tram formavano una rumorosa stella d'intersezioni) e le vetrine vuote e polverose dei negozi condannati al fallimento dai complessi commerciali in periferia e i tristi e angusti locali che s'aprono e si chiudono chiamati Go-go o Boutique e le agenzie di pompe funebri con le facciate di finto granito e le botteghe dei residuati militari e un chiosco di lustrascarpe che vende ora noccioline arrostite e i giornali afro stampati a Filadelfia che urlano IL MARTIRIO DI MBOYA e un negozio di fiori dove ora fanno la riffa e un altro d'articoli diversi accanto a un grossista d'abbigliamento a sua volta accanto a un locale d'angolo chiamato JIMBO'S "Friendly" LOUNGE, mozziconi della citt aspirati dal ponte: dopo lo sprazzo di luce del corso d'acqua aperto che quando lui era ragazzo era intasato di fanghiglia di carbone (una volta un uomo cerc di suicidarsi buttandosi da quel ponte: rimase l con l'acqua fino ai fianchi finch la polizia non and a tirarlo fuori) ma che ora  stato dragato e ospita una chiazzaglia di barche da diporto ormeggiate, la citt cede il posto a West Brewer, un'inefficace imitazione della citt stessa, stesse case di mattoni dipinti di rosso ma intervallate qua e l dallo sventolio delle bandierine sullo spiazzo luccicante di un rivenditore d'auto, dalle pompe e dai blasonati festoni di una stazione di servizio, dalla distesa quasi lacustre del parcheggio di un supermercato zeppo di luccicanti carrozzerie. Rombando e sobbalzando, l'autobus, che si va alleggerendo, con i negri che scompaiono, avanza verso un sogno di spaziosit, passando davanti a fortezze residenziali con prati innaffiati automaticamente su tutt'e quattro i lati e ortensie potate sui muri di divisione da poco eretti, davanti all'apparizione fugace del museo, i cui giardini erano sempre in fiore e dove i cigni mangiavano le briciole di pane che i bambini gli gettavano, poi alla visione rutilante di finestre colpite dal sole, accecanti riflessi arancione, dell'alta ala nuova del manicomio della contea. Comodamente vicini, la Lavanderia a secco West Brewer, un negozio di giocattoli chiamato Paradiso dello Svago, il cinema Rialto, con la sua tozza pensilina: 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO. La Weiser Street fa una curva, diventa superstrada, s'inoltra nei verdi sobborghi dove negli anni Venti piccoli cavalieri dell'industria si costruirono case di sogno in legno, calcestruzzo, mattoni vetrificati e intonaco scaglioso come la crosta di una torta, case fiabesche di pan di zucchero con garage per due macchine e viali volteggianti. A parte alcune tenute principesche, protette da cancelli di ferro e circondate da ettari di prati, nella contea di Brewer non c' posto pi distinto di queste case dove andare; forse riescono a comprarne qualcuna i dentisti di maggior successo, gli assicuratori pi intraprendenti, gli oculisti pi raffinati. Quella zona ha ora un nuovo nome, per distinguersi da West Brewer: Penn Park. Piena di speranza, Penn Villas ne echeggia il nome, pur non essendo incorporata in quel sobborgo ma situata invece alla periferia di Furnace Township. Questa zona, dove un tempo fornaci a carbone fondevano il ferro per i moschetti della Rivoluzione,  oggi soprattutto una distesa di fattorie. I suoi pochi spazzaneve e l'unico sceriffo bastano a malapena per quel villaggio di case tipo ranch e prati fangosi e strade difettose e fogne insufficienti che le imprese costruttrici abbandonarono improvvisamente a se stesse.
Scende alla fermata di Penn Park, e s'avvia per una strada di false costruzioni stile Tudor, la Emberly Avenue, fin dove, al confine municipale, essa cambia pavimentazione e diventa Emberly Drive fino a Penn Villas. Lui abita a Vista Crescent, terz'ultima casa. Forse un tempo da l doveva godersi una bella vista, una valle dai dolci declivi e fienili rossi e fattorie di tufo calcareo, ma altre ville sono state aggiunte a Penn Villas e ora da qualsiasi finestra si vedono soltanto, come in uno specchio rotto, case come la sua, fili di telefono e antenne di televisori che mostrano gli spacchi del cristallo. La facciata della sua casa  a fasce d'alluminio verde mela e il numero  26. Sale i gradini del piccolo portico e apre la porta di casa con i suoi tre riquadri di vetro disposti a scala che echeggiano i tre toni staccati del campanello della porta a carillon.
Ciao pap, grida il figlio dal soggiorno, una stanza sulla destra delle dimensioni di quello che un tempo si chiamava salotto, con un camino che non adoperano mai. Hanno lasciato l'orbita terrestre stamattina! Sono a 43000 miglia di distanza!
Beati loro. Tua madre  in casa?
No. A scuola ci hanno radunati nell'aula magna per vedere il lancio.
Ha telefonato?
Da quando sono arrivato io no. Sono tornato poco fa.
Nelson, tredici anni,  di statura al di sotto della media, con la carnagione scura della madre e i lineamenti sottili e incerti ereditati forse dagli Angstrom. Le ciglia lunghe non le ha prese da nessuno e i capelli a cascata sulle spalle sono un'idea sua. Secondo Coniglio, se fosse stato un tantino pi alto, non ci sarebbe stato niente di male a portare i capelli tanto lunghi; cos com', invece, la somiglianza con una ragazza  malinconicamente accentuata.
Che hai fatto tutto il giorno?
Alla televisione continua ancora lo stesso programma di quei tali che cercano di indovinare e quando indovinano urlano e baciano il presentatore.
Niente d'eccezionale.
Sei stato al campo da gioco?
Per un po'.
E poi dove?
A West Brewer, a casa di Billy. Sono stato un po' con lui. Sai?
Cosa?
Il padre gli ha regalato una motoretta per il suo compleanno. Una cannonata. Con il manubrio altissimo cos che devi tenere le mani sollevate per stringere le manopole.
Ci sei andato sopra?
M'ha fatto fare solo un giro. E' tutta lucida, non ha neppure una striscia di vernice,  tutta metallo con un sedile color banana.
Billy  pi grande di te, o sbaglio?
Due mesi. Tutto qui. Solo due mesi, pap.
E dove ci va? Per strada  proibito, no?
Casa loro ha un grande parcheggio e lui corre l dentro. Nessuno dice niente. Costa solo centottanta dollari, pap.
Continua a parlare, io vado a prendere una birra.
La casa  abbastanza piccola cos che dalla cucina il padre pu sentire il ragazzo che continua a parlare, e la sua voce si confonde con le grida allegre e avide della televisione e lo stridio e il tonfo dello sportello del frigorifero che s'apre e chiude. Ehi, pap, una cosa non capisco.
Cosa?
Credevo che i Fosnacht fossero divorziati.
Separati.
E allora come mai il padre continua a comprargli tutta quella bella roba? Dovresti vedere l'impianto d'alta fedelt che s' fatto. Tutto per lui, nella sua stanza, per non dividerlo con nessuno. Quattro altoparlanti, pap, e la cuffia. La cuffia  fantastica. Sembra di star dentro alla musica.
E l bisognerebbe stare, dice Coniglio, rientrando nel soggiorno. Un sorso?
Il ragazzo beve un sorso dal barattolo e gli rimane un alone di spuma sulla peluria del labbro superiore. Fa una smorfia.
Harry gli spiega: Quando la gente divorzia il padre non smette di volere bene ai figli, solo non ci vive pi insieme. Probabilmente Fosnacht continua a comprare a Billy tutte quelle fessate costose per farsi perdonare d'averlo lasciato.
Perch si sono separati, pap, lo sai?
Ignoro. In effetti, il mistero  perch si sono mai sposati. Lui conosce Peggy Fosnacht da quando era Peggy Gring, una ragazza culacchiuta e strabica, a met fila dei banchi, che alzava sempre la mano perch sempre convinta di conoscere la risposta. Fosnacht, invece, lo conosce meno: un tipo mingherlino che si stringe sempre nelle spalle e che un tempo suonava il sassofono in complessi di dilettanti e ora  socio in un negozio di musica in fondo a Weiser Street, che un tempo si chiamava Chords'n' Records e ora Fidelity Audio. Con gli sconti di cui gode, l'alta fedelt di Billy gli sar costata quasi niente. Come quei premi che continuano a consegnare a quei pirla entusiasti. Quella che stava per fare lingua in bocca con il presentatore non c' pi adesso e a indovinare c' ora una coppia di negri. Chiari, ma decisamente negri. Poco male, che indovinino pure, vincano e urlino come tutti noialtri. Meglio questo che sparare dai tetti. Si chiede per come sar quella mogliettina negra. Labbra grosse, che ti succhiano tutto. Gli uomini sono lenti, perdio quanto sono lenti, e lunghi come la fame, e per rizzarli ci vuole l'iradiddio, ma poi stan dentro all'infinito, per questo le bianche li vogliono, perch i bianchi invece son troppo lesti, devono sbrigarsi in fretta, hanno da fare, devono fare l'America grande. A lui, Coniglio, piace, in "Laugh-In", quando Teresa fa quel suo numero stimolante, la maniera in cui le scrivono in bianco le parole sulla pelle. Quando vedono il programma Janice e Nelson gli chiedono sempre cos' che ci sta scritto; da quando fa il mestiere di tipografo sa leggere in un lampo, sottosopra e all'inverso. Ha avuto sempre l'occhio lesto, lui; Tothero gli diceva sempre ch'era capace di vedere la palla attraverso i buchi delle orecchie, per elogiarlo. Grande leccone, sotto sotto, quel Tothero. Morto, ormai. E il gioco  cambiato anche, tutto volteggiamenti a mezz'aria, grossi neri allampanati e affamati che saltano e galleggiano a mezz'aria mentre un palmo rosa e lungo quanto il tuo avambraccio lancia la palla quasi accompagnandola nel canestro. Chiede a Nelson: Perch non ti fermi pi a lungo al campo da gioco? Alla tua et giocavo a Re-Re e a Ventuno tutto il giorno.
S, ma tu eri bravo. Tu eri alto. Prima Nelson impazziva per gli sport. Seconda serie, interscolastico. Ultimamente invece non pi. Coniglio d la colpa all'album che sua madre conserva, di quando giocava a pallacanestro verso la fine degli anni Quaranta, dei tempi in cui stabil anche alcuni record della contea: l'inverno prima, quando andavano a trovare i nonni a Mt. Judge, Nelson chiedeva sempre di vederlo e si stendeva a terra a sfogliarlo, le foto ingiallite, la colla ormai seccata, cos che le pagine scricchiolavano quando le voltava,
MT. JUDGE SGOMINA ORIOLE, ANGSTROM SEGNA 37 PUNTI, e per il ragazzo quello che era avvenuto vent'anni prima stava appena succedendo: la luce di una stella.
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Sono "diventato" alto. Alla tua et non ero molto pi alto di te. Una bugia, ma non completamente. Alcuni centimetri. In un mondo in cui i centimetri contano. Spintoni. Scopate. Orbite. Una carriera da abbracciare. La statura di Nelson lo preoccupa. La sua non gli  stata di grande giovamento, se potesse togliersi una decina di centimetri per darli a Nelson lo farebbe. Purch non faccia male.
Del resto, pap, oggi gli sport sono per i locchi. Nessuno li fa pi.
Be', che cosa non  convenzionale oggi? Oltre a prendere le buglie e a bruciare la cartolina di richiamo. E a farti crescere i capelli fin sugli occhi. Dove canchero sta tua madre? Ora le telefono. Abbassa quella fetente televisione per una volta tanto.
David Frost  subentrato al "Match Game", quindi Nelson la spegne addirittura. E a Harry dispiace l'aria spaurita che il volto del ragazzo assume per un attimo: come la faccia che faceva suo padre quando lui starnutiva per strada. Cristiddio, hanno la strizza persino quando lui starnutisce. Il padre e il figlio fanno la stessa impressione di tristezza e fragilit. Ecco il guaio a darti pena per qualcuno, cominci a sentirti ultrapprensivo e poi ultrassillato.
Il telefono  sul ripiano inferiore di una scaffalatura divisoria che, in teoria, separa il soggiorno da una specie di stanzetta che loro chiamano tinello. Sugli altri ripiani c' qualche libro di cucina, ma che lui sappia Janice non li ha mai sfogliati; prepara sempre lo stesso pollo fritto e la stessa bistecca sciapa, coi piselli e le patate fritte, che ha sempre preparato. Forma il numero familiare: Springer Motors. Parla Mister Stavros.
Salve, Charlie. Di', Janice  l?
Certo, Harry. Come va tutto? Stavros  un venditore e deve sempre dire qualcosa.
Va.
 Rimani in linea, fratello. La brava donna  proprio qui vicino. Poi, lontana dal microfono, la sua voce dice: Prendi. E' tuo marito.
Si sente lo scatto di un altro ricevitore. Nel brevissimo intervallo di momentaneo silenzio Coniglio vede l'ufficio: le lucide auto in mostra nel salone, la porta di vetro opaca del vecchio Springer chiusa, il banco col ripiano verde e con dietro le tre scrivanie metalliche: Stavros a una, Janice all'altra e Mildred Kroust, la contabile che da trent'anni lavora con Springer, a quella al centro; tranne che negli ultimi tempi  quasi sempre assente, afflitta da certi problemi femminili che le si sono sviluppati con l'et, e cos il piano della sua scrivania  sgombro, a parte i cestini di filo di ferro, un tampone di carta asciugante e un sottobraccio. Vede anche il calendario a colori dell'anno prima appeso alla parete e la riproduzione in cartone sagomato della Station Wagon Toyota sulla vecchia cassaforte color caff, dietro l'albero di Natale. L'ultima volta che lui  andato alla commissionaria di Springer  stato per il party di Natale. Springer era cos esultante per essere riuscito a ottenere la concessione della Toyota, dopo tanti anni di traffico in auto usate, che aveva detto a Harry di sentirsi tutto l'anno come si sente un bambino a Natale.
Harry, tesoro, dice Janice, e lui avverte qualcosa di nuovo nella sua voce, una cadenza vagamente affannosa, come se lui avesse interrotto a met una canzone. Hai chiamato per rimproverarmi, vero?
No, il ragazzo e io ci stavamo solo chiedendo se e, nel caso, quando caspita avremo un pranzo cucinato in casa.
Lo so, squittisce lei, anch'io non ne posso pi, figurati. Solo che Mildred  via da tanto tempo che abbiamo dovuto ripassare i suoi libri. E il suo sistema  davvero un bordello. Bordello. Lui avverte un'altra voce in quella della moglie. Francamente, aggiunge Janice con un sospiro, se alla fine salta fuori che ha imbrogliato qualche milione a pap nessuno ne rimarrebbe sorpreso.
Gi. Sta' a sentire, Janice, si direbbe che te la stai proprio spassando l...
"Spassando"? Io sto "lavorando", amorazzo.
Certo, certo. Ora, che cazzo sta veramente succedendo?
Che intendi dire, "sta succedendo"? Non sta succedendo niente, se non che tua moglie cerca di portare a casa un po' di pane in pi. Pane? 'Succedono'... figurati. Tu puoi anche essere convinto che i sette, o quanti sono, dollari l'ora che ti pagano per star seduto al buio a titillare quella macchina siano una gran somma, Harry, ma rimane il fatto che cento dollari non comprano pi niente, "volano via" soltanto.
Cristiddio, ma perch devo stare a sentire questa conferenza sull'inflazione? Io voglio sapere soltanto perch mia moglie non  mai a casa a preparare una fetente di cena a me e a quel fetente di figlio.
Harry, per caso qualcuno ti ha montato contro di me?
Montato? E come potrebbero farlo? Janice, dimmi solo una cosa. Devo mettere in forno due surgelati o no?
Silenzio, durante il quale lui ha una visione: vede le ali di lei immobili, la sua canzone interrotta; vede se stesso prendere il volo, senza pi catene, libero. Un vecchio, oscuro presentimento. Poi Janice dice, con parole misurate, cos paiono a lui, come quando da ragazzo guardava sua madre che contava i cucchiai di zucchero in un impasto di farina: Lo faresti, tesoro? Solo per stasera? In tutta sincerit, qui siamo nel pieno di una piccola crisi. E' troppo complicato da spiegare, ma dobbiamo far bene certi conti, altrimenti domani non possiamo preparare le buste paga.
Chi  questo noi? Tuo padre  l?
Certo.
Potrei parlargli un momento?
Perch? E' fuori nel parcheggio.
Voglio sapere se si  procurato quei biglietti per la partita dei Blasts. Il ragazzo vuole andarci,  sulle spine.
Be', in verit non lo vedo, credo che sia andato a casa per la cena.
Cos state soli tu e Charlie?
C' altra gente che va e viene. Stiamo cercando disperatamente di sbrogliare il pasticcio lasciato da Mildred. E' l'ultima sera, Harry, te lo prometto. Sar a casa tra le otto e le nove, poi domani sera ce ne andiamo tutti al cinema. A West Brewer danno ancora quel fantascienza, l'ho visto questa mattina passando.
Lui  improvvisamente stanco: di quella conversazione, di tutto. Si sente circondato e confuso da troppa energia. I desideri di un uomo diminuiscono, quelli del mondo mai. Okay. Torna a casa appena puoi. Ma noi due dobbiamo parlare.
Certo, ho voglia di parlare, Harry. Da come lo dice  chiaro che parlare per lei significa scopare, mentre lui intendeva dire parlare. Janice riattacca: uno scatto impaziente, soddisfatto.
Lui apre un'altra birra. La leva ad anello si spezza e cos deve trovare un vecchio apriscatole arrugginito, che sta puntualmente sotto a tutto, nel cassetto delle posate. Mette a riscaldare nel forno due bistecche surgelate Salisbury e mentre aspetta che il forno arrivi ai cento gradi legge gli ingredienti elencati sulla scatola: acqua, bistecca, piselli, patate disidratate, pane grattugiato, funghi, farina, burro, margarina, sale, destrina di malto, conserva di pomodoro, amido, salsa Worchestershire, proteine vegetali idrolizzate, glutammato, latte magro in polvere, cipolle disidratate, aromi, zucchero, caramello, spezie, cisteina e tiamina, gomma arabica. Dall'illustrazione fotografica sulla stagnola non si capisce dove e come tutta quella roba c'entri. Lui ha sempre pensato che la gomma arabica servisse per incollare. Trentasei anni e sa meno di quando ha cominciato. Con la differenza che ora sa di non saper niente. Non sapr mai quel che si deve provare a parlare cinese o a sbattersi una principessa africana.
Il notiziario delle sei  tutto dedicato agli astronauti, allo spazio e al vuoto: un tipo calvo gioca con degli affarucci per spiegare le manovre di aggancio e sgancio, dopodich un gruppo di esperti parla del significato che tutta la faccenda avr per i prossimi cinquecento anni. Continuano a menzionare Colombo ma per quel che ne sa lui, Coniglio,  l'esatto opposto. Colombo part alla cieca e arriv da qualche parte, questi ragazzi invece sanno esattamente dove stanno puntando e si ritrovano nel vuoto assoluto. La bistecca Salisbury sa di conservato e di stantio, e Nelson ne mangia solo qualche boccone. Lui lo prende in giro, per incitarlo: Non riesci a mangiare un T.v.-dinner senza T.v.? Passano da un canale all'altro, alla ricerca di qualcosa che interessi, ma non c' niente. Scivola tutto via senza lasciar traccia finch, dopo le nove, nel programma di Carol Burnett, la rossa e Gomer Pyle recitano una scenetta davvero divertente sul Cavaliere Solitario. A Coniglio ricorda di quando un tempo, l a Jackson Road, se ne stava seduto nella poltrona ad ascoltare la radio, con le mani sporche del grasso del burro di nocciola sulle tartine di cracker che si metteva vicino per ascoltare la radio. E la madre ogni volta ribolliva. Ogni luned, mercoled e venerd sera, il programma cominciava alle sette e mezzo e se era estate piantavi l il gioco del sottomuro o della settimana e tutto il vicinato sprofondava nel silenzio; e poi alle otto le porte sbattevano e il gioco ricominciava. Quelle generose serate estive, buie abbastanza da invogliarti al sonno, con una guerra combattuta dall'altra parte dell'oceano, giusto perch lui vivesse le sue giornate felice in quella pace crescente. Mangiando biscotti d'avena.
Nella scenetta il Cavaliere Solitario ha una moglie che va su e gi per il capanno a gran passi pesanti, dicendo che odia i lavori domestici, odia quella vita solitaria. Tu non stai mai in casa, dice, sparisci sempre in una nuvola di polvere con un cordiale 'Salute a te, Silver.' Il pubblico invisibile ride. Anche Coniglio ride. Nelson non ci trova niente di divertente. Coniglio gli spiega: E' la frase con cui presentavano sempre il programma.
Contrariato, il ragazzo risponde: "Lo so", pap, e per un attimo Coniglio perde il filo della scenetta, c' stata una battuta che lui non ha sentito e la risata si sta spegnendo.
Ora la moglie del Cavaliere Solitario si lamenta dicendo che Daniel Boone porta sempre belle pellicce alla moglie, invece Io da te cosa ricevo? Pallottole d'argento. Apre la porta e uno scroscio di pallottole d'argento precipita dentro allagando il pavimento. Per il resto della scenetta Carol Burnett e Gomer Pyle e il tale che fa la parte di Tonto (non Sammy Davis Junior ma un altro negro della televisione) continuano a inciampare e a scivolare su quelle pallottole. Coniglio pensa ai milioni di persone che stanno seguendo il programma, ai milioni che paga la ditta che lo offre e al fatto che tuttavia nessuno trova mai il tempo per rendersi conto che appunto questo pu succedere, uno scroscio di pallottole d'argento.
Tonto dice al Cavaliere Solitario: La prossima volta fa' meglio, le pallottole mettile nella pistola.
La moglie attacca a lamentarsi di Tonto. "Quello l". Perch dobbiamo averlo sempre a pranzo? Lui "noi" non ci invita "mai".
Tonto le dice che se lei va alla sua tenda sarebbe rapita da sette o otto banditi. Invece d'impaurirsi, lei insiste. Rotea quei suoi grandi occhi di Burnett e dice: Andiamo, allora, "que mas sabe".
Nelson chiede: Pap, che significa "que mas sabe"?
Coniglio si scopre a dover rispondere: Non lo so. Forse 'amico' oppure 'capo,' qualcosa del genere, immagino. In effetti, ora che ci pensa, si rende conto che quel Tonto lui non lo capisce per niente. Il Cavaliere Solitario  un bianco, e quindi la legge e l'ordine vanno a suo vantaggio, ma quel Tonto? Un Giuda della sua razza, l'eroe pi solitario e disinteressato della virt. Quand' che intasca la sua ricompensa? Perch  fedele allo straniero mascherato? Al tempo della guerra nessuno se lo chiedeva mai. Tonto era semplicemente dalla parte del giusto. Sembrava un sogno decente allora, rosso e bianco insieme, il rosso che ama il bianco naturalmente, come son naturali le strisce della bandiera. Dove  andata a finire la parte del giusto? Ha perso parecchie battute per pensare una risposta da dare a Nelson. La scena sta per giungere al suo culmine. La moglie sta dicendo al Cavaliere Solitario: Devi scegliere tra lui e me. A braccia conserte, si leva in tutta la sua fierezza.
Il Cavaliere Solitario non impiega molto a prendere la sua decisione. Sella il cavallo. Tonto, dice. Mette sul fonografo il disco dell'ouverture del "Guglielmo Tell" e tutti e due se ne vanno. La moglie si avvicina in punta di piedi all'apparecchio, schiacciando una pallottola sotto al piede, e cambia il disco con quello del "Canto d'Amore Indiano". Tonto rientra in scena dall'altra parte e i due s'abbracciano e baciano. Gli indiani, confessa Carol Burnett rivolta al pubblico, col viso che le si ingrandisce man mano, mi hanno sempre interessata.
Il pubblico invisibile scoppia a ridere e anche Coniglio, seduto in poltrona in casa sua, ride. Ma sotto la risata quell'ultima battuta stride, forse perch tutti ancora ritengono Tonto incorruttibile e al di sopra di tutto, come Cristo e Armstrong. Ce ne andiamo a letto, che dici? chiede al ragazzo. Spegne l'apparecchio allorch inizia una serie di pubblicit. Il piccolo quadrato rimpicciolisce, poi si spegne.
Nelson dice: A scuola i ragazzi dicono che il Fosnacht ha una relazione, per questo hanno divorziato.
O forse s' solo stancato di non sapere quale occhio della moglie lo stava guardando.
Pap, cos' esattamente una relazione?
Be', quella di due persone che escono insieme quando sono sposate a qualcun altro.
A te e a mamma  mai successo?
Non direi. Una volta mi presi una vacanza, ma non dur molto a lungo. Quando tu avevi circa tre anni. Certamente non lo ricordi.
Lo ricordo, invece. Ricordo mamma che piangeva sempre e tutti che ti correvano dietro al funerale della bambina, e ricordo di quando mi trovai nella casa in Wilbur Street, con soltanto te nella stanza insieme con me, e guardavo la citt gi di sotto da dietro i vetri della finestra e sapevo che mamma era all'ospedale.
Gi. Non erano bei tempi quelli. Questo sabato, se nonno Springer si procura i biglietti che dice si sarebbe procurato, andiamo alla partita dei Blasts.
Lo so, dice il ragazzo, senza entusiasmo, avviandosi verso la scala. E Harry  turbato dal fatto che almeno un paio di volte al giorno gli sembra di vedere con la coda dell'occhio un'altra donna l in casa, una donna che non  Janice ma suo figlio, con i capelli lunghi.
Ancora un'altra birra. Butta i resti del pranzo di Nelson nel tritimmondizia, che a volte manda un puzzo dolciastro perch le fogne di Penn Villas scorrono lente, costruite in fretta. Poi s'aggira per il pianterreno raccogliendo bicchieri per la lavatrice; uno dei difetti di Janice  quello di girare per casa lasciando tazze appiccicose, con i piattini usati come portacenere, e bicchieri unti di vermouth dappertutto, su qualunque piano le capiti sottomano, il televisore, un davanzale. Come pu aiutare a sbrogliare il pasticcio di Mildred? Magari fuori casa diventa un mostro d'efficienza. E un Salute a te, Silver. Indiani. Povero pa', lui e le sue chiacchiere. Povera ma', preda e bersaglio delle malelingue e degli incubi. Poveri tutti e due, con il cervello seccato come mucchio d'avena corso da topi. Allontana quel pensiero. Guarda fuori dalla finestra e scorge, nell'ultima luce del giorno, le linee nere di un'antenna di televisore, un alberello d'alluminio, e un cesto di pallacanestro sulla parete di un garage lontano. Cosa pu fare per spingere il ragazzo a interessarsi allo sport? Se  troppo basso per la pallacanestro, c' il baseball. Qualsiasi cosa, purch si cacci dentro qualcosa, una benedizione, della quale poi vivere in seguito, anche se per poco. Se resta vuoto adesso, il ragazzo non durer affatto, perch tutti ci svuotiamo sempre pi. S'allontana dalla finestra e, dappertutto in casa, scorge un viscido splendore che lo sbircia, restituendo il suo sguardo, dal tessuto sintetico del divano nel soggiorno e di una poltrona, dalla sintetica raffinatezza di una lampada comprata da Janice che ha per base un pezzo di legnaccio qualsiasi, appesantito e armato, dal legno naturale che sembra innaturale degli scaffali vuoti a parte qualche portacenere-ricordo col fulgore di luoghi dimenticati; lo sbircia dal lavello d'acciaio, dal linoleum della cucina con le sue spirali, come quelle della follia, olio sull'acqua, cose che non si mescolano. La finestra sopra il lavello  nera e opaca come l'arancione che invade le finestre del manicomio. Vi vede specchiate le proprie mani bagnate. Sott'acqua. Schiaccia tra le mani il barattolo della birra che s' distrattamente scolato e il cui contenuto sa di metallo dentro di lui: corrosivo, ingrassante. Cose che non si mescolano. La sua incapacit a soffermarsi su un pensiero e a cavarne qualcosa si trasforma in vera e propria fatica. Si trascina su per le scale, s'induce ai subacquei movimenti e gesti dello spogliarsi e del lavarsi i denti, poi sprofonda nel letto senza curarsi di spegnere la luce al piano di sotto e nel bagno. Dal suono lugubremente sommesso di una radio capisce che Nelson  ancora sveglio. Pensa che dovrebbe alzarsi per andare a dargli la buonanotte, dare la sua benedizione al ragazzo, ma  come schiacciato da un peso mentre la camera da letto continua a essere invasa dalla luce e dai rumori e dai tonfi leggeri che il ragazzo provoca di l, aprendo e chiudendo porte e sportelli, in cerca evidentemente di qualcosa da fare. Sin dall'infanzia, lui, Coniglio, dorme meglio quando gli altri sono in piedi, dritti come chiodi che reggono il mondo, come lampioni, cartelli stradali, gambi di girasoli, fili di ragnatela...
Qualcosa di grosso scivola nel letto. Janice. Il quadrante fosforescente sul cassettone segna le undici meno cinque: due lancette convergenti su un solo numero. E' calda nella sua camicia da notte. Pelle pi calda del cotone. Lui stava sognando una curva parabolica lungo la quale cercava di correre, sebbene l'affare che stava guidando reagisse deviando, come una slitta sbilenca.
Risolto tutto? le chiede.
Pi o meno. Mi dispiace, Harry. Quando pap  tornato non ci lasciava andar pi via.
Il negriero, borbotta lui.
Com' andata la serata tua e di Nelson?
Pi o meno vuota.
Ha chiamato qualcuno?
Nessuno.
Sente che, pur tardi com', lei  sveglia, eccitata, e vuole parlare, scusarsi, riparare in qualche modo. Ora che c' anche lei il letto ha cambiato qualit, dalla zattera ingovernabile che lui cercava di mantenere su una rotta parabolica  diventato un nido, un vuoto pieno, che si curva e piega da solo. La mano di Janice lo cerca e lui la respinge, col vecchio istinto dell'atleta a proteggersi quella parte. Lei gli volta le spalle e lui accetta quel gesto sdegnoso, le si accoccola contro e lei punge, come un uccello che becca, anche dove non ha ossa, l alla vita. A suo tempo, aveva temuto di sposarla convinto che diventasse grassa come la madre, invece col passare degli anni va somigliando sempre pi a quel tenace ambizioso sparuto e tutt'ossa che  suo padre. Allontana la mano dal pube e gliela passa sul ventre, leggermente, deliziosamente molle dopo i due parti. La collottola di un cucciolo. Avrebbe dovuto fare un altro figlio dopo la bambina che  morta? Forse  stato uno sbaglio. Allora tutto gli era sembrato una buca sola, il grembo di lei e la tomba, sesso e morte, e ne aveva fuggito la fregna come la bocca di una tigre. Con le dita fruga pi in basso, sfiora viticci, scende ancora di pi, scopre che  gi umida l in mezzo. Pensa ai tasti della linotype sfiorati leggermente, al lavoro dell'indomani ed  gi l sul posto.
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La Verity Press tira avanti con moduli, biglietti di balli di beneficenza, manifesti politici in autunno e diari scolastici in primavera, volantini pubblicitari di supermercati, annunci postali di liquidazioni. Alla rotativa stampa un settimanale, "The Brewer Vat", specializzato in scandali cittadini, visto che i due quotidiani trattano solo notizie locali serie e nazionali d'agenzia. Un tempo stampava anche un giornale in lingua tedesca, "Der Schockelschtuhl", fondato nel 1830 e lasciato poi morire lentamente dopo che Coniglio era andato a lavorare l; la tiratura era stata ridotta perch ormai i suoi lettori si limitavano a pochi agricoltori negli angoli pi sperduti della contea e di quelle vicine. Lui, Coniglio, se lo ricorda perch la sua chiusura signific anche la scomparsa del vecchio Kurt Schrack, un tedesco scuro e torvo con basette che sembravano tatuate, incise nella pelle e non cresciute su questa. I suoi capelli erano di ferro ma la mascella era di piombo, e se ne stava sempre rintanato, torvo, nell'angolo che apparteneva solo a lui; era pagato per correggere le bozze della copia in olandese per la Pennsylvania e maneggiare i caratteri dei grassetti che nessun altro poteva toccare. I bordi e le grandi lettere ornate adoperate per le pagine interne erano intagliati nel legno e anneriti da un secolo di inchiostrazione. Schrack si concentrava tanto nel suo lavoro che solo all'intervallo di colazione alzava il capo, ma per parlare in tedesco a Pajasek, il caporeparto polacco, a uno dei due negri della tipografia o a uno dei due Angstrom. Schrack era stato insostituibile, perch aveva sempre fatto con invidiabile scrupolo ci che altri non avrebbero mai saputo fare. Poi, un luned, era stato mandato via e il suo angolo era stato chiuso con pareti divisorie e occupato dagli incisori.
Scomparso "Der Schockelschtuhl", ora il "Vat" minaccia di trasferire l'appalto della stampa a uno dei grandi impianti offset di Filadelfia. Non devi fare altro che incollare tutto, pubblicit, foto e composizione, e mettere in macchina. Il futuro della Verity  minacciato dai processi a freddo, dal foto-offset e, come se non bastasse, dalla foto-composizione, un sistema elettronico che sforna migliaia di lettere al secondo su una pellicola, mai a contatto col metallo, con dei computer programmati persino per le lineette d'unione e la divisione in sillabe. Ma un impianto d'offset costa pi di trentamila dollari e una pressa normale rimane pur sempre il metodo pi semplice per stampare biglietti e volantini. In pi, il "Vat" pu chiudere da un momento all'altro. Certamente  un foglio inutile.
PARTI COMPONENTI FABBRICATE A BREWER VIAGGIANO VERSO LA LUNA,  intitolato l'articolo in prima pagina di quella settimana. Coniglio compone, giustezza due colonne, le bianche dita leggere come piume, le matrici usate che ricadono nei loro condotti, sopra la sua testa, come pioggia su una lamiera.
...
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Quando, domenica prossima, gli abitanti di Brewer guarderanno la luna questa forse gli apparir un po' diversa.
Perch? Perch forse vi sar un pezzetto di Brewer sull'a-
No. Righino. Cerca di farlo entrare ma il rigo  troppo stipato, sicch decide per il righino.
stro.
La Zigzag Electronic Products Inc., Settima e Locust Street, Citt,
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Accidenti.
...
Locust Street, citt, ha rivelato questa settimana al corrispondente del VAT che un'importante serie di componenti dell'alternatore elettronico di guida da-bordo e del computer di nabifiazione  guida da bordo e del computer di navigazione  stata costruita qui da noi, nel semplice edificio di mattoni, un tempo sede dalla Gossamer Ho(iery ci di mattoni, un tempo sede della Gossamer Hosiery Co, davanti al quale migliaia di cittadini di Brewer passano distrattamente.
Se i circuiti stamati di questo alternatore - grandi la met di un francobollo e pi leggeri di un seme di fiore - non dovessero funzionare, gli astronauti Armstrong, Aldrin e Collin andranno alla deriva oltre la luna e periranno nel vuoto infinito del cosiddetto spazio profondo.
Ma non v' pericolo che ci accada, ha assicurato al corrispondente del VAT il direttore generale della Zigzag Electronics, Leroy
...
Passaggio, dopo ventiquattro righi, alla giustezza una colonna.
...
Spin Legel, nel suo ultramoderno ufficio verde pallido.
Per noi  stato un lavoro come tutti gli altri, ha dichiarato. Ne facciamo centinaia la settimana come questo.
Naturalmente, alla Zigzag siamo tutti Serissimi, ha aggiunto Lengel. Citiamoags aggiunto Lengel. Ci siamo imbarcati per nuovi mari.
...
Alta e calda, la macchina incombe su di lui, materna, brontolona, una suscettibile superstite, composta di migliaia di pezzi, dell'et d'oro della macchina. Il piano d'uscita dei piombi  sulla sua destra, quello dei lingotti e il disco della matrice sulla sinistra; all'altezza degli occhi una lampada schermata a luce verde. Al di sopra di quel sole la macchina s'ingolfa nell'ombra come un dinosauro, con la barra di ritorno delle matrici che si leva pigra a spirale e tutte quelle fruscianti e sospiranti tonnellate della massa intricata dei tasti che aspetta il tocco lievissimo della sua intelligenza. Dietro il disco della matrice c' il piombo fuso che freme in attesa; a volte, quando c' un ingorgo, il piombo trasborda fuori, rovente: Harry s' gi bruciato. Ma la macchina  una bambina; le sue richieste, anche se inflessibili, sono poche e una volta che sono state soddisfatte obbedisce automaticamente. La fedelt non  un problema. Dai e ti ricambia. Inoltre, Harry ama quella luce. E' crema ai suoi occhi, quella luce costantemente azzurrastra che non getta ombra da nessuna parte, una luce cos calmante che puoi leggere all'inverso lucide lettere con una sola occhiata. Contrasta con la luce di casa sua, dove stando davanti al lavello della cucina getti un'ombra che sembra terreno sui piatti, e quando siedi nel soggiorno devi chiudere gli occhi per via della lampada a stelo che Janice adopera per leggere riviste poco discosta, e dove le lampadine sul pianerottolo della scala stan sempre accese e solo quando c' buio completo il ragazzo smette di lamentarsi per via dei riflessi sullo schermo del televisore. Nello stanzone della Verity Press, sotto il soffitto di tubi fluorescenti, gli uomini si muovono come spettri, senza gettar ombre.
All'intervallo delle dieci e mezzo per il caff, il padre gli si avvicina e chiede: Pensi di farcela stasera?
Non lo so. Ieri Janice parl di portare il ragazzo al cinema oggi. Come sta ma'?
Meglio non si potrebbe sperare.
Ha pi nominato Janice?
No, Harry, ieri sera no. O almeno soltanto di sfuggita.
Il vecchio gli si fa pi vicino tenendo ben stretto il bicchierino di cartone del caff, come se contenesse gioielli. Tu hai detto qualcosa a Janice? chiede. L'hai interrogata in qualche modo?
Interrogata? Ma cos', sotto processo? L'ho a malapena vista. E' stata l da Springer fino a tardi. E Harry quasi trasalisce nel vedere, in quella luce perfetta, le labbra del padre serrarsi, i suoi occhi guizzare. Poi aggiunge: Il vecchio Springer l'ha trattenuta fino alle undici per cercare di mettere ordine nei libri. Da quando ha cominciato a vendere macchine giapponesi  diventato un negriero.
Le pupille degli occhi del padre s'allargano quasi impercettibilmente, le sopracciglia si sollevano dell'altezza di un corpo 12. Pensavo che lui e la moglie fossero ai Poconos.
Gli Springer? Chi te l'ha detto?
Tua madre, credo, e a lei ho dimenticato chi gliel'ha detto. Forse Julia Arndt. O forse  stato la settimana scorsa. Dicono che le gambe della signora Springer non resistono al caldo. Si gonfiano. Non so tu cosa pensi della vecchiaia, Harry, ma non  poi quella gran meraviglia che dicono che sia.
Poconos.
Ma forse alludevano alla settimana scorsa. Tua madre sar molto delusa se stasera non riesci a venire, cosa devo dirle?
Il campanello suona, l'intervallo  finito; Buchanan passa davanti a loro asciugandosi le labbra, dopo il primo goccio di whisky della mattina, e strizza l'occhio. Pap ha ragione, dice, scherzoso. Brutta foca nera.
Harry dice: Dille che dopo cena cercheremo di venire, ma abbiamo promesso al ragazzo di portarlo al cinema e forse non sar possibile. Magari venerd. La faccia del padre, delusa e rassegnata, lo irrita, e alla fine sbotta: Cristiddio, pa', ho anch'io una famiglia a cui pensare! Non posso pensare a tutto. Se ne torna con sollievo alla sua macchina, che lo abbraccia immediatamente, ronzando, mentre lui allontana una parola dalla sua mente (Poconos), e mandando un rumore di pioggia quando lui sfiora i tasti, contenta che sia ritornato.
...
.
...
Janice  a casa quando lui torna dal lavoro. La Falcon  in garage. La casa, piccola,  invasa dal fumo delle sue sigarette; un bicchiere di vermouth pieno a met  sul televisore e un altro su uno degli scaffali tra il soggiorno e il tinello. Coniglio chiama: Janice! Bench la casa sia piccola e mandi echi, quello dello scatto della manopola del televisore, di una bottiglia sturata, del cigolio delle molle del letto di Nelson, non c' nessuna risposta. Sente uno scroscio continuo d'acqua e sale le scale. Il bagno al piano di sopra  invaso dal vapore. Strano come le donne riescano a resistere all'acqua.
Harry, fai entrare aria fredda.
Si sta radendo le gambe nella vasca e parecchi piccoli tagli sanguinano e brillano. Anche se non  mai stata uno schianto di donna, con una specie di faccia cupa e striminzita e tesa - e nel decennio in cui Hollywood, prima di finire completamente, levava alle stelle superdotate che sembravano palloni gonfi poteva anche passare per tappetta -, Janice ha sempre avuto e ha ancora belle gambe. Snelle e tornite, con rotule sporgenti che son sempre piaciute a lui, Coniglio, a cui piace vedere le ossa nella gente. In quel momento tiene sollevata una gamba insaponata, come per sfoggiarla, e attraverso il vapore lui scorge l'acqua grigia e chiazzata di spuma che le sciaborda intorno alla micia, al ventre e al sedere, quando si sporge e allunga per radere la caviglia, e si ritrova cos in cima a una scala d'innumerevoli altri bagni che le ha sentito o le ha visto fare in quei quattordici anni di matrimonio. Riesce a tenere il conto di quegli anni perch il loro matrimonio  di sei mesi pi vecchio del loro figlio. Chiede: Dov' Nelson?
E' andato a Brewer con Billy Fosnacht. A vedere le motorette.
Non voglio che vada a vedere motorette. Ci pu restare. L'altra sua figlia, la neonata, anche ci rest. Mor. Il mondo  sabbie mobili. Trova il sentiero giusto e non allontanartene mai.
Oh, Harry, guardare non fa male a nessuno. Billy ne ha una e ci va sempre.
Io non posso permettermela.
Ha promesso che met della somma se la guadagna lui. L'altra met gliela do io con i "miei" soldi, visto che sei cos tirchio. I suoi soldi: il padre le ha dato delle obbligazioni. E poi ora ne guadagna anche. Ha proprio bisogno di lui? Lei chiede: Sei sicuro di aver chiuso la porta? C' una corrente terribile che prima non c'era. In questa casa non si riesce mai a starsene isolati.
Be', perdio, di quanto isolamento credi che ti sono ancora debitore?
Non  necessario che te ne stai l a guardare, mi hai vista gi fare il bagno altre volte.
Be', non ti vedevo senza panni addosso da non so quanto tempo. Sei fatta bene.
Ho una micia come tante altre, Harry. Ce ne sono miliardi in giro.
Appena qualche anno prima non avrebbe mai detto micia. La cosa lo eccita, gli carezza come un soffio il membro. La caviglia che lei si sta radendo comincia a sanguinare, improvvisamente, brillantemente, sorprendentemente. Dio, fa lei, sei goffo. Impalato l a guardarmi, mi rendi nervosa.
A proposito, perch fai il bagno proprio adesso?
Andiamo a cena fuori, l'hai dimenticato? E se vogliamo andare al cinema alle otto, dobbiamo uscire di casa alle sei. Dovresti lavarti le macchie di inchiostro. Vuoi usare la mia acqua?
E' piena di sangue e di peli.
Via, Harry, con la vecchiaia stai diventando schizzinoso.
Schizzinoso. Non  la sua voce,  un'altra voce, un'altra voce nella sua.
Janice prosegue: Lo scaldabagno non ha avuto il tempo di riscaldare altra acqua.
Okay, adoperer la tua.
Sua moglie esce dalla vasca, con l'acqua che rivola sullo scendibagno e i piedi e le natiche arrossati dal calore. Automaticamente, quando si solleva i capelli dalla nuca i seni anche le si sollevano. Mi asciughi la schiena?
Lui non ricorda quando  stata l'ultima volta che gli ha chiesto di farlo. Mentre sfrega, la piccolezza di lei si confonde con l'assoluta imponenza che acquistano le donne nude. La curva che le parte dalla vita e che  gonfiata dalla sporgenza dei fianchi. Coniglio s'accovaccia per asciugarle le natiche, rosse e con la pelle d'oca. Il dietro delle cosce, i peli neri sporgenti, l'umido muscoso in mezzo. Okay, dice lei e s'allontana. Lui s'alza per asciugarle a colpetti la peluria sotto la curva dei capelli tirati in alto. La natura  piena di nidi. Lei chiede: Dove vuoi andare a mangiare?
In un posto qualsiasi. Al ragazzo piace la Burger Bliss, l sulla West Weiser.
Io invece stavo pensando che c' un nuovo ristorante greco subito dopo il ponte che mi piacerebbe provare. Me ne parlava Charlie Stavros l'altro giorno.
Gi. A proposito dell'altro giorno...
Dice che fanno delle cose deliziose avvolte in foglie e il shish kebab, che a Nelson piacerebbe. Se non gli facciamo provare qualcosa di nuovo manger al Burger Bliss per tutto il resto della sua vita.
Il film comincia alle sette e mezzo, lo sai.
"Lo so", risponde lei, per questo ho fatto il bagno "adesso", e, una nuova Janice, sempre voltandogli le spalle, gli poggia il sedere contro la brachetta, sollevandosi sulla punta dei piedi e inarcando la schiena per creare un doppio, lieve e umido contatto. I pensieri gli si afflosciano, l'affare gli s'indurisce. Inoltre, prosegue lei, sollevandosi e abbassandosi sulla punta dei piedi, come una bambina che canta rapita in un coro, il film non  soltanto per Nelson,  anche per me che sgobbo tutta la settimana.
Lui stava per fare una domanda, ma quella carezza l'ha cancellata. Poi Janice si ricompone e dice: Presto, Harry. L'acqua si raffredda. Sul davanti dei pantaloni gli sono rimaste due macchie umide. La soffocante stanza da bagno lo ha drogato; quando lei apre la porta che d nella camera da letto il contrasto dell'aria fredda lo riscuote; starnutisce. E tuttavia lascia la porta aperta mentre si spoglia, cos pu vedere lei che si veste. E' esperta, svelta; con la stessa rapidit con cui un serpente guizza sulla sabbia s' infilata fin su il collant nero. Poi corre all'armadio a prendere la gonna, balza verso il cassettone per prendere la camicetta, quella d'argento crespata che lui credeva fosse riservata solo ai party. Mentre prova l'acqua con un piede (troppo calda) si ricorda:
Ehi, Janice. Oggi qualcuno mi ha detto che i tuoi genitori sono ai Poconos. E tu ieri sera mi hai detto che tuo padre era l al lavoro.
Janice si ferma di colpo al centro della camera da letto e guarda verso il bagno. I suoi occhi scuri si sono scuriti ancor pi; vede il grosso corpo bianco di lui, il ventre allentato e dilatato, il membro non circonciso che pende floscio, come un bargiglio di gallo, dalle sue bionde radici. Vede il suo dinoccolato e scattante atleta finito, cornuto. Vede un uomo bianco e grosso che un coltello potrebbe affettare come lardo. L'angelica e fredda determinazione di quando l'aveva lasciata, la banalit del suo ritorno e del suo restare: c' qualcosa in quella combinazione che lei non riesce a perdonare e che a sua volta giustifica lei. Il suo sguardo dev'essere rovente perch Coniglio le volta le spalle ed entra nell'acqua; le natiche di lui si confondono con quelle del suo amante e lei pensa che tutti gli uomini sembrano innocenti e vulnerabili in quella parte del corpo, simili ai bambini che un tempo son stati. Con tono deciso, dice: Sono stati ai Poconos, ma son tornati prima. Mamma dice che in posti come quello si sente snobbata, e senza aspettare risposta alla sua bugia, corre al piano di sotto.
Mentre guazza nell'acqua velata dai peli e dal sangue di lei. Coniglio sente Nelson che entra in casa. Le voci gli giungono attutite attraverso il pavimento. Che schifo di motoretta, annuncia il ragazzo. S' gi scassata.
Janice dice: E non sei contento che non sia la tua?
S, ma ce n' un altro tipo che costa di pi, un bel pezzo, una vera cannonata, che il nonno potrebbe prenderci con uno sconto, cos non verrebbe a costare pi di quella economica.
Tuo padre e io abbiamo deciso che duecento dollari sono troppi per un giocattolo.
Non  un giocattolo, ma',  un affare sul quale puoi imparare veramente qualcosa dei motori. La possiamo targare e pap potrebbe andarci al lavoro qualche volta, invece di prendere sempre l'autobus.
A tuo padre piace prendere l'autobus.
Odio, invece! urla lui, Coniglio. Puzza di negri. Ma gi dalla cucina nessuno gli risponde.
...
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...
Per tutta la sera continua ad avere quest'impressione che nessuno stia a sentirlo, che il proprio spirito sia soffocato in un molle isolamento, e cos parla e parla sempre pi forte e con pi insistenza. Mentre guida (anche con quella decalcomania della bandiera la Falcon gli sembrava pi di Janice che sua, perch lei la usa molto di pi) gi per la Emberly verso la Weiser, passando davanti al cinema e attraversando poi il ponte, dice: Cristiddio, non vedo perch per mangiare dobbiamo tornare di nuovo a Brewer. Ci passo tutta la schifa giornata a Brewer.
Anche Nelson la pensa come me, dice Janice. Sar un'esperienza interessante. Gli ho promesso che trover un sacco di cose non stufose come i piatti cinesi.
Faremo tardi per il cinema, ne sono sicuro.
Peggy Fosnacht dice... esordisce Janice.
Quella scema.
Peggy Fosnacht dice che l'inizio  la parte pi noiosa. Un mucchio di stelle e pianeti e qualche sinfonia. In ogni modo, ci sar un fuori-programma o almeno un po' di quelle presentazioni che ti mettono voglia di uscire fuori nell'atrio a comprare altre giuggiole.
Nelson dice: A me hanno detto che l'inizio invece  grande. Ci sono un sacco d'uomini delle caverne che mangiano carne cruda, veramente cruda, e uno ha detto che quasi gli veniva da vomitare, e poi si vede uno di loro che viene veramente ammazzato con un osso. Poi lanciano l'osso in aria e quello diventa una nave spaziale.
Grazie assai, guastapiaceri, dice Janice. Adesso mi sembra di averlo gi visto. Magari al cinema ci andate voi due e io me ne vado a casa.
Un corno, dice Coniglio. Tu rimani con noi e per una volta tanto soffri.
Con l'aria di fare una concessione, Janice dice: Le donne non s'intendono di scienze.
A Harry piace quella sensazione: di incuterle timore, di cercare di affrontare direttamente quel certo che di ignoto e non individuabile che lui avverte ora nelle loro vite, in mezzo a loro, come un quarto membro della famiglia. La bambina morta? Ma sebbene il dolore di Janice agli inizi fosse terribile, sebbene lei vi si piegasse come un giunco, tanto che lui aveva temuto che si spezzasse, col passare degli anni quel dolore l'aveva ereditato lui solo. Poich s'era rifiutato di incingerla di nuovo, il delitto e la colpa erano diventati esclusivamente suoi. Agli inizi aveva cercato di spiegare quel che gli succedeva, che cio l'amore con lei era diventato un fatto troppo oscuro, troppo "serio", troppo legato alla morte, per fidarsi di tutto ci che ne poteva nascere. Poi lui aveva smesso di spiegare e lei era sembrata che avesse dimenticato: come una gatta che per un paio di giorni va annusando in tutti gli angoli, miagolando, in cerca dei gattini affogati, e poi riprende a leccare il latte e a rovistare tra la spazzatura. Le donne e la natura dimenticano. La scienza  inutile, perch esse sono ci che la scienza cerca di sapere. Il solo ricordo della bambina, il ricordo di com'era stato informato della sua morte a un telefono pubblico in una drogheria, gli d un groppo alla gola, un groppo che lui collega, vagamente, a Dio. Aveva pregato nel ritornare a casa in autobus, ricorda.
Seguendo le indicazioni di Janice, volta a destra subito dopo il ponte, all'altezza del Jimbo's "Friendly" Lounge, e dopo pochi isolati parcheggia la macchina in Plum Street. Chiude lo sportello a chiave. Una zona un po' squallida, si lamenta poi, rivolto a Janice: Un sacco di stupri da queste parti, ultimamente.
Oh, fa lei, il "Val" non parla che di stupri. Tu sai che cosa  veramente uno stupro? E' una donna che, dopo, ha cambiato idea.
Bada a come parli davanti al ragazzo.
Lui sa gi pi di quanto saprai mai tu. Non  un'offesa, Harry,  solo un fatto. La gente adesso  pi smaliziata di quando tu eri un ragazzo.
E di quando tu eri una ragazza?
Ero molto scema e ingenua, lo ammetto.
Ma?
Ma niente.
Credevo che stessi per dirci che ora invece la sai lunga.
Non la so lunga, ma almeno ho cercato di aprire gli occhi.
Camminando a poca distanza davanti a loro, ma sentendo in ogni caso fin troppo, Nelson indica il grande orologio della Birra Sunflower, sulla Weiser Square, che da l si vede sullo sfondo di tetti inclinati e di uno scarico di rifiuti che sta per diventare un altro autoparcheggio. Sono le sei e venti, dice. E aggiunge, non sicuro di aver reso chiaro come la pensa. Al Burger Bliss ti servono immediatamente. E' fantastico, tengono ogni cosa in caldo in un grande forno tutto rovente e rosso.
Niente Burger Bliss stasera, figliolo, dice Harry, prova invece questo paradiso della pizza.
Non essere ignorante, fa Janice, la pizza  un fatto solo italiano. E, a Nelson, dice: C' tempo. E a quest'ora non ci sar ancora nessuno.
Dov'? chiede Nelson.
Proprio qui, risponde lei. Li ha guidati senza sbagliare.
Si tratta di una delle tante case in fila, di mattoni, mattoni rossi dipinti di rosso sangue di bue, nello stile di Brewer. Una piccola insegna non luminosa avverte: The Taverna. Salgono i gradini di arenaria davanti alla porta e una donna baffuta, dall'aria materna, li accoglie e li fa passare in quello che un tempo era un salottino unito ora alla stanza seguente dopo aver abbattuto la parete, con in fondo, dietro porte a vento, la cucina. Alcuni tavoli al centro, separ lungo le due pareti. Pareti a calce, nude, a parte la fotografia d'una donna olivastra con una faccia rotonda e un bambino, con davanti una candela tremolante. Janice s'infila in un separ da una parte e Nelson dall'altra e, costretto a scegliere, Harry prende posto accanto a Nelson, per aiutarlo col men, aiutarlo a trovarci qualcosa che possa somigliare pi o meno a un hamburger. La tovaglia, di stoffa,  a quadretti rossi e le margherite in un vaso di cristallo azzurro sono fiori veri, morbidi, nota Harry toccandoli. Janice aveva ragione, il posto  carino. L'unica musica  quella di una radio che suona in cucina; gli unici altri clienti sono una coppia tutt'intenta a parlarsi e a prendersi la mano di tanto in tanto, immersa in un elemento entro il quale non possono fidarsi dei propri occhi, l'uomo rosso in faccia come se stessero strozzandolo, la donna d'un pallore mortale. Sono tipi di Penn Park, freddi nei loro vestiti, beige e grigio pastello, adatti per quanto qualsiasi vestito possa essere adatto, in quella zona umida vicino al fiume, nell'afa di luglio. Sul viso hanno l'espressione affilata e decisa che solo il denaro pu dare: la fronte ha quella chiarezza esplicita che non si pu mai riprodurre nel povero diavolo sporco e strascicante. Anche se ormai non potr mai pi diventare uno di loro, a Harry fa piacere che si trovino l, in quel ristorante cos semplice da essere chic. Forse Brewer non  morta come sembra.
I men sono scritti a mano, con carta copiativa. Il viso di Nelson  teso mentre scorre la lista. Non hanno sandwich, dice.
Nelson, dice Janice, se fai storie non ti porter pi da nessuna parte. Sei grande ormai.
E' tutto nomi complicati.
Lei spiega: Pi o meno si tratta quasi sempre di agnello. "Kebab"  quando  allo spiedo. "Moussaka"  quando  unito alla melanzana.
"Odio" le melanzane.
Coniglio le chiede: Come fai a sapere tutto questo?
Fin qui ci arrivano tutti, Harry. Come sei provinciale. Che coppia fate voi due, seduti vicini, decisi a essere squallidi. Terribilmente americani.
Tu mica hai tanto l'aria della cinese, dice Harry, anche se hai quella camicetta di Lord Fauntleroy. Si guarda la punta delle dita e vi nota uno strato color ocra di polline: le margherite che ha toccato.
Nelson chiede: Cos' il "kalamaria"?
Non lo so, risponde Janice.
Voglio questo.
Tu non sai quello che vuoi. Prendi il "souvlakia",  la cosa pi semplice. Sono pezzi di carne su uno spiedo, molto abbrustoliti, con in mezzo peperoni e cipolle.
"Odio" i peperoni.
Coniglio gli spiega: Non sono quelli che ti bruciano la gola, sono quegli affari verdi che sembrano pomodori vuoti dentro.
Lo so, dice Nelson. Li odio lo stesso. Lo so che cos' un peperone, pap, santiddio.
Non bestemmiare. Quando li hai mangiati?
In un pepperburger.
Forse dovresti portarlo al Burger Bliss, Harry, e lasciare me qua, disse Janice.
Coniglio chiede: E "tu" che prendi, visto che sai tutto, la madonna?
Pap hai bestemmiato.
State zitti, dice Janice, tutt'e due. C' uno sfornato di pollo squisito, ma ho dimenticato come si chiama.
Allora sei gi stata qui? le dice Coniglio.
Io voglio il "melopeta", dice Nelson.
Coniglio guarda il men, nel punto in cui il ragazzo ha piantato il dito corto (sua madre gli ha sempre fatto notare che il ragazzo ha le mani piccole degli Springer), e gli dice: Scemo, quello  un dessert.
Grida eccitate sulla porta annunciano l'arrivo di una numerosa famiglia, tutta capelli neri e sorrisi: iniziati. Il cameriere li accoglie come un padre e spinge un tavolo contro un separ per far spazio a tutti. Gracchiano nella loro lingua, uggiolano, bofonchiano, tronfi e felici di trovarsi l. Fanno stridere le sedie sul pavimento e i loro figli guardano allibiti e con occhi spalancati da sotto l'ombrello del chiasso degli adulti. Lui, Coniglio, si sente nudo con quella sua famiglina spoglia. La coppia di Penn Park si gira molto lentamente, come sott'acqua, al fracasso e poi - lei ora rossa in viso e lui pallido - riprendono il contatto, sfiorandosi le mani sulla tovaglia, brancolando tra gli steli dei bicchieri del vino. Il branco di greci s' sistemato ma un tipo ne  rimasto fuori: dev'essere entrato con loro ma  rimasto sulla soglia, esitando. Coniglio lo conosce. Janice si rifiuta di girare il capo; tiene gli occhi sul menu, fissi, cos che  chiaro che non legge. Coniglio le mormora: C' Charlie Stavros.
Davvero? fa lei, e tuttavia  ancora riluttante a voltare il capo.
Ma Nelson non esita, invece, e chiama ad alta voce: Ehi, Charlie! D'estate, il ragazzo passa una quantit di tempo alla commissionaria.
Stavros, che ha occhi cos sensibili e deboli che le sue lenti sono tinte di lilla, socchiude le palpebre. Poi il viso s'infrange nel sorriso che deve sfoggiare alla conclusione di una vendita, con una piccola piega agli angoli della bocca che forma una fossetta. E' un uomo tozzo e squadrato, Stavros, di una decina di centimetri pi basso di Harry, di qualche anno pi giovane, ma con una naturale riserva di imponente austerit che gli conferisce l'aspetto e l'atteggiamento di una persona anziana. I capelli gli si van diradando sul capo, le sopracciglia formano una riga sola. Si muove con cautela, come se portasse qualcosa di fragile dentro di s; con quella giacca di madras a quadretti, gli occhiali di corno rettangolari e dalle lenti spesse e le basette lunghe e nette, si muove e avanza nel mondo con l'aria di chi ha scelto di viverci. Il fatto che non sia sposato, nonostante i trent'anni compiuti, accresce quell'impressione di tipo deciso. Quando lo vede, a Coniglio riesce sempre pi simpatico di quello che vorrebbe; gli ricorda certi tipi robusti, lenti e sempre calmi, che erano suoi compagni di squadra. Quando, dopo averci pensato su, aggirando l'ostacolo di una momentanea indecisione, Charlie si dirige verso il loro separ  lui, Harry, che dice: Siedi al nostro tavolo; anche se Janice, col capo chino, gli ha gi fatto posto.
A Janice, Charlie dice: Tutta la sacra famiglia. Bello. Lei risponde: Questi due si stanno comportando in maniera orribile.
Coniglio dice: Non ci capiamo niente del men. Nelson chiede: Charlie, cos' "kalamaria"? Voglio saggiarlo.
Meglio di no. Sono una specie di polipetti piccoli cucinati nel loro inchiostro.
Che schifo, fa Nelson.
Nelson, lo rimprovera Janice.
Coniglio dice: Siediti, Charlie.
Non voglio disturbare.
E' un piacere, che caspita!
Pap  nervoso, informa Nelson.
Con colpetti impazienti, Janice indica il posto accanto a lei. Charlie siede e le chiede. Che cosa piace al ragazzo?
Gli hamburger, si lamenta Janice, con un sospiro teatrale. All'improvviso  diventata attrice, ogni suo gesto e intonazione sono caricati a beneficio di un pubblico di taciti spettatori.
L'assorta testa quadrata di Charlie si china sul men. Diamogli delle "keftedes". Va bene, Nelson? Sono polpette di carne.
Senza salsa di pomodoro, per.
Senza salsa, solo la carne. E un po' di menta. La menta  quella che si trova anche nelle Life Savers. Okay?
Okay.
Ti piaceranno.
Ma Coniglio ha l'impressione che il ragazzo sia stato bidonato con una macchina difettosa e, notando le spalle larghe di Stavros accanto a quelle di Janice e i vistosi anelli d'oro che il tipo sfoggia a tutt'e due le mani, ha anche l'impressione che il tavolo abbia imboccato una strada non scelta da lui. Che lui e Nelson stiano sul sedile posteriore.
A Stavros, Janice dice: Charlie, perch non ordini tu per tutti noi? Non sappiamo sbrogliarcela.
Coniglio dice: Io invece so sbrogliarmela. Per me ordino io. Prendo la... sceglie a caso sul men, la "padakia".
"Padakia", fa Stavros, non credo sia possibile averla. E' agnello marinato e devi ordinarlo il giorno prima almeno per sei.
Nelson dice: Pap, il film comincia tra quaranta minuti.
Janice spiega: Pensiamo di andare a vedere quella cretinata di fantascienza.
Stavros annuisce come se gi sapesse. L'orecchio di Coniglio coglie uno strano eco. Le cose che si dicono Janice e Stavros risultano morte, riprodotte. Naturale, lavorano insieme tutto il giorno. Stavros, dice, rivolto a tutti: E' uno schifo.
Perch  uno schifo? chiede Nelson, tutto preoccupato. Sul viso a volte gli compare un'espressione, le labbra sporte in fuori a bocciuolo e gli occhi quasi come se fossero risucchiati nelle orbite, che non  cambiata da quando era bambino, da quando la bottiglia del biberon finiva.
Stavros ammette: Nellie, per te sar magnifico. E' tutto giocattoli. Per me, invece, non c' sesso. Sai, io non trovo la tecnologia sessualmente eccitante.
E' proprio necessario che tutto sia sessualmente eccitante? chiede Janice.
Non  necessario, ma la tendenza  ormai quella, risponde Stavros. Poi si rivolge a Coniglio: Prendi del "souvlaki", ti piacer e si prepara in un niente. E con un piccolo gesto, affascinante e insieme ammirevole, muove la mano col palmo in fuori come se avesse fatto schioccare le dita, senza staccare il gomito dal tavolo, e la donna dall'aria materna accorre immediatamente.
"Yasou".
"Kali spera", risponde la donna.
Mentre Stavros ordina, in greco, Harry studia Janice, quel suo insolito splendore. Il tempo  stato clemente con lei, come se le avesse fatto pena. Quel certo che di tirato e meschino delle labbra, che lei aveva avuto sin da ragazzina, sembra ora disteso, allentato, dalla comparsa di altre piccole pieghe sul viso; e i capelli, la cui radezza un tempo lo irritava, come un altro simbolo della propria povert, ora li porta cascanti al di sopra delle orecchie, spartiti nel mezzo in due soffici bande. Non porta rossetto e a certa luce il suo viso acquista una severit zingaresca e la dignit che si scorge nelle fotografie delle guerrigliere che compaiono sui giornali. L'aria zingaresca l'ha presa dalla madre, l'aria dignitosa dagli anni Sessanta, che l'hanno liberata dalla necessit di sembrar vaporosa. La semplicit  sufficientemente bella. E ora  tutta gongolante nella sua felicit, e si dimena sul culetto tondo agitando le mani in archi di repentine esagerazioni, bianche alla luce delle candele. Rivolta a Stavros, dice: Se non fossi arrivato tu saremmo morti di fame.
No, fa lui, uomo pratico, rassicurante. Vi avrebbero consigliato loro. E' gente simpatica.
Questi due, dice lei, sono cos americani che non c' niente da fare.
S, dice Stavros, rivolto a Coniglio, ho visto la decalcomania che hai messo sulla tua vecchia Falcon.
Gliel'ho detto io a Charlie, dice Janice, anche lei rivolta a Coniglio. Io certamente non ce la mettevo.
Che c' di male? chiede lui a tutt'e due. E' la nostra bandiera, no?
Nostra o non nostra,  una bandiera, risponde Stavros, a cui non piace la piega che ha preso il discorso, premendo leggermente le une contro l'altre le punte delle dita sotto gli occhi miopi e riparati.
Non tua per, eh?
Harry diventa un fanatico su quest'argomento, avverte Janice.
Non divento un fanatico, mi rattrista solo il fatto che certa gente venuta qui a ingrassare...
Io sono nato qui, l'interrompe Stavros. E anche mio padre era nato qui.
...poi sputa sulla schifa bandiera, continua Coniglio, come se fosse un pezzo di carta igienica.
Una bandiera  una bandiera. Nient'altro che un pezzo di stoffa.
Per me  pi che un pezzo di stoffa.
Cos' per te?
E'...
Il grande Mississippi.
No,  la gente che non m'interrompe sempre quando parlo.
Non sempre, solo ogni tanto.
E' gi meglio che sempre, come succede in Cina.
Sta' a sentire. Il Mississippi  un grande fiume. Le Montagne Rocciose sono davvero magnifiche. Quello che non riesco ad apprezzare sono gli sbirri che spaccano la testa agli hippies e il Pentagono che gioca ai cowboys e agli indiani in tutto il mondo. Questo significa per me quella tua etichetta. Significa vaffanculo i neri e mandiamo la CIA in Grecia.
Se non mandiamo noi qualcuno dall'altra faccia di questa latrina, certo come la morte che i greci non se la sbrogliano da soli, come s' visto.
Non essere ridicolo, Harry, la civilt l'hanno inventata loro, dice Janice. E, rivolta a Stavros, aggiunge: Hai visto come diventa sporca e velenosa quella lingua quando parla di politica?
Io non parlo di politica, corregge Coniglio. Come americano, questo  uno dei miei merdosi e bei diritti: non parlare di politica. Io proprio non capisco perch dovremmo camminare per strada con le mani legate dietro la schiena e farci sputare in faccia da ogni scalzacane che dice di fare una rivoluzione. E mi scotta veramente sentire un qualunque venditore bidonista di macchine tutto ciotto e salotto che smerda il paese che l'ha sfamato e rimpinzato sin da quando  nato.
Charlie fa per alzarsi. Meglio che me ne vada. L'aria si fa un po' pesante.
Non andartene, lo prega Janice. Non sa neppure lui quello che dice. L'argomento gli fa perdere i lumi.
Gi, non andartene, Charlie, resta a far compagnia al menomato.
...
.
...
Charlie si rimette a sedere e, con tono misurato, dichiara: Mettiamo per un attimo che tu abbia ragione. Parlami dei benefici di cui abbiamo rimpinzato il Vietnam.
Cristiddio, l'hai detto. L'avremmo trasformato in un altro Giappone se ci avessero lasciato fare. Solo questo volevamo fare, arricchire il paese e riempirlo di superstrade e stazioni di servizio. Il povero vecchio Johnson, l'avrai sentito, no. Cristo, con le lacrime agli occhi l alla televisione? non proponeva altro che di trasformare il Vietnam del nord nel cinquantunesimo schifo di stato di questa schifa Unione se solo avessero smesso di lanciare bombe. Li abbiamo pregati di organizzare un po' d'elezioni, un'elezione qualsiasi, e quelli gi a buttar bombe. Cos'altro possiamo fare? Cerchiamo di dare tutto quello che possiamo, questa  la nostra politica estera, cercare di dare tutto quello che possiamo per far felici dei gialli, e tuttavia tipi come te vengono a sbafare nei ristoranti e a lamentarsi: 'Perdio, come siamo marci.'
Credevo che fossimo noi e non loro a gettar bombe.
Abbiamo smesso, abbiamo smesso dopo tutte le marce organizzate da voi liberali. E che ne abbiamo ricavato? Si china in avanti per pronunciare chiaramente la risposta: Una merda di niente.
La bisbigliante coppia dall'altra parte della sala si volta a guardare sorpresa; la famiglia a due separ pi in l fa meno chiasso, per ascoltare. Nelson arrossisce, smarrito, con gli occhi tristi sprofondati nelle orbite. Una merda di niente, ripete Harry, a voce pi bassa. Si spinge ancor pi avanti sul tavolo, vicino alle margherite tremolanti. Ora immagino che mi citerai il 'napalm.' Questa stronza di parola magica. Hanno sotterrato vivi capi di villaggio e sparato coi mortai sugli ospedali per vent'anni e ora grazie al napalm sono tutti candidati al Premio Alfred Schweitzer per la pace. M, E, R, da. Ha alzato di nuovo la voce; il pensiero del tradimento e dell'ingratitudine che insozzano la bandiera, e lui, lo imbestialisce.
Harry, ci farai cacciar via tutti, dice Janice; ma lui nota che  ancora tutta euforica, tutta gonfia, un pasticcio nel forno.
Comincio a capirlo, le dice Stavros. Se ho bene afferrato, aggiunge poi, rivolto a Coniglio, noi siamo la grande mamma che cerca di fare inghiottire a questo bambino ribelle una medicina che sa che gli fa bene.
Esatto. Hai afferrato bene. Siamo la grande mamma. E il bello  che la maggior parte di loro vogliono prenderla, muoiono dalla voglia di prenderla la medicina, solo che alcuni pazzi in pigiama nero li farebbero a pezzetti piuttosto che fargliela prendere. Qual  la tua teoria? Che ci siamo immischiati per via del riso? La teoria dell'Uncle Ben's Rice? Coniglio ride e aggiunge: Il caro e vecchio Uncle Ben.
No, risponde Stavros, piazzando le mani sulla tovaglia a quadretti e fissando di sotto le sopracciglia unite il pomo d'Adamo di Harry; molto paziente, nota Coniglio. Perch? La mia teoria  che si tratta di un gioco di potere sbagliato. Non vogliamo il loro riso, vogliamo che loro non l'abbiano. E non abbiano il magnesio. O il territorio della costa. Abbiamo giocato tanto a lungo a scacchi con i russi e non ci siamo accorti d'essere stati spazzati via dalla scacchiera. Le facce bianche non funzionano pi nei paesi gialli. I consiglieri di Kennedy, che pensavano di poter governare il mondo dall'ufficio del direttore, hanno premuto il bottone e non  successo niente. Poi Oswald vot per Johnson, che era un tale capoccione da credere che per il bottone occorreva soltanto un pollice pi grosso. Cos il motore s' surriscaldato e da una parte c' stata l'inflazione e il crollo in borsa e dall'altra la contestazione. In mezzo, quarantamila figli di madri americane uccisi con canne di bamb intinte nella merda. Ora alla gente non va pi gi di perdere il figlio in una giungla. Magari non  mai andato gi, ma prima credeva che fosse necessario.
E non lo ?
Stavros batte le palpebre. Capisco. Per te la guerra  necessaria.
S,  meglio l che qui. Meglio le guerre piccole che le grandi.
Le mani ritratte, pronte ad agitarsi, Stavros dice: Per a te piace. Agita le mani. Tu non vuoi altro che bruciare tutti i bambini di colore, amico. Quell'amico  debole.
Coniglio gli chiede: Come te la sei cavata col servizio militare?
Stavros scuote, poi irrigidisce, le spalle. Riformato. Difetto al cuore. So che tu la campagna di Corea l'hai fatta nel Texas.
Sono andato dove mi hanno mandato. E ancora andrei dove mi manderebbero.
Bravo. Tu sei uno di quelli che hanno fatto l'America grande. Un vero guardiaspalle.
Lui  la maggioranza silenziosa, interviene Janice, ma continua a far chiasso. E guarda Stavros speranzosa, perch approvi la sua battuta. Santo cielo,  proprio scema, anche se con gli anni ha messo su culo.
E' un prodotto normale, dice Stavros. E' un tipico imperialista razzista dal cuore buono. Dal tono cauto con cui quelle parole sono pronunciate, accompagnate dal sorriso stiracchiato del venditore d'auto. Coniglio capisce che lo stanno corteggiando, che stanno chiedendo - questa  la sua vaga impressione - la sua complicit. Tuttavia resta inchiodato alla sua convinzione che descrivere qualsiasi mossa dell'America come un gioco di potere significa non afferrare l'essenziale. L'America va oltre il potere, agisce come in un sogno, come uno dei tanti volti di Dio. Dovunque c' l'America c' la libert, e dove non c' l'America regna la follia con ceppi e catene, la tenebra soffoca milioni di individui. Sotto i suoi pazienti bombardieri, il paradiso  possibile e attuabile. Ribatte: Questa storia del razzismo non la capisco. Ormai non puoi accendere la televisione senza che una faccia nera ti sputi in un occhio. Da Nixon in gi tutti stanno in piedi la notte a studiare la maniera per farli ricchi senza dargli il fastidio di lavorare, di far niente. Farnetica, ma vuol difendere qualcosa di infinitamente dolce, la stella che s'accese alla sua nascita. Parlano di genocidio quando sono proprio loro a prepararlo, proprio loro, i neri insieme con i figli di pap, che vogliono abbattere tutto. E poi appena un disgraziato di sbirro li guarda storto corrono strillando come galline dall'avvocato. La guerra nel Vietnam, secondo me... interessa a qualcuno la mia opinione?...
Harry, dice Janice, stai mettendo a disagio Nelson.
La mia opinione  che ogni tanto devi fare una guerra per dimostrare che non sei scoglionato, e dove la fai non importa. Il guaio non  questa guerra,  questo paese. Oggi non combatteremmo pi in Corea. Troia puttana, oggi non combatteremmo pi nemmeno Hitler. Questo paese si  cos instronzito nel proprio acido,  a tal punto sprofondato nel proprio grasso e nella propria merda, che ci vorrebbe una bomba atomica su tutte le citt, da Detroit ad Atlanta, per scuoterlo, e anche allora probabilmente penseremmo che ci hanno appena appena accarezzato.
Harry, chiede Janice, tu vorresti che Nelson morisse nel Vietnam? Avanti, su, digli che lo vorresti.
Harry si volta verso il figlio e dice: Ragazzo, io non voglio che tu muoia, in nessun posto. La morte  una specialit di tua madre.
E lui per primo si rende conto della cattiveria di quelle parole; perci le  grato perch non scoppia a piangere, ma sbotta invece: Oh! Oh! Avanti, digli perch non ha fratelli n sorelle, Harry. Digli chi  che non ha voluto altri figli.
L'aria si sta facendo un po' pesante, dice Stavros.
Mi fa piacere che tu sia stato presente, gli dice Janice, con gli occhi infossati. Nelson ha preso da lei.
Grazie al cielo, arriva da mangiare. Quando scopre che le polpette di carne sono piene di sugo, Nelson ha uno scatto. Guarda lo spiedino d'agnello del padre e dice: Io volevo quello.
Allora facciamo cambio. Sta' zitto e mangia, dice Coniglio. Guarda Janice e Stavros e vede che hanno ordinato la stessa cosa, una specie di sfornato bianco. Per la sua sensibilit di tipografo stanno seduti troppo vicini, lasciando troppo spazio ai lati. Per allinearli, dice: Per me,  un grande paese.
Gli risponde Janice, Stavros mastica in silenzio. Harry, tu non sei mai stato in nessun altro paese.
Lui si rivolge a Stavros: Non ne ho mai sentito il bisogno. Li vedo gli altri paesi, alla televisione, tutti in fregola di diventare come noi. E di bruciare le nostre ambasciate perch non ci arrivano in fretta. In quali altri paesi sei stato tu?
Stavros interrompe controvoglia di masticare per rispondere: In Giamaica.
Figurati, dice Coniglio. Un vero esploratore. Tre ore di jet fino all'atrio di un Hilton.
Laggi ci odiano.
Vuoi dire che odiano te. Me non m'hanno mai visto, io non mi muovo mai. Perch ci odiano?
Per lo stesso motivo di tutti gli altri. Perch li sfruttiamo, gli rubiamo la bauxite.
Perch non la danno ai russki in cambio di patate, allora? Patate e basi missilistiche.
In Turchia noi abbiamo basi missilistiche, dice Stavros, ormai non partecipando pi.
Janice cerca di sostenerlo. Noi abbiamo lanciato due bombe atomiche, i russi non ne hanno lanciata nessuna.
Perch non le avevano, altrimenti le avrebbero lanciate. E poi, i giapponesi stavano preparandosi tutti a fare harakiri e noi gliel'abbiamo risparmiato. Guardateli ora, felici come pasque e ancor pi lesti a mettercelo davanti e di dietro. E intanto gli combattiamo anche le loro guerre, mentre voi pacifisti vendete le loro macchine di latta.
Stavros si passa un tovagliolo accuratamente ripiegato sulle labbra. Gli  tornata la voglia di discutere. Lei voleva dire soltanto che se il Vietnam fosse stato un paese bianco noi non ci troveremmo in questo pasticcio. Non ci saremmo immischiati. Invece abbiamo pensato che ci bastava gridare b e tirar fuori un po' d'armi stravaganti. Abbiamo pensato che fosse pi o meno una rivolta di pellirosse. Il guaio  che adesso i pellirosse ci superano di numero.
Al diavolo quei poveri indiani merdosi, dice Harry. Cos'altro dovevamo fare, lasciargli l'intero continente per accamparsi? Spiacente, Tonto.
Se l'avessimo fatto, ora sarebbero in condizioni meno disastrose.
E noi non staremmo da nessuna parte. Si sono messi loro tra i piedi.
Esatto, dice Stavros. Ora siamo noi tra i loro piedi. E aggiunge: Visopallido.
Aspetta che arrivino, dice Coniglio e, in quel momento, si sente davvero un baluardo, un muro di difesa. Il lieve lampo azzurro nei suoi occhi  diventato un fuoco gelido. Li scruta ben bene. Guarda fisso Janice, che  scura e tesa: un'indiana. Squartatela, la squaw.
Poi suo figlio dice, con voce che si fa largo tra lacrime soffocate: Pap, faremo tardi al cinema.
Coniglio guarda l'orologio e vede che hanno solo quattro minuti per arrivarci. Il ragazzo ha ragione.
Stavros cerca di rassicurarlo, paterno come tutti quelli che non sono padri, che son convinti che sia possibile ingannare i ragazzi sulle cose essenziali. L'inizio  la parte pi noiosa, Nellie, non perdi niente del fatto spaziale. Prova una "baklava" come dessert.
Mi perdo gli uomini delle caverne, fa Nelson, con voce ormai completamente strozzata, le lacrime gi spuntate.
Credo che dovremmo andare, dice Coniglio agli altri due adulti.
E' scortese nei confronti di Charlie, dice Janice. Davvero scortese. Inoltre, se non prendo il caff non ce la far a restare sveglia per tutto quell'interminabile film. E, rivolta a Nelson, aggiunge: La "baklava"  davvero deliziosa. E' fatta di miele e sfoglie di pasta sottile, proprio il tipo di dolce che piace a te. Cerca di essere ragionevole, Nelson, i tuoi genitori vanno tanto di rado al ristorante.
Combattuto, Coniglio propone: Oppure potresti provare quell'altra cosa che volevi invece come portata, quei pasticcini pieni di crema o quel che erano.
Le lacrime ora rivolano gi; la tensione del viso del ragazzo s'infrange. Avevi promesso, dice, singhiozzando, e la cosa  innegabile. Nasconde il viso voltandolo verso la parete bianca e nuda.
Nelson, mi stai deludendo, dice Janice.
Toccandosi ancora una volta l'invisibile matita che porta sull'orecchio, Stavros si rivolge a Coniglio: Se volete, voi due potete andare subito e lei resta a prendere il caff. Tra dieci minuti le do io un passaggio fino al cinema.
E' un'idea, dice Janice, controllandosi, col viso che le si apre cautamente, un fiore lento e torpido.
A Stavros, Coniglio dice: Okay, buon'idea. Grazie. Sei molto gentile. E sei stato molto gentile a sopportarci. Scusami se ho detto qualcosa di pesante,  solo che non sopporto sentir smerdare gli Stati Uniti. Credo sia un fatto psicologico. Janice, hai soldi? Charlie, di' a lei quanto ti dobbiamo.
Stavros ripete quel capolavoro di gesto col palmo della mano in fuori. Non dovete niente, offro io. Impossibile discutere. Nell'alzarsi, anche lui impaziente perch non vuol perdersi gli uomini delle caverne (carne cruda? un osso che si trasforma in nave spaziale?), l in mezzo a quella gente, in quel ristorante dove adesso la coppia di Penn Park sta pagando il conto come se stesse mettendo un neonato nella culla. Coniglio prova un'acuta felicit familiare che lo spinge a dire a Janice, per rincuorare ancor pi Nelson: Domani ricordami di telefonare a tuo padre per quei biglietti della partita di baseball.
Prima che Janice possa rispondere, Stavros dice, tutto, ormai, ansioso di compiacere: Suo padre  ai Poconos.
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...
Quando Charlie lo ha chiamato visopallido, da come Harry l'ha guardata, con gli occhi di un azzurro agghiacciante, e poi ancora quando Charlie s' lasciato sfuggire quella faccenda del padre che  via, lei, Janice, ha pensato:  la fine. Eppure non lo  stato. Forse il film li ha intontiti. E' stato molto lungo e in pi quella parte psichedelica in cui il tipo atterra sul pianeta per poi trasformarsi in un vecchietto con una parrucca bianca, le ha fatto venire il mal di capo; ma se ne torna a casa decisa a sfogarsi, a confessare e a sfidarlo a fare la sua contromossa: lui non pu fare altro che scappar via di nuovo, il che potrebbe anche essere un sollievo. In cucina, per prepararsi, si versa un bicchiere di vermouth; intanto di sopra Nelson sta chiudendo la porta della sua stanza e Harry  nel bagno, e quando poi lei esce a sua volta dal bagno, con il sapore del dentifricio sopra quello del vermouth, Harry sta gi sotto le coperte, con a malapena la testa fuori. Gli si infila accanto e rimane in ascolto. Il respiro di lui  un'ondata di sonno, e perci lei rimane sveglia come la luna.
In quei dieci minuti, che poi son diventati venti, in cui sono rimasti soli a bere il caff, lei ha detto a Charlie di aver trovato azzardato da parte sua presentarsi al ristorante quando sapeva che lei vi avrebbe portato marito e figlio, e, in quella sua maniera di mettere tutto sul dignitoso, sporgendo le labbra come se vi stringesse in mezzo una caramella e scuotendo le spalle, un po' alla gangster, lui ha detto di aver pensato che fosse proprio quello che lei voleva, che per questo gli aveva detto che avrebbe cercato di portarceli. Sul momento, tacendo, lei ha pensato, proprio non capisce le donne innamorate: andare al ristorante frequentato da lui, mangiare le stesse cose che mangia lui, era gi abbastanza un atto d'amore da parte di lei e non era necessario che lui lo rendesse pericoloso presentandosi l. Anzi, l'aveva quasi rovinato. Perch una volta comparso lui, tutta la circospezione di lei s'era dissolta; se invece di restare a prendere il caff con lei le avesse chiesto di andare nel suo appartamento lei lo avrebbe fatto, tanto che s'era gi quasi preparata mentalmente la storia che avrebbe poi raccontato a Harry su come s'era sentita improvvisamente male. Per fortuna non gliel'ha chiesto, ha finito il caff, ha pagato il conto di tutto il pranzo e l'ha accompagnata fin davanti alla rozza pensilina del cinema, come aveva promesso. A queste cose gli uomini ci tengono, vogliono mantenere le promesse che si fanno tra loro; le donne sono al di sotto di essi, una propriet. Al fatto che quando fanno l'amore Charlie la vende a se stessa, mormorando elogi delle varie parti del suo corpo, apostrofandola come Harry fa solo quando  infuriato, lei agli inizi ha cercato di resistere, l'ha sopportato, ma poi ha ceduto, quando ha capito che per Charlie quello  un linguaggio d'amore, un suo modo di tenersi su, di vendere a lei il suo stesso sesso. E cos non si lascia prendere dal panico come con Harry, sapendo che Charlie pu tirare avanti molto pi a lungo, pu trattenersi all'infinito, un bel giocattolo grosso e piacevole con cui lei pu fare quello che vuole, il suo orsacchiotto. La pelliccia di peli ricci sulle spalle di lui agli inizi la spaventava, un fatto bestiale, e invece no, alcuni uomini sono fatti ancora cos. Uomini delle caverne. Orsi. Nel buio, sorride.
Nel buio della macchina, mentre guidava e superava il ponte e imboccava la Weiser, le ha chiesto se Harry s' accorto di niente. Lei gli ha detto che no, non deve essersi accorto di niente. Anche se negli ultimi giorni qualcosa deve aver sospettato. Quel suo rimanere fino a tardi in ufficio, almeno ufficialmente.
Forse dovremmo allentare un po'.
No, che stia sulle braci. Prima mi rinfacciava sempre che non valevo niente, agli inizi fu ben felice che mi mettessi a lavorare. Ora dice che trascuro Nelson. Gli dico sempre: 'Da un po' di respiro al ragazzo, ha tredici anni ormai, e gli stai addosso peggio di tua madre con te.' Non vuol prendergli la motoretta perch dice che  troppo pericolosa.
E Charlie: E' stato molto ostile con me.
Non molto. Fa cos con tutti quando si parla del Vietnam. Davvero la pensa cos.
Come pu credere a tutte quelle fessate? Al diavolo l'America. E' morta.
Lei ha cercato d'immaginarsi come. Uno dei vantaggi ad avere un amante  che ti fa pensare in maniera nuova su tutto. Il resto della tua vita diventa una specie di film, una sequenza a volte persino divertente. Alla fine ha risposto: Lui ci vede qualcosa di molto reale, ma non so che cosa. E ha proseguito, con difficolt, perch ogni volta che cerca di pensare prova difficolt a esprimersi, una specie di blocco mentale, e una delle molte doti magnifiche di Charlie Stavros  appunto quella di farla parlare lo stesso, restituendole cos non solo il suo corpo ma anche la voce: Forse torn da me, da Nelson e da me, per motivi superati, e aspira a vivere una vita superata, ma ormai questo non lo fa pi nessuno e lui se ne rende conto, lo sente. Adegua la propria vita a regole che sente che ormai si vanno disfacendo. Voglio dire, so che lui sente che sta perdendo qualcosa, non fa che leggere il giornale e guardare il notiziario alla televisione.
E Charlie ha riso. Le luci azzurre del ponte gli balenavano sul dorso delle mani appoggiate parallele sul volante. Capisco. Tu sei il suo impegno politico.
Anche lei ha riso, ma le  sembrato un po' pesante, da parte di lui, dire una cosa del genere, scherzare sul matrimonio che, dopotutto,  anche parte della vita di lei. A volte Charlie ti ascolta distrattamente. Anche suo padre, il vecchio Springer,  cos: hanno la fretta nel sangue, il vento nelle orecchie. A furia di precedere gli altri, perdi quello che le persone lente vedono.
Stavros s' accorto della piccola ferita inferta e ha cercato di chiuderla, picchiandole sulla gamba proprio mentre arrivavano al cinema. Odissea nello spazio, ha detto. Un'odissea nello spazio per me sarebbe infilarmi a letto con te e sfiziarmela per una settimana. E proprio l, con la luce della pensilina che entrava di sghembo nella macchina e gli ultimi e affannati gruppi di spettatori che compravano i biglietti, le ha passato la mano sul seno e le ha cacciato il pollice nell'inguine. Eccitata e indisposta da quel contatto, con un senso di colpa e in ansia per il ritardo, lei si  precipitata nella sala - il soffice tappeto, il fresco artificiale, i banchetti dei dolciumi - e ha trovato Nelson e Harry in una delle prime file, dove avevano dovuto sedersi per colpa sua, perch li aveva fatti far tardi per mangiare quello che mangia il suo amante, il grande schermo un'esplosione dritto sulle loro teste, i loro capelli in fiamme, le orecchie rosse e trasparenti. La vista delle due nuche innocentemente uguali le ha ispirato un impeto d'amore, come nell'orgasmo, un impeto di tenerezza che l'ha spinta a strisciare contro le puntute ginocchia di sconosciuti fino al posto che marito e figlio avevano occupato per lei.
Fuori, sulla strada curva, passa una macchina. Strisce di luce son proiettate sul soffitto. Gi di sotto il frigorifero parla da solo, fa cadere il proprio ghiaccio nel proprio vassoio. Il corpo di lei  teso come un arco: vuole essere toccata. E deve farlo da s: da ragazza non l'ha mai fatto e dopo aver sposato Harry le era sembrato certamente una cosa da non fare; il matrimonio non dovrebbe renderlo necessario, basta girarsi verso l'altro, che sistema tutto. Com' triste adesso con Harry: entrambi son diventati due stanze chiuse l'una all'altra, ciascuno sente l'altro piangere ma non pu entrare; e non  solo per la bambina, anche se allora fu terribile, la cosa pi terribile di tutte, ma che  poi svanita, si  appiattita, fino a darle l'impressione che non fosse lei in quella stanza, allora, ma un'immagine di lei, e che quell'immagine non era neppure sola, c'era stato un uomo in quella stanza con lei, che  l con lei adesso, non Charlie, ma qualcuno che contiene Charlie, e tutto ci che fai lo fai davanti a quest'uomo, ed  bello ora averlo incarnato, fatto reale. Se lo immagina dentro, come una cosa inghiottita. Solo grosso, grosso e lento, lento come lo zucchero a sciogliersi. Tranne che ora che  stata con lui tante volte arriva troppo presto, a volte deve dirgli di continuare pure, per poi sorprendersi a venire ancora, divenuta, lei, il suo stesso giocattolo, ed  strano, ora, dover imparare a giocare, glielo dicevano sempre, tutti, l'insegnante di ginnastica, il pastore episcopale, la madre persino, una penosa e imbarazzante volta, di non fare del proprio corpo un giocattolo quando poi non  altro che questo, e pensa a Nelson, le molle del suo letto che scricchiolano, il pirolino ancora senza pelo, povero piccolo, cosa mai prover, una vita cos solitaria, inchiodato l tutto solo davanti alla televisione quando lei ritorna a casa, la motoretta, si distrae. Anche se fa pi svelto, ormai ha perso l'eccitazione. Che scemata. Che scemata  tutto questo. Ci partoriscono e ci nutrono e ci cambiano i pannolini e ci amano e ci cresce il seno e vengono le mestruazioni e guardiamo i ragazzi e finalmente qualche paio di loro si fa avanti e ci tocca e non possiamo pi aspettare, dobbiamo sposarci e fare figli e poi smettiamo di farli e guardiamo gli uomini questa volta senza neppure accorgercene finch ci sei dentro fino in fondo e la carne si fa sempre pi esigente con l'et finch alla fine anche quella fase passa e ce ne andiamo in macchina e cappellino a fiori a respirare l'aria di Tucson o a vedere le foglie ingiallire del New Hampshire o a trovare i nipoti e poi ci mettiamo a letto come quella povera Angstrom, Harry insiste sempre perch vada a trovarla ma lei non capisce perch dovrebbe andarci visto che quando stava bene lei non ha mai avuto una parola buona per la nuora, e ora farfuglia e spruzza saliva tutt'in giro con gli occhi che le schizzano via nel tentativo di arrivare a dire qualche malignit, e poi c' l'ospizio o l'ospedale, povere vecchie creature come quando andavano a trovare la sorella maggiore del padre, i televisori accesi lungo tutto il corridoio e i festoni natalizi che facevano piovere aghi di pino sul pavimento di linoleum, e poi moriamo e se non si fossero presi la briga di partorirci niente sarebbe cambiato. E poi ci son guerre e tumulti in continuazione e la storia va avanti ma non  importante come sembra invece a leggere i giornali a meno che non ci sei coinvolta in pieno. Su questo Harry ha ragione, si direbbe, Vietnam o Corea o Filippine nessuno se ne frega eppure lo stesso devono esserci dei morti,  inevitabile, uccisi da ragazzi ancora imberbi, gi, dall'altra parte ci sono ragazzi dell'et di Nelson. Strano per che Charlie se la prenda tanto, s'infuri tanto, come se appartenesse a una minoranza, ci che naturalmente , suo padre le parlava sempre degli scontri tra bande di quando lui andava a scuola, noi contro loro, Springer  un nome inglese e pap ne va orgogliosissimo, ma allora perch, lei si chiedeva sempre quando andava a scuola, era cos scura di pelle, quel colorito bruno senza mai prendere sole, i capelli sempre tutti ricci e irti e mai a bande lisce, e non ci ha mai saputo fare fino a poco tempo fa quando se l' lasciati crescere lunghi sul davanti appuntandoli dietro, la sua madonna troia la chiama Charlie blasfemo nonostante l'icona che ha in camera da letto, non aveva abbastanza forme quando andava a scuola, ma ora li perdona quei giorni, capisce che stava formandosi, tutti quegli anni, per Charlie. La sua donna. La sua ricca scopata, anche se ricchi loro non lo sono mai stati ma solo rispettabili e benestanti. Il padre le ha dato un po' di obbligazioni da metter via al tempo in cui Harry si comportava in maniera cos irresponsabile, e i conti dei dividendi arrivano nelle buste col riquadro trasparente, ma a lei non va che Harry le veda perch svalutano il lavoro di lui. Le viene da piangere al pensiero di come ha lavorato duro Harry tutti quegli anni. La madre di lui diceva continuamente che aveva sempre lavorato duro quando s'allenava alla pallacanestro, a palleggiare, a tirare al cesto, e aggiungeva, sdegnata, che Nelson invece non aveva nessuna attitudine. Che sciocchezze. Tutti questi pensieri non la portano a niente, c' l'indomani da affrontare, s, deve dir tutto a Harry, Charlie si stringe nelle spalle quando lei gli chiede cosa deve fare, a colazione se pa' non  tornato dai Poconos possono andare a casa di lui, e prima la luce la imbarazzava ora invece di giorno le piace di pi, vedi tutto, il sedere degli uomini  cos innocente, il piccolo buco sembra pensino un borsellino chiuso stretto, la peluria scura e circoscritta a furia di star seduti, il mondo per loro non  pi una cosa naturale: che schiocchezze. Decisa a continuare fino in fondo, riporta la mano l e apre gli occhi per guardare Harry che dorme, tutto ripiegato su se stesso, che stupido a tenerla sessualmente repressa tutti questi anni, colpa sua, sua soltanto, lei il suo sesso l'ha avuto sempre, toccava a lui svegliarlo, ora lei a Charlie fa tutto perch lui glielo chiede, e sembra naturale, sacro, a lei non importa niente, devi pur vivere, ti han messa sulla terra per viverci, sei stata creata per una cosa sola, adesso le donne vogliono negarlo bruciando i reggiseni ma la verit  che sei stata creata per una cosa sola, e hai l'impressione di precipitare, di sprofondare, un occhio profondo che si apre, uno schizzo che t'entra dentro fino in fondo, Harry invece niente, non ha mai osato neppure parlarne, sempre con la fretta di concludere,  troppo schizzinoso, in realt odia il sesso, lei  stata sempre li,  sempre l, oh: non ancora. Sa che lui sa, apre gli occhi, lo vede steso verso il bordo del letto, il bordo di un precipizio, ci stanno sopra insieme e stanno per cadere, chiude gli occhi, sta per precipitare: ecco. Oh. "Oh". Il letto geme, si lamenta.
Ora Janice s'accascia. Dicono, l'ha letto da qualche parte, che alcuni medici ti misurano la pressione del sangue mentre lo fai, con degli affari incerottati alla testa come puoi concentrarti,  sempre meglio quando lo fai di nascosto. Il tremolio che lei ha comunicato al letto scuote Harry che quasi si sveglia; si gira pesantemente su un fianco e le passa un braccio intorno alla vita, un uomo pallido e alto che sta ingrassando. Gli passa sul polso le dita con cui ha fatto. Colpa sua. E' un fantasma, bianco, flaccido. Voleva farle una cassa in cui chiuderla, come quella in cui misero Rebecca quando la poverina mor. Come se la stringeva, bagnata e gocciolante, contro il petto, ormai morta, le sembra ancora di sentirla, e il lungo grido acuto di terrore che lanci, quasi volesse fare un buco per fare riaffluire la vita dentro. Si ricorda del film, la grande ruota che gira contro il velluto nero a tempo con la gloriosa sinfonia che l'ha risollevata scaricandola di tutta la confusione con la quale  arrivata al cinema. Volteggiando come una ballerina tra i pianeti sparpagliati della sua vita, il padre, Harry, Nelson, Charlie, trova ora che il suo venire senza di lui sia stato un tradimento per l'amante, e furtivamente si porta le dita, con il loro piacevole odore d'umido, alle labbra e le bacia, pensando: "Tu".
...
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...
Il giorno dopo, venerd, giornali e televisione non parlano d'altro che dei tumulti dei neri di York, con i franchi tiratori che feriscono degli innocenti pompieri e dei poveri disgraziati di passaggio: dove sta andando il mondo? Gli astronauti stanno avvicinandosi alla zona d'influenza gravitazionale della luna. Su Brewer, nel tardo pomeriggio, scoppia un breve temporale; la gente uscita a far compere e gli operai diretti a casa si riparano sotto gli ingressi dei negozi, e la camicia bianca di Harry  gi tutta zuppa prima che lui e il padre facciano in tempo a infilarsi nel Phoenix Bar. Ieri sera poi non sei venuto, dice Earl Angstrom.
Pa', te l'avevo detto che non ce l'avremmo fatta. Abbiamo portato il ragazzo a cena fuori e poi al cinema.
Okay, non te la prendere adesso. M'eri parso un po' incerto. In ogni modo non importa, tentar non nuoce.
Ti dissi "forse", tutto qui. E' rimasta molto delusa?
Non l'ha dato a vedere. Conosci il carattere di tua madre, non d mai a veder niente. Lo sa che hai i tuoi problemi.
Quali problemi?
Com'era il film?
Al ragazzo  piaciuto. A me, non so,  parso un po' sconclusionato. Poi non mi son sentito tanto bene per via di qualcosa che devo aver mangiato. Appena arrivati a casa sono piombato a dormire.
A Janice  piaciuto? T' sembrato che si sia divertita?
Mah, non lo so. Alla sua et dovrebbe anche divertirsi?
Spero che l'altro giorno non hai pensato che volessi ficcare il naso in affari che non mi riguardano.
Ma' ancora ne parla?
Un po'. Via, ma', le dico sempre, via, ma', Harry  grande adesso. E' un uomo fatto, con le sue responsabilit.
Gi, ammette Coniglio, forse  proprio questo il mio problema. E ha un fremito. Con la camicia bagnata, fa un freddo del diavolo l dentro. Fa segno che gli diano un altro daiquiri. La televisione, il sonoro abbassato, sta presentando filmati di sbirri che, a York, avanzano per le strade a file di tre o quattro, poi, di colpo, di una pattuglia nel Vietnam, ragazzi spossati dal terrore e dalla fatica, e lui, Harry, si sente uno schifo per non essere l con loro. Poi vien presentato quel pazzo di norvegese, assetato di pubblicit, che ha abbandonato il tentativo di attraversare l'Atlantico su una barca di papiro. Anche se il sonoro andasse a tutto volume quello che sta dicendo il pazzo sarebbe coperto dal chiasso che c' nel bar: l'eccitazione per il temporale unita a quella solita del venerd sera.
Pensi di farcela stasera? chiede il padre. Non dev'essere una visita lunga, bastano una quindicina di minuti o poco pi. Per lei sarebbe una festa, con Mim che  come se fosse morta e non scrive mai neppure una cartolina.
Ne parlo con lei, dice Harry, intendendo Janice, anche se pensa a Mim che sputtaneggia laggi in California, Mim che andava sempre con lo slittino sulla Jackson Road, col cappuccio coperto di neve. La vede ai party, che ammazza il tempo con faccia impassibile, o stesa sul bordo di una piscina, tutta unta d'olio con, sotto l'ombrellone accanto a lei, un ciccione di gangster con un sigaro piantato in mezzo alla faccia come un secondo membro che ansima e sbuffa fumo. Ma non illuderla troppo, aggiunge poi, alludendo alla madre. Domenica veniamo certamente. Ora devo scappare.
Il temporale  finito. Dagli squarci nel cielo si riversa fuori il sole, che asciuga in pochi attimi i marciapiedi. Chiazze come su una carta geografica: un kleenex intriso, una poltiglia, trattiene un'isola di bagnato tutt'intorno a s. Passanti carichi di pacchi e negri oziosi e dinoccolati vengono fuori dal riparo dell'ingresso di una calzoleria abbandonata. Il cartello della fermata dell'autobus, le carte cadute dai cestini del "TENIAMO BREWER PULITA", col coperchio che sembra un disco volante, l'asfalto tutto bolle e crepe che  una sola gloria di luce dopo il diluvio. Gli sparsi batuffoli e i brindelli sfilacciati delle plumbee nubi temporalesche filano verso oriente, oltre la cima del Mt. Judge, e il cielo riacquista l'aspetto brumoso, incombente e vuoto, dell'umidit della Pennsylvania. E il nervosismo, che cerca di condensarsi in rabbia, s'impossessa di nuovo di Coniglio.
Janice non  in casa quando lui arriva. E neppure Nelson. Nel risalire il viale s'accorge che, rinfrescato dalla pioggia, il loro prato ha l'aspetto sporco, per l'erbacce, e irsuto, per l'unico platano stento. Nelson riceve il suo dollaro e cinquanta la settimana anche perch dovrebbe falciare il prato, ma  da giugno che non lo fa. La piccola falciatrice a motore (che apparteneva agli Springer, finch questi se ne comprarono una di quelle su cui si va in giro seduti)  abbandonata nel garage, accanto a un grosso barattolo di lubrificante. La lubrifica, appunto, e lava con la benzina, color ambra nel barattolo, incolore nell'imbuto. A ogni falciata schizza ciuffi d'erba bagnata su e gi per le due chiazze quadrate che costituiscono il prato davanti casa loro. C' un prato pi largo sul retro, dove c' l'albero al quale  attaccata la corda del bucato e dove lui e Nelson a volte giocano a pallavolo con una palla ormai inservibile tanto  consumata. Anche quello ha bisogno d'essere falciato, ma lui vuole che Janice lo trovi sul davanti, per darle un po' di senso di colpa e tirare cos avanti.
Ma quando lei finalmente arriva - svoltando gi da Vista Crescent, schizzando ghiaia staccata dall'asfalto e andando a cacciare la Falcon nel garage in quella sua maniera frettolosa e infuriata, non abbastanza dentro da non sbattere la porta contro il paraurti nel chiudere - i fili d'erba mescolano ormai lunghe ombre coi ciuffi recisi e Coniglio  fermo sotto il loro unico albero, il sottile platano ormeggiato alla terra, coi palmi delle mani che gli dolgono per aver potato per tutta la lunghezza del viale con le cesoie a mano.
Harry, esclama lei, sei fuori all'aperto! Che strano.
Ed  vero, Park Villas, con i suoi decantati e striminziti lotti e i suoi comignoli obbligatori dei barbecue, d'estate non attira all'aperto i suoi abitanti, neppure i bambini: nel tranquillo quartiere di mattoni dove lui, Coniglio, ha passato la sua infanzia, stavi invece sempre all'aperto, a nasconderti tra i cespugli incassati, a correre per i viali di ghiaia, al sicuro, in vicinanza delle finestre da una delle quali almeno un adulto ti teneva sempre d'occhio. L invece, in quella tristezza da prateria, il cielo spoglio era corso soltanto da slanciate antenne. Un cielo avvelenato da onde radio. Un desolato odore di sottosuolo.
Dove caspita sei stata?
Al lavoro, ovviamente. Pap diceva sempre di non falciare mai l'erba dopo la pioggia,  tutta schiacciata.
Al lavoro, ovviamente. Che c' di ovvio?
Harry, come sei strano. Pap  tornato dai Poconos oggi e m'ha fatto restare fin dopo le sei a sbrogliare i pasticci di Mildred.
Credevo che fosse tornato dai Poconos gi da qualche giorno. Avevi mentito. Perch?
Janice gli si avvicina calpestando l'erba tagliata e ora son l tutt'e tre, lui, lei e l'albero, lo sparuto platano che stenta a crescere, come se fosse strabiliato da tutta quella luce cruda. Il puzzo del cherosene del barbecue del venerd sera di qualche vicino arriva a folate. A Penn Villas i loro vicini sono degli estranei, gente di passaggio - ragionieri, venditori, commercianti, funzionari - gente la cui vita, per loro,  costituita da macchine che passano e grida di bambini invisibili. Il colorito di Janice s'accentua, il suo corpo assume una flessibilit provocante. Me n'ero dimenticata. Be', fu una stupida bugia, eri cos arrabbiato al telefono che dovevo pur dirti qualcosa. E la cosa pi semplice, mi parve, fu di dirti che pap era l. Lo sai come sono. Lo sai che mi confondo facilmente.
Quante altre bugie m'hai detto?
Nessun'altra. Che io ricordi, adesso, su due piedi, nessuna. Forse a proposito di sciocchezze, il prezzo di qualcosa, le solite piccole bugie che dicono sempre le donne. Alle donne piace mentire, Harry, gli rende la vita pi divertente. E, fatuamente, cosa che non  da lei, si passa la lingua sul labbro superiore e ve la tiene, come la molla di una trappola.
Poi si fa avanti, s'avvicina al giovane albero e lo tocca. Lui le chiede: Dov' Nelson?
Con Peggy siamo d'accordo che passa la notte in compagnia di Billy, l da loro.
Ancora con quei due scemi? Gli mettono idee in testa.
Alla sua et le idee gli vengono in ogni caso.
Ho mezzo promesso a pa' che stasera saremmo andati a trovare ma'.
Non vedo perch dovrei andare a trovarla. Non le sono mai stata simpatica, e non ha fatto mai altro che cercare di avvelenare il nostro matrimonio.
Un'altra domanda.
s?
Ti scopi Stavros?
Credevo che le donne fossero solo scopate.
Si volta e, a passo incerto, corre verso casa, sale i tre gradini, entra nella casa con la rivestitura a fasce d'alluminio verde mela. Coniglio rimette la falciatrice nel garage ed entra per la porta della cucina. Le dice: Vogliamo andare fuori a mangiare, tanto per cambiare? Conosco un simpatico ristorantino greco dalle parti di Plum Street.
Che ci venisse pure lui  stata una coincidenza. Ammetto che era stato Charlie a parlarmene, ma c' forse qualcosa di male in questo? E poi sei stato molto sgarbato con lui. Ti sei comportato in maniera davvero incredibile.
Non sono stato sgarbato, abbiamo avuto una discussione politica. Charlie mi  simpatico. E' un bravo ragazzo, per essere un immigratuzzo di sinistra dalla bocca troppo aperta.
In questi ultimi tempi ti stai comportando in maniera davvero molto strana, Harry. Credo che tua madre t'abbia mischiato la sua malattia.
L al ristorante m' parso che te la sapessi sbrigare col menu. Sicura che lui non ti porta l a colazione? Oppure in una di quelle sere di lavoro straordinario? Stai lavorando molto la sera ma combinando poco, a quanto pare.
Cosa ne sai tu del lavoro fatto o non fatto?
So che il tuo vecchio e Mildred Kroust se la sono sempre sbrigata da soli senza tutto questo straordinario.
Con la rappresentanza delle Toyota ora le cose sono cambiate completamente. C' tutto un traffico di bollette di sbarco, tasse d'importazione, moduli doganali. E le vengono in mente altre parole, altre giustificazioni;  come quando da piccola costruiva con la neve piccole dighe nel rigagnolo del marciapiede. In ogni modo, Charlie ha una quantit di ragazze, pu avere tutte le ragazze che vuole, non sposate e pi giovani di me. Oggi tutte vanno a letto senza che nemmeno glielo chiedi, tutte prendono la pillola. E' un fatto scontato. Una frase di troppo.
Come lo sai?
Me lo dice lui.
Siete "cos" intimi?
Non sempre, solo di tanto in tanto. Quando ha qualche cottarella e ha bisogno di essere consolato o roba del genere.
Esatto, magari  terrorizzato da tutte queste tette che stanno in giro, giovani e infuocate, magari gli piacciono le donne pi mature, le "mamma mia" e quelle cose l. Questi mediterranei di merda sono tutti mammaroli.
Janice rimane affascinata a vedere come lui gira e rigira intorno al punto; deve controllarsi per soffocare un istintivo e coniugale desiderio di collaborare, di aiutarlo a raggiungere la verit che le sta cos ben chiara davanti che a malapena riesce a trovare le parole per aggirarla.
E poi, prosegue Coniglio, quelle ragazze non sono la figlia del principale.
S, lui questo pensa, e anche lei questo pensava le prime volte, a quelle prime amichevoli pacche sulla spalla quando si trovava alle prese con un pasticcio di numeri di cui lei non capiva niente, a quelle prime colazioni a base di sandwich che organizzavano quando suo padre era fuori nello spiazzo delle usate, a quei primi whisky sour delle cinque del pomeriggio nell'Arias Bar, gi in fondo alla strada, a quei primi baci in macchina, una macchina sempre diversa, presa a prestito dalla Commissionaria, con quell'odore di auto nuova ch'era come una pelle di cristallo dentro la quale le loro carezze bruciavano. Questo pensava, finch lui l'aveva convinta ch'era partito veramente per lei, per la strana e goffa Janice Angstrom, nata Springer e tornata a essere di nuovo Springer, in boccio; ed era la sua carne a essere leccata come un gelato, il suo tempo a essere sottratto in momenti compressi e intensi come diamanti, i suoi nervi a esser presi in spirali di piacere sottili come molle d'orologio che chiudevano, stringevano tutti e due in rapidi vortici sempre pi stretti, fino a risolversi in quel che sembrava una specie di eccitante sonno frenetico, un'ipnosi cos intensa che in seguito lei, quando si ritrovava nel proprio letto, non riusciva pi a chiudere occhio, come se avesse dormito tutto il pomeriggio. L'appartamento di lui, avevano scoperto, era a soli venti minuti di distanza se, al ritorno, passavi per il vecchio mercato agricolo che era ormai ridotto a una fila di tettoie di lamiera vuote e desolate.
E di che vantaggio gli sarebbe il fatto che sono la figlia del principale?
Gli darebbe l'impressione di scalare, innalzarsi. Tutti questi greci o polacchi o quel che sono, aspirano ad emergere.
Non m'ero mai resa conto di come sei pieno di pregiudizi razziali, Harry.
S o no, tra te e Stavros?
No. Ma mentendo avverte, capisce, come quando da piccola vedeva le dighe di neve sciogliersi, che la verit si sarebbe fatta largo;  troppo grossa, troppo costante: anche se ha paura e voglia di urlare, deve farla quella confessione, come una bambina,  una cosa che le spettava. Si sente molto orgogliosa.
Scema puttana, le dice lui. E la colpisce, non al viso ma sulla spalla, come uno che cerchi di sfondare a pugni una porta bloccata.
E lei colpisce a sua volta, goffamente, maldestramente, al collo, di lato, fin dove pu arrivare, il pi in alto possibile. Lui, Coniglio, avverte un lampo di piacere: la luce del sole in fondo a una galleria. Poi la colpisce ancora, due, tre, quattro, cinque volte, incapace di fermarsi, facendosi strada verso quella luce, non con tutta la forza di cui  capace ma abbastanza forte da farla gemere. Janice si piega in avanti e l'ultimo pugno le cade come una martellata tra la nuca e la schiena, in un punto che da molto ormai lui non le vedeva pi: il bianco gesso sotto gli ultimi capelli, il bianco cera della nuca, l'elastico del reggiseno che compare sotto la stoffa della camicetta, dietro la schiena. I singhiozzi di Janice risuonano attutiti, soffocati, stupiti, per la bellezza espressa dal suo avvilimento, da un volto che brilla per essersi lei ridotta a quella pusillanimit, piegata in quella vile posizione. Coniglio smette e lei capisce che non la colpir pi ormai. Abbandona quella posizione supina e accucciata e s'affloscia su un fianco, si lascia andare a strillar forte: urli acuti, improvvisi e sorprendenti, compressi tra intervalli di sibilanti ansimi. Ha il viso rosso e raggrinzito di neonata; incuriosito, lui si piega in ginocchio per guardarla meglio. Al che lei ha un lampo negli occhi neri e gli sputa in faccia; ma sbaglia mira e la saliva le ricade sul proprio viso: lui riceve soltanto il vaghissimo bacio dello spruzzo. Bagnata dal proprio sputo, Janice strilla: S, s, vado a letto con Charlie!
Merda, dice Coniglio, a bassa voce, certo che ci vai. E china il capo, spingendolo contro il petto di lei per proteggersi dai suoi graffi, colpendola intanto a raffiche leggere ai fianchi, cercando intanto di abbracciarla e sollevarla.
Lo amo. Maledizione a te, Harry. Facciamo l'amore in continuazione.
Bene, geme lui, rimpiangendo quella luce che va scomparendo, quell'estasi del colpirla, lacerarla. Ora diventer un'altra inferma di cui dovr prendersi cura. Bene per te.
Dura da mesi e mesi, insiste lei, dibattendosi e cercando di liberarsi per sputare di nuovo, furiosa per la reazione di lui. Harry le inchioda le braccia, che vorrebbero afferrare, contro i fianchi e la stringe forte, la comprime. Lei lo fissa in viso. Il suo  sconvolto, immobile, impietrito. Cerca la maniera per ferirlo di pi, il pi a fondo possibile. Gli faccio cose che a te non faccio mai, dice alla fine.
Certo che le fai, mormora lui, cercando di liberare una mano per carezzarle la fronte, riabbracciarla, ristringerla a s. Scorge il lucido della fronte della moglie e quello del linoleum del pavimento della cucina. I capelli di Janice sono sparpagliati tra gli sparsi ghirigori del disegno marmoreo del linoleum, consumato nel punto in cui lei sta sempre davanti al lavello. Sotto di loro un vago odore dolciastro: la valvola difettosa del lavello. Lei si abbandona al pianto e all'inerzia e al sollievo, e lui non ha difficolt a sollevarla e trasportarla di l, sul divano del soggiorno. Ha la forza di un automa: le gambe gli tremano, il palmo della mano, indolenzito dal manico delle cesoie,  una mezzaluna di bronzo.
Lei affonda, perduta, nell'ampio divano.
Coniglio le suggerisce: Fa l'amore meglio di me, per far continuare a scorrere la sua confessione, come un medico apre una vescica.
Lei si morde la lingua, cercando di raccogliere le idee, di pensare, considerando la propria rovina con occhio rivolto alla salvezza. Desideri impuri - salvare la pelle, mostrarsi gentile, essere precisa - le inquinano la rabbia e la paura dei primi momenti. E' diverso, risponde. Per lui sono pi eccitante che per te. Sono sicura che dipende soprattutto dal fatto che non siamo sposati.
Dove fate?
Mondi le vorticano intorno e le si addensano come nubi davanti agli occhi: sedili d'auto, tappeti, tronchi d'albero visti attraverso parabrezza, la moquette grigio-beige nell'angusto spazio tra le tre scrivanie verdi e metalliche e la cassaforte con sopra la sagoma di cartone della Toyota, stanze di motel con i loro divisori di cartone e le ruvide lenzuola, l'austero appartamento di scapolo di lui con i mobili pesanti e i parenti scoloriti nelle cornici d'argento. In posti diversi.
Vuoi sposarlo?
No. "No". Perch risponde cos? L'eventualit apre un abisso. Non se lo sarebbe aspettato. Un cancello che lei aveva sempre pensato che desse in un giardino d invece nel vuoto. Fa per accostarsi di pi a Harry, di attirarlo di pi a lei - sta distesa sul divano, senza una scarpa, con i lividi che cominciano appena a dolerle, e lui  inginocchiato sul tappeto dopo averla trasportata sin l - ma Harry rimane irrigidito. Lo tira a s ma lui  morto. Lo ha ucciso.
Poi le chiede: Sono stato davvero un porco con te?
Oh, no, tesoro. Sei stato buono con me. Sei tornato da me. Lavori in quello schifo di posto. Non so cosa m'ha preso, Harry, sinceramente non lo so.
Qualunque cosa sia, risponde lui, ti possiede ancora. Somiglia a Nelson nel dir questo, un'espressione ferita, di scontento e confusione, di chi  perplesso e vuol chiarire, stabilire definitivamente qualcosa. Lei capisce che devono fare l'amore. Dentro le sorge, come un'ondata, un conflitto di esitazioni e, insieme, di desiderio per quello sconosciuto pallido e senza pelo, e di orrore per questo desiderio, di fascino per le infinite possibilit di tradimento.
Coniglio esita, per paura di venirle meno; si allontana dal divano e siede a terra; le offre di parlare, di stabilire un equilibrio.
Ti ricordi di Ruth?
La puttana con cui andasti a vivere quando fuggisti da casa?
Non era esattamente una puttana.
Puttana o no, cosa c'entra adesso?
Un paio d'anni fa la rividi.
Ci andasti a letto?
Oddio, no, era diventata una persona perbene. E' proprio questo  il punto. Ci incontrammo sulla Weiser Street, lei andava a far compere. Era tanto ingrassata che non la riconobbi, credo fu lei a riconoscermi per prima. Io avevo notato qualcosa in quella donna che mi guardava, nella maniera in cui mi guardava, poi mi ricordai: Ruth. Aveva sempre quella gran massa di capelli. Ma ormai mi aveva gi superato e la seguii per un po', finch s'infil da Kroll's. Decisi di affidarmi al caso. Aspettai l all'ingresso laterale pensando che se fosse venuta fuori da l l'avrei chiamata e se invece fosse uscita da uno degli altri ingressi poco importava. Le diedi cinque minuti. In effetti la cosa non m'interessava molto. Ma nel dir questo il cuore gli batt pi in fretta, come aveva battuto allora. Proprio mentre stavo per andar via lei venne fuori trascinando due grossi pacchi e mi guard. E la prima cosa che disse fu, 'Lasciami in pace.'
Ti amava, spiega Janice.
Mi amava e non mi amava, risponde lui, contrapponendo il compiacimento alla compassione e alla partecipazione di lei. Le offrii da bere ma mi permise soltanto di accompagnarla fino al posteggio dove un tempo c'era la vecchia Acme. Abitava fuori citt, a Galilee, mi disse. Il marito aveva una fattoria e gestiva una piccola compagnia di autobus per le scuole, e io ebbi l'impressione che fosse pi vecchio di lei, che avesse gi avuto una famiglia prima. Mi disse che aveva tre figli adesso, una bambina e due maschi. Mi mostr le foto che aveva nel portafoglio. Le chiesi quante volte la settimana veniva in citt e lei rispose, 'Per quel che ti riguarda, neppure una.'
Povero Harry, dice Janice. Mi sembra odiosa.
Bene, lo fu, eppure... S'era appesantita, come ho detto, sembrava, non so, perduta in quest'altra persona, che si confondeva abbastanza bene con tutte quelle grasse massaie che incontri al centro, e tuttavia, al tempo stesso, era pur sempre lei.
Va bene. L'ami ancora.
No, non l'amavo. Non l'amo. Ma ancora non t'ho detto la cosa peggiore che fece.
Non posso credere che tu non abbia mai cercato di metterti in contatto con lei dopo che ritornasti da me. Almeno per vedere come andava la sua... gravidanza.
Sentivo che non dovevo farlo. Ma capisce ora, dallo sguardo con cui gli occhi scuri della moglie lo giudicano, che il gioco  molto pi complicato, che per via di certe regole avrebbe dovuto invece cercare di vederla. Ci son altre regole sotto quelle di superficie che anche hanno grande importanza. Lei questo avrebbe dovuto spiegarglielo quando lo riaccett in casa.
Janice chiede: Quale fu la cosa peggiore?
Non so se devo dirtelo.
Dimmelo. Diciamoci tutto, e dopo ci spogliamo nudi. La sua voce  stanca. Lo sforzo e il trauma della confessione devono averla spossata. Lui le parla per distrarla, come si scherza con uno che perde a poker.
L'hai gi detto tu. A proposito del figlio. Me ne ricordai e le chiesi che et avesse la bambina, la figlia pi grande. Non volle dirmelo. Le chiesi di rivedere le foto che aveva nel portafoglio, sai, per vedere se c'era qualche rassomiglianza. Non volle mostrarmele. Mi rise in faccia. Fu proprio odiosa. E disse una cosa molto strana.
Che cosa?
Non ricordo le parole esatte. Mi scrut da capo a piedi e disse che ero ingrassato. Proprio "lei". Poi aggiunse, 'Corri, fila via. Coniglio. Il tuo momento, la tua grande giornata  finita.' O qualcosa del genere. Questo fu due anni fa, in autunno, credo. Da allora in poi non l'ho pi vista.
Ora dimmi la verit, in questi dieci anni non hai mai avuto altre donne?
Lui si scopre a riandare indietro con i ricordi, ritrova alcuni punti e luoghi bui, una stanza in un certo Circolo polacco-americano dove la Verity celebrava la sua esplosiva festa annuale, una ragazza ossuta col petto piatto e il raffreddore: s'era tenuta il reggiseno e il pullover; e poi uno strano episodio sulla spiaggia di Jersey, Janice e Nelson al parco dei divertimenti e lui che ritorna dalla spiaggia in costume da bagno: bussano alla porta della cabina e una ragazza di colore, formosa, accompagnata da due ragazzi sparuti, gli si offre per cinque o sette dollari, secondo quel che vuole essere fatto. Aveva avuto difficolt a capire il suo accento, le aveva detto di ripetere e quella aveva ripetuto - con lo sguardo a terra, mentre i due ragazzi ridacchiavano - aveva ripetuto scopata, succhiata. Spaventato, aveva chiuso in fretta la fragile porta in faccia ai tre, l'aveva chiusa a chiave contro un'eventuale minaccia di rapina, e s'era poi masturbato guardando la parete, che odorava d'umido e salsedine. Dice a Janice: Sai, dopo il fatto di Becky  come se il sesso mi si fosse spento dentro. A volte si risveglia, ma qualcosa me lo spegne di nuovo.
Fammi alzare.
Janice  in piedi davanti al televisore; lo schermo, grigio cenere, un fuoco morto. Lesta ed esperta, si spoglia. Le zinne, nerocapezzolute, tubolari quasi, oscillano quando si districa dal collant. L'abbronzatura le termina alla base della gola. Le altre estati di solito la domenica andavano qualche volta alla piscina di West Brewer, ma ormai Nelson  troppo grande per andarci con i genitori e cos nessuno pi ci va. Alla spiaggia, poi, non vanno pi da quando gli Springer hanno scoperto i Poconos: gonfi laghi scuri incassati tra alberi verde scuro. Lui odia quei posti e non ci va mai, non va mai da nessuna parte, le sue vacanze se le passa in giro per casa. Un tempo sognava di andare nel Sud, in Florida o Alabama, per vedere i campi di cotone e gli alligatori, ma quello era un sogno infantile, ed era morto con la bambina. Una volta era stato nel Texas e gli era bastato. La lingua sporta tra le labbra serrate, nuda, Janice gli sbottona la camicia, armeggiando. Lui l'aiuta e completa il lavoro, automaticamente. I pantaloni, poi le scarpe. I calzini. L'aria l'annusa, lo riconosce; l'aria del giorno che ancora indugia, l'aria estiva che gli solletica e carezza la pelle che non conosce la luce del sole. Da anni lui e Janice non fanno l'amore di giorno. Proprio nel pieno, lei gli chiede: Non ti piace vedere? A me un tempo m'imbarazzava tanto.
Al crepuscolo mangiano, ancora nudi, sandwich di salame preparati da lei e bevono whisky. La casa, la loro casa, rimane al buio, anche se tutte le altre intorno, che la specchiano, accendono le luci. Quelle luci vicine, e le macchine che passano per Vista Crescent, lanciano un soffice biancore sghembo nel loro soggiorno: gli scaffali aperti ai due lati s'allungano come lunghe spade parallele, la lampada a stelo lancia un'ombra rinocerontesca, la foto di Nelson a scuola sul camino, con la cornice di cartone, sorride da sotto gli imbalsamanti colori dei suoi ritocchi ad acquerello. Perch distinguano e vedano qualcosa quando il buio arriva, Janice accende il televisore lasciando il sonoro abbassato, e agli azzurrastri tremolii di facsimili di modulo che fingono e spiegano il volo, di poliziotti armati di guardia davanti a supermercati saccheggiati, di una barca a remi che arriva in Florida dopo aver attraversato l'Atlantico, di commediole e melodrammatici western, di grigi faccioni noti e stranoti e inquieti come argento vivo, fanno di nuovo l'amore, il corpo di lei una distesa di sabbia finissima, la bocca un nero orifizio spalancato, gli occhi due fori con dentro scintille, e il corpo di lui un paesaggio spoglio illuminato dai lampi di un bombardamento, immagini che esplodono in silenzio non pi soffuse delle scherzose e spettrali carezze di lei, che lo attraversano da parte a parte senza fargli alcun male. Janice si gira e riversa su di lui tutti i suoi mesi di nuova esperienza. La sua insaziabilit lo spaventa, perch sa di non poterla soddisfare, non pi di quanto possa essere soddisfatto l'insaziabile desiderio di morte della terra. Il senso di colpa di lei si trasforma in amore e questo in rabbia. La prima volta  stata troppo rapida ma la seconda  dolce, faticata e sudata, e la terza struggentemente ancora pi dolce, una fatica dello spirito, quasi pura, e la quarta, poich non c' nessuna quarta volta, triste; a cavalcioni su di lui, il sesso spalancato e rivelato dal di sotto dai lampi della televisione, Janice china la testa, coi capelli che solleticano il ventre del marito e versa fredde lacrime sulla carne afflosciata che le  venuta meno.
Cristiddio, fa lui, mi son dimenticato che stasera dovevamo andare da ma'!
...
.
...
Coniglio sogna che sta andando verso il nord con Charlie Stavros a bordo di una piccola Toyota scarlatta. La leva del cambio  molto sottile, una matita addirittura, e lui ha paura di spezzarla nel manovrarla. Inoltre, porta al piede scarpe da golf, il che rende complicato agire sui pedali. Stavros gli siede accanto e, in quella sua maniera flemmatica di parlare a brontolii, le mani tozze e anellute che descrivono capolavori di gesti, gli sta esponendo il suo problema: Lyndon Johnson gli ha proposto di diventare suo vice-presidente. Hanno bisogno di un greco. Per parte sua, lui accetterebbe, ma non vuole lasciare Brewer, cosicch sta trattando, per avere almeno un'estate libera. La Casa Bianca si trasferirebbe a Brewer, ci sono una quantit di lotti edificabili sui quali potrebbero rimontarla, spiega. Lui, Coniglio, pensa che forse questa  l'occasione buona per piantare quella tipografia e cominciare un lavoro d'ufficio. Il futuro appartiene ai funzionari. Dice, pieno di speranza: Posso leccare francobolli, e gli mostra la lingua. Sono su una superstrada diretti verso nord, verso le deserte regioni carbonifere e, pi oltre, verso le distese della Pennsylvania settentrionale. E tuttavia l, in quella regione di boschi e laghi, di lato alla strada, si materializza una strana citt bianca; colline e colline di alte case tutte uguali, bianche come lenzuoli, si affollano all'orizzonte: un'enorme citt che, stranamente, pare non abbia nome. Si accomiatano in un quartiere periferico, davanti a una drogheria, e Stavros gli porge una carta automobilistica; con difficolt, lui individua il punto in cui si trovano. La metropoli, segnata con un cerchietto, si chiama, semplicemente. Il Poggio.
Il Poggio, Il Poggio... il sogno  cos spiacevole che Coniglio si sveglia con un mal di testa e un'erezione. Si sente l'affare fragilmente sottile e indolenzito, dopo tutto quel lavoro con Janice. Accanto a lui il letto  vuoto. Si ricorda che sono andati a letto dopo le due, quando lo schermo del televisore  diventato un ronzante segnale di prova. Dal piano di sotto gli giunge il rumore dell'aspirapolvere. Janice  gi in piedi.
Indossa i vestiti del sabato, pantaloni di cotone rappezzati e camiciola color albicocca, e scende gi di sotto. Janice sta rassettando nel salotto, spingendo avanti e indietro il tubo argenteo. Si volta a guardarlo e appare vecchia. L'amore ci invecchia. I sacerdoti sono giovanili, le zitelle hanno i capelli neri fin dopo i cinquant'anni. Noialtri, il diavolo ci infradicia. Janice dice: Il succo d'arancia  sul tavolo e l'uovo  nella padella. Fammi finire questa stanza.
Seduto al tavolo della colazione lui si guarda in giro, esaminando la casa. Da un lato  visibile la cucina, dall'altro il soggiorno. I mobili che arredano la sua vita appaiono marziani alla luce del mattino: una poltrona ricoperta di stoffa sintetica ravvivata da un filino d'argento, un divano di pezzi di gommapiuma, un tavolino basso intagliato, imitazione di un banchetto antico di ciabattino, un pezzo di legnaccio che  una lampada; niente che abbia la forma che dovrebbe avere per la sua funzione, giocattoli disegnati per evitare riparazioni, niente che sia stato prodotto direttamente dalla mano dell'uomo, mobili in mezzo ai quali lui, Coniglio, ha vissuto ma che non ha mai conosciuto, fatti di materiali e sostanze cui non saprebbe dare un nome, invecchiati come nella vetrina di un grande magazzino, consumati senza adattarsi neppure una volta al suo corpo. Il succo d'arancia ha un sapore acido; non  neppure succo d'arancia surgelato ma un qualunque intruglio chimico color arancio.
Rompe l'uovo nella padella, abbassa la fiamma, pensa con senso di colpa alla madre. Janice spegne l'aspirapolvere, entra in cucina, si versa del caff e va a sedersi di fronte a lui che sta mangiando. Incavi lividi sotto gli occhi. Le chiede: Pensi di dirglielo?
Devo, immagino.
Perch? Non vuoi tenertelo?
Cosa stai dicendo, Harry?
Tienitelo, se ti fa felice. Io non ci bado, perci fa pure, almeno finch ti sarai soddisfatta.
E se non mi soddisfacessi mai?
Allora magari te lo sposi.
Charlie non sposer nessuna.
Chi te lo dice?
Lui. Me lo disse una volta e quando gli chiesi perch, non volle dirmelo. Forse per via di quel suo soffio al cuore. E' stata l'unica volta in cui ne abbiamo parlato.
Di cos'altro parlate, invece? A parte come farlo la prossima volta.
Si sarebbe dovuta offendere per il suo sarcasmo, invece niente. E' molto gi, molto onesta e svuotata quella mattina, e questo a lui fa piacere. Si rivela una donna pi grave di quella che lui conosceva. Conteniamo corde che qualcun altro deve pizzicare. Non ci diciamo molte cose. Parliamo di sciocchezze, di quello che vediamo dalla finestra di casa sua, di quello che facevamo da bambini. A lui piace ascoltarmi, quand'era ragazzo abitava nella parte peggiore di Brewer e una citt come Mt. Judge gli appariva meravigliosa. Mi chiama micia ricca.
La figlia del principale.
Non dirlo, Harry. L'hai gi detto ieri sera. Non puoi capire. Le cose di cui parliamo ti farebbero ridere. S, Charlie ha il dono di far sembrare tutto eccitante, il sapore del cibo, l'aspetto del cielo, i clienti che vengono alla commissionaria. Una volta superato quel suo atteggiamento difensivo, quei suoi modi bruschi, scopri che  molto sensibile e delicato nella sua maniera di pensare e vedere. L'altra sera, dopo che te ne andasti lui ci rimase molto male, era pentito per averti costretto a dire pi di quanto volessi dire. Odia discutere. Lui ama la vita. Davvero, Harry, ama la vita.
Tutti l'amiamo.
Non  vero. Io credo che il modo in cui siamo stati cresciuti renda difficile alla nostra generazione amare la vita. Charlie ci riesce. E questo  come... la luce del giorno. Vuoi sapere una cosa?
Lui acconsente: S, certo, sapendo che gli far male.
Fare l'amore alla luce del giorno...  molto pi bello.
Okay. Calmati. Te l'ho detto, tienitelo pure il pirla.
Non ti credo.
Una cosa sola, fa' in modo che il ragazzo non sappia mai. Mia madre gi sa, la gente che va a trovarla la tiene informata. Lo sa tutta la citt. Cosa dicevi della luce del giorno?
Lascia perdere, dice lei, e s'alza. Maledizione a tua madre, Harry. Non ha mai fatto altro che una sola cosa per noi, cercare di avvelenare il nostro matrimonio. Ora ci sta riversando addosso tutto il veleno della sua vita. Sta morendo, e non mi dispiace.
Cristo, non parlare cos.
Perch no? Al posto mio lei parlerebbe proprio cos. Ma chi voleva che tu sposassi? Di' un po', chi sarebbe stata abbastanza degna di te? Chi?
Mia sorella, suggerisce lui.
Voglio dirti un'altra cosa. Agli inizi, con Charlie, ogni volta che provavo senso di colpa e non riuscivo a liberarmene, mi bastava pensare a tua madre, a come aveva trattato non solo me ma anche Nelson, suo nipote, e mi dicevo, okay, amico, cacciamelo dentro, e mi bastava per "venire".
Okay. Okay. Risparmiami la bella prosa.
Sono stufa, stufa da crepare, di risparmiarti cose. Un sacco di volte, e confessare questo la rende troppo triste, cos che un certo imbarazzo le cala, come una rete, sul viso, che per lo sforzo s'imbruttisce, mi sono dispiaciuta che tu sia ritornato, allora. Eri un bel tipo scervellato prima, e ora mi toccava vedere quel tipo morire giorno per giorno.
Ieri sera, per, non  stato tanto brutto, vero?
No. E' stato tanto bello che ora sono infuriata. Sono tutta confusa.
Tu sei confusa da quando sei nata, bambina mia. Poi aggiunge: Se in questa casa c' qualcuno che muore e questo qualcuno sono io, tu non hai fatto che dargli una mano. Al tempo stesso  preso dal desiderio di sbatterla di nuovo, per vedere se  possibile rivoltarla di nuovo come un guanto, da dentro in fuori. A un certo punto, la sera prima, lei  diventata tutta lingua e la bocca di lui era incollata alla sua come in un embrione, quando la prima divisione tra cellule non s' ancora formata.
Squilla il telefono. Janice afferra il microfono e dice: 'Ciao, pap. Com' andata ai Poconos? S, lo so che sei tornato da vari giorni, stavo solo scherzando. Certo,  qui. Te lo passo. Porge il microfono a Coniglio. Per te.
La voce del vecchio Springer  debole, melliflua, deferente. Harry, come va?
Non male.
Ci stai sempre per la partita? Janice mi ha detto che hai chiesto dei biglietti per i Blasts di oggi. Li ho qui in tasca, tre, proprio dietro la prima base. L'allenatore  un mio cliente da vent'anni.
Bene, magnifico. Il ragazzo ha passato la notte dai Fosnacht, ma andr a prenderlo. Vuoi che ci vediamo allo stadio?
Preferisco venirvi a prendere, Harry. Mi fa piacere venirvi a prendere con la mia macchina, cos lasciamo la vostra a Janice. Nella sua voce c' un tono che di solito prima non c'era, gentile, vagamente carezzevole: sta parlando con un malato. Anche lui, dunque, sa. Lo sa il mondo intero. Comparir sul "Vat" della settimana prossima, MOGLIE DI LINOTYPISTA TRESCA CON UN VENDITORE DELLA NOSTRA CITTA'. "Greco prende decisamente posizione contro la guerra nel Viet".
...
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...
Di', Harry, continua Springer, sempre mellifluo, come va la salute di tua madre? Naturalmente, Rebecca e io siamo molto preoccupati. Davvero molto preoccupati.
Mio padre dice che va pi o meno sempre lo stesso. E' una malattia lenta, sai, e ora hanno certe medicine che la rendono ancora pi lenta. Questa settimana pensavo di fare una scappata a Mt. Judge per andare a trovarla, ma non ce l'ho fatta.
Quando la vedi, Harry, dalle i nostri saluti. I nostri affettuosi saluti.
Dice sempre le cose due volte: probabilmente ha avuto la rappresentanza delle Toyota perch i giapponesi la seconda volta riuscivano a capirlo.
Okay, sar fatto. Ti passo ancora Janice?
No, Harry, puoi tenertela. Una battuta. Sar l alle dodici e venti, dodici e mezzo.
Coniglio riattacca. Janice  uscita dalla cucina. La trova nel soggiorno che sta piangendo. Va a inginocchiarsi davanti al divano e la circonda con le braccia alla vita, ma  un gesto che sembra diretto da un automa ed eseguito goffamente. Alla camicetta manca un bottone e la curva del seno nel reggipetto si mescola al caldo alito nell'orecchio di lui.
Janice dice: Tu non puoi capire quanto bene mi ha fatto. Il sesso, il divertimento, la distrazione, non c'entrano mi ha fatto solo bene.
Certo che capisco. Qualche brava persona l'ho conosciuta, e so che ti fanno sentir bene.
Ti fanno sentire che tutto ci che fai e sei  bene,  buono. Anche lui mi dice che sono stupida, in continuazione, come fai tu, ma  molto pi gentile e intelligente di quanto tu possa immaginare. Se non fosse stato greco avrebbe continuato gli studi, sarebbe andato al college.
Perch, ora i greci non li ammettono? La percentuale dei neri  troppo alta?
Dici sempre cose odiose, Harry.
Perch nessuno mi dice mai che sono buono, risponde lui, e s'alza. Davanti a lui, sotto di lui, la nuca di lei  vulnerabile. Basterebbe un colpo di karat.
Da fuori, sul viale, giunge un fruscio;  troppo presto per Springer. Va alla finestra: una Mustang azzurra. Lo sportello dalla parte del passeggero si apre e ne esce Nelson. Dall'altra parte compare Peggy Green, con occhiali da sole e una minigonna che le scopre i coscioni come un cartaro scopre le carte a telesina. L'infelicit - l'essere stata abbandonata - le ha dato un'aria sbrigativa, professionale. Gli rivolge a stento un ciao e gli occhiali da sole le nascondono gli occhi che lui, Coniglio, sin dai tempi della scuola sa che sono storti. Le due donne si ritirano in cucina. Dal rumore che Janice fa tirando su col naso, lui capisce che  in corso una confessione. Se ne va fuori in cortile a finire il lavoro che ha cominciato la sera prima. Tutt'intorno, nei cortili di Vista Crescent, sino agli orizzonti di comignoli e antenne e pali d'alluminio per le corde del bucato, di Penn Villas, altri uomini son fuori nei loro cortili; il fracasso della sua falciatrice trova eco di casa in casa, i suoi movimenti nel chinarsi e spingere sono ripetuti all'infinito come nei frammenti di uno specchio che penda dal cielo rovente e vuoto. Quei suoi vicini arrivano con mobili su un furgone e se ne vanno su un furgone. Si riuniscono per firmare inutili richieste di migliori fognature e pi pronta protezione contro gli incendi, altrimenti non hanno nessun contatto tra loro. Nelson lo raggiunge in cortile e gli chiede: Cos'ha mamma?
Spegne il motore della falciatrice. Cosa sta facendo?
Sta seduta al tavolo di cucina con la Fosnacht, e piange come una fontana.
Ancora? Non lo so, ragazzo,  sconvolta. Una cosa devi imparare delle donne, che le loro reazioni chimiche sono diverse dalle nostre. Piangono pi facilmente.
Mamma non piange quasi mai.
Buon per lei, forse. Hai dormito abbastanza stanotte?
Abbastanza. Ieri sera abbiamo visto un vecchio film sulle motosiluranti.
Ti va d'andare a vedere la partita dei Blasts?
Certo.
Ma non molto, vero?
A me gli sport non piacciono come a te, pap. Sono solo competizioni.
La vita  competizione. Il pesce grande mangia il pi piccolo.
Credi? Ma perch le cose non possono andare tranquillamente? Ce n' abbastanza, per tutti.
Tu dici? Allora perch non dividi con me anche questa falciatrice? Spingila un po' tu adesso.
Mi devi la mia settimana. Quando il padre gli d un biglietto da un dollaro e due monete da venticinque centesimi, dice: Sto mettendo da parte per la motoretta.
Buona fortuna.
Sai, pa'.
S?
Credo che mi dovresti dare un dollaro e venticinque l'ora. Questo  ancora sotto il minimo sindacale.
Visto? gli dice Coniglio. Il pesce grande mangia il pi piccolo.
In casa, mentre si lava, togliendosi pezzetti di fili d'erba da sotto i polsini della camicia e applicandosi un cerotto sul polpastrello del pollice (un punto tenero: a scuola dicevano che si capisce quanto sensuale  una ragazza appunto dalla grossezza del polpastrello), Janice entra nel bagno, chiude la porta e dice: Ho deciso di dirglielo. Quando vai alla partita glielo dir. Ha il viso teso ma abbastanza asciutto ormai; solo, di fianco al naso le luccica qualche chiazza d'umido. Le pareti di piastrelle amplificano i suoi ansimi. Fuori, la Mustang di Peggy Green ruggisce nel partire.
Dire cosa a chi?
A Charlie. Che  tutto finito. Lo sai.
Ti ho detto di tenertelo. Almeno per oggi non farne niente. Calmati. Bevi qualcosa. Vattene a un cinema. Va' a rivederti quel fantascienza, dormisti durante tutta la parte migliore.
Sarebbe una vigliaccata. No. Lui e io siamo stati sempre onesti l'uno con l'altro, devo dirgli la verit.
Io credo che stai solo cercando una scusa per vederlo mentre io sono allo stadio.
Solo tu puoi avere un'idea simile.
E se ti chiede di andare a letto con lui?
Non me lo chiede.
Mettiamo che te lo chieda, come premio di liquidazione.
Lo guarda con aria di sfida: un cupo e soffocato bagliore nella fornace del tradimento. A lui vien da pensare: evolversi  tradire. Non c' altra strada, non si pu arrivare in un posto senza partire da un altro. Ci andrei, dice lei.
Dove lo trovi?
Alla commissionaria. D'estate, il sabato ci rimane fino alle sei.
E che motivo gli dici? Della rottura.
Be', il fatto che tu sai.
E se ti chiede perch me l'hai detto?
E' ovvio perch te l'ho detto. Te l'ho detto perch sono tua moglie.
Le lacrime le spuntano tra le palpebre e la tensione del viso s'infrange, come quella di Nelson quando confessa una preoccupazione nascosta, un brutto voto a scuola, una marachella o un mal di testa. Harry ignora l'impulso a stringerla tra le braccia; non vuol sentirsi di nuovo goffo. Lei vacilla e per reggersi, tra i singhiozzi, siede sul bordo della vasca, con la tendina di plastica della doccia che le fruscia contro le spalle.
Non pensi di impedirmelo? riesce a dire alla fine.
Impedirti che cosa?
Di vederlo!
Dopo questo ricco regalo del dolore di lei, ora pu permettersi di essere crudele. Freddo, le dice: No, vedilo se vuoi. Purch non debba vederlo anch'io quel bastardo. E, evitando di guardare la faccia di lei, si vede nello specchio dell'armadietto: un uomo grande e grosso, pallido e roseo, che sta mettendo il doppiomento, le labbra piccole miseramente storte in quello che dovrebbe essere un sorriso.
La ghiaia del viale fruscia di nuovo. Dalla finestra del bagno lui vede il tetto quadrato e grigio della nuova Toyota familiare di Springer. Chiama Nelson: Il nonno  arrivato. Andiamo-o. A Janice, mormora: Calmati, bambina. Non precipitare le cose. Al suocero, scivolando nel sedile accanto a lui, sopra una cintura di sicurezza di spaghetti di nylon, dice giulivo: Comprami le noccioline e il pop-corn.
Lo stadio  nella parte meridionale di Brewer, dopo un gran viale alberato, dopo gli edifici di mattoni di due maglifici, e ci si arriva per una strada a tre corsie lungo la quale in quegli ultimi anni parecchi ristoranti hanno cominciato a definirsi olandesi di Pennsylvania, con gigantesche statue di gesso di tipi in zoccoli e insegne al neon, AUTENTICA CUCINA "olandese. Smrgasbrd olandese di Pennsylvania", cercando di vendere quello che un tempo tutti evitavano, trasformando in attrazione turistica del cibo fritto nella sugna e una cucina a base di farinacei che farebbe venire i foruncoli anche a un maiale. Passano davanti allo spiazzo della fiera della contea, dove ogni settembre ritornano sempre gli stessi tendoni malridotti degli zingari e i contadini portano il loro bestiame puzzolente e Serafina, la Maliarda Egiziana, si spoglia completamente nuda per quei gonzi disposti a pagare un dollaro extra. La prima donna nuda che lui ha visto  stata Serafina o la madre di lei. Si teneva le scarpe con i tacchi alti e una maschera nera sul viso e si piegava tutta all'indietro; a gambe aperte, continuava ad agitarsi come una scimmia e ruotava su se stessa cos che ogni testa allungata (per fortuna lui allora era gi alto) le poteva intravedere la cosa, una grinza eccitante e insieme stomachevole, a malapena nascosta da un ciuffo di peli che a lui erano sembrati appiccicati con la colla. Consumati a furia di confricazioni? Chiss. Non riusciva a immaginarlo.
Springer sta scuotendo il capo per via dei tumulti di York. I franchi tiratori sono quattro notti di seguito che sparano, Harry. Dove finiremo? Siamo cos indifesi,  questo che mi colpisce, siamo cos indifesi contro pochi violenti. Tutte le nostre istituzioni sono basate sulla fiducia.
Nelson interviene: E' la loro unica maniera per ottenere giustizia, nonno. Le nostre leggi difendono la propriet invece della gente.
Ma hanno fallito lo scopo, Nellie. Molti bianchi di buona volont, come me per esempio, si sono schierati contro i negri. Lentamente, ma fatalmente, gli si schiereranno contro tutti i bianchi. La causa della sconfitta di Humphrey non  stato il Vietnam, ma l'assenza della legge e dell'ordine nelle strade. E' per queste cose che l'uomo comune vota, puntualmente. Ho ragione o torto, Harry? Sono un tal vecchio rimbambito che non sono pi sicuro neppure di quello che penso.
Un vecchio locco, sta ricordando Harry, sul lato del piccolo palcoscenico, una volta allung la mano da dietro e gliela mise sulla micia strillando Ah-ah! Quella smise di danzare e lo guard fisso da dietro la maschera nera. Il tendone piomb nel silenzio e, fatto strano, il vecchio locco trov abbastanza sangue dentro di s per arrossire. "Ah-ah!" Quel grido di trionfo, come se avesse preso in trappola chiss quale animaletto prezioso, lui, Coniglio, non l'avrebbe mai dimenticato. "Ah-ah". S'allunga nel sedile e, rispondendo a Springer. dice: Le cose vanno male. Il cibo diventa cattivo, la gente diventa cattiva, probabilmente l'intero paese sta andando a male. Ora i neri hanno pi di quanto hanno mai avuto, ma forse a loro sembra meno. Siamo stati tutti educati a volere di pi e forse il mondo non  abbastanza grande da soddisfare tutto questo desiderio. Non so. Non so pi niente.
Il vecchio Springer scoppia a ridere; storce la bocca e latra tanto che quel topino grigio che sono i suoi baffi si confonde con i peli che gli escono dal naso. Hai sentito di Teddy Kennedy questa mattina?
No. Che ha fatto?
Tappati le orecchie, Nellie. M'ero dimenticato che eri in macchina con noi, altrimenti non vi avrei accennato.
Cosa, nonno? Cosa ha fatto? L'hanno ammazzato?
A quanto pare, Harry, il vecchio Springer parla con l'angolo della bocca, come per proteggere Nelson, eppure in maniera abbastanza distinta perch il ragazzo possa sentire facilmente, ha buttato una certa ragazza della Pennsylvania in uno di quei fiumi del Massachusetts. Un assassinio, chiaro come la mia faccia. La faccia di Springer, vista di lato,  un osso roseo scavato con delle chiazze rosse nei punti in cui gli zigomi esercitano pi pressione e una protuberanza anche rossa nel punto in cui spunta il naso. Una faccia affilata, raggrinzita come quella di un pellerossa da un costante sorriso da venditore di macchine. C' almeno un vantaggio, a fare il tipografo: mette un limite alla leccaculaggine.
Lo hanno preso? E' in galera, nonno?
Via, Nelson, non metteranno mai un Kennedy in galera. Tutte le pedine verranno mosse e unte, le prove verranno soppresse. E' uno schifo di vergogna, per me.
Coniglio chiede: Che vuol dire, ha buttato una ragazza in un fiume?
L'hanno trovata nella sua macchina capovolta sott'acqua vicino a un ponte. Il nome l'ho dimenticato, ma  successo in una di quelle isole che stanno lass. E' successo ieri sera, e non s' presentato alla polizia finch non stavano per acciuffarlo. E la chiamano democrazia. Harry, questa  la parodia della democrazia, quest'.
Tu come la chiameresti?
Io lo chiamerei stato poliziesco governato dai Kennedy, cos lo chiamerei. Quella famiglia s' messa a comprare il paese sin da quando quei bramini di Boston presero a snobbare il vecchio Joe. Poi, quand'era il rappresentante di Roosevelt a Londra il bravo vecchio fece lega con Hitler. Ora hanno fatto sposare la giovane vedova al ricco greco, nel caso gli finissero i soldi americani. Certo non  quella gran bellezza di cui parlano i giornali, quei due fanno proprio una bella coppia, altroch. Tu che pensi, Harry? Dico proprio fesserie? Sono un tipo cos arretrato ormai che neppure io sopporto quello che dico. "Ah-ah".
Direi che hai ragione, risponde Harry. Dovresti unirti ai ragazzini e comprarti una bomba da lanciare.
Springer distoglie lo sguardo dal volante (le gialle parabole di un MacDonald's passano sfrecciando; le insegne di una stazione mobile oscurano il sole di mezzogiorno) per vedere se ha esagerato. Come dev'essere veramente timida la gente che vive in mezzo alla gente. Almeno su questo Earl Angstrom aveva ragione: meglio adattarsi alle cose. Con un sorriso storto, mostrando denti di porcellana sotto il pelo grigio, Springer dice: Dei Kennedy posso dire questo per, Harry: che mi irritano come Roosevelt. Quello l, Harry, quando mor aveva i vermi nel cervello. Una cosa per bisogna dire dei Kennedy. Non hanno mai cercato di sconvolgere l'economia a vantaggio dei poveri, erano pi che pronti ad andare a braccetto col sistema cos come gli era stato trasmesso.
Nelson interviene; Billy Fosnacht dice che quando saremo grandi abbatteremo il sistema.
Perso nella sua visione della follia e della corruzione del governo, Springer non sente. Quello l cerc di sconvolgerlo a beneficio dei neri e della feccia bianca, e quando dopo otto anni la cosa non funzion incastr i piccoli giapponesi spingendoli ad attaccare Pearl Harbour, in modo da uscire dalla Depressione con la guerra. Per questo abbiamo le guerre, che tu ci creda o no, per salvare i democratici dalla loro pazza politica economica. Prendi Johnson, per esempio, appena si fu assicurato il mandato di quattro anni ci port nel Vietnam, dove nessuno ci voleva, giusto per far quadrare il bilancio e sanare l'economia. Johnson. Quello l era una creatura di Roosevelt. Truman, poi, fece lo stesso con la Corea. La storia mi d ragione, ogni volta. Chiamami pure vecchio rimbambito, se vuoi. Tu invece come la pensi, Nelson?
Ieri sera alla televisione, dice il ragazzo, abbiamo visto un vecchio film sulla guerra contro i giapponesi nel Pacifico. La motosilurante affonda e il capitano o quel che era nuota per miglia e miglia con una schiena rotta trascinandosi dietro un altro tipo.
Quella era roba dei Kennedy, dice Springer. Semplice propaganda. Facevano quei film perch il vecchio Joe possedeva una quantit di studi cinematografici. Invest i suoi soldi nel cinema quando tutti gli uomini d'affari onesti che avevano creato questo paese ci rimettevano la camicia. Se  vero quello che ho sentito dire, se l'intendeva anche con i comunisti ebrei di laggi.'
A Nelson, Coniglio dice: Cio dove sta adesso tua zia Mim, in California, con quei comunisti.
Zia Mim  bella, dice Nelson rivolto al nonno. L'hai mai vista zia Mim?
Non spesso purtroppo, Nellie. Ha una bella figura, in questo hai ragione. E hai ragione anche a esserne fiero. Harry, questo tuo silenzio mi d un po' fastidio. Sissignore, mi d fastidio. Magari io sar superato, ammuffito, ma dimmi un po', secondo te qual  la situazione del paese? Con queste sommosse dappertutto e questa povera ragazza polacca, era delle parti di Williamsport, violentata e affogata per lo sfizio del futuro presidente. Se fosse incinta non mi meraviglierei. Nellie, tu queste cose non dovresti sentirle.
Harry s'allunga nel sedile, rannicchiato com' in quella macchina, insonnolito. Sono quasi arrivati allo stadio, adesso, e un ragazzino di colore gli indica a gran gesti un posteggio. Per me, dice alla fine Coniglio, penso che l'America  ancora l'unico posto possibile.
Ma qualcosa non funziona. La partita  noiosa. L'eccitante corsa dei giocatori non riesce a eccitare. Il gioco dinamico e movimentato ha perso ogni significato. Anche se il suo sport era la pallacanestro, Coniglio ricorda l'estensione e la bellezza di tutta quell'erba, di quel vasto campo, la pericolosa emozione di quando un tiro alto veniva mandato nella tua direzione, l'avvicinarsi del puntino che andava ingrandendosi, il tonfo sul guanto alla presa, la voluta indifferenza del breve trotto a capo chino verso la panchetta delle riserve, il rituale scuotimento di spalle e il nervoso formalismo del battitore. C'era una bellezza, in quello sport, pi affascinante di quella commovente della pallacanestro. Una bellezza raffinata dai verdi campi, un gioco e uno sfoggio di individualismo, di attesa, di attesa per il pitcher di completare il suo guizzo verso la prima base per poi lanciare il suo fulmine, un gioco il cui stesso odore di saliva e polvere e erba e sudore e cuoio e sole,  quello dell'America. Seduto dietro la prima base, tra il figlio e il suocero, il sole che gli si  poggiato sulle ginocchia come una tavola, il programma arrotolato come un bastone in mano. Coniglio aspetta di essere colto da quella bellezza, tra le urla d'acclamazione e la cadenza delle incitazioni, la tradizionale magia americana, che aveva il sapore della giovinezza di lui; invece qualcosa non funziona. La folla non  fitta, si va diradando da un nucleo centrale dietro la rete di recinzione a vari gruppetti di ragazzi stravaccati sulle panchette verdi sparse sull'erba. Sparpagliata, vociante, acclamante e ostile: solo gli sbronzi, gli allibratori, gli sciancati, i vecchi e i delinquenti, vanno a una partita il sabato pomeriggio. Le loro grida sono roche e villane. Cacciagliela in gola, Speedy! Ammazzalo il bastardo nero! Lui, Coniglio, vorrebbe proteggere il gioco dalla folla; la poesia dello spazio e dell'azione  troppo sottile, troppo lentamente composta per quella gente triviale. Quanto ai giocatori, sembrano pigramente bravi, ciascuno preso dal sogno personale di farcela, di farcela per la prima serie, per i gran bei soldi, per la sala da biliardo da comprare e per il guadagno da cavarne; sembrano degli specialisti qualunque, non degli uomini che giocano una partita perch tutti siamo dei ragazzi che il tempo cerca di spegnere. Ogni baldanzosa pretesa  stata abbandonata, il delicato equilibrio schiacciato. Solo le esplosioni di feltro arancione sulle loro divise, la scritta "Blasts", evocano il vecchio mondo del nobile campanilismo. Brewer contro Hazleton, ma chi se ne frega? Springer no di certo: mentre guarda la partita le labbra gli si muovono automaticamente, come se stesse ripassandosi vecchi conti. Nelson no di certo: lo schermo della realt, del mondo vero,  troppo grande per il ragazzo; gli manca il commento sonoro della televisione, gli audaci inserti pubblicitari. La delusione educatamente inespressa del ragazzo d fastidio a Coniglio, impedisce che la partita si elevi e riempia i paurosi vuoti che la confessione di Janice gli ha lasciato dentro. Le serie di otto squadre della sua fanciullezza sono svanite con la bandiera a quarantotto stelle. I guardialinee non masticano pi tabacco. Il gioco si trascina con un tedioso sfoggio di strategia, di contrasti e d'interruzioni volute che ne allontanano la fine. Hazleton vince 7 a 3. Il vecchio Springer manda un sospiro, alzandosi come dopo aver schiacciato un pisolino in una posizione scomoda. Si asciuga una traccia di spuma di birra dai baffi. Forse i nostri ragazzi ti hanno un po' deluso, Nellie, dice.
Fa' niente, nonno. E' stato bello.
A Harry, per il bisogno di trovare qualcosa da vendere, il vecchio dice: Quel giovane Prexler, per, far strada.
Coniglio  indispettito e stordito dalle due birre bevute al sole. Non invita Springer a entrare in casa, si limita a ringraziarlo di tutto. La casa  silenziosa, come lo spazio cosmico. Sul tavolo in cucina c' una busta chiusa indirizzata Harry. Dentro, nella calligrafia imprecisa di Janice, con la sua incerta inclinazione e squallidamente storta, la lettera dice:
...
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...
Harry caro,
devo stare via alcuni giorni per pensare. Ti prego, "per piacere", non venire a cercarmi. E' molto importante che noi tutti ora ci si rispetti come persone e si abbia fiducia l'uno nell'altro. La tua idea di tenermi l'amante mi ha sconvolta, perch non credo che sarebbe onesto, e mi ha costretta a chiedermi se per te rappresento veramente qualcosa. Di' a Nelson che sono andata ai Poconos con la nonna. Non dimenticare di dargli i soldi per la merenda al campo da gioco.
Aff., Jan.
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Jan, il nome che adoperava quando lavorava da Kroll's vendendo noccioline salate in camice con sopra al taschino la scritta in corsivo "Jan". Allora certi pomeriggi andavano nell'appartamento dell'amica di lei, sull'Ottava Strada. I raggi rosa orizzontali del sole che tramontava dietro i grandi gasometri grigi. La delizia del fatto che lei si lasciasse spogliare. A quei tempi la biancheria era pi consistente: reggicalze da sganciare, i segni dell'elastico stampati sulla pelle. Jan. Quel nome  rimasto sospeso in lei per quindici anni; di solito i biglietti che lei lascia per casa sono firmati semplicemente J.
Dov' mamma? chiede Nelson.
E' andata ai Poconos, risponde Coniglio, premendosi il biglietto contro il petto, nel caso il ragazzo cercasse di leggerlo. E' andata con la nonna. Con questo caldo le gambe le si gonfiano. Lo so, sembra una pazzia, ma a volte le cose vanno cos. Stasera andiamo a mangiare al Burger Bliss.
La faccia del ragazzo - foruncoluta, incorniciata da capelli che gli coprono le orecchie, le labbra turgide e serrate e gli occhi affossati, per la paura di commettere un errore - si fa assorta, sembra ascoltare, come quando aveva tre anni e fughe e morti gli passavano sul capo. Forse la sua esperienza di allora gli detta ci che dice ora. In tono tranquillo, dice infatti al padre: Torner.
La domenica s'annuncia deprimente. Il notiziario delle sette annuncia che la sera prima a York e nella parte occidentale dello Stato ci sono state varie sparatorie. Il capo della polizia di Edgartown, Dominick J. Arena, quel giorno stesso dovrebbe accusare formalmente il senatore Kennedy di aver abbandonato proditoriamente il luogo di un incidente. Apollo 11  nell'orbita lunare e l'Eagle si appresta alla sua storica discesa. Coniglio ha dormito malissimo; spegne l'apparecchio e passeggia sul prato a piedi nudi, per scacciare di prepotenza il dolore dal cranio. Le case di Penn Villas sono silenziose, solo qualche macchina di cattolici parte rombando diretta alla messa. Nelson scende gi verso le nove e dopo avergli preparato la colazione Harry se ne torna a letto con una tazza di caff e il "Triumph" di Brewer, edizione domenicale. Sulla prima pagina, nella sezione fumetti, Snoopy se ne sta disteso a sognare sul tetto del suo canile e presto Coniglio s'addormenta. Il ragazzo sembrava spaurito. La sua espressione era un grido solo e dalla bocca gli usciva un fumetto senza parole. Quando Coniglio si sveglia l'orologio elettrico segna le undici meno cinque. La lancetta dei secondi gira ininterrottamente; un miracolo che il meccanismo non si consumi e riduca in polvere. Si veste - camicia bianca pulita per rispetto alla domenica - e scende al piano di sotto per la seconda volta, ancora scalzo, e la moquette gli solletica i piedi, una sensazione da scapolo. La casa sembra enorme, tutta per lui. Prende la guida telefonica e la sfoglia Stavros Chas
1204 Eisenhower Avenue
Non forma il numero, si limita a fissare il nome e l'indirizzo come per vedere la moglie, pi piccola di un punto a matita, farsi avanti tra le lettere. Poi forma un numero che conosce a memoria.
Risponde suo padre: S?
Un tono diffidente, pronto a riattaccare se chi chiama  un pazzo o un venditore di qualcosa.
Ciao, pa'. Di', spero che ieri sera non siete rimasti in piedi ad aspettare. Non ce l'abbiamo fatta a venire e non sono riuscito neppure a trovare un telefono.
Una breve pausa, poca cosa, giusto il tempo per fargli capire che erano rimasti davvero delusi. No, abbiamo immaginato che era saltato fuori qualcosa e cos siamo andati a letto pi o meno alla solita ora. Tua madre non  tipo da lasciarsi andare alle lamentele, lo sai.
Gi. Be', sta' a sentire, per quanto riguarda oggi... La voce del padre diventa roca nel bisbiglio: Harry, oggi devi venire. Se non vieni le spezzi il cuore.
Vengo, vengo, per...
Il vecchio ha avvicinato la bocca al microfono e insiste, roco: Questo pu essere l'ultimo per lei, sai. Di compleanno.
Veniamo, pa'. Voglio dire, non tutti noi. Janice  dovuta andare via.
Come, andare via?
E' un po' complicato. Si tratta delle gambe della madre e dei Poconos. Ieri sera ha deciso che non poteva farne a meno, non so. Niente di preoccupante. Stiamo tutti bene, solo che lei non c'. Il ragazzo  qui per. E, per dimostrarlo, chiama: Nelson! Nessuna risposta.
Dev'essere fuori con la bicicletta, pa'. E' stato in casa tutta la mattina. A che ora dobbiamo venire?
Quando ti fa comodo, Harry. Nel tardo pomeriggio o gi di li. Vieni al pi presto possibile. Noi mangiamo roast-beef. Tua madre voleva fare una torta ma il medico ha detto che era troppo stancante. Ne ho comprato una bella da Half-A-Loaf. Glassa di caramello. Non era una delle tue preferite?
E' il compleanno di lei, non mio. Cosa devo portarle per regalo?
Basta la tua presenza, Harry,  l'unico regalo che desidera.
Gi. Okay, penser a qualcosa. Spiegale tu che Janice non verr.
Come diceva sempre mio padre, che riposi in pace,  un peccato ma non c' niente da fare.
Una volta che il padre s' messo sul piano delle cerimonie non la finisce pi. Coniglio riattacca. La bicicletta del ragazzo - una Schwinn arrugginita;  da un po' che pensa di comprargliene una nuova, i due parafanghi urtano sulle ruote - non  nel garage. Non c' neppure la Falcon. Ci sono solo i barattoli dell'olio, i bidoni della benzina, la falciatrice, la canna per innaffiare il giardino, tutta imbrogliata (l'ultima volta deve averla adoperata Janice), un serpente di prato senza denti, e le gomme da neve della Falcon. Per un'ora o pi Coniglio s'aggira intorno alla casa come in una nebbia, non sapendo chi andare a trovare, non avendo una macchina, non volendo entrar dentro per mettersi davanti alla televisione. Strappa erbacce dalle aiuole che incorniciano il prato. Quella prima estate d'eccitazione per la nuova casa Janice vi aveva piantato dei bulbi e organizzato delle piante e dei cespugli, poi in seguito non avevano fatto pi niente, erano rimasti a guardare le azalee morire e avevano accettato i narcisi selvatici e gli iris cos come spuntavano, lasciando che il polemonium e le erbacce si facessero guerra man mano che le estati successive passavano e la natura si perdeva nella natura. Continua a strappare erbacce finch comincia a sentirsi un'erbaccia lui stesso e a vedere la propria mano, con quelle grandi e brutte mezzelune sulle unghie, come la mano di Dio che sceglie e uccide; dopodich rientra in casa, va a guardare nel frigorifero e mangia una carota cruda. Prende la guida telefonica e cerca Fosnacht: ce ne sono una quantit e gli ci vuole un bel po' per capire che M  quella che lui cerca, M per Margaret, solo l'iniziale, per evitare le telefonate oscene ma se lui avesse quel vizio capirebbe subito che le iniziali indicano appunto le donne sole. Ciao, Peggy. Sono Harry Angstrom. Pronuncia il proprio nome con una lieve enfasi d'orgoglio; sono stati a scuola insieme e lei lo ha conosciuto quando era qualcuno. Volevo sapere, Nelson  l a giocare con Billy? E' uscito con la bicicletta da un bel po', e mi chiedo dove sia andato.
Peggy risponde: Non  qui, Harry. Mi dispiace. Con voce semigelida, per via di tutto quello che sa. Janice che le parlava nell'orecchio il giorno prima. Poi, con pi calore, chiede: Come vanno le cose? E lui. Coniglio, afferra l'equazione: Ollie ha lasciato me e Janice ha lasciato te.
Risponde, in fretta: Magnificamente. Senti, se Nelson si fa vivo digli che lo cerco. Dobbiamo andare dalla nonna.
Nel salutare la voce di lei si raffredda di nuovo, si confonde nel gran viso gelido e gongolante di tutti quelli che sanno. A quanto pare, in tutta la contea Nelson  rimasto l'unico a non sapere, e questo lo rende ancora pi prezioso. Ma quando il ragazzo torna a casa, rosso in viso e con i capelli bagnati di sudore per la lunga pedalata, dice al padre: Sono stato dai Fosnacht.
Coniglio batte le palpebre e dice: Okay. La prossima volta teniamoci pi in contatto. Per il momento io sono tuo padre e tua madre insieme.
Fanno colazione, mortadella con pane raffermo, poi s'avviano a piedi per la Emberly fino alla Weiser, dove prendono l'autobus 12 diretto a est, a Brewer. Poich  domenica devono aspettare venti minuti sotto il cielo senza nubi n colore. Alla fermata dell'ospedale sale una folla: gente che  stata a trovare ammalati; ha fatto il suo dovere, si porta via fiori appassiti e libri di lettura. Varie barche, bianche punte di freccia con spumeggianti code di scie, ronzano sul fiume nero sotto al ponte. Un ragazzo di colore non scosta il piede dal corridoio tra i sedili quando Coniglio si alza per scendere; lui lo scavalca. Piedi grossi, osserva il ragazzo rivolto al compagno.
Labbra grosse, gli fa Nelson, seguendo il padre.
...
.
...
Cercano un negozio aperto. E' stato sempre un problema comprare un regalo per la madre. Gli altri ragazzi alle madri regalavano piacevoli cosette da niente: gioielli da quattro soldi, bottiglie di acqua di colonia, scatole di cioccolatini, foulard. Per ma', invece, quelle cose erano puntualmente o esagerate o insufficienti. Mim le regalava sempre qualcosa fatta da lei: una presina di lana per pentole, un calendario illustrato. Lui era incapace di far cose e cos dava se stesso, i suoi trofei, le sue coppe, i suoi titoli di giornale, e ma' sembrava soddisfatta, allora, contenta: roba che viveva pi a lungo di tutto ci che poteva riguardar lei. Ma ora, cosa doveva regalarle? Cosa desidera una che sta morendo? Immagini di grottesche protesi - braccia e gambe artificiali, cuori a batteria - gli attraversano la mente mentre con Nelson attraversa l'accecante quiete domenicale del centro di Brewer. All'angolo della Nona con la Weiser trovano un drugstore aperto. Thermos, occhiali da sole, lozioni per dopobarba, pellicole Kodak, mutandine di plastica per neonati: per sua madre, niente. Lui vorrebbe qualcosa di grande, di vistoso, qualcosa con la quale impressionarla. Realgirl Liquid Makeup, Superplenamins, acetone oleoso, Nudit per le gambe. Un intero scaffale di shampoo coloranti, con una micetta sempre diversa che sorride da ogni bustina: Biondo Biancaneve, Cenere Danese, Rossiccio Irlandese, Bruno Parigino, Nero Spagnolo. Nelson lo tira per la manica della camicia bianca e lo guida verso lo scaffale dove, confezionati splendidamente, un Sunbeam Clipmaster e un lustrascarpe elettrico Roto-Shine Magnetic fan bella figura l'uno accanto all'altro. Ormai non porta pi scarpe, solo pantofole, dice lui. E che io ricordi non s' mai tagliata i capelli. Le arrivavano fino alla vita. Ma l'occhio gli cade su un umidificatore che costa dodici dollari e novantacinque. Nella fotografia sulla scatola somiglia a un disco volante. Per quanto immobilizzata possa restare, quell'affare sarebbe sempre l. Ma a Brewer le estati sono umide come dappertutto; forse potrebbe tornare utile d'inverno, quando i caloriferi seccano l'aria, la carta da parato si scosta, la pelle si screpola. Starebbe l giorno e notte, quando lui non ci sarebbe. Si sposta verso una borsa d'acqua calda Kantleek e una lente d'ingrandimento per leggere, ma le scarta tutt'e due perch allusive. Dentro di s comincia a star male, a provar nausea. Il dolore del mondo  un carattere che tutti questi sciroppi e pillole e migliaia di aggeggi non riusciranno mai a riempire. Arriva davanti al massaggiatore elettrico Quikease con Pettine Vibratore. Sulla scatola ci sono sagome di donne nude che con grazia si toccano le spalle - lesbiche -, si carezzano le nuche e altri punti del corpo che vengono lasciati all'immaginazione, con quello che sembra una spazzola legata a un filo. Dollari undici e novantacinque. Piaghe da decubito. Potrebbe essere adatto. Potrebbe farla ridere, stuzzicarla;  la vita. La vita  un massaggio. E costa un dollaro meno dell'umidificatore. Il tempo passa. Nelson gli tira la manica della camicia e vuole un gelato al seltz di nocciola ricoperto di cioccolata. Mentre il figlio mangia il gelato lui compra un biglietto d'auguri con cui accompagnare il massaggiatore. C' un gallo che canta, un sole rossissimo che sorge e una scritta in lettere verdi che grida, fuori: "Quando il gallo fa chicchiricch"... e nell'interno... "ricevi i miei auguri ogni d!" Chicchiricch. Ogni d. Santiddio, quante ne pensano di cazzate a questo mondo. Ma lo compra, perch il gallo  di un arancione sgargiante e abbastanza allegro da poter arrivare fino a lei. Non  detto che gli occhi non le funzionino, ma visto che la lingua le s'inceppa pu darsi che le faccia difetto anche la vista. Meglio andare sul sicuro.
Fuori il mondo  anche sgargiante, ma spoglio. Tutt'e due, padre e figlio, si sentono desolatamente soli. Lui, Coniglio, col grosso pacco sotto al braccio. Dove sono andati tutti gli altri? C' vita sulla terra? A tre isolati pi avanti, sulla strada deserta di soffice asfalto, l'orologio che  la faccia di un fiore gigantesco, il centro dell'insegna della Sunflower Beer, avverte che si stanno facendo le quattro. Si fermano ad aspettare sullo stesso angolo, davanti al Phoenix Bar, dove di solito il padre di Harry aspetta anche lui, e prendono l'autobus 16A per Mt. Judge. Sono gli unici passeggeri a bordo; l'autista gli dice, misterioso: Sono quasi scesi. E vanno, attraverso il City Park, passando davanti al carro armato della seconda guerra mondiale e al padiglione della musica e al campo da tennis, girando dietro la spalla della montagna. Da un lato, stazioni di servizio e un costone ricoperto di verde; dall'altro, il precipizio e, lontano, un viadotto. Mentre il ragazzo guarda fuori dal finestrino verso la montagna successiva. Coniglio gli chiede: Dove sei stato questa mattina? Dimmi la verit.
Alla fine il ragazzo risponde: Eisenhower Avenue.
Per vedere se la macchina di tua madre era l?
Forse.
C'era?
Gi.
Sei salito su?
Nossignore. Sono solo rimasto a guardare per un po' le finestre.
Sapevi a che numero guardare?
Uno due zero quattro.
S. E' quello giusto.
Scendono alla Central, vicino alla chiesa battista di granito, e s'avviano a piedi per la Jackson, verso la casa dei genitori di lui. Le strade non sono cambiate col passare degli anni. Le case erano troppo fitte per crearvi dei vuoti in mezzo, e troppo solide per abbatterle, di un mattone rossastro con macchie purpuree e di una trama che lui da ragazzo trovava livida come le sue labbra d'inverno. Aceri e ippocastani oscurano i fitti prati sul davanti, delimitati da piccole barricate di crespino e bosso. Le case sono isolate le une dalle altre e tozze, coi tetti spioventi e i portici con colonne di mattoni, e sopra ogni porta di quercia e vetro opaco c' una lunetta a vetri di sobri colori da chiesa. Da bambino, lui immaginava che quelle lunette fossero figlie dei finestroni che si trovavano sopra l'altare della chiesa luterana e, quindi, di Dio, sentinelle viola e dorate appostate sopra la porta che lui e pa' e ma' e Mim varcavano una decina di volte al giorno. Varcandola ora con suo figlio, ancor figlio lui stesso per bussare, sente che la casa dei suoi genitori  soffocante. Bench l'orologio sul mobile del soggiorno segni solo le quattro e venti, il buio  gi sceso, tappeti bui, grosse tende tirate, carta da parato scura, piante in vaso che affollano la parete dove sono le finestre. Ma' si lamentava sempre del fatto che occupassero la met interna di una casa d'angolo; ma quando i Bolger, i loro vecchi vicini, morirono e la loro met fu messa in vendita, non fecero niente, non chiesero neppure il prezzo, e la compr una giovane coppia di Scranton, una moglie giovane incinta e sempre scalza e un marito anche lui giovane che lavorava in una di quelle fabbriche di apparecchiature elettroniche sorte lungo la statale 422; e cos ora gli Angstrom vivono ancora nella met buia. La preferiscono. La luce del sole svanisce. Lo spazio uccide. Lui, Coniglio, l'hanno mandato fuori nel mondo a risplendere, ma loro due sono aggrappati alle loro ombre l dentro. La casa accanto, dall'altra parte, oltre due passatoie di cemento con una striscia d'erba in mezzo, quella nella quale viveva il vecchio metodista con cui ma' litigava sempre su chi doveva falciare quella striscia d'erba,  ormai un anno che ha il cartello in vendita. Ora la gente vuole pi aria e pi terra di quanto offrono quei quartieri appollaiati sul fianco della collina. Per Harry la casa odora di disinfettanti: odori che avvolgono altri odori, strati di tempo, cera e aerosol e morte: sicurezza.
Una figura, un'ombra, viene fuori dalla cucina. Lui s'aspetta che sia il padre, invece  la madre, che si trascina in vestaglia, e tuttavia eretta e in piedi. Si piega leggermente in avanti, senza sorridere, e accetta il suo bacio. La guancia  raggrinzita e calda; la sua mano, che gli prende il polso per non tremare,  ossuta e fredda.
Buon compleanno, ma'. Stringe il massaggiatore contro il petto;  troppo presto per offrirglielo. Lei guarda il pacco come se il figlio avesse posto uno scudo tra loro due.
Sono sessantacinque, dice poi. Stenta a pronunciare le parole, per cui le sue frasi finiscono sempre a met. Quando avevo vent'anni. Al mio amico dissi che volevo essere sparata. Raggiunti i trenta. Non  tanto lo strano e tremulo tentativo delle sue labbra di chiudersi sopra un pensiero formulato, quanto lo sguardo che accompagna le parole, uno sguardo imperturbabile e fisso nel vuoto che atterrisce Coniglio, gli d il senso di una definitiva cecit, gli fa pensare a una lavagna dalla quale tutti loro saranno cancellati.
Cos dicesti, a pa'?
Non tuo padre. Un altro. Tuo padre lo conobbi dopo. Quest'altro, per fortuna. Non  pi qui a vedermi in queste condizioni.
Per me sei in perfette condizioni, le dice Coniglio. Non credevo che ti fossi alzata.
Nelson. Che impressione faccio. A te? Riconosce cos la presenza del nipote. Lo ha sempre sondato e messo alla prova, spingendolo alla difensiva. Non gli ha mai perdonato di non essere un altro Harry, di aver tanto di Janice. "Quelle mani piccole degli Springer". Ora le sue, tenute abbandonate davanti alla cintura della vestaglia, fremono continuamente in un tremolio da paralitica.
Buonissima, dice Nelson. E' circospetto; ha imparato che la laconicit e la prontezza nel rispondere sono la sua migliore difesa.
Per distogliere l'attenzione dal ragazzo. Coniglio le chiede: Ma puoi stare in piedi?
Lei ride, una risata sorprendentemente silenziosa; poi butta il capo all'indietro, col gran naso che luccica nelle sfaccettature della punta e del setto. Le mani hanno smesso di fremere. Lo so. Da quello che va dicendo Earl. Che mi vorrebbe sempre a letto. Penserai che sono ormai finita. Il medico. Vuole che mi alzi. Volevo preparare una torta. Earl ha preferito una di quelle sfornate sciape di Half-A-Loaf. Dov' Janice?
Gi, a proposito, si scusa moltissimo di non essere potuta venire. E' dovuta andare con la madre ai Poconos. Ci ha presi tutti di sorpresa.
Le cose. Ci sorprendono sempre.
Dal piano di sopra la voce sottile di Earl Angstrom si leva, ansiosa, con un pietoso tono di pappagallesco trionfo. Sono scesi! L'Eagle  atterrato! Sono sulla luna, ragazzi! Zio Sam  sulla luna!
E' il suo posto, dice ma', e con un gesto goffo si riporta la mano distorta verso l'orecchio, per scostarsi un ciuffo di capelli che si  staccato dalla crocchia che lei ancora si annoda dietro. Strano, i capelli pi diventano grigi pi si fanno ribelli. Dicono che perfino nella tomba continuano a crescere. Hanno aperto bare di donne e le hanno trovate imbottite come l'interno di un materasso. Anche i peli del pube? Strano, non  mai necessario tagliarli. Serafina sembrava calva l, rognosa. Quando prende il braccio della madre aiutandola a salire le scale per andare a vedere il fatto della luna, la carne al di sopra del gomito  sconcertante: staccata dall'osso, come un pollo troppo cotto.
L'apparecchio  nella stanza da letto di ma', sul davanti della casa. Li dentro c' l'odore che c'era un tempo gi in cantina quando avevano quei due gatti. Cerca di ricordarsi i nomi. Pansy. E Willy. Willy, il gatto, s'azzannava tante volte con gli altri gatti che il ventre cominci ad allentarglisi e dovettero portarlo alla Protezione Animali. Sullo schermo, della luna non si vede niente, si sentono soltanto delle voci gracchianti mentre dei modellini di cartone simulano ci che sta succedendo e, sotto, le didascalie elettroniche avvertono chi sta parlando in quel gracchio di voci.
...letteralmente migliaia di piccoli crateri di neppure un metro tutt'intorno la zona, sta dicendo un tale con la stessa voce che tra un episodio e l'altro di Tom Mix, un tempo, faceva la pubblicit per la Shredded Ralston. Vediamo dei blocchi angolari a qualche centinaio di metri davanti a noi. Probabilmente misurano un mezzo metro e hanno spigoli aguzzi. In fondo alla distesa davanti a noi si vede una collina. Difficile calcolare, ma potrebbe essere un miglio o mezzo miglio.
Un'altra voce, che la didascalia attribuisce a Houston: Okay, Tranquillit. Vi seguiamo. Passo. La voce ha il tono autoritario del Texas. Parlano cos compiaciuti, come se le parole le avessero inventate loro. Quando lui era di stanza a Fort Hood, nel '53, ai suoi occhi il Texas era la luna, una terra scura che si stendeva piatta, un orizzonte rosso e frastagliato, un cielo pi grande e pi spoglio di quanto riuscisse a credere, lui che era la prima volta lontano dalle sue umide e verdi colline, e anche l'ultima. La voce di tutti era cos simpatica e piacevolmente raschiosa, anche quella delle ragazze del bordello. "Tesoro, mica hai pagato per la doppia". Una voce, definita Columbia, dice: Si direbbe molto meglio di ieri. Con quell'angolo bassissimo della luce del sole, sembrava pi o meno una ragnatela. Una che? La didascalia elettronica specifica: MIKE COLLINS CHE PARLA DAL MODULO DI COMANDO IN ORBITA INTORNO ALLA LUNA.
Tranquillit dice: Era davvero brutto, Mike, sopra la zona d'allunaggio delimitata. Brutto davvero, pieno di crateri e un gran numero di rocce di cui alcune probabilmente misuravano pi di due o tre metri. La stanza di ma' ha tende di pizzo che sono ingiallite invecchiando e tenute aperte da margheritine di stagno, che da ragazzo ai suoi occhi sembravano magiche, carta da parato rose-e-spine che s' arricciata e staccata dalla parete nel punto in cui c' la valvola di sicurezza del radiatore, una specie di sontuosa poltrona che sta l a prender polvere. Quando lui era ragazzo quella poltrona era gi al piano di sotto e lui vi menava su colpi con le mani per scatenare turbinanti vortici di granelli di polvere nei raggi del sole pomeridiano; quei granelli vorticanti a lui sembravano mondi, ognuno di loro era un pianeta, una terra, con lui sopra, incredibilmente piccolo, insopportabilmente minuscolo. Nel tardo pomeriggio entrava in casa un po' di luce, filtrava tra gli aceri. Ora quegli stessi aceri son diventati uno schermo impenetrabile e danno alla stanza una penombra da cella. Accanto al letto, il comodino accoglie una piccola brigata di bottigliette di pillole e una Bibbia. Le pareti ospitano fotografie stinte di lui e Mim alla scuola superiore, prese, lui ricorda, da un tipo piccolo e grassotto che si faceva chiamare Studio Fotografico e ogni primavera arrivava tutto trafelato e li faceva allineare nel cortile e pettinare i capelli, cos che i rispettivi genitori due settimane dopo mollavano i soldi per una copia 8 per 10 ritoccata. Ora, per le capriole del tempo, quel poverocristo  diventato un donatore di effigi che altrimenti si sarebbero perdute: la testa sparuta di Coniglio, rosea nei suoi ciuffi di un biondo traslucido, le orecchie sporgenti un paio di centimetri dalla testa, gli occhi di un azzurro irreale come palline di vetro, le palpebre inferiori giovanilmente carnose; e il faccione tondo di Miriam incorniciato dai capelli lunghi fin sulle spalle, brillanti per lo shampoo e col rollo alla Rita Hayworth, la tinta scarlatta del rossetto appiccicata come un cerotto sul bianco gesso del viso. Entrambi, bambini, sorridono al vuoto, davanti all'obiettivo del poverocristo. Con le spalle a quella palestra che puzzava di sudore e risuonava di grida, sorridono alla madre che un giorno sarebbe rimasta inchiodata a letto.
Columbia scherza: Nel dubbio, atterraggio lungo.
Tranquillit dice: Be',  quello che abbiamo fatto.
E Houston interviene: Tranquillit,  Houston. Abbiamo un P ventidue aggiornato per voi, se siete pronti a registrare. Passo.
Columbia scherza di nuovo: Ai suoi ordini, signore.
Houston, niente affatto divertito, una citt di computer che lavora senza mai dormire, risponde: Bene, Mike. P uno uno zero quattro trenta due diciotto; P due uno zero quattro trentasette ventotto, cio quattro miglia a sud. Basato sul punto d'allunaggio stabilito. Passo.
Columbia ripete i numeri.
Tranquillit dice: La nostra tabella tempo segna adesso nove zero quattro trentaquattro quarantasette. Statica.
Okay, registro. La vostra tabella tempo  ora statica a... ripeti di nuovo i tempi.
Nove zero quattro trentaquattro quarantasette.
Okay, registro, Tranquillit. L'allineamento gravit sembra buono. Vi vediamo in secondo ciclo.
Be', no. Stavo cercando di ottenere il tempo sedici sessantacinque e non so come s' allungato in un sei ventidue prima che potessi fare un B.R.P. trentadue. Vorrei una registrazione tempo adesso e poi mi piacerebbe sapere se volete che proceda in angoli accoppiati o torni indietro e rientri di nuovo prima di accoppiare. Passo.
Okay, amico. Aspetta.
Nelson e il nonno ascoltano rapiti la trasmissione; Mary Angstrom si volta impaziente - o  la difficolt di movimento che fa sembrare impazienti tutti i suoi gesti? - e si dirige strascicando i piedi verso il pianerottolo e poi di nuovo gi per le scale. Col cuore che gli trema nel proprio vuoto, Coniglio la segue. Non ha bisogno di aiuto per scendere le scale e quando  arrivata nella cucina, pi luminosa, chiede: Dove hai detto. Che  andata. Janice?
Ai Poconos con la madre.
E devo crederlo?
Non dovresti?
Si china, tremando, per aprire il forno e guardar dentro, i capelli sottili e annodati che formano una rete di luce. Brontola qualcosa, si drizza e dichiara: Janice. Mi evita. In questi ultimi tempi.
Ipnotizzato, spaventato, in quella situazione Coniglio pu solo, sembra, far domande: Perch dovrebbe evitarti?
La madre fissa il vuoto, solo un lieve movimento della lingua tra le labbra dischiuse rivela il suo tentativo di parlare. So troppe cose, riesce a dire alla fine. Sul suo conto.
Coniglio dice: Tu sai solo quello che una torma di vecchie malelingue patetiche ti dicono di lei. E smettila di tormentare pa' con queste cose, lui poi viene al lavoro e tormenta me. Poich la madre non reagisce,  sollecitato a continuare: Con Mim che sputtaneggia a Las Vegas pensavo che avevate gi abbastanza di che preoccuparvi, senza dover rovistare nella vita privata di quella povera Janice.
E' stata sempre, riesce a dire la madre, viziata.
S, e immagino che anche Nelson sia viziato. Me come mi definiresti? Proprio ieri ero l alla partita dei Blasts e pensavo alla schiappa che ero a pallacanestro. Diciamoci la verit, come uomo sono un fallimento. Come marito non esisto. Quando la Verit trionfer trionfer anch'io, e dovr chiedere il sussidio. Bella vita. Grazie, ma'.
Zitto, dice lei, senza tono. Fai bruciare la torta. E, come un temperino arrugginito, si piega in due a sbirciare nel forno a gas.
Scusami, ma', ma cristiddio sono proprio stanco in questi ultimi tempi.
Ti sentirai meglio. Alla mia et.
La visita  un successo. Seggono al tavolo di cucina con i quattro posti consumati nella lacca in tutti quegli anni. E tutto  come un tempo, solo che ma'  in vestaglia e Mim  diventata Nelson. Pa' taglia il roast-beef e poi taglia la fetta di ma' a pezzettini piccoli; la destra di lei pu stringere una forchetta ma non pu usare un coltello. Con lei che stringe i denti, pa' propone un brindisi, con vino New York State, alla mia Mary, un angelo nella buona e nella cattiva sorte; e Coniglio si chiede quale sar stata la buona sorte. Forse  quella l. Quando ma' scartoccia i pochi regali, ride davanti al massaggiatore. Serve. Per tenermi in forma? chiede e dice al marito di attaccarlo e di poggiarlo, vibrante, sulla testa di Nelson. Ha bisogno d'essere tirato un po' su. Harry sente che l'assenza di Janice lo rode. Quando tagliano la torta il ragazzo ne mangia solo mezza fetta e cos lui, Coniglio, deve mangiarne il doppio per non urtare la suscettibilit della madre. Il crepuscolo s'addensa: laggi a West Brewer le finestre del manicomio s'infiammano, arancione, e da quell'altro lato della montagna le ombre sgusciano come ladri nell'angusto spazio di cemento tra la casa e l'altra vicina, invenduta. Attraverso le pareti e i parati, dalla casa della giovane coppia scalza giungono attutiti i ritmi sordi di un complesso rock che fanno tintinnare, nel loro vuoto, la serie di barattoli appaiati (zucchero, farina, caff, biscotti) sullo scaffale di ma'. Nel soggiorno lo sportello della cristalliera di mogano vibra. Gli occhi di Nelson cominciano ad affossarsi e le curve tese della sua bocca formano un sorriso di scuse, finch quasi s'accascia sul tavolo laccato. Gli adulti parlano del quartiere nei tempi passati, di gente degli anni Trenta e Quaranta, un tempo cos viva che la vedevi ogni giorno e neppure ti sfiorava l'idea di tirarle una fotografia. Del vecchio metodista che si rifiutava di falciare la sua met della striscia d'erba. E degli Zim prima di lui, con quella loro bella figlia che la madre sgridava ogni volta, a colazione la mattina e la sera a cena. Dell'uomo in fondo alla strada che lavorava la notte a fare taralli e che si spar una mattina all'alba senza che nessuno sentisse niente, a parte i cavalli del furgone del latte. C'erano i furgoni del latte a cavalli a quel tempo. Le strade erano ricoperte di soffice polvere. Nelson cerca di vincere il sonno. Coniglio gli chiede: Vuoi tornare a casa?
Risposta negativa, pa'. E sorride, insonnolito, alla propria battuta.
Coniglio sta allo scherzo. Sono le ore ventuno e zero zero. Sar bene metterci in contatto con la nostra nave spaziale.
Ma la nave spaziale  vuota: una lunga scatola vuota, nell'oscurit di Penn Villas, che rotea lentamente nel vuoto, le aiuole ai bordi del prato mezzo coperte dalle erbacce. Il ragazzo ha paura di tornare a casa. E anche Coniglio. Seggono cos sul letto di ma' e guardano la televisione, al buio. Apprendono che gli uomini nel gran ragno di metallo posato sulla luna non riescono a dormire, e cos la passeggiata lunare  stata rimandata di parecchie ore. Negli studi televisivi i tecnici, stanchi e disfatti per tutto il tempo ammazzato, dimostrano con modelli a grandezza reale ci che dovrebbe succedere; su alcuni altri canali uomini in tute spaziali avanzano recando vassoi di stagnola come se andassero a un picnic. Alla fine succede. Succede davvero. O no? Una telecamera piazzata su una gamba del modulo entra in azione: sullo schermo compare un'astrazione. Il commentatore spiega che la tenebra in cima allo schermo  la notte lunare, quella nell'angolo sinistro in basso  l'ombra della nave spaziale con la sua scala, e il biancore  la superficie della luna. Nelson s' addormentato, con la testa sulle gambe del padre; strano come diventa umida la testa dei bambini quando dormono. Come bulbi sotterranei. Le gambe di ma' sono sotto le coperte; lei sta tirata su, poggiata ai cuscini, dietro di lui. Pa' s' addormentato nella poltrona, il suo respiro un mare triste e lontano che sfiora la riva e si ritira, sfiora la riva e si ritira, una vecchia pompa che continua a funzionare; la luce del lampione di strada filtra dentro attraverso una crepa della persiana e gli sfiora la sommit del capo, i radi capelli scompigliati in scarne piume. Nella baluginante scatola sta succedendo qualcosa. Una forma serpentesca scivola gi dall'angolo sinistro in alto:  la gamba di un uomo. Si sviluppa in un'altra gamba, eclissa la chiazza lucente che  la superficie della luna. La goffa sagoma di un uomo s' interposta tra quelle ombre astratte e il bagliore. Dice qualcosa a proposito di passi che una scarica impedisce a Coniglio di capire. La didascalia elettronica che corre da destra a sinistra avverte l'uomo  sulla luna. La voce, gracchiando, informa Houston che la superficie  praticabile e polverosa, che pu sollevare la polvere con la punta della scarpa, che aderisce alle suole come carbone in polvere, che v'affonda solo di qualche frazione di centimetro, che  pi facile muoversi l che nelle condizioni simulate, sulla terra. Alle spalle di Coniglio, la mano della madre s'allunga non senza difficolt, gli tocca la nuca, rimane l, maldestramente cerca di carezzargli il capo per scacciargli le preoccupazioni per le difficolt nelle quali lei sa che si trova. Non so, ma', ammette lui, all'improvviso. So che  successo ma ancora non provo niente.
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Capitolo 2. JILL.
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"E' diverso, ma  molto bello qua fuori".
Neil Armstrong, 20 luglio 1969.
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I giorni, pallidi e brevi intervalli tra le notti, si mescolano e confondono, non esattamente identici, trasparenze tinte in maniera tanto lieve che solo ammassate tutt'insieme s'oscurano fino ad acquistare un colore deciso. Un sabato, alla Verity, August Buchanan durante l'intervallo del caff s'avvicina a Coniglio. Fanno parte della squadra ridotta che  di turno per mezza giornata; di qui forse tanta confidenza. Il negro si asciuga le labbra dopo il whisky mattutino che s' goduto fuori, al sole, sulla piattaforma di carico, e chiede: Come ti tratta, Harry?
Chi? Coniglio lo conosce di vista e di nome da anni e tuttavia non si sente del tutto a proprio agio a parlare al negro, a un nero; sembra sempre che ci sia chiss quale scherzo che lui proprio non afferra.
Il mondo, amico.
Non male.
Buchanan se ne sta l a batter le palpebre, a scrutare, a cambiare posizione; impegnativo. E' difficile dire che et hanno. Quello l potrebbe avere trentacinque anni come sessanta. Sul labbro superiore ha un righino di baffetti neri, i pi sottili che lui abbia mai visto, pi sottili dello spazzolino per pulire i caratteri. Il colorito  cenere, senza alcuna brillantezza, mentre l'altro nero della tipografia, Farnsworth,  lucido come una scarpa pulita e brilla tra le stampatrici sotto l'eterna luce che non getta ombre.
Ma neppure bene, eh?
Non dormo molto, confessa Coniglio. In quei giorni ha come un impulso a confessare, ammettere che si sente molto solo.
La tua signora se l' proprio squagliata?
Lo sanno tutti: neri, deficienti, relitti e scalzacani. Cronisti, autisti d'autobus, parrucchieri, l'intera citt di mattoni di Brewer. DIPENDENTE DELLA VERITY ELETTO CORNUTO DELLA SETTIMANA. "Angstrom riceve dal sindaco le corna ad honorem".
Sono solo, ammette, e aggiunge: Col ragazzo.
Come mai? fa Buchanan, dondolando lievemente sulle gambe. Come mai?
Coniglio risponde, senza entusiasmo: Finch le cose non si aggiustano.
E niente micia?
Lui, Coniglio, deve aver fatto la faccia sorpresa perch Buchanan s'affretta a spiegare. Un uomo non pu stare senza micia. Dov' tuo padre in questi giorni? La domanda segue immediatamente l'affermazione anche se,  evidente, l'una e l'altra non hanno niente in comune.
Perplesso, offeso, ma poich Buchanan  un nero e lui non sa come evitarlo. Coniglio dice: S' preso due settimane di vacanza. Accompagna ogni giorno mia madre all'ospedale per certi esami.
Giaa, gorgoglia Buchanan, con quei due salsicciotti che sono le sue labbra che sembrano unirsi soltanto in quel brontolio; poi ne esce fuori una nuova frase, un nuovo pensiero, che fa tremolare i baffettini. Quel tuo babbuccio  proprio un amico per te, e questo  assai bello. E' proprio un fatto bello. Io non ho mai avuto un padre cos. Il mio io sapevo chi era, ogni tanto si faceva vivo, ma non m' mai stato babbuccio come t' invece babbuccio il tuo. Amichetto cos non m' mai stato.
Harry rimane incerto per un po', non sapendo se compiangere o ridere. Be', decide alla fine di ammettere, da una parte m' amico e dall'altra  una specie di peso.
A Buchanan la risposta piace, anche se fa un gesto scandalizzato. No, questo non si dice. Ringrazia il Padreterno che hai un babbuccio che ti sta dietro. Tu non sai, amico, che fortuna significa. Anche se tua moglie  andata a darla da qualch'altra parte questo non significa che tutto il mondo  carogna. Tu ti dovresti procurare la tua micetta, tutto qui. Sei cresciuto ormai.
Harry  diviso tra il disgusto e l'irritazione; si sente alto e scolorito vicino a quel Buchanan, ed esposto, bersaglio stuzzicante dell'ironia, della tenerezza e della malignit, tutt'insieme. Parlare con i neri gli mette una specie di prurito addosso, in testa, dritto dietro gli occhi, forse perch quelli dei neri sembrano cos liquidi e gialli nella sclera e pieni di dolore. Tutto il loro essere sembra lubrificato dal dolore. Me la caver, dice riluttante, pensando a Peggy Fosnacht.
Il campanello di fine-intervallo suona. Buchanan si stringe nelle spalle e, cos ingobbito, come se pronunciasse un verdetto, propone: Che ne dici, Harry, d'incontrare un po' di ragazzi, stasera? Fatti vivo da Jimbo's verso le nove, le dieci, a veder che succede. Magari non succede niente. O magari qualcosa succede. Se continui cos ti ritrovi solo vecchio. Vecchio e grasso e pieno di fisse, e questo non va. Un uomo grande e grosso come te. S'accorge che per istinto l'altro sta per rifiutare e gli spara davanti un palmo di mano del colore del lucido per argento. Poi dice: Pensaci su. Tu mi stai simpatico, amico. Se non vieni non vieni. Nessuno se la piglia.
...
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...
Per tutto il sabato quell'invito gli ronza nelle orecchie. C' qualcosa di vero in quello che ha detto Buchanan. S' messo gi a morire; sono anni che s' steso a morire. Ve lo spinge il fisico. Il pomeriggio la vista gli si offusca, non sente il bisogno di affrettarsi neppure per quell'ultimo tratto allettante di strada curva fino a casa, deve fare uno sforzo per non addormentarsi prima di cena e poi la notte non riesce a chiudere occhio, non riesce neppure a eccitarsi, per sfogarsi, rilassarsi. E' gi sveglio alle prime luci d'ogni qualunque mattino, pronto a stropicciarsi gli occhi per tutto un altro giorno. Senza essere andato quasi mai da nessuna parte in tutta la sua vita,  come se avesse gi visto tutto fin troppe volte. Gli alberi, il tempo, bello o cattivo, lo stipite della porta d'ingresso che allarga le sue crepe - lo nota ogni mattina nell'uscire - la casa di legno verde. Nessuna fede nell'altra vita, nessuna speranza in essa, troppo della stessa cosa sempre: gi gli sembra di aver vissuto due volte. La seconda vita  cominciata quand' tornato da Janice. Povera ragazza, quella  la prima volta che se la vede bene. Il cielo la benedica, la scema. Lei almeno ha avuto la forza di tirarsene fuori. Col fuoco tra le gambe, le donne non bruciano; cominciano col respingere e allontanare i cazzi e finiscono col cercarne come pazze uno che ancora funzioni.
La settimana prima, un pomeriggio, ha chiamato alla commissionaria giusto per vedere se si presentavano al lavoro o se scopavano soltanto, tutto il giorno; ha risposto Mildred Kroust che gli ha passato Janice che s' subito affrettata a bisbigliare: Harry, pap non sa niente, non chiamarmi mai qui, ti richiamo io. E gli ha telefonato la sera stessa a casa, con Nelson nell'altra stanza che guardava "Gilligan's Island" alla televisione, per dirgli, gelida come non mai, tanto che lui a stento ha riconosciuto la voce: Harry, mi dispiace se tutto questo ti causa dolore, davvero mi dispiace, ma  molto importante che a questo punto non ci si lasci condizionare dal senso di colpa. Sto cercando, in tutta onest, di capire me stessa, capire chi sono e cosa voglio e cosa devo decidere. Voglio che noi due, Harry, prendiamo una decisione definitiva. Siamo nel millenovecentosessantanove, e non  assolutamente ammissibile che due persone mature si soffochino a vicenda per semplice inerzia. Sto cercando di dare uno scopo alla mia vita e ti consiglio di fare lo stesso. E dopo un po' di questa roba ha riattaccato. Il suo vocabolario s' allargato, magari segue quei programmi di psicologia con tutti quei signori che parlano e straparlano. Chi pecca ha la sua giustificazione. Ma va' a fare, Signore onnipossente, mandala a fare. Questo pensa sull'autobus.
Pensa, "Ma va' a fare", e una volta a casa si fa una birra e un bagno, s'infila il completo buono estivo, uno zigrino leggero e grigio, e tira fuori dall'essiccatrice il pigiama di Nelson e lo spazzolino da denti nel bagno. Il ragazzo e Billy hanno combinato di passare la notte insieme. Chiama Peggy per controllare. Certo, dice lei. Io non devo uscire. Perch non rimani a cena.
Non  possibile.
Perch? Altro da fare?
Pi o meno. Lui e Nelson arrivano da lei verso le sei, su un autobus vuoto. A quell'ora la Weiser Street ha gi la sua atmosfera da fine settimana, con le macchine che corrono pi svelte a casa per poi partirne di nuovo, un uomo grassissimo e con i capelli arancione che sta sotto una pensilina a godersi un sigaro come se gli angeli presto dovessero scendere a prenderlo, un rutilio d'attesa davanti all'ingresso di un negozio chiuso, ragazze che passano tacchettando con teste grosse come cespugli di rose, i bigodini avvolti in un fazzoletto. Sabato sera. Peggy va ad aprirgli e gli offre subito da bere. Lei e Billy abitano in uno dei nuovi edifici a otto piani di West Brewer, un appartamentino che affaccia sul fiume, dove un tempo c'era una pista di trotto. Dal soggiorno si vede tutta Brewer, l'aquila di cemento sul grattacielo del tribunale che allarga le sue ali sopra l'insegna degli Owl Pretzels. In fondo, dietro la citt rosso vaso da fiori, il Mt. Judge si leva verde e fumoso, come un fianco rosicchiato da una cava di ghiaia, come un arrosto addentato. Il fiume nero carbone.
Uno solo, per. Dopo devo andare.
Questo l'hai gi detto. Cosa prendi? Indossa una specie di mini strettissima, rosso chiaro, che le mette in mostra due belle fette di coscioni. Una cosa Janice ha sempre avuto, belle gambe. Sopra i ginocchi, Peggy ha due salsicciotti di carne bianca.
Hai daiquiri mix?
Non lo so, Ollie teneva sempre in casa cose del genere, ma quando siamo andati via devono essere rimaste l da lui. Peggy e Ollie Fosnacht abitavano in una casa a fasciame d'asbesto a pochi isolati di distanza, non lontano dal manicomio della contea. Ora Ollie abita in citt, vicino al negozio di musica, e lei e il ragazzo hanno quell'appartamento, non lontano da Ollie, quando lo vedono. Sta frugando in un mobile basso sotto alcuni scaffali senza libri. Non ne vedo. No, non c'. Ti va un gin con qualcosa dentro?
Hai del bitter lemon?
Torna a frugare. No, solo tonica.
Va bene lo stesso. Lo preparo io?
Se vuoi. S'alza, tutta coscioni, un po' sudata, risollevata. Sapendo che lui avrebbe accompagnato Nelson ha deciso di non mettere gli occhiali da sole: un segno di fiducia non mettere quegli affari. E cos gli occhi storti sono esposti, nudi, in quella faccia dall'aria desolata rivolta dritto verso di lui, ma sembrano attirati da qualcosa negli angoli opposti del soffitto. Lui sa che solo un occhio  birbante ma non riesce mai a capire quale dei due. E tutt'intorno c' quella rete di rughe che di solito gli occhiali da sole nascondono.
Le chiede: E tu cosa prendi?
Oh, una cosa qualsiasi. Lo stesso. Io bevo tutto.
Mentre lui sta togliendo il ghiaccio dal suo vassoio nell'angusto cucinino, i due ragazzi sgusciano fuori dalla camera di Billy e lui si chiede se per caso non siano stati a guardare foto pornografiche. Il tipo di fotografie che i ragazzi un tempo dovevano pagare un dollaro l'una a un vecchio sciancato sulla Plum Street, mentre oggi con settanta centesimi te ne compri tutta una rivista a colori, e in pieno centro. La Corte Suprema, vecchi ammuffiti che ci stanno lasciando crollare tutto addosso. Billy  pi alto di Nelson di tutta la testa, ed  abbronzato dal sole, mentre Nelson la sua abbronzatura l'ha avuta dalla madre; tutt'e due hanno i capelli fin sopra le orecchie e quelli del figlio dei Fosnacht sono pi biondi e pi ricci. Ma', noi andiamo gi nel parcheggio a correre in motoretta.
Tornate tra un'ora, gli dice Peggy. Vi far cenare.
Nelson ha mangiato un sandwich al burro di nocciola prima di uscire, spiega Coniglio.
Tipica roba da uomini soli, commenta Peggy. A proposito, dove vai stasera, tutto impupazzato?
In nessun posto preciso. Ho detto a un tipo che lo avrei visto. Non dice che  un nero. All'improvviso, ha l'agghiacciante sospetto che avrebbe dovuto invitarla a uscire con lui. E' vestita come per uscire, infatti, ma non cos intolettata da non poter anche sembrare che abbia deciso di rimanere in casa. Le porge un gin and tonic. La migliore difesa  passare all'attacco. Non hai della menta o del succo di cedro o roba del genere?
Lei solleva le sopracciglia depilate. No, nel frigorifero ci sono dei limoni e nient'altro. Potrei fare una scappata gi all'angolo, se vuoi. Non  solo ironia: in realt, sfrutta le sue esigenze per mostrarsi premurosa.
Coniglio copre la propria ritirata con un sorriso. Lascia perdere. Il fatto  che sono abituato ai bar, dove hanno tutto. In casa non bevo mai altro che birra.
Lei ride, in risposta. E' tesa come un'insegnante davanti alla sua prima scolaresca. Per mettere entrambi a proprio agio, lui si butta a sedere su una morbida poltrona di pelle che fa "puff". Ehi,  molto bella, annuncia poi, alludendo alla vista; ma ha parlato troppo presto, perch dalla bassa poltrona la vista scompare completamente e non rimane altro che cielo: una distesa luminosa, striata come una pancetta troppo grassa.
Dovresti sentire Ollie lamentarsi dell'affitto. Siede anche lei; non su una poltrona, ma sulla robusta griglia del calorifero sotto la finestra, di fronte e sopra di lui, che le vede un bel po' di cosciotti: pelle lucida e imbottita sino al punto da non aver pi forma. Per gli sta mostrando quello che possiede, fino al triangolo delle mutandine, e questo  uno dei vantaggi a vivere nel 1969. Minigonne e quelle riviste: be', cacchiarola, abbiamo sempre saputo che le donne hanno il pube, perch non renderlo legalmente pubblico? Una volta, alla tipografia, un tipo port una rivista che, francamente, era tutta fichette, in pessima quadricromia sbardata ma fichette, dritte, capovolte, con le rispettive titolari che sporgevano la lingua, si piazzavano le mani sul ventre o cercavano in qualche altro modo di nascondere il senso di stronzaggine che dovevano pure avvertire. Proprio dei bocconcini. Cose vere. Senza la Corte Suprema questo non sarebbe mai stato possibile. Di', cosa fa Ollie?
Peggy si stringe nelle spalle. Telefona. Di solito per rimandare la sua domenica con Billy. Sai, non  mai stato attaccato alla famiglia come te.
Come passa le giornate?
Oh, fa Peggy, e si gira goffamente, cos che, illuminate dalla luce della finestra, Coniglio vede le bollicine della tonica nel suo bicchiere, che stranamente  gi quasi vuoto, suona in giro per Brewer con un gruppo di barbe. Professionisti, per lo pi. Vanno spesso a Filadelfia e a New York. L'inverno scorso  andato a sciare a Aspen e m'ha raccontato tutto, mettendoci dentro anche le ragazze. Era cos abbronzato che ho pianto per giorni di seguito. Perch non riuscivo mai a portarlo fuori quando abitavamo in Franklin Street. E tu, come passi le tue giornate?
Lavoro. Me ne sto in casa col ragazzo. Guardiamo la televisione e giochiamo a palla nel cortile.
Senti la mancanza di "lei", Harry? Strofinando la natica, s'allontana dal suo posatoio sul calorifero, con gli occhi azzurri che fissano come strabiliati il vuoto sopra la testa di Coniglio, il quale ha l'impressione che stia per buttarglisi addosso e si ritrae. Le zampe d'oca intorno agli occhi sembra che stiano per afferrarlo. Invece gli passa vicino e va a riempirsi di nuovo il bicchiere, un tintinnio. Ne vuoi un altro?
No, grazie, ho ancora questo. Tra poco devo andare.
Di gi? gorgoglia lei, invisibile dall'angusto cucinino, come se si ripassasse l'inizio di una canzone. Da gi, sotto la finestra, giunge il chiasso intermittente e ronzante dei ragazzi sulla motoretta. Un ronzio monotono, che s'attenua e accentua. Sopra di questo, al di l del fiume, incombe continuo il rombo del traffico di Brewer, costante come il mare; ogni tanto un suono di clacson, un lampo fosforescente. Dal cucinino, come se avesse cotto quella riflessione al forno, Peggy dice ad alta voce: Non lo merita. Poi il suo corpo  dietro di lui, la sua voce  sopra la sua testa. Non sapevo, dice, che l'amassi tanto. Credo che neppure Janice lo sappia.
Be', finisci con l'abituarti a qualcuno. In ogni modo,  offensivo. Con un loffio come quello. Dovresti sentirlo smerdare il governo degli Stati Uniti.
Harry, tu sai come la penso. Sono sicura che sai come la penso.
Invece non lo sa, non ne ha la minima idea. Evidentemente,  convinta che lui le abbia letto nelle mutande.
Penso che s' comportata uno schifo con te. E l'ultima volta che abbiamo fatto colazione insieme gliel'ho detto. Le ho detto, 'Janice, il tuo tentativo di trovare una giustificazione non m'impressiona affatto. Tu hai piantato un uomo che  tornato da te quando tu avevi bisogno di lui e hai lasciato tuo figlio in un momento, un'et, in cui per lui  estremamente necessario avere un ambiente familiare normale.' Questo le ho detto, dritto in faccia.
In realt il ragazzo va molto spesso alla commissionaria e la vede l. Lei e Stavros lo portano fuori a mangiare. In un certo senso,  come se avesse acquistato uno zio.
Sei cos tollerante, Harry! Ollie mi avrebbe strangolata. E' ancora geloso come un pazzo. Mi chiede sempre chi sono i miei amici.
Lui dubita che ne abbia e continua a sorseggiare il suo gin and tonic. Bench in quella contea di solito le donne culacchiute non debbano andare in giro a implorare; gli olandesi amano la carne. Dice: Be', non so se sono stato questo gran buon marito per Janice. Anche lei ha diritto a vivere.
Via, Harry, se  per questo "tutti" dobbiamo vivere. E da come gli sta ora piazzata davanti se lui si mettesse a sedere dritto la micia sarebbe esattamente all'altezza del suo naso. Peli solleticanti: magari starnutirebbe. Beve un altro sorso e sente il liquido insapore, ormai, penetrargli negli spazi interni. Se non sta attenta, li pu tirar su da un momento all'altro. A giudicare dai capelli, magari avr un fitto cespuglio irto, bench non si possa mai dire, alcune delle fichette sulle riviste hanno a malapena dei fiocchetti alla base del ventre, buoni neppure per un'ascella. Bambole. Lei s'allontana, dicendo: Chi terr pi insieme le famiglie se tutti hanno diritto a vivere? La vita  un compromesso, un compromesso tra il fare ci che "tu" vuoi e il fare ci che gli "altri" vogliono.
E quello che vuole il povero Dio dove lo metti?
Quel riferimento inatteso la scuote dalla posa di seduttrice che ha assunto. Si volta a guardar fuori dalla finestra, dandogli le spalle. Alla pecorina. Piegata su una sedia e lui dietro. Janice era arrivata al punto da preferire cos, un fatto pi animale, cos non era distratta dall'espressione del suo viso, mai andata pazza per i baci, agli inizi, quando cominciarono a stare insieme, si lagnava di non riuscire a respirare e lui le chiedeva se non aveva le adenoidi. Proprio cos. Non ce ne sono due uguali, un miliardo di donne sulla terra, fiocchi di neve. Sappile toccare e si sciolgono. Proteggiamo e difendiamo maggiormente proprio il punto in cui pi desideriamo essere invasi. Peggy lascia il bicchiere sul davanzale un grosso gioiello cilindrico, e si volta verso di lui col suo viso menomato aperto. Poich ha fatto quel riferimento, gli chiede: Non credi che Dio sia la gente?
No, credo che Dio sia tutto ci che non  la gente. Questo credo, pi o meno. Non penso abbastanza da sapere che cosa penso. Irritato, si alza. Grossa contro la finestra, un'ombra piena di calore, con i contorni rosso chiaro bagnati dalla luce che arriva dalla citt rossa, dalla montagna fulva, Peggy esclama: Oh, tu pensi con... e per accompagnare quel suo incerto pensiero disegna nell'aria la sagoma di lui con tutt'e due le mani, che s' liberata apposta per quel gesto, ...con tutta la tua persona.
Appare cos desolata e sbiadita che a Harry sembra che lui non debba fare altro che entrare e inserirsi in quella sagoma che lei ha tracciato nell'aria e baciarla. Il volto di lei, eclissato, risulta grande e freddo. Le labbra di lei s'appiccicano alle sue, la molle ventosa delle micette, e son tuttavia narcotiche, non del tutto prive di sapore: da ragazzo, a lui piacevano le caramelle molli come le Dots; nel buio dei cinema di solito se ne faceva fuori tre scatole intere, stringendosele tra la lingua e i denti, giocandoci prima di abbandonarsi all'estasi del morso. Su e gi, per tutta l'altezza di lui, lei gli si struscia contro, allungandosi tutta toccando. Lo strano punto in lei dove non c' niente, l'altro altrettanto strano, pi in alto, dove ci sono cose. Le cosce quasi annodate dallo sforzo e dalla tensione di tenersi sulla punta dei piedi. E spinge, spinge: lui  un organo dentro il quale questa donna monocola sta freddamente entrando. Sente i pensieri di lei filtrar fuori; Peggy ha avvolto entrambi in una grossa e ridicola sfera di buio.
Dall'ingresso giunge un rumore. Una chiave di serratura. Poi bussano alla porta. Harry e Peggy si staccano di colpo, lei si spinge i capelli indietro, intorno agli occhi spalancati, corre a passi pesanti alla porta e fa entrare i ragazzi. Sono rossi in viso e furiosi. Ma', quella schifosa s' rotta di nuovo, annuncia Billy alla madre. Nelson lancia un'occhiata al padre. Ha le lacrime agli occhi. Da quando Janice  andata via  diventato taciturno e delicato: un guscio d'uovo pieno di lacrime.
Non  stata colpa mia, grida quasi, con voce roca; l'ingiustizia lo strozza. Pap, lui dice che  colpa mia.
Non ho detto affatto questo, scemo.
L'hai detto. L'ha detto, pap. E non  vero.
Ho detto soltanto che l'ha spinta troppo. Parte sempre troppo veloce. Ha urtato contro una pietra e ora il fanale s' abbassato e il motore non parte pi.
Se non fosse uno schifo di motoretta da pochi soldi non si romperebbe in continuazione.
Non  uno schifo da pochi soldi,  quasi la migliore che c' e in ogni caso tu non hai neppure quella...
Non me la prenderei anche se me la regalassero...
Ma chi ti credi d'essere?
Ehi, calma, calma, fa Harry. La faremo aggiustare. Pagher io.
Non pagare niente, pap. Non  stata colpa di nessuno. E' lui che  un viziato.
E tu sei un nano, dice Billy e lo colpisce, pi o meno come tre settimane prima Harry ha colpito Janice, forte ma in un punto in cui fa meno male. Harry li separa, stringendo il braccio di Billy finch il ragazzo molla la presa. Diventer proprio un forzuto, Billy, ha gi il braccio muscoloso.
Solo adesso Peggy riesce a mettere a fuoco la situazione, solo adesso s' ripresa dal bacio. Billy, questo ti succeder sempre finch ti ostini a fare questi giochi pericolosi. A Harry, dice: Maledetto Ollie che gliel'ha regalata. Credo che gliel'ha data per farmi dispetto. Sa che odio i motori.
Harry decide che Billy  quello al quale rivolgersi: Di', Billy. Devo riportarmi Nelson a casa o vuoi ancora che passi la notte qui?
Tutt'e due i ragazzi attaccano a piagnucolare perch Nelson passi la notte l. Pap, non devi neppure venire a prendermi. Me ne torno domani mattina in bicicletta appena sveglio. L'ho lasciata qui ieri.
E cos Coniglio lascia andare il braccio di Billy, d un bacio a Nelson pi o meno vicino all'orecchio, dove capita, e cerca di trovare l'occhio giusto di Peggy in cui guardare. Va bene. Me ne vado.
Peggy dice: Devi proprio? Rimani. Cena qui. Un altro gin and tonic? E' ancora presto.
Quel tipo aspetta, mente lui, e si dirige verso la porta facendo il giro delle poltrone.
Il corpo di lei gli va dietro, con gli occhi inafferrabili che brillano nelle orbite di carta velina e le labbra con quell'aria allentata che hanno le labbra baciate. Coniglio resiste all'ingordo desiderio di comprarsi un'altra scatola di Dots. Harry, fa lei, e sembra che stia per cadergli addosso, come se fosse inciampata; ma non si sfiorano.
S?
Io son sempre qui. Nel caso... capisci?
Capisco. Grazie per il gin and tonic. La vista  proprio magnifica. E allunga una mano, adesso, e le d una pacca, non proprio sulla natica ma sul fianco, bello grosso, bello sodo, vivo a quel contatto, si viene a scoprire, tanto da fargli chiedere, quando la porta s' chiusa alle sue spalle, perch si trova l in quell'ascensore, perch sta andando via.
E' troppo presto per andare da Buchanan. Si avvia a piedi per strade secondarie di West Brewer verso la Weiser, nell'estiva luce che va spegnendosi e tra gli scrosci di partite lontane, rumori di piatti sfregati nei lavelli, ronzii di televisori abbassati a un mormorio meccanicamente intrecciato a risate e applausi, rombi e stridii sull'asfalto di macchine guidate da giovani irruenti. Bambini e vecchi seggono sui gradini dei portici accanto alle cassette color piombo delle bottiglie di latte. Alcuni tratti del marciapiede sono di mattoni; questo quartiere vicino al fiume, il pi vecchio di West Brewer,  affollato, piacevole e spoglio. Tra i pochi alberi, alberi di citt che non hanno mai conosciuto una foresta americana, fatti venire dalla Cina o dal Brasile, c' tutta un'irta fioritura di idranti, parchimetri e cartelli, alcuni dei quali grossi quanto pannelli pubblicitari in bianco su verde, indirizzano gli automobilisti verso superstrade i cui numeri sono incorniciati nello stemma federale o in quello, pi semplice, della contea; da queste oscure e secondarie strade di West Brewer, marciapiedi e strade d'asfalto comodamente consumati, come un vecchio vestito, puoi dirigerti verso Filadelfia, Baltimora, Washington, capitale del paese, New York, capitale del commercio e della moda. Oppure, nell'altra direzione, verso Pittsburgh, Chicago, montagne coperte di neve, una costa immersa nei sole. Ma sotto quegli orribili e metallici simboli di vastit e movimento indugiano uomini grassi in canottiera, delle vecchiette proseguono da un corso di chiacchiere all'altro, col passo ondeggiante della contadina che si china a raccogliere le uova di un'aia, qualche cane dorme acciambellato sul fresco bordo del marciapiede e gruppi di ragazzi con bastoni da hockey e mazze dai manici avvolti in nastri adesivi colpiscono intenti palle saltellanti di gomma o di cuoio, preparandosi alla prossima generazione di atleti e astronauti. A Coniglio gli occhi dolgono nel crepuscolo, in quel fumo della sua essenza ed esistenza, in quell'innocuo quartiere in disfacimento. Tanto amore, troppo amore,  la nostra follia,  quello che ci fa marcire, ci fa esplodere come una corolla di tarassico. Si ferma in una drogheria all'angolo per comprare una tavoletta di cioccolato, una Oh Henry, poi al Burger Bliss sulla Weiser, tutto scintillante al centro di quel lago che  il suo vasto parcheggio per le macchine di passaggio, per un Lunar Special (un doppio hamburger al formaggio con una bandierina americana infilzata al centro) e un frullato di vaniglia il cui sedimento, alla fine, sa di medicina.
C' tanta luce l nel Burger Bliss che le sue unghie, con quelle grosse mezzelune chiare, luccicano e le monete che tira fuori per pagare sembrano soldoni di stagnola. Oltre il lago di luce, un'oscurit ostile. Vi s'avventura, passando davanti a una banca spenta e attraversando il ponte. Alte e sottili lampade ad arco in cima a giganteschi gambi riversano una luce sublunare sotto la quale le sfreccianti macchine di passaggio sembrano tutte color rosso vivo. Non ci sono altre facce oltre la sua sul ponte, dal centro del quale Brewer sembra una ragnatela alla quale siano rimaste attaccate gocce luccicanti. Mt. Judge si confonde con la notte. La massa luminosa del Pinnacle Hotel  sospesa come una stella.
Le zanzare nutrite dall'acqua gli ronzano intorno al viso. L'abbandono di Janice lo tormenta da dentro, un punto indolenzito dello stomaco. Gli alleggerisce la birra e il caff. Ora che  solo dovr aver cura di s. Ora che dorme solo ha paura del letto, guarda la televisione fino all'ultimo, Carson, Griffin, pagliacci con nient'altro da offrire che la loro impudenza. Che fanno milioni con nient'altro che la pirlaggine. Il sogno americano. Quando, da ragazzo, ud per la prima volta quest'espressione immagin Dio steso a dormire e la carta a centone degli Stati Uniti che gli usciva dalla testa come una nuvola. L'abbraccio di Peggy gli  rimasto attaccato addosso. Si sente il vestito appiccicaticcio. La Jimbo's Friendly Lounge  subito dopo la fine del ponte dalla parte di Brewer, a un mezzo isolato dalla Plum Street. Dentro, ci sono solo neri.
Nero per lui  solo un termine politico; quella gente per lo  veramente, le loro facce brillano di nerezza quando si voltano al suo ingresso nel locale: un bianco grande e grosso e molliccio, in un vestito grigio appiccicato addosso. La paura gli corre per tutta la pelle, ma la musica del grande Jukebox ch' tutto un brillio di verde e di viola lo avvolge, e il liquido delle risate e dei borbottii interrotti riprende a scorrere. Il suo ingresso  stato una semplice interruzione. Coniglio rimane sospeso come un pallone che aspetta d'essere colpito, poi si sente tirare per un gomito e Buchanan  accanto a lui.
Ehi, amico, ce l'hai fatta. Il nero s' materializzato nel fumo. L dentro quei suoi baffetti supersforbiciati sembrano un vezzo.
Non pensavi che venissi?
Dubitavo, risponde Buchanan. Dubitavo parecchio.
L'idea  stata tua.
Giusto, Harry, hai ragione. Non discuto, sono solo contento. Ordiniamo qualcosa per te. Hai bisogno di un goccio, giusto?
Non so. Lo stomaco mi sta diventando sensibile.
Allora due gocci. Qual  il tuo carburante?
Forse un daiquiri.
Figurati. E' roba da donne, per le merendine. Rufe, vecchio cagone.
Se-e, se-e,  la risposta che arriva dal banco.
Prepara uno stinger per l'amico.
see-e.
Rufe ha un cranio calvo e liscio come una di quelle accette di pietra nel museo di Brewer, solo pi lucido. Si tuffa nella luce subacquea schermata dal banco e Buchanan guida Coniglio a un separ in fondo alla sala. Il locale  ampio e profondo e pi complicato di quanto sembra vedendolo dall'esterno. I separ scompaiono verso il fondo: una processione di legno scuro. Lungo una parete, Rufe e il banco illuminato dal di dentro; dietro e sopra questo, non solo la solita cianfrusaglia della Pabst e della Bud e della Miller che s'agita e ballonzola e brilla, ma anche due teste imbalsamate e piccole di cervo che ti guardano con lucidi occhi scuri, senza mai battere le palpebre. Gazzelle, non potrebbero essere gazzelle? A un'intera giustezza di distanza, verso una parete ma con abbastanza spazio per una fila di separ dietro, un piccolo piano a coda, verniciato d'argento con uno di quegli affari a spruzzo, d'argento, a ghirigori. In una sala disposta obliquamente rispetto a quella principale, un tavolo da biliardo: ragazzi di colore tutti braccia e gambe chini come ragni intorno al verde e arcadico panno. Il fatto che si giochi anche rassicura Coniglio. Dove c' un gioco qualsiasi c' una barriera contro la violenza. Vieni, ti presento dei fratelli, dice Buchanan. Le due ombre nel separ sono un uomo e una donna. L'uomo porta occhiali d'argento rotondi e un cespuglietto di pizzo caprino che pare una micetta. E' giovane. La donna  vecchia e grinzosa e fuma una sigaretta gialla che richiede tutto un lavoro di risucchio e uno stringere di polpastrelli e uno spalpebrare e sospirare. Le scure palpebre della donna sono grige dipinte di blu. Il sudore le brilla alla base della gola, sull'osso piatto che divide il seno; e come se avesse seno, che invece non ha, il vestito, dal sanguigno colore della cresta d'un gallo, ha uno spacco profondo. Prima che li presentino dice a Harry: Salve, con gli occhi ridotti a due fessure per inquadrarlo e fissarlo nel fluire di un sogno.
...
.
...
L'amico, sta annunciando Buchanan,  un mio collega, lavora fianco a fianco col babbuccio alla Ver-i-ty Press,  un bravissimo lino-typista. Scandendo le sillabe in maniera strana e scattante, un'affettazione o qualche loro maniera d'intendersi? Non solo, ma  anche un a-tle-ta famoso, un campione di pallacanestro, ai suoi tempi la Grande Speranza di Brewer.
Magnifico e commovente, dice l'altro nero. Gli occhiali tondi vibrano e brillano. L'ombra della faccia su cui sono appoggiati sembra esile nel buio. La voce suona decisa e brusca.
Molti anni fa, dice Coniglio, scusandosi per la sua mole, per l'eccessivo pallore, per la spenta notoriet, la fama finita e morta. Si mette a sedere nel separ per nascondersi.
Quelle mani, dice la donna:  in trance. Aggiunge: Da' alla vecchia Babe una di quelle mani, ragazzo bianco.
Solleticato dal nervosismo, sul punto di starnutire per tutto quel fumo dolciastro. Coniglio solleva la mano destra dal grembo dove la tiene nascosta e la poggia sul tavolo viscido. Carne innocente. Zampa distorta. Gli ricorda quel programma alla televisione di alcuni scimpanz sincronizzati con un commento parlato e sonoro: la strana espressione smarrita di quando sbagliavano i gesti prestabiliti.
La donna la sfiora. Il contatto d'un freddo rettilesco, strisciante. Lui guarda altrove, rimugina. Sul lucido sterno della gola della donna gocciolano gioielli, un collarino di Strass o, forse, diamanti veri: Cadillac, dopotutto, scarpe di coccodrillo; non sanno investire i loro soldi in immobili, come i bianchi, le Toyota semplici ed economiche di Springer non sono all'altezza. Il cervello gli batte insieme col polso. La donna ha un lustrino d'argento appiccicato di fianco a un occhio. Accentua la bruttezza fino a trasformarla in splendore. Le ciglia sono una gran mezzaluna falsa. Il fatto che si prenda tanta cura di s lo induce a pensare che non gli far del male. Le pulsazioni rallentano. Il contatto della donna striscia come un serpente, leggero. Guarda che pollice, dice, all'aria. E gli carezza la curva del polpastrello del pollice. La pelle sottile e venata. L'unghia grossa e incolore. Questo pollice significa dolcezza e luce. Nel Sagittario e nel Leone  segno di sensualit. Gli pizzica delicatamente una nocca.
Il nero, non Buchanan (Buchanan s' fatto largo fino al banco per andare a prendere lo stinger), dice: Non  uno di quei piroli mozzati che quei porci ti piantano addosso, giusto?
Senza uscire di trance, Babe risponde: Nossignore. Questo pollice  senz'altro plausibile. Sotto il giusto segno dovrebbe certamente funzionare. Queste nocche, per, non sono tanto buone, non ne cavo molta musica. E v'esegue sopra un accordo, schiacciandole con dita sorprendentemente forti e sicure. Questo pollice qui, invece, e torna a carezzarlo,  un vero e proprio stracciacuori.
Questi culibianchi son tutti stracciacuori, giusto? Anche se non sanno dimenare le chiappe burrose che si ritrovano questo non significa che non sanno manovrare il mammasanta, sanno invece confricare e come, giusto? Se sono cos posapiano  perch hanno tutta quella religione, giusto? Il grande Padreterno bianco continua a dirgli fatti la micia nera, e loro ci danno sotto perch il Padreterno sta' l a dargli pacche sulle chiappe burrose per spingerli. Dove c' un culobianco c' una scopa, giusto?
Lui, Coniglio, si chiede se  sempre cos che parla il giovane nero, se non recita. Non si muove, non sottrae neppure la mano al contatto con la donna, freddo, come di denti. E' capitato tra pantere.
Buchanan, vecchio furfante, torna facendosi ancora largo e gli piazza davanti un bicchiere di pallido veleno, cos che Coniglio deve farsi pi in l, giusto di fronte all'altro nero. Lo sguardo di Buchanan controlla in giro tutte le facce e capisce che l'aria s' fatta pesante. In tono allegro dice: Sapete che ha fatto la moglie dell'amico? Be', io non ho mai avuto il piacere di conoscere la signora, perch non conto quelle scampagnate organizzate dalla Verity nelle quali Farnsworth, voi conoscete tutti Farnsworth, vero?
Come un padre, dice il giovane, e aggiunge: Giusto?
M'imbambola talmente con tutta quella birra dritto dal barile che non ricordo nessuno, n di faccia n di nome, ma dov'ero? Ah, s, la signora, be', la settimana scorsa ha fatto valigia e l'ha lasciato, l'ha piantato l bell'e buono per andare a bazzicare con un altro signore, un certo spagnolo, dico bene, Harry?
Greco.
Babe manda fuori un gorgoglio. Anima mia, cosa avr quello l che tu non hai? Deve averci almeno un pollicione lungo quanto la lingua di questa malalingua. E d di gomito al suo compagno, che si stacca dalle labbra la sigaretta in comune, diventata ormai cos corta che deve bruciare le dita, e caccia fuori la lingua. La cui bianchezza lascia stupito Coniglio; una bocca piena di carne luminosa. Grossa e chiara, non sembra per molto lunga. L'amico, pensa Coniglio,  un ragazzo; il pizzetto caprino  tutto quanto gli cresce. Non gli  simpatico. Babe s, gli sembra, anche se  tutta rinsecchita, un fico secco, di quelli degli strati inferiori. L dentro appartengono tutti agli strati inferiori. E quella bobbia che lui ha in mano  la cosa pi bianca che si vede in giro. Senza contare la lingua dell'altro. Beve un sorso. Troppo dolce, uno schifo. Immediatamente avverte un vago mal di capo.
Buchanan non s'arrende. A me non sembra giusto, un uomo grande e grosso tutto pieno di salute senza pi nessuno che lo coccola.
Il pizzetto s'agita. Non me ne fotte niente. Cos almeno l'amico ha tempo per pensare, giusto? Gli toglie dal capo la fissa della micia, giusto? Capace che ha qualche suo passatempo, sapete, come intagliare il legno. A Babe, spiega: Sai, un sacco di questi culibianchi hanno questa specialit di mettersi a far cose nei loro scantinati, come raccogliere francobolli, giusto? Si picchia col dito sul cranio, la cui piccolezza  coperta da forse un paio di centimetri di lana nera e fitta. A Coniglio ricorda i lavori a maglia della madre, quando usava i ferri pi sottili. Le mani di lei adesso sono livide e inefficienti. Persino l dentro il dolore familiare lo assale, gli scava dentro.
Io raccoglievo le cartine delle gomme, li informa, e spera di provocare in loro abbastanza insolenza da potersene andare. Ricorda l'odore degli involucri delle gomme masticate, la sensazione di sete per via dello zucchero sottilissimo di cui erano infarinate. Beve un altro sorso di stinger.
Babe nota la sua smorfia. Non sei obbligato a bere quella piscia. E d un'altra gomitata all'amico vicino. Fumiamone un'altra.
Donna, devi pensare che sono fatto d'erba.
No, so che sei pieno di magia, quest' un fatto. Piantala di fare lo scontroso di merda, il picchio qua ha bisogno di carica e io non ingarro abbastanza da arrotolarne una.
Ultima tirata, dice l'altro, e le passa il minuscolo mozzicone inzuppato.
Lei lo schiaccia nel portacenere della Sunflower Beer. Questo mozzicone  finito. E porge la mano sottile a palmo in su.
Buchanan gorgoglia. Mamma-bella, vacci piano, dice a Babe.
L'altro nero sta accendendo un'altra sigaretta; la cartina attorcigliata a un'estremit prende fuoco, poi si spegne. La passa alla donna dicendo: Lo spreco  peccato, giusto?
Zitto adesso. Questo biancobello ha bisogno di sciogliersi. Odio vederli tristi, l'ho sempre odiato, non sono come noi, non hanno lo stomaco d'accettare. In queste cose sono dei bimbetti, scaricano su qualcun altro. Offre a Coniglio la sigaretta, con l'estremit bagnata verso di lui.
Harry dice: No, grazie, ho smesso di fumare dieci anni fa.
Buchanan gorgoglia ancora e col pollice e l'indice si liscia ancor pi i baffetti.
Il ragazzo dice: Sono destinati a vivere all'infinito, giusto?
Babe dice: Questa non  merda di nicotina. Quest'erba  tutta dolcezza.
Mentre Babe lo blandisce e lo lusinga, Buchanan e il ragazzo parlano da un capo all'altro del tavolo dell'immortalit di Coniglio. Babbuccio mio diceva sempre, 'Laggi dalle mie parti non vedevi mai un bianco morto, non pi di quanto ti capitava di vedere un mulo morto.'
Dio  dalla loro parte, giusto? Dio  bianco, giusto? Non vuole altri culibianchi lass a fregargli il posto, gli va bene cos, lui solo e tutti gli angioletti neri a scoglionarsi.
Ragazzo, quella tua bocca ti piscer addosso guai. L'uomo  la sostanza di questa terra.
Su quale culo nero stai seduto, su quello di lei o sul tuo?
Tu intanto schiaffati la lingua dietro.
Babe sta dicendo: Tira il pi che puoi e tieni il fumo dentro pi che puoi, quanto pi a lungo puoi. Deve "mischiarsi" con te.
Coniglio cerca di eseguire ma la tosse gli fa sbuffare via il fumo a ogni tiro. Inoltre ha paura d'essere agganciato, di ritrovarsi all'improvviso un ago infilato dentro, di cominciare ad avere allucinazioni perch gli han cacciato qualcosa nello stinger, ORDINATA L'AUTOPSIA PER IL MORTO TROVATO ALLA FRIENDLY LOUNGE. "Il coroner nota uno strano colore nella pelle".
Vedendolo tossire, il ragazzo dice: E' proprio bello. Non sapevo che li facessero tutti ancora cos spigolosi. Appena uscito dall'impastatrice. Giusto?
Questo irrita Coniglio abbastanza da fargli trattenere il fumo aspirato. Gli brucia la gola e gli rivolta lo stomaco. Poi lo sbuffa fuori, col senso di sollievo di chi vomita e rimane ad aspettare quel che viene dopo. Niente. Beve un sorso di stinger ma ora sa di medicina, come il fondo di quel frullato. Si chiede come far ad andar via da l. L'offerta di Peggy sar ancora valida? Gi il solo bacio umido della notte estiva per le strade di Brewer sarebbe un sollievo. Non c' niente di peggio dell'allegria altrui. Babe chiede a Buchanan: Cos'hai in mente di fare, Buck? Sta dando sotto con la sigaretta adesso e il fumo le avvolge gli occhi.
Il grosso nero scuote le spalle e le strofina contro il fianco di Coniglio. Non ho grandi programmi, brontola. Vediamo che salta fuori. E tu donna, come farai? Non distinguerai i tasti bianchi da quelli neri.
Lei gli sbuffa il fumo in faccia. A chi fai la predica?
Il ragazzo interviene: Culobianco non sa che  un pastore, giusto?
Buchanan, sul filo della pazienza, replica: Dagli con quella bocca.
Stanco di tutto questo. Coniglio chiede ad alta voce: Di cos'altro parliamo? E allunga la mano verso Babe, agitando le dita, per la sigaretta. Il fumo ancora brucia, ma qualcosa comincia a succedergli. La sua altezza rispetto agli altri comincia a sembrargli una cosa buona, dignitosa.
Buchanan sta sondando gli altri due: Jill c' stasera?
Babe dice: Io l'ho lasciata a casa.
Il ragazzo chiede: Fatta e stonata, giusto?
Lavati la bocca, capito, lei s' sviziata adesso,  pulita. Non  fatta,  solo stanca per la confusione mentale, per la lotta con gli astri.
Pulita, fa il ragazzo. Cos' pulito? Il bianco  pulito, giusto? La fica  pulita, giusto? La merda  pulita, giusto? Non c' niente di non pulito contro il quale la legge non punti il dito, giusto?
Sbagliato, dice Babe. L'odio non  pulito. Un ragazzo come te con l'odio in corpo ha bisogno di lavarsi.
A Cristo dicevano di lavarsi, giusto?
Chi  Jill? chiede Coniglio.
Pilato disse che credeva che pensava di lavarsene, giusto? Non venirmi a parlare di pulito, Babe, quest' un sacco nero nel quale ci hanno tenuti chiusi troppo a lungo.
Buchanan sonda ancora Babe, con cautela. Deve venire?
L'altro interviene ancora: Verr, quella micia non la tieni lontano. Metti il catenaccio alla porta, e lei sguscia fuori per la buca delle lettere.
Babe si rivolge a lui, quasi sorpresa: Cos ami la piccola Jill?
Non puoi amare quello che non ti piace, giusto?
Babe china il capo. Povera bambina, dice rivolta al tavolo, finir male e nessuno le sar vicino.
Sondando il terreno, pronunciando lentamente le parole, Buchanan dice: M' venuta un'idea. All'amico pu far piacere conoscere Jill.
Il ragazzo si tira su a sedere. L'elettricit, riflessa dal banco del bar e dalla strada, gli lampeggia intorno alla montatura delle lenti. Li vuoi accoppiare, dice, ti vuoi ficcare in una scopata tutta bianca? Puoi farli santi quando vuoi questi diavoli, giusto? Almeno con quel Mos sulla montagna lo potresti.
Sembra una corrente statica alla quale gli altri due s'adattano. Buchanan continua a scrutare Babe, dall'altra parte del tavolo. Era un'idea, dice scrollando le spalle. Due piccioni con una fava.
Dal viso raggrinzito di Babe una lacrima cade sul tavolo. Porta i capelli tiratissimi all'indietro, come una ragazzina, con un nastro e una fila al centro del cranio dritta come un coltello. Con quei capelli ribelli, deve far male. Sprofonder fino in basso,  nel suo segno, e al segno non si sfugge.
Ma chi infregna quella fregna? chiede il ragazzo. Il culobianco qua ha tanta scienza che non deve neppure giocare col pirolo, giusto?
Coniglio chiede: E' bianca Jill?
Il ragazzo si rivolge agli altri due, stizzito: Piantatela con la lagna. Verr qui, Cristo, dov'altro volete che vada, giusto? Noi siamo il sangue che lava i peccati, giusto? Pulita. Troia puttana, questa mi scotta. Non c' merda che quella non butti gi. E col sorriso sulla bocca, giusto? Perch  "pulita". Dietro quella sua rabbia si direbbe che c' non solo storia ma anche teologia. Lui, Coniglio, capisce questo, che gli altri due hanno in mente di combinare la cosa tra lui e quella vaga creatura che sta per arrivare, quella Jill, che sar pallida come lo stinger e velenosa.
Annuncia: Credo che tra poco me ne vado.
Buchanan s'affretta a stringergli il braccio. E perch vuoi andartene, fratello Coniglio? Ancora non hai raggiunto l'obiettivo, amico.
Il mio unico obiettivo era d'essere gentile. "Sguscia fuori dalla buca delle lettere": perseguitato da quell'immagine, e col fumo in corpo, sente di potere alzarsi in aria in quel separ, scivolare sulle spalle di Buchanan come uno scialle e infilare la porta. Niente pu fermarlo, n la madre, n Janice. Lui era capace d'infilarsi dappertutto, gli diceva sempre Tothero, lusingandolo.
Te ne vai a mani vuote, avverte Buchanan.
Non hai sentito Babe suonare, dice l'altro.
Lui sta per alzarsi e si ferma. Babe suona?
La donna  incupita, si fissa le mani sottili e senza anelli, agita le dita, mormora: Lasciatelo andare. Che se la fili. Non voglio che mi senta.
Il ragazzo la prende in giro: Via, Babe, che razza di scena da nera stai recitando? Vuole sentirti fare la tua cosa. La tua cosa da nera, giusto? Hai fatto un poco di chiromanzia e ora puoi anche fare il tuo numero allo strumento, e dopo magari puoi fare quello della micetta calorosa, ma per il momento lui non mi sembra pronto, giusto?
Calma, nero, dice lei, sempre col viso chinato. A volte ci vai un po' troppo pesante.
Coniglio le chiede, timidamente: Suoni il piano?
Quello l mi d brutti fremiti, confessa Babe agli altri due neri. Quelle sue nocche non mi dicono niente di buono. Ci vedo brutte ombre.
Buchanan, tra lo stupore di Harry, allunga una delle sue grosse mani da stampatore e copre tutt'e due le mani esili e nude di Babe: a un dito ha un anello di giada blu lattiginoso e a un altro un lucido anello di rame ammaccato. Con l'altro braccio, pesante, circonda la spalla di Coniglio. Mettiti al posto suo, dice alla donna. Come ti sentiresti?
Male, dice lei. Come del resto mi sento sempre.
Suona per me, Babe, dice Coniglio, intenerito dall'erba, e lei alza gli occhi, li fissa nei suoi e ritrae le labbra sui lunghi denti gialli e sulle gengive del colore del gambo del rabarbaro. Caspita, esclama poi, allegra, strascicando le parole, sono proprio una merda. Si trascina fuori dal separ e, arrancando in quel suo vestito rosso cresta, attraversa la sala tra uno scroscio d'applausi fino al piano, che par dipinto da bambini a ghirigori d'argento. Fa segno a Rufe, al bar, d'accendere il riflettore azzurro e si china, una sola volta, tutta rigida, rivolgendo un sorriso imbronciato al buio tutt'intorno a lei e, dopo un paio d'accordi per disperdere la nebbia, comincia a suonare.
Cosa suona Babe? Tutti i bei pezzi d'un tempo. Tutti motivi famosi. "Up a Lazy River", "You're the Top", "Thou Swell", "Summertime", roba del genere. Sono centinaia, migliaia. Li han scritti a Manhattan tipi dell'Indiana. Scorrono e si fondono l'uno nell'altro senza stonature, perfettamente, scorrono sotto neri ponti di accordi ripetuti sei, sette volte, come se Babe stesse aiutando il piano a ricordare una parola che pur si rifiuta di pronunciare. Oppure stesse percuotendo il silenzio. O dicendo: "Ecco, son qui, trovatemi, trovatemi". Le sue mani, tutt'ossa scure, poggiano sulla tastiera come guanti su un tavolo; alza gli occhi e scruta nel fumo e nella polvere illuminati di blu come per inquadrare se stessa, poi lascia cadere le mani e attacca con altri motivi: "My Funny Valentine", "Smoke Gets in Your Eyes", "I Can't Get Started", cominciando ora a canticchiare a bassa voce, con le parole nate in un fumo lontano, in decenni lontani, quando gli americani si muovevano e vivevano nel sogno americano, ridendone, facendovi la fame, ma vivendolo, cantandolo, l'inno nazionale dappertutto. Giovani brillanti e giovani di provincia, cappello di paglia e tuta di tela azzurra con la pettorina, dollari facili, cuori infranti, soffitte alte nel cielo e capanni lungo i binari della ferrovia, ascese e tramonti, ricchi e poveri, tram e ultimissime notizie alla radio. Lui, Coniglio  arrivato proprio alla fine di tutto questo, quando il mondo s' avvizzito come una mela andata a male e l'America non  pi quel paese vivo ed eccitantissimo in contatto nave con l'Europa e Broadway ha dimenticato ritmi e motivi, ma ora, l dentro, tutto rivive, l nella musica suonata da Babe, le brevi scale ch'essa percorre salendole e scendendole a passo di danza, e non c' altra musica, no davvero, anche se Babe v'inserisce qualche motivo dei Beatles, "Yesterday" e "Hey Jude", eseguendolo ritmato, in quel suo stile di ghiaccio che tintinna nel bicchiere. Mentre suona continua a dondolare e a piegarsi all'indietro; all'estremit delle sue mani gli accordi affondano le radici dritto nel ragtime. E lui, Coniglio, vede tende da circo e fuochi d'artificio e carrozzoni di contadini e un sabbioso fiume asciutto che scorre cos lento che il solo suo movimento sembra un pesce addormentato nella sua squama d'oro.
Il ragazzo nero si china in avanti e mormora a Coniglio: Hai voglia di micia, giusto? Puoi aver lei. Con cinquanta te la fai per tutta la notte e in tutti i modi che riesci a immaginare. Sa un sacco di cose.
Trascinato dalla musica di Babe, Coniglio s' perduto. Scuote il capo e dice: E' troppo brava.
Bene, amico, ma deve anche vivere, no? Il locale la paga una merda.
Babe  diventata una strada ferrata, la testa bruna si scuote, la pettorina di gioielli manda lampi azzurrognoli, la musica scorre per luoghi impensati, gallerie di dissonanze e tratti aperti della stessa sottilissima nota risuonante e riversantesi come sangue nel cielo, tutta triste energia e felicit consunta e bucata come suola di scarpa. Dai bui separ tutt'intorno si levano ogni tanto bisbigli e mormorii: Dai, Babe e Vai, vai. Quei ragni di ragazzi nella sala vicina sono impietriti intorno al panno verde. Nel microfono l vicino, non pi grande di un lecca-lecca, lei comincia a cantare. Canta con una voce che non  di donna, per niente, e neppure d'uomo,  umana soltanto, le parole dell'Ecclesiaste. Un momento per nascere e un momento per morire. Un momento per raccoglier pietre e un momento per gettarle via. S. L'ultima parola del Signore. Non c' nessun'altra parola, assolutamente. Il canto di Babe si apre, cresce, diventa enorme, atterrisce Coniglio con le sue enormi ali nere di verit e tuttavia lo rende felice di trovarsi l;  colmo di gioia a trovarsi l tra quella gente nera e gli vien voglia di gridare amore, l nel buio della musica di Babe, al lugubre fratello con pizzetto e occhiali. E' pieno di questo prurito ma non trabocca. Perch Babe s'interrompe. Come se fosse improvvisamente stanca oppure offesa, Babe interrompe a met la canzone e scuote le spalle. S'alza.
E' cos che Babe suona.
Torna al tavolo, piegata su se stessa, tremante, nervosa, vecchia.
E' stato magnifico, Babe, le dice Coniglio.
Davvero, dice un'altra voce. Una ragazzina bianca  l accanto, in piedi, tutta composta, con un abito bianco semplice e sporco come fumo.
Salve, Jill, dice Buchanan.
Salve, Buck. Skeeter, salve.
E cos si chiama Skeeter. Strizza gli occhi e guarda la sigaretta, di cui non v' neppure mozzicone abbastanza da portarla alle labbra.
Jilly-tesoro, dice Buchanan, levandosi in piedi sino a urtare con le ginocchia il tavolo, permettimi di presentarti Harry Coniglio Angstrom. Lavora alla tipografia con me, insieme col suo babbuccio.
Jill chiede: E dov' il babbuccio? sempre guardando Skeeter, che non guarda lei.
Jilly, siediti qui al posto mio, dice Buchanan. Io mi faccio dare una sedia da Rufe.
Siedi, bimba, dice Skeeter. Io sto andando via. Nessuno osa contraddirlo. Forse son tutti contenti come Coniglio che quello finalmente vada via.
Buchanan gongola, si stropiccia le mani. Il suo sguardo si tiene in contatto con tutti loro, anche se Babe sembra che si sia addormentata. A Jill, dice: Ti va di bere qualcosa? Una 7Up? Rufe pu anche farti una limonata.
Niente, dice Jill. Modi da salotto. Mani in grembo. Braccia sottili. Lentiggini. Coniglio avverte in lei un certo profumo di classe alta. Lo eccita.
Magari le va di bere sul serio, dice poi. La presenza della donna bianca lo mette pi a suo agio. I neri, non puoi fargliene una colpa, non hanno conosciuto il meglio di lui. Navi negriere, capanni, vendite all'asta, Ku Klux Klan, James Earl Ray: il canale 44 non fa che presentare documentari su tutta la faccenda.
Sono minorenne, gli dice Jill, in tono educato.
Coniglio dice: Chi ci bada?
Lei risponde: La polizia.
Da qualche altra parte non ci farebbero tanto caso, spiega Buchanan, se la ragazza stesse pi o meno nel posto suo, ma qua dentro fanno i difficili.
I porci son porci, interviene Babe, come in sogno. Gli sbirri sono i nostri amici porci. I porci rognosi.
Non fare cos, Babe, implora Jill. Non recitare.
Lascia che la tua mamma nera se ne stia stonata, dice Babe. In genere non mi prendo cura di te?
Come farebbe la polizia a capire che questa ragazza ha bevuto? chiede Coniglio, pretendendo d'indignarsi.
Buchanan manda uno dei suoi sibilanti e brevi sospiri. Amico Harry, non devono far altro che girare il capo.
Ci sono sbirri qua dentro?
Amico, e da come gli scivola vicino Harry ha l'impressione di aver trovato un altro padre, se non fosse per le spie della polizia, il povero Rufe non venderebbe due birre per sera. Le spie della polizia sono decisamente la spina dorsale della vita locale. Hanno piantato tante carogne in giro che nelle sommosse non osano pi sparare, per paura di uccidere uno di loro.
Come l a York?
Jill chiede a Coniglio: Di', tu vivi a Brewer? e lui capisce che a lei non va il fatto che sia bianco e che si trovi l, perci sorride senza rispondere. Ma vallo a prendere, bambina.
Risponde Buchanan per lui: Se vive a Brewer, madamina? Se vivesse ancora a Brewer sarebbe una pubblicit semovente. Sarebbe l'insegna dell'Owl Pretzle. Secondo me l'amico non  mai andato oltre la Dodicesima Strada. Dico bene, Harry?
Qualche volta. In realt, ho fatto il servizio militare nel Texas.
Dovresti combattere? chiede Jill. Una graffiata, o qualcosa del genere, ma forse, come una gatta,  questa la sua maniera di entrare in contatto.
Ero pronto per andare in Corea, risponde lui, ma non mi ci mandarono mai. Anche se a volte ringrazia il cielo, da allora per il fatto lo rode dentro,  diventata la vergogna della sua vita. Non  mai stato un combattente, un pugnace, ma ora c' abbastanza morte dentro di lui cosicch, in un certo senso, ha voglia di uccidere.
Skeeter invece, sta dicendo Buchanan,  appena tornato dal Vietnam.
Perci  cos aggressivo, spiega Babe.
Non ero riuscito a capire se era aggressivo o no, confessa Coniglio.
Quest' gentile, dice Buchanan.
E' stato aggressivo, dice Babe.
Arriva la limonata di Jill. E' ancora abbastanza ragazzina da sembrare contenta quando gliela mettono davanti: tartine col t in salotto. Il viso le si illumina. Sul bordo del bicchiere  attaccato uno spicchio di limone; lei lo prende, lo succhia e fa la faccia storta. Si direbbe che una certa paffutezza da bambina le si sia asciugata dentro prima che le ossa di donna le si sviluppassero e indurissero. E' il tipo di bionda rossiccia; i capelli le pendono flosci, senza fuoco, quasi color carne o del colore della carne di certi alberi teneri, il tasso o il cedro. Piccole orecchie morbide sporgono fuori simpaticamente, pallidi frammenti di un guscio d'uovo. Timidamente, Harry si sente protettivo nei suoi confronti. In quella tensione di ossicine gli ricorda Nelson. Le chiede: Cosa fai, Jill?
Niente di speciale, risponde lei. Mi trascino. Convenzionale da parte di lui chiedere, sollecitare. I neri le si adattano intorno come ombre.
Jill  una povera anima, interviene Babe, vibrando nel suo stordimento. Ha imboccato cattive strade. E batte sulla mano di Coniglio, come per dire: "Evitale quelle strade".
La giovane Jill, spiega Buchanan,  scappata da casa sua, lass nel Connecticut.
Coniglio le chiede: Perch sei scappata?
Perch no? Che la campana della libert suoni.
Posso chiederti quanti anni hai?
Puoi chiederlo.
Te lo chiedo.
Babe non ha lasciato andare la mano di Coniglio; con l'unghia dell'indice sta armeggiando con i peli sul dorso. Gli allega i denti quel solletico. Non tanti che non potresti essergli padre, dice Babe.
Coniglio comincia a capire: gli vogliono affibiare quel problema. Lui  il pirla bianco consolatore. E la ragazza, pur controvoglia, si sottopone all'interrogatorio. Ma gli chiede a sua volta, facendogli il verso solo in parte: E tu, quanti anni hai?
Trentasei.
Dividi per due.
Diciotto, eh? Da quanto tempo sei alla macchia? Lontana dai genitori?
Il suo babbuccio  morto, interviene Buchanan.
Da abbastanza, grazie. Il viso le diventa pallido, le lentiggini acquistano risalto: macchie di sangue essiccate. Stringe le labbra sottili, asciutte; storce il mento di fronte a lui. Sta snobbandolo. Lui  Penn Villas, lei Penn Park. Sono i figli dei ricchi a crear rogne.
Abbastanza per cosa?
Abbastanza per fare certe cose malate.
Sei malata?
Sono guarita.
Buchanan interviene: Babe l'ha aiutata a uscirne.
Babe  una gran donna, dice Jill. Ero proprio malridotta quando Babe mi ha presa con s.
Jilly  il mio tesoruccio, dice Babe, con la stessa repentinit con cui, quando suonava, passava da un motivo all'altro. Jilly  il mio amoruzzo e io sono la sua mammuccia, e allontana le mani scure da quelle di Harry per circondare la ragazza alla vita e stringersela contro quel suo vestito rosso cresta di gallo. Sono due donne, dopotutto, anche se una  scura come una prugna e l'altra  un frullato di latte. Jill sporge le labbra, non per broncio ma per soddisfazione. Ha labbra adorabili quando le muove, pensa Coniglio, il labbro inferiore leggermente sporgente e asciutto, quasi screpolato, sebbene ancora non sia inverno ma piena estate umida.
Buchanan va avanti a spiegare: Il fatto  che questa ragazza non ha una casa regolare dove stare. Un paio di settimane fa si presenta qui, non sapendo, immagino, che il posto  soprattutto per anime nere, e una bimbetta aggraziata e delicata come lei che se la fa con alcuni dei fratelli di qui te la sbranano membruzzo per membruzzo, deve deglutire, e cos Babe la prende sotto le sue ali. C' solo il guaio, il grosso nero si fa pi sotto, trasformando il separ in uno schiacciapatate, la casa di Babe non  molto grande, e poi...
La ragazza s'impenna: E poi non sono bene accetta. Spalanca gli occhi. Lui, Coniglio, non ne aveva visto il colore prima; li teneva abbassati, li muoveva lentamente, come se le palpebre rosee fossero troppo tenere e sensibili o come se, respingendo ogni istruzione e inventando una propria maniera di affrontare il mondo, avesse perso ogni idea chiara su che cosa guardare e a cosa mirare. In ogni modo, sono verdi. Il verde asciutto e stanco, e tuttavia uno dei suoi colori preferiti, dell'erba in agosto.
Jilly-tesoro, fa Babe, stringendola a s, tu sei la meglio accetta bimbina bianca che ci sia.
Buchanan ora sta parlando solo a Coniglio, a voce sempre pi bassa: Sai, quello che sta succedendo dalle parti di York potrebbe succedere anche qui, e come la proteggiamo? Il gesto appena accennato con cui indica la ragazza spezza garbatamente la frase a met; a Harry ricorda i gesti di Stavros. Poi Buchanan conclude, gorgogliando: Avremo gi tanto da fare a non farci bucare la pelle. Dipende da dove ti pigliano, per chi  nero non c' scampo, n dall'una n dall'altra parte!
Jill ringhia: Me la caver. Ora piantatela voi due. Piantatela di vendermi a questo loffio. Non lo voglio. E lui non vuole me. Nessuno mi vuole. E non fa niente. Io per conto mio non voglio nessuno.
C' sempre qualcuno che vuole qualcuno, dice Babe. A me non importa tenerti per casa, e a certi signori importa, ecco tutto.
Coniglio dice: A Buchanan importa, e questa intuizione li lascia sorpresi; i due neri scoppiano in una risata dapprima stridente, poi gracchiante, e sul tavolo gli compare tra le mani, pallide come limonata, un altro stinger.
Tesoro,  solo un fatto di risalto, aggiunge poi Babe, triste. E tu ci metti in molto risalto.
Subentra un silenzio, che s'allarga come quando un gruppo di persone adulte aspettano che un bambino obbedisca e faccia l'educato. Cupa, Jill chiede a Coniglio: E tu che fai?'
Compongo caratteri, spiega lui, guardo la televisione. Ammazzo il tempo.
Il nostro Harry, interviene Buchanan, giorni fa ha avuto un brutto colpo. Senza nessun motivo, la moglie ha preso e se n' andata.
Senza nessun motivo? Proprio nessuno? chiede Jill. Spinge in fuori le labbra, stizzita e aggressiva, e tuttavia quella scintilla d'interesse e curiosit si spegne gi prima che abbia completato la domanda.
Coniglio riflette. L'annoiavo, credo. E poi, politicamente non andavamo d'accordo.
A che proposito?
La guerra nel Vietnam. Io l'approvo, tutta quanta.
Jill trattiene il fiato.
Babe dice: Lo sapevo che quelle nocche non dicevano niente di buono.
Buchanan interviene per appianare le cose. Alla tipografia sono tutti per la guerra. Pensiamo che se non li fermiamo laggi, ce li ritroveremo qui per le strade quei tipi in pigiama nero.
Jill si rivolge a Coniglio, tutta seria: Dovresti parlarne con Skeeter. Lui dice che  un viaggio favoloso. A lui  piaciuto da matti.
Non mi riferivo a questo. Non dico che sia un piacere trovarcisi o restarci, dico solo che non mi va gi che i ragazzini si mettano a criticare. La gente dice che  un pasticcio e che dovremmo tirarcene fuori, ma se ti tieni fuori da ogni pasticcio non arrivi mai a concludere niente.
Amen, fa Babe. La vita  tutta una merda.
...
.
...
Coniglio continua, sentendosi montar dentro la rabbia: Per me, non do nessun credito agli studenti o ai Vietcong. Non credo che hanno una risposta, offrono una soluzione, credo che sono una minoranza che cerca di distruggere tutto quello che bene o male funziona. Bene o male non significa bene ma  meglio che soltanto male.
Buchanan si d da fare per calmare le acque. Il suo labbro superiore  imperlato di sudore sotto il righino dei baffetti. Sono d'accordo al novantanove per cento. Intervento illuminato  la definizione che pi mi piace. Per come la vedo io, l'intervento illuminato  l'affare migliore che possiamo fare laggi. Io non compro la gatta nel sacco, chiunque me la venda. Questi giovani come Skeeter dicono 'Tutto il potere al popolo,' e se ti guardi intorno in cerca del popolo vedi che il popolo sono solo loro.
Per via dei leccaculi come te, dice Jill.
Buchanan batte le palpebre. La sua voce suona pi profonda, offesa: Io non sono un leccaculo, ragazza. Questa maniera di parlare non  d'aiuto a nessuno di noi. Questa maniera di parlare prova solo che sei molto giovane. Io sono soltanto uno che cerca di andare dal punto A al punto B, dalla culla alla tomba, cercando di fare meno male possibile. Come il nostro amico Harry, e glielo puoi chiedere. Come tuo padre, che Dio lo faccia riposare in pace.
Abbracciando la ragazza ostinata e irrigidita, Babe dice: Mi piace il coraggio di Jill, proprio mi piace. Lei ha meno paura di cosa farsene della vita di quel vecchio e grasso pidocchione che sei tu, che te ne stai l a leccarti tutto quanto come fossi un gatto sazio e soddisfatto. Parlando non stacca gli occhi di dosso a Buchanan, come se una sua reazione fosse desiderata. Mamme e babbi saltano fuori dappertutto.
Con perfetto controllo, Buchanan spiega a Jill: In ogni modo il problema  questo. Il nostro giovane Harry vive in una casa grande e bella nella parte migliore di West Brewer, tutto solo, e non riesce a trovarsi una micia.
Harry protesta: Non vivo tutto solo. Ho un figlio con me.
Un uomo ha bisogno di una micia, continua Buchanan.
Suona, Babe, grida una voce buia da un separ buio. Rufe scuote il capo e accende il riflettore azzurro. Babe sospira e offre a Jill quel che rimane della sigaretta di Skeeter; la ragazza scuote il capo ed esce dal separ per far passare Babe. Coniglio crede che Jill stia andandosene e quando invece si rimette a sedere, di fronte a lui, scopre che ne  contento. Sorseggia lo stinger e lei mastica il ghiaccio della limonata mentre Babe suona di nuovo. Questa volta i ragazzi intorno al biliardo continuano in silenzio la partita. Il rumore delle biglie e il liquore e la musica si mescolano e ampliano lo spazio dentro di lui, Coniglio; l'ampliano abbastanza da accogliere la luce azzurra e le facce nere e "Honey Suckle Rose" e il fumo stagnante e pi profumato del trifoglio e quell'apparizione di fronte a lui, i cui polsi e le cui braccia paiono trasparenti, come se appartenessero a un altro ordine di creature. Ancora non  cresciuta. La femminilit le sta attaccata addosso, fluisce da lei volteggiando come un piccolo dirigibile che lui quasi riesce a vedere. E lo spazio interno gli si allarga per includere oltre il locale di Jimbo's il mondo intero, con le sue guerre cruenti e le sue razze policrome, i suoi continenti a forma di macchie su un soffitto; e tutto  calmo, bagnato, ancora non nato, tranne lui e la sua casa, che rimane uno strano luogo asciutto che desolatamente ruota nel vuoto di Penn Villas come una capsula spaziale alla deriva. Non vuole andarci ma deve. Deve. Devo andare, dice, alzandosi.
Ehi, ehi, protesta Buchanan. La notte non  ancora neppure cominciata.
Devo essere a casa nell'eventualit che mio figlio non riesce a sopportare il ragazzo con cui  rimasto a dormire. E ho promesso di andare a trovare i miei genitori domani, se non trattengono mia madre in ospedale per altri esami.
Babe s'offende se te la squagli. T'ha preso in simpatia.
Magari l'altro ragazzo che lei anche ha preso in simpatia torner. Secondo me, Babe piglia troppo facilmente in simpatia.
Non fare l'antipatico.
No, Babe mi piace, cristiddio. Diglielo pure. Al piano  un fenomeno. E la serata per me  stata un gran bel cambiamento. Cerca di tirarsi su, ma il bordo del tavolo lo costringe a stare ripiegato in due. Il separ oscilla e lui vacilla leggermente, come se si trovasse gi nella fredda casa che rotea lentamente e verso la quale  diretto. Jill s'alza con lui, fedele come uno specchio.
Una di queste volte, continua Buchanan sotto di loro, magari finisce che la conosci meglio Babe. E' una brava tipa.
Non lo metto in dubbio. A Jill, dice: Sta' seduta.
Non mi porti con te? Loro lo vogliono.
Cristo, non ci avevo pensato.
Lei si mette a sedere.
Harry, amico, l'hai ferita nei sentimenti la bambina. Sotto sotto devi essere una carogna.
Per quanto riguarda questa specie di loffi come lui, io non ho sentimenti. Del resto, ho gi capito che  un bucone.
Pu darsi, fa Buchanan. Spiegherebbe la vita che fa.
Via, su. Fatemi uscire da questo separ. Mi piacerebbe portarmela via...
E allora accomodati, amico. Offro io.
Babe sta suonando "Time After Time". "Mi dico che esisto".
Harry si piega in avanti. Il bordo del tavolo gli sta massacrando le gambe. Okay, bimba. Vieni via con me.
Non ci penso neppure.
Ti romperai da morire, lui sente il dovere di aggiungere.
Mi hai gi rotta, risponde lei.
Jill, via, sii gentile con il signore. Buchanan s'affretta a sgusciar fuori dal separ per paura che Harry ci ripensi e lo fa passare, appoggiandoglisi addosso, con confidenza. Strana gente. Gli puzza il fiato per i bicchieri che ha bevuto. Il fatto , spiega, l'ultima spiegazione che d per quella sera, che non sta bene se rimane con noi, la giovane et e tutto il resto. La polizia, non  che ci dia addosso, ma ci fa filare abbastanza, con l'opinione pubblica che  quella che .
Cos non giova a nessuno. Lei  una povera creatura che ha bisogno di un babbuccio, questa  la verit.
Coniglio le chiede: Com' morto?
Jill risponde: Di cuore. E' crollato nel ridotto di un teatro di New York. Lui e mia madre stavano vedendo "Hair".
Okay, muoviamoci. A Buchanan, Coniglio dice: Quanto devo per i gocci? Accidenti, m'han proprio dato alla testa.
Offriamo noi,  la risposta, accompagnata da un gesto della mano, a palmo in su, un palmo del colore del lucido per argento. Offre la comunit nera. Ansima e gorgoglia. Fa di tutto per risultare solenne. Quest' davvero grande da parte tua. Sei un grand'uomo.
Ci vediamo sul lavoro luned.
Jilly, tesoro, tu sei una brava ragazza. Teniamoci in contatto.
Lo credo bene.
Disgustoso che Buchanan debba lavorare. Che tutti si debba lavorare. Giorno e notte. Il ventre ha fame, lo spirito ha fame. Le bocche masticano, gli organi inghiottono. Mostruoso. L'anima. Da ragazzo cercava d'immaginarsela. Un parassita, come un tarlo dentro, in corpo. Un rametto di vischio attaccato alle nostre ossa, che vive d'aria. Una medusa che ci vaga tra i polmoni e il fegato. I neri hanno di pi, sono pi grossi. Affari come anguille, alimentatori della notte. L'odore dei loro inguini sfioranti sugli autobus, il loro timore di quei posti asciutti e puliti in cui lui, Coniglio, certamente si trova. Si chiede se per caso non sta male. Veleno in quegli stinger, oltre agli hamburger lunari.
Babe cambia repertorio, esegue sei accordi come sei nere pallottole di piombo che tintinnano e suona: "There's a Small Hotel". "Con un pozzo dei desideri".
...
.
...
Insieme con quella Jill, dunque, Coniglio esce in strada. Sulla destra, verso la montagna, la Weiser Street s'allunga terrea sotto la luce azzurra dei lampioni. Il Pinnacle Hotel forma una misera macchia, il retro dell'orologio della Sunflower Beer mostra gialli petali di neon, per il resto la grande strada  buia. Lui ricorda quando la Weiser con le pensiline dei suoi cinque cinema e il miscuglio delle sue scritte al neon sembrava allegra come una sfilata di carnevale. La gente passeggiava con i figli per mano. Ora il centro  deserto, prosciugato dai centri commerciali periferici e corso da rapinatori e stupratori, TEPPISTI CITTADINI ASSALGONO DONNA ANZIANA, era il titolo di prima pagina nell'ultimo numero del "Vat". Nella versione originale del titolo cittadini era negri.
Girano a sinistra, puntando verso il ponte sul Running Horse. L'umidit del fiume gli carezza la fronte. Decide che non deve vomitare. Non  mai riuscito a sopportarlo, neppure da bambino; ad alcuni ragazzi, Ronnie Harrison per esempio, piaceva, vomitavano dopo qualche birra o prima di una partita importante e scherzavano a proposito dei grumi tra i denti; lui invece ha sempre dovuto reprimersi, anche a costo di un mal di stomaco. Ancora si porta dietro, da quand'era seduto l da Jimbo's, l'impressione che il mondo sia contenuto dentro di lui; reprimer anche questa. L'aria notturna della citt. Lo strato dell'asfalto e del cemento arrostito per tutto il giorno, il traffico degli autocarri che se ne stacca come un coperchio, gli intervalli tra i fari. Vari fari illuminano la ragazza, bagnandone le gambe bianche e il vestito sottile, mentre esita sul bordo del marciapiede.
Dove hai la macchina? gli chiede.
Non l'ho.
Impossibile.
Se l' presa mia moglie quando mi ha lasciato.
Non ne avevate due?
No. E' proprio una figlia di pap.
Io ne ho una, dice lei.
Dove?
Non lo so.
Com' possibile, non lo sai!
La lasciavo sempre sulla strada vicino casa di Babe, dalle parti della Plum. Non sapevo che era l'ingresso d'un garage e una mattina l'hanno portata via.
E non sei andata a prenderla?
Non avevo i soldi per la multa. E ho paura della polizia, possono rimandarmi indietro. La polizia federale deve aver mandato una circolare sul mio conto.
Non sarebbe pi semplice per te tornartene nel Connecticut?
Non facciamo prediche, dice lei.
Cos' che non ti piaceva?
Era tutto egoismo. Egoismo malato.
C' qualcosa di egoistico anche nel fuggire. Tua madre deve essere ridotta a uno straccio.
La ragazza non risponde ma attraversa la strada, dal Jimbo's all'inizio del ponte. A Coniglio non resta che seguirla. Che tipo di macchina hai?
Una Porsche bianca.
Figurati.
Me la regal mio padre al mio diciassettesimo compleanno.
Mio suocero ha la commissionaria della Toyota qui in citt.
Arrivano sempre allo stesso punto, dove una certa simmetria interrompe di colpo i loro scambi di parole. Ora che hanno attraversato il ponte si ritrovano su piccoli riquadri di marciapiede, degli stagni, che in quest'era di macchine pochi calcano. Il ponte  stato costruito negli anni Trenta - marciapiedi, grossi parapetti e pilastri di lampioni - di cemento grezzo, rossiccio; sulle loro teste un'originale serie di lampioni, di ferro affusolato e floreale verso l'estremit, che segnano decisi ma spenti l'ingresso del ponte, illuminato di recente con freddi piloni viola e alti gambi d'alluminio, piantati al centro del marciapiede. Il vestito bianco della ragazza diventa spettrale a quella luce. Su una targa di bronzo c' il nome di un tale, illeggibile. Jill chiede, impaziente: Bene, come andiamo allora?
Lui pensa che alluda al mezzo di trasporto. E' ancora tutto tremante, troppo pieno di fumo e di stinger, per pensare ad altro, guardare oltre quel ponte. La strada per il centro di Brewer, dove i taxi si aggirano o dormicchiano, gli sembra bloccata. Nella penombra dietro l'aureola del neon di Jimbo's oscure ombre, la teppa locale indugia sulle soglie, sta a guardare. Coniglio dice: Attraversiamo il ponte e speriamo di trovare un autobus. L'ultimo passa verso le undici, il sabato forse pi tardi. In ogni modo, se non ne passa nessuno a piedi non  molto fino a casa mia. Mio figlio lo fa sempre. 
A me piace camminare, dice lei e aggiunge, fatto commovente: Sono forte. Non devi trattarmi come una bambina.
La balaustrata  fatta a forma di X e ricorda il segnale del passaggio a livello della ferrovia; ora queste X filano via non abbastanza rapidamente. Il parapetto scabro che lui continua a toccare gli scorre via sotto le dita tiepido, ruvido, come se vi fosse stata mescolata della ghiaia. Non fanno pi niente cos adesso, non di quel colore, rossiccio, il colore della carne, e anche dei capelli di lei, color cedro tagliato, che le si sollevano mentre s'affretta per stargli dietro.
Perch tanta fretta?
Non li senti?
Le macchine passano sfreccianti, palle di luce schizzanti davanti a loro. Sotto, uno strapiombo sino alla superficie nera del fiume: schegge bianche, sagome di barche. Dietro di loro, uno scalpiccio di passi, l'urgenza dell'inseguimento. Coniglio osa fermarsi per sbirciare indietro: due figure scure li stanno seguendo. Le loro ombre s'accorciano e si moltiplicano, s'allungano e s'isolano di nuovo nel passare sotto la successione di angeli viola, entrando e uscendo da istmi d'ombra; uno di loro stringe qualcosa di bianco in mano. Luccica. Il cuore di Harry ha un sobbalzo; gli vien voglia di fare acqua. L'estremit del ponte verso West Brewer  quanto mai lontana, CONCITTADINO ACCOLTELLATO PER DIFENDERE UNA RAGAZZA SCONOSCIUTA. Le stringe il braccio e cerca di farla correre. Ha la pelle levigata e tesa e tuttavia tiepida come la balaustrata. Ansima. Piantala, gli dice, e si svincola. Lui si volta e, inaspettatamente, trova ci che aveva dimenticato che c'era, il coraggio; il suo corpo s'adatta al guscio di cecit che  l'affrontare una minaccia: rigido, solo gli occhi due punti soffici, lui stesso uno scudo sufficiente. "Ammazza".
I due negri si fermano di colpo sotto la vicina luna rossa e fanno un passo indietro, spaventati. Sono giovani, i loro corpi liquidi. Lui  pi grosso di loro. La cosa bianca che luccicava non  un coltello ma un affare di madreperla. Quello che lo stringe in mano fa un passo avanti, strascicato. Il bianco dei suoi occhi e la madreperla sembrano lavanda sotto quella luce. Questo  suo, signora?
Oh, s.
Ci ha mandati Babe.
Oh, grazie. Ringraziatela.
V'abbiamo messo paura?
Non a me. A lui.
Gi.
Il signore anche ci ha messo paura.
Mi dispiace, dice Coniglio. Il ponte con i suoi fantasmi.
Okay, amico. I loro occhi viola roteano, le loro mani purpuree frullano mentre le gambe nella pelle tesa dei Levi's cercano il ritmo dell'allontanamento. Uggiolano, tutt'e due; e anche in quel momento due giganteschi autocarri con rimorchio passano sul ponte incrociandosi, diretti in senso opposto. I loro rettangoli si sovrappongono rumorosamente e, avendo tagliato l'aria in mezzo a loro, sfrecciano ciascuno per la sua strada, corrosivi e rombanti. Il ponte trema. I ragazzi neri sono scomparsi. Coniglio s'avvia con Jill.
L'erba e l'alcool e la paura in corpo allungano la strada che lui conosce fin troppo bene. Non arriva nessun autobus. Il vestito di lei gli fileggia nell'angolo dell'occhio mentre lui, la pelle tirata e i sensi confusi e vorticanti come una nube di zanzara, cerca di dire qualcosa. La tua casa  nel Connecticut?
Una localit chiamata Stonington.
Vicino New York?
Non abbastanza. Pap ci andava sempre il luned e ritornava il venerd. Gli piaceva star via. Di Stonington diceva che  l'unica citt degli Stati Uniti che affaccia sul mare aperto, tutto il resto d sul Sound.
Ed  morto, hai detto. Mia madre... lei ha il morbo di Parkinson.
Di' ti piace proprio parlare tanto? Perch non camminiamo e basta? Non sono mai stata a West Brewer prima. E' carina.
Che ha di carino?
Tutto. Non ha un passato glorioso come la citt e perci non  deludente. Guarda l, Burger Bliss. Non  bello, tutto quell'oro e quella plastica e, poi, quel fuoco rosso dentro?
E' l che ho mangiato stasera.
Come si mangia?
Uno schifo. Forse avverto troppo il sapore delle cose, dovrei riprendere a fumare. A mio figlio il posto piace.
Quanti anni hai detto che ha?
Tredici. E' piccolo per la sua et.
Dopotutto ha tredici anni.
Gi. Cerco di non incombere su di lui.
E perch dovresti incombere?
Be'. Le cose che piacevano a me l'annoiano. Non credo che si diverta molto. Non esce mai.
Di'. Come ti chiami?
Harry.
Ehi, Harry, ti dispiace di farmi mangiare qualcosa?
Certo, voglio dire no. Dove, a casa? Non so cosa c' nella ghiacciaia. Frigorifero.
No, l, nel Burger Bliss.
Certo, certo. Benissimo. Scusami, credevo avessi mangiato.
Forse ho mangiato, tendo a dimenticare i particolari materiali come questo. Non credo, per. Dentro mi sento solo una limonata.
Sceglie un Cashewburger da ottantacinque centesimi e un frullato di fragola. Divora l'hamburger, in quella luce abbacinante, e lui gliene ordina un altro. Lei sorride, con aria di scusa: ha denti piccoli lievemente inclinati in dentro, grigiastri e staccati, con interstizi piccolissimi. Belli. Di solito cerco di fare a meno del mangiare.
Perch?
E' un fatto cos brutto. Non trovi che  una delle cose pi odiose che facciamo?
Ma necessaria.
Questa  la tua filosofia, eh? Anche in quella luce accecante il suo viso ha come delle ombre, qualcosa di evasivo, ambiguo, una specie di invecchiamento prematuro o di formazione non ancora completata. Quando ha finito di mangiare, si pulisce le dita una per una con un tovagliolo di carta e dice, in tono deciso: Grazie assai. Coniglio paga. Lei afferra la borsa di madreperla; ma cosa ci sar dentro? Carte di credito? Piani per la rivoluzione?
Lui s' preso un caff, per tenersi sveglio. Dovr stare sveglio tutta la notte a sbattersi quella piccolina. A tener alto l'onore degli ammuffitti. Razze diverse. Sotto le armi dicevano che in Cina le donne si mettevano delle lamette di rasoio tra le gambe nel caso qualche giapponese provasse a violentarle. Il solo pensiero gli d un brivido fin gi allo scroto. La passeggiata dopotutto gli piace, se la gode. Percorrono la Weiser: le vetrine dei negozi buie, a parte le luci dei sistemi antifurto, il piazzale del posteggio dell'Acme vuoto, a parte qua e l qualche coppietta chiusa dentro un'auto, la pensilina del cinema che ha tolto 2001 sostituendolo con IL LAUREATO. Non ti danno mai il tempo di digerire niente. Attraversano la strada con un lampeggiante giallo per imboccare la Emberly Avenue, che poi diventa Emberly Drive che diventa a sua volta Vista Crescent. Il quartiere  buio. A proposito di fantasmi, fa lei.
Secondo me  la piattezza, dice lui. Nella citt in cui sono nato non due case erano sullo stesso livello.
C' odore di cesso, mi pare.
S, le fognature non sono buone.
Quella fumosa creatura al suo fianco gli ha quasi dimezzato il peso: fluttua su per i gradini, con le ginocchia che gli tremano. Accanto alla sua spalla, il profilo di lei  delicato e freddo, come il profilo sui vecchi dieci centesimi. La chiave della porta con i tre riquadri di vetro a gradino quasi gli sfugge di mano; gli sembra un fatto magico. Qualunque cosa s'aspetti, quando accende la luce dell'ingresso all'interno, non  comunque il vecchio solito mobilio, il finto banchetto di ciabattino, il divano e la poltrona col righino d'argento disposti l'uno di fronte all'altra come due vecchi sbronzi troppo stanchi e deboli per salirsene in camera da letto, lo schermo del televisore vuoto nella sua scatola di metallo con le finte venature del legno, gli scaffali del finto divisorio con niente sopra.
Accidenti, dice Jill, che gusto.
Coniglio si scusa. In effetti, i mobili non li abbiamo mai scelti,  come se si trovassero qui per caso. E le tende Janice pensava sempre di cambiarle.
Era una brava moglie?
La sua risposta  nervosa; quella domanda richiama Janice nella casa, la riporta l di nuovo, appostata in cucina, accoccolata a terra in cima alle scale che ascolta. Non tanto cattiva. Non un mostro d'organizzazione, ma finch non s' messa con quest'altro tipo, un po' d'ordine lo teneva. Beveva molto, ma riusciva a controllarsi. Un dieci anni fa avemmo una tragedia che, credo, le tolse il vizio. Lo tolse anche a me. Ci mor una figlia.
Come?
Incidente.
Dispiace. Dove dormiamo?
Perch non ti metti nella stanza del ragazzo, ormai credo che non torna. L'amico con cui  rimasto a dormire  proprio una carognetta viziata e ho detto a Nelson che se la cosa gli diventava troppo penosa poteva tornarsene. Probabilmente sarei dovuto restare in casa per rispondere al telefono. Che ora ? Ti va una birra?
Senza un soldo com', lei ha un orologetto che deve costare almeno cento dollari. Mezzanotte e dieci, risponde. Non vuoi dormire con me?
Eh? Questa non  proprio la tua idea dello spasso, ti pare? Dormire con un loffio.
Sei un loffio, ma mi hai appena offerto da mangiare.
Lascia perdere. Offre la comunit bianca. Ah-ah.
E hai questo tenero lato paterno. Sempre a preoccuparti di chi pu aver bisogno di te.
Gi. A volte  difficile capire. Probabilmente nessuno, se guardo bene in faccia le cose. Ma per rispondere alla tua domanda, certo che mi piacerebbe dormire con te, se non mi ritrovassi dentro per corruzione di minorenne.
Hai una paura fottuta della legge, vero?
Cerco di tenermene alla larga, tutto qui.
Ti giuro sulla Bibbia... hai una Bibbia?
Ce n'era una da qualche parte, una volta Nelson l'adoperava al catechismo, quando ci andava. Pi o meno abbiamo lasciato perdere tutta quella roba. Basta che prometti.
Ti prometto e ti giuro che ho diciott'anni. Legalmente, sono una donna. Non sono l'esca di una banda di neri. Non sarai fotografato n ricattato. Puoi scoparmi.
Mi fai quasi piangere.
Tu hai una paura fottuta di me. Facciamo un bagno insieme, poi vediamo come ci sentiamo.
Lui ride. Mi sentir pronto dopo, immagino.
Lei  tutta seria, un animaletto serio, dal viso minuto, che va annusando la sua nuova tana. Dov' il bagno?
Spogliati qua.
Quell'ordine la coglie di sorpresa. China il mento e si guarda intorno spaurita. Non c'era motivo che fosse soltanto lui ad aver paura l dentro. La stronza di figlia di pap che disprezza il suo soggiorno. E l, proprio sul tappeto sul quale lui e Janice hanno fatto l'amore l'ultima volta, Jill comincia a spogliarsi. Scalcia via i sandali e si tira su il vestito. Non porta reggiseno. Le tettine le si sollevano, poi ricadono, vibrando, fissano lui. Coniglio, insensatamente: occhi senza testa. Porta mutandine a bikini di pizzo nero, un modellino raffinato. Senza dargli neppure il tempo di divorarsela tutta, s'abbassa l'elastico tirandolo con i due pollici, ha uno scuotimento, scavalca le mutandine. Dove Janice aveva un triangolo fronzuto che le invadeva l'interno delle cosce nel punto in cui non si radeva, quella Jill ha a malapena un'ombra, una spruzzatina di polvere d'ambra scura verso il centro, dove diventa un grazioso ciuffetto. Le punte dell'osso pelvico come ossa d'una gallina affamata. Il ventre quello di una bambina che non ha partorito. A quella luce, in certi momenti, quando si volta, il seno quasi non esiste. Ora che  nuda il collo pare pi lungo: in quel punto  matura e perfetta, l nella lenta curva dalla base della nuca all'inizio delle spalle, e anche l dove le gambe s'attaccano ai fianchi con strati di ciccia, per cos dire, che rimangono burrosi fin gi. Le caviglie le ha meno sottili di Janice. Ma, ehi,  nuda, sta nuda in quella stanza, la sua stanza. Una creatura davvero strana, troppo fiduciosa. Si china per raccogliere il vestito. Si muove a passo leggero sul tappeto, come in cerca di impronte, e gli si va a piazzare davanti a distanza di un braccio, le labbruzze sporte, una scaglietta di pelle secca sul labbro inferiore. E tu?
Di sopra. Lui si spoglia nella camera da letto, dove si spoglia sempre. Nel bagno, al di l del muro di divisione, l'acqua comincia a piangere, cantare, scorrere. Abbassa gli occhi e non ha nessuna erezione. Nel bagno, poi, la trova china, piegata in avanti, per provare la temperatura sotto il miscelatore del rubinetto. Un ciuffettino tra le natiche. Vista da dietro, sembra la schiena sottile di un ragazzino inserita capovolta sul culetto serico di una donna. Gli vien voglia di toccarla, toccare quella serica simmetria, e la tocca. Gli punge i polpastrelli come se ci fosse del vetro che non si aspettava. Lei, Jill, non si degna neppure si scostarsi n di voltarsi a quel contatto, continua a provare l'acqua. A lui l'affare rimane piccolo, ma ha smesso di preoccuparsi.
Il bagno in due  tutto un fatto delicato, silenzioso, liquido e puro. Sono entrambi pieni di premura: lui le insapona e sciacqua il seno come se il suo estremo lindore lo sfidasse a pulirlo ancor pi; lei si mette in ginocchio e gli strofina la schiena come ci fosse dentro un anno di stanchezza e di lavoro. Lo avvolge, accecandolo, nell'asciugatoio bagnato; gli conta i peli grigi (sei) sul petto. Anche mentre stan l in piedi ad asciugarsi a vicenda, con lui che incombe su di lei come un vichingo. Coniglio non riesce a scuotersi di dosso la soddisfatta impotenza della sensazione che prova che loro due siano la punta del fascio di luce di un proiettore puntato contro le nubi, che la parte assegnata loro sia di invadere quella casa come due creature sbiancate su uno schermo di televisore per intrattenere una stanza vuota.
Lei gli guarda l'affare. Non si direbbe che t'accendo, vero?
M'accendi, m'accendi. Fin troppo. E' per ancora cos strano. Non conosco neppure il tuo cognome.
Pendleton. S'inginocchia sullo scendibagno e glielo prende in bocca. Lui si ritrae come se l'avessero morso.
Aspetta.
Lei alza il capo per guardarlo, contrariata, il suo sguardo risale l'affare floscio, una bambina indisposta e perplessa che non ha saputo rispondere all'interrogatorio in classe, con in bocca ancora il sapore delle caramelle. Lui la solleva come avrebbe sollevato una bambina, solo che  pi alta di una bambina e le sue ascelle sono ispide e profonde; la bacia sulla bocca. Non mollicce, le labbra di lei s'induriscono e lei gira il viso allontanandolo, dicendo, contro la spalla di lui: Io non accendo nessuno, non molto. Non ho seno. Mia madre ha belle zinne, e forse  questo il mio guaio.
Parlami del tuo guaio, dice lui, e la conduce per mano verso la camera da letto.
Oh, Cristo, uno di quei consolatori. Stando alle apparenze tu stai addirittura peggio di me, non reagisci neppure quando una si spoglia davanti a te.
Le prime volta  difficile, devi prima abituarti un po'. Spegne la luce e si stendono sul letto. Lei fa per abbracciarlo di nuovo, ginocchia e denti aguzzi, ansiosi di farla finita, ma lui la calma e la rimette gi e le massaggia il seno, eccitandolo e sollevandolo, giocherellando con le dita intorno ai capezzoli. Non sono questi il tuo guaio, la consola. Sono belli. Gi di sotto si sente indurire facilmente, coagularsi: crema nel freezer. APERTA CLINICA PER RAGAZZI FUGGITI DI CASA. "I padri fanno il loro dovere nelle sere libere". Rilassandosi, Jill diventa tesa; risentimenti e tendini affiorano alla superficie. Dovresti farti mia madre, lei ci sa davvero fare con gli uomini, li trova il condensato e la conclusione di tutto. Lo so che se la faceva in giro, anche prima che mio padre morisse.
E' per questo che sei fuggita via?
Se te lo dicessi non ci crederesti.
Dimmelo.
Un tipo con cui me la facevo cerc di iniziarmi alle droghe pesanti.
Non  poi tanto incredibile.
Gi, ma il suo era un motivo pazzo. Di', mica vorrai sentire queste storie. Ora l'hai duro, perch non facciamo e basta?
Dimmi il suo motivo.
Capisci, quando facevo un viaggio vedevo, non so, capisci... Dio. Lui invece mai. Lui vedeva soltanto brani di vecchi film che non assommavano a niente.
Che ti dava da prendere? Erba?
Oh no, figurati, l'erba  come bere una coca cola, roba del genere. Acido. Quando riusciva a procurarselo. Strane pillole. Rubava nelle macchine dei medici per prendere i ricettari e poi mischiava tutto per vedere cosa succedeva. Ci sono dei nomi per tutte quelle pillole, buglie, cicci rossi, e non so che altro. Poi dopo tirava fuori quella sua siringa, s'iniettava la cosa, e per un bel po' non si rendeva conto di niente, era come scatenato. Io per non volevo farmi pungere da lui. Pensavo, qualunque cosa prendi per bocca la puoi vomitare, ma quello che ti va nelle vene non hai modo di liberartene, ti pu ammazzare. Lui diceva che faceva parte della strappata. Era proprio partito, ma aveva questo, capisci, potere su di me. Me ne scappai.
Ha cercato di seguirti? Un intossicato che sale le scale. Denti verdi, aghi velenosi. Ascoltando, l'affare gli si  afflosciato.
No, non  il tipo. Verso la fine credo che in effetti non mi distinguesse pi neppure da una sedia, pensava solo all'impilata successiva. Gli intossicati son fatti cos. Finiscono con l'essere una rottura, una noia. Credi che stanno parlando con te, facendo l'amore con te o altro, e poi t'accorgi che guardano oltre te, alla prossima impilata. Ti rendi conto che non sei niente. Lui non aveva bisogno che gli trovassi Dio, se avesse incontrato Dio per strada avrebbe cercato di rapinargli i soldi per un paio di cartine.
Che aspetto aveva?
Be', uno e settanta, capelli bruni fin sopra le spalle, leggermente ondulati quando se li spazzolava, ben fatto. Anche dopo che la droga gli aveva strappato di dosso tutto il colorito, aveva un bel corpo. La schiena era davvero meravigliosa, falcata, con spalle larghe e tutte quelle piccole protuberanze, capisci, qua. Tocca lui ma vede l'altro. A scuola era un atleta, correva.
Alludevo a Dio.
Oh, Dio. Cambiava. Ogni volta era diverso ma ogni volta capivi che era Lui. Una volta, ricordo, qualcosa come l'interno di un grande giglio, solo ingrandito migliaia di volte, una specie di imbuto lucido e brillante che andava gi, gi, gi. Non posso parlarne. Si gira su un fianco e lo bacia sulla bocca, fremente. L'impossibilit di lui a reagire sembra eccitarla. Si tira su, s'accuccia e, come un procione intento a bere, gli bacia il mento, il petto, l'ombelico; scende gi e l rimane. Le sue labbra prensili son cos sorprendenti che lui deve fare uno sforzo per non scoppiare a ridere; le sue dita sui peli delle gambe lo solleticano come la minaccia del ghiaccio sulla pelle. I suoi capelli gli formano una cascata sul ventre. Lui la tira via ma lei non si stacca: tanto vale abbandonarsi. Il soffitto. La luce del garage che si riflette in alto rivela una chiazza nel punto in cui il comignolo ha lasciato filtrare la pioggia. Deve spegnere la luce nel garage. O forse pu servire a tenere lontani i ladri. Tutti questi drogati rubano qualsiasi cosa. Si chiede come va per Nelson. Star dormendo; il ragazzo dorme sempre disteso sulla schiena, con la bocca aperta, una preoccupazione, e la pelle tesa sugli zigomi come nelle fotografie di Buchenwald. E' sempre stato tentato di svegliarlo, accertarsi che stia bene. S' perduto il notiziario delle undici, quella sera. Le cifre dei morti nel Vietnam, probabilmente una sommossa di neri da qualche parte. Strano tipo quel Buchanan. Non doveva aver nessun piano, non esattamente, ha cercato solo di darsi da fare, cominciando col volergli rifilare Babe, magari  cos che si vive. A letto Janice ribolliva come una pentola, questa ragazza invece rimane fredda, una scolara che esegue quello che ha imparato. Funziona.
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E' bello, dice lei, carezzando in tutta la sua lunghezza il lungo affare, lucido per la sua saliva.
Sei tu bella, le dice lui. E non ti scoraggi.
Mi piace farti diventare grosso e forte.
Perch tutta questa briga? Sono un loffio.
Vuoi venirmi dentro? gli chiede la ragazza. Ma quando si distende sulla schiena e allarga le gambe, quella sua mancanza d'imbarazzo di nuovo lo colpisce e lo avvilisce, come del resto anche la sua maniera di ritrarsi quando lui cerca di entrarle dentro, cos gli si rimpicciolisce. Il viso indistinto di lei allarga i suoi fori e dice, con inflessione sempre pi chiara: Io non ti piaccio.
Mentre lui armeggia, per darle una risposta, lei s'addormenta. E' quella la risposta a una domanda che lui non ha pensato di farle:  stanca? Certo che lo , cos com'era affamata. Un penoso senso di colpa gli invade i muscoli del petto e gli preme sugli occhi. S'alza, la copre con un lenzuolo. Le notti van diventando fredde, agosto copre la ritirata del sole. La luna fredda. Carta da parato staccata. Pietra pomice sotto una lampadina. Le impronte dei piedi rimangono per miliardi d'anni, non un granello di polvere si muove. Il linoleum della cucina  freddo sotto i piedi. Spegne la luce del garage e si spalma burro di nocciola su sei Saltine, preparandosi tre sandwich. Da quando Janice  andata via lui e Nelson comprano quello che gli piace, si tengono riforniti di farinacei. Mangia i cracker seduto nel soggiorno, non nella poltrona col righino d'argento ma in quella vecchia, soffice e accogliente, che hanno da quando si sono sposati. Mastica e guarda fisso l'acquario inabitato dello schermo del televisore. Dovrebbe romperlo. Veleno. Da qualche parte ha letto che i ragazzi d'oggi sono pazzi perch cresciuti a televisione, due minuti di questo e due minuti di quello. Le briciole di cracker gli si impigliano tra i peli del petto. Sei grigi. Devono essere di pi. Cosa far Janice a Stavros che non ha mai fatto a lui? Pi di tanto non puoi fare. Tre buchi, due mani. E' felice? Spera di s. Povera scemotta, lui pi o meno l'ha spenta. Che i fiori sboccino. L'interno di un grande giglio. Si chiede se Ges star aspettando la madre, un uomo in camicione da notte in fondo a un lucido imbuto. Lo spera proprio. Si ricorda che l'indomani deve andare al lavoro, poi si ricorda che no, non deve andare,  domenica. Domenica, una giornata rognosa. Dovrebbe andare in chiesa ma non riesce a esserne convinto. Ruth lo prendeva sempre in giro, lui e la chiesa, allora, quando lui era capace di alzarsi per fare qualunque cosa. Ruth e il suo allevamento di galline, chiss se resiste. Lo spera proprio. Si tira su dalla grassa poltrona, si spazzola via le briciole dai peli del petto. Alcune cadono e s'impigliano pi gi. Chiss perch sono cos ricci l sotto, duri, si potrebbero imbottire i materassi se la gente si radesse, come le monache e i buconi. Di sopra, il corpo nel letto che  suo gli fa sprofondare il cuore come una barra d'argento. S'era dimenticato di averla tra le mani. Brutte nocche. La poverina si muove e si gira, cerca di nuovo di fargli fare l'amore, gli caccia in bocca una lingua incerta e si riaddormenta. Una prestazione d'opera per un letto dove dormire. Etica puritana. Si masturba, pensando a Peggy Fosnacht. Cosa penser Nelson?
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Jill dorme fino a tardi. Alle dieci meno un quarto Coniglio sta rimestando nella sua ciotola di fiocchi d'avena e nella tazza del caff quando Nelson entra per la porta schermata della cucina, rosso in faccia dopo la pedalata. Salve, pap!
Sssst.
Perch?
Il chiasso mi d mal di testa.
Ti sei sbronzato ieri sera?
Che maniera di parlare  questa? Io non mi sbronzo mai.
La Fosnacht ha pianto dopo che te ne sei andato.
Probabilmente perch tu e Billy siete due pidocchi.
Ha detto che dovevi vedere qualcuno a Brewer.
Non dovrebbe dire certe cose ai ragazzi, quella l. Benedette donne divorziate, trasformano i figli in tanti piccoli mariti: piangono, defecano, si cambiano i Tampax davanti a loro. Un tipo col quale lavoro alla Verity. Abbiamo ascoltato una nera che suonava il piano e poi sono tornato a casa.
Noi siamo rimasti in piedi fin dopo mezzanotte a guardare una fessata di film su dei tipi che sbarcavano con delle lance che s'aprivano sul davanti, in un posto come la Norvegia...
Normandia.
Esatto. Tu c'eri?
No, quando  successo avevo l'et tua.
Si vedevano le pallottole della mitragliatrice che facevano schizzare l'acqua a catena, uno sfizio.
Ehi, cerca di abbassare la voce.
Ma perch, pap? Mamma  tornata? E' lei?
No. Hai fatto colazione?
S, ci ha dato pancetta e tostini francesi. Ho imparato come si fa,  facile, devi solo rompere delle uova, prendere del pane e friggerlo. Te li faccio se vuoi.
Grazie. Nonna Angstrom li faceva sempre.
Odio la sua cucina. Sa tutto di grasso. Tu non odiavi la sua cucina, pap?
Mi piaceva. Era l'unica che conoscevo.
Billy Fosnacht dice che sta morendo. E' vero?
Ha una malattia molto lenta. Hai visto come sta. Pu anche migliorare. Trovano sempre nuove cose.
Io spero che muore, pap.
No, tu non speri niente. Non si dice questo.
La Fosnacht a Billy dice che bisogna dire tutto quello che si pensa e si sente.
Credo che gli dice un sacco di fesserie al figlio, quella l.
Perch fesserie? Io la trovo simpatica, una volta che hai fatto l'occhio a quei suoi occhi. Non ti sta simpatica, pap? Lei dice di no.
Peggy  okay. Quali sono i tuoi programmi? Quand' stata l'ultima volta che sei andato al catechismo?
Il ragazzo fa il giro della stanza per andarsi a porre nella traiettoria dello sguardo del padre. C' un motivo per cui sono tornato presto. Il Fosnacht porta Billy a pesca sul fiume nella barca di un tale che lui conosce e Billy mi ha chiesto se potevo andare anch'io e io gli ho risposto che dovevo prima chiedere a te. Okay, pap? Tanto a casa dovevo venirci lo stesso per prendere il costume da bagno e dei pantaloni puliti, quella stronza di motoretta t'ingrassa tutto.
Coniglio non sente che parlare in maniera sempre pi disastrosa. Dice, in tono debole: Non sapevo che si pescava nel fiume.
L'hanno tutto ripulito, dice Ollie. Almeno a monte di Brewer. Dice che dalle parti della Lengel's Island l'hanno rifornito di trote.
Ollie, proprio lui. Ma  a molte ora da qui. E tu non hai mai pescato. Ti ricordi come ti sei annoiato alla partita a cui ti ho portato?
Ma quella era una partita noiosa, pap. E poi chi giocava erano gli altri. Questa invece  una cosa che fai tu. Eh, pap? Okay? Vado a prendermi il costume, ho detto che sarei tornato per le dieci e mezzo. Il ragazzo  ai piedi della scala: bisogna fermarlo.
Coniglio gli grida dietro: E io cosa faccio tutto il giorno se tu vai via?
Puoi andare a trovare nonna Angstrom. Tanto, lei preferisce sempre vederti da solo. Il ragazzo d per scontato di aver avuto il permesso e si precipita su per le scale. Il grido che lancia una volta giunto sul pianerottolo d i brividi al padre, che arriva ai piedi delle scale giusto in tempo per accogliere Nelson tra le braccia. Ma, ormai al sicuro sul penultimo gradino, il ragazzo si ferma l di colpo, atterrito.
Pap, qualcosa s' mosso nel tuo letto.
Nel mio letto?
Ho guardato e l'ho visto.
Coniglio dice: Forse  il condizionatore d'aria che muove le lenzuola.
"Pap". Il pallore del ragazzo scompare;  preso da un orribile dubbio. Aveva i capelli lunghi, e ho visto un braccio. Non chiami la polizia?
No, lasciali in pace quei poveretti,  domenica. Va tutto bene, Nelson, so chi .
Sai? Gli occhi del ragazzo si chiudono, quasi in difesa, come se il suo cervello mettesse insieme tutte le informazioni che possiede su creature dai capelli lunghi in un letto. Il ragazzo cerca di collegare questa serie di mezzi fatti con la figura del padre, alta, incombente, un enorme enigma in mutande che si leva dinanzi a lui. Coniglio spiega: E' una ragazza che  fuggita di casa e che in un certo senso mi si  appiccicata addosso ieri sera.
Viene a vivere qui?
No, se tu non vuoi, dice la voce di Jill, composta, da sopra le scale. E' venuta fuori dalla stanza avvolta in un lenzuolo. Il sonno l'ha resa pi corporea, sostanziosa, i suoi occhi ora sono erba fresca bagnata di rugiada. Dice ancora, rivolta al ragazzo: Mi chiamo Jill. Tu sei Nelson, vero? Tuo padre parla di te in continuazione.
Avanza verso di lui avvolta in quel lenzuolo come un piccolo senatore romano, i capelli tirati indietro, la fronte splendente. Nelson non indietreggia. Coniglio rimane sorpreso nel vedere che i due sono quasi della stessa altezza. Salve, dice il ragazzo. Davvero parla di me?
Certo, prosegue Jill, mostrando la sua classe, trasformandosi senza dubbio in sua madre, donna certamente capace di discorsi garbati in una casa estranea, di elogiare vasi e tende. Non fa che pensare a te. Sei molto fortunato ad avere un padre cos affettuoso.
Il ragazzo gira il capo, a bocca aperta. La sera di Natale. Non sa di che cosa si tratta ma vuol farsela piacere, prima di svolgere il pacchetto.
Stringendosi ancor pi il lenzuolo addosso, Jill li guida nella cucina, trainandosi dietro Nelson col cavo della sua voce. Sei fortunato ad andare in barca. A me piacciono le barche. A casa avevamo uno sloop di sette metri.
Cos' uno sloop?
E' una barca a vela con un albero solo.
Altre ne hanno di pi?
Certo, gli schooner e i brigantini. Lo schooner ha l'albero maestro dietro, il brigantino lo ha davanti. Una volta avevamo un brigantino ma era troppo lavoro, in effetti avevi bisogno di un altro uomo a bordo.
E navigavi?
Tutta l'estate, fino a ottobre. Non solo, ma in primavera dovevamo tutti metterci a grattarlo, calafatarlo e verniciarlo. E questa era la cosa che forse mi piaceva di pi. Di solito ci lavoravamo tutti insieme, i miei genitori, i miei fratelli e io.
Quanti fratelli avevi?
Tre. Il secondo aveva pi o meno la tua et. Tredici anni?
Nelson annuisce, senza rispondere.
Era il mio preferito. E' il mio preferito.
Fuori, un uccello attacca a piangere roco, in un'improvvisa agitazione. Un gatto? Il frigorifero ronza.
All'improvviso Nelson annuncia: Una volta avevo una sorella, ma  morta.
Come si chiamava?
Risponde il padre per lui: Rebecca.
Ma Jill continua a non guardare Coniglio, si concentra sul ragazzo. Posso fare colazione, Nelson?
Certo.
Non voglio portarti via gli ultimi fiocchi d'avena o qualcos'altro.
No, non me li porti via. Ora ti mostro dove stanno. Non prenderti i Rice Krispies, stanno l da un secolo e sanno di muffa. Il Raisin Bran e le Alphavits sono okay, li abbiamo comprati questa settimana all'Acme.
Chi fa la spesa, tu o tuo padre?
Be'... insieme. A volte gli vado incontro nel posteggio del supermercato, quando esce dal lavoro.
Quando vedi tua madre?
Abbastanza spesso. A volte qualche fine-settimana rimango nell'appartamento di Charlie Stavros. Ha una vera pistola nel cassettone. E' okay, ha il porto d'armi. Questa settimana no perch loro sono andati alla Spiaggia.
Dov' la Spiaggia? Per il piacere, nello scoprire che lei  lenta a capire, a Nelson vengono le piegoline agli angoli della bocca.
Nel New Jersey. Tutti la chiamano semplicemente la Spiaggia. Un tempo noi andavamo qualche volta a Wildwood, ma pap odiava tanto il traffico.
Di una cosa ho nostalgia, dice Jill, dell'odore del mare. Dove sono cresciuta io la citt  su una penisola, col mare su tre lati.
Ehi, ti preparo dei tostini francesi? Ho appena imparato come si fanno.
La gelosia, forse, rende Coniglio impaziente di fronte a quella scena: suo figlio, nonostante la bassa statura, ossuto e imponente e pressante, Jill in quel suo lenzuolo che sembra una figura dei fumetti, la Giustizia o la Libert oppure la Pace Dolente. Se ne va fuori a prendere l'edizione domenicale del "Triumph" e siede a leggere la pagina dei fumetti al sole, sui gradini del portico, finch gli insetti cominciano a dargli troppo fastidio; allora rientra in casa, se ne va nel soggiorno e legge a caso degli egiziani, dell'incontro dei Phillies, degli Onassis. Dalla cucina giunge un brusio, un uggiolio e un bisbiglio. Sta leggendo la pagina del giardinaggio ("Non disprezzate la modesta virga-aurea, il romice e il tanaceto, che crescono in libera profusione nei campi e lungo le strade in questi giorni di agosto; abilmente seccati e disposti, possono formare dei deliziosi bouquet per rallegrare i mesi invernali ormai prossimi") quando il ragazzo entra nel soggiorno col latte sulla peluria del labbro, gli occhi spalancati e, deciso, animato da una nuova energia, chiede: Ehi, pap, pu venire anche lei sulla barca? Ho chiamato Billy e lui dice che il padre non avr niente in contrario, solo dobbiamo far presto.
Forse io ho qualcosa in contrario.
Pap, no. E Harry legge nel viso teso di suo figlio: "Ci pu sentire. E' sola e abbandonata. Dobbiamo essere gentili con lei, dobbiamo essere gentili con i poveri, i deboli, i neri. Amare  perdonare."
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Luned. Coniglio sta componendo la prima pagina del "Vat". VEDOVA SESSANTENNE VIOLENTATA E DERUBATA. "Arrestati tre giovani negri".
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Sabato scorso, le autorit di polizia hanno rivelato di aver trattenuta e interrogato due minorenni negri e Wendell Phillips, anni 19, 42B Plum Street, in riferimento alla brutale aggressione subentratax riferimento alla brutale aggressione subita da una donna anziana, bianca, non identificata, nella tarda sera di gioved. L'insensato atto criminale, l'ultimo di una serie di incidenti simili verificatisi nella Terza Circoscrizione, ha spinto gli abitanti del quartiere a organizzare un comitato di protesta che si  presentato alla seduta di venerd scorso del Consiglio Municipale. Nessuno  al sicuro Ormai nessunote xbz
Ormai nessuno  pi al sicuro nelle strade, ha dichiarato al cronista del Vat il portavoce del comitato, Bernard Vogel.
Neppure in casa nessuno  pi al sicuro.
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Nel fracasso della macchina Harry si sente battere sulla spalla e si volta: Pajasek, con la faccia preoccupata. Angstrom, al telefono.
Chi caspita ? Si sente in dovere di dirlo, come per scusarsi di essere stato chiamato durante il lavoro, nelle ore che appartengono alla "Verity".
Una donna, dice Pajasek, per niente rassicurato.
Chi? Jill (la sera prima, con i capelli ancora umidi per la gita in barca, gli ha titillato il ventre finch  riuscita a farlo venire)  nei pasticci? L'hanno rapita, la polizia, i negri. Oppure  Peggy Fosnacht che chiama per invitarlo di nuovo a cena. Oppure sua madre ha imboccato la brutta svolta e con gli ultimi guizzi di energia ha fatto quel numero. Non si meraviglierebbe se avesse chiesto di lui e non del padre, non ha mai dubitato che ha sempre amato lui pi di tutti. Il telefono  nel piccolo ufficio di Pajasek, tre pareti di vetro opaco, sulla scrivania con i cataloghi delle parti di ricambio (queste vecchie Mergenthaler si rompono in continuazione) e i flani del penultimo numero del giornale. Pronto?
Salve, tesoro. Indovina chi ?
Janice. Com'era la Spiaggia?
Affollata e afosa. E qui?
Abbastanza bene.
Me l'hanno detto. Ho saputo che sei andato in barca.
Gi  stata un'idea del ragazzo, mi ha fatto invitare da Ollie. Siamo andati sul fiume fino alla Lengel's Island. Non abbiamo preso molto. Ci hanno cacciato delle trote dentro, ma credo che il fiume sia ancora troppo pieno di polvere di carbone. Ho il naso talmente scottato che non posso toccarlo.
Ho saputo che eravate un sacco di gente sulla barca.
Nove o gi di l. Ollie se la fa con questa banda musicale. Abbiamo fatto picnic sul posto del vecchio campeggio, vicino Stogey's Quarry, sai, dove tanti anni fa viveva quella strega. Gli amici di Ollie hanno tirato fuori le chitarre e hanno suonato. E' stato simpatico.
Ho saputo che anche tu hai portato un'ospite.
Da chi l'hai saputo?
Da Peggy, che l'ha saputo da Billy. Era tutto acceso per il fatto, ha detto che Nelson s'era portato un'amichetta.
Fa sfigurare la motoretta, eh?
Harry, io non lo trovo tanto divertente. Dove hai trovato questa ragazza?
Be',  una sciantosa di qui alla tipografia. Per l'intervallo della colazione. L'ha preteso il sindacato.
"Dove", Harry?
Quella insistenza, decisa e noiosa, gli fa piacere. Janice sta acquistando fiducia, come una bambina a scuola. Confessa: L'ho pi o meno raccolta in un bar.
Bene. E quanto tempo si fermer?
Non gliel'ho chiesto, questi ragazzi non fanno programmi come li facevamo noi, non hanno paura della fame. Be', ora devo tornare alla macchina. A proposito, a Pajasek non va gi quando ci chiamano qui.
Non ho intenzione di prendere l'abitudine. Ti ho telefonato al lavoro perch non volevo che Nelson sentisse. Ora, Harry, mi senti?
Certo, chi altro vuoi che senti?
Voglio che quella ragazza vada via da casa mia. Non voglio che Nelson sia esposto a queste cose.
Quali cose? Vuoi dire quelle come tra te e Stavros?
Charlie  un uomo maturo. Ha una quantit di nipoti, quindi  molto comprensivo con Nelson. Questa ragazza sembra una specie di piccolo animale fuori di s per la droga.
Billy cos l'ha descritta?
Dopo aver parlato con Billy, Peggy ha telefonato a Ollie per una pi precisa descrizione.
E questa  stata la sua descrizione. Puttano. Sul momento sembravano filare una meraviglia insieme. Certamente era pi carina delle due racchie che lui s' tirate dietro, questo te lo dico io.
Harry, fai schifo. Considero questa una situazione molto negativa. Immagino che non abbia nessun controllo sulle tue attivit e le tue esigenze sessuali, ma non voglio che mio figlio sia corrotto.
Nessuno lo corrompe. Lei si fa aiutare da lui a lavare i piatti, cosa che noi non siamo mai riusciti a fare. E' come una sorella per lui.
E per te cos', Harry? E poich lui esita a rispondere, con voce acuta, fastidiosa, come quella di sua madre, ripete: Harry, per te cos'? Una mogliettina?
Lui riflette e risponde: Torna a casa e sono sicuro che lei se ne va.
E' Janice ora a riflettere. Alla fine dichiara: Se torno a casa, sar per portarmi via Nelson.
Provaci, risponde lui e riattacca.
Rimane ancora seduto sulla sedia di Pajasek per dare al telefono il tempo di squillare. Squilla. Prende il ricevitore. S?
Quasi in lacrime, Janice dice: Harry, non mi va di dirti queste cose ma se tu fossi stato un bravo marito non me ne sarei mai andata via. Mi ci hai spinto tu. Non sapevo che cosa perdevo, ma ora che ce l'ho lo so. Mi rifiuto di accettare tutta la colpa, mi rifiuto e basta.
Okay, nessuno d la colpa a nessuno. Teniamoci in contatto.
Voglio che quella ragazza stia lontana da mio figlio.
Filano che  una meraviglia, calmati.
Ti faccio causa. Ti porto in tribunale.
Perfetto. Dopo quello che hai fatto il giudice come minimo ti ride in faccia.
Legalmente quella  casa mia. Almeno la met.
Dimmi quale met  la tua e io cerco di tenere Jill nell'altra.
Janice riattacca. Forse aver chiamato Jill per nome  stata una carognata. Questa volta non aspetta che richiami e se n'esce da quella gabbia di vetro opaco. Il tremore alle mani, che sente gonfie e irritate, si fonde col fracasso delle macchine, mentre il sudore del corpo si perde nell'odore dell'olio e dell'inchiostro. Si rimette alla propria macchina e sbaglia tre righi prima di riuscire ad allontanare il ricordo della telefonata. Immagina che Stavros possa darle dei consigli legali ma, lungi dal vedere in Stavros un avversario, conta su di lui per tenere a freno quella pazza di sua moglie. Tramite il corpo di lei, loro due sono diventati fratelli.
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Attraverso tutta una successione di notti, Jill riesce ad adattare il corpo di Coniglio al proprio. Lui per non riesce a superare la paura di usare il corpo di lei come quello di una donna - l'organo di lei "punge", e sul momento, ogni volta puntualmente, lui si ricorda di quelle lamette di rasoio - ma lei, a cominciare dalla notte dopo la gita in barca, quando aveva i capelli bagnati, perfeziona i propri sistemi, con le dita e tutto, per portarlo al punto. Piccole chiazze coagulate del seme di lui compaiono allora sulla pelle di lei e bench cancellate facilmente lasciano nella sua immaginazione un segno, come una scottatura di acido sulle spalle, la gola, la schiena di lei; ha la visione del bel corpo flessibile e snello di lei coperto completamente, alla fine, di queste invisibili scottature, come quel bambino colpito dal napalm sui giornali. E quando lui tenta di ricambiare viene gentilmente dissuaso, allontanato, respinto, rassicurato che lei  gi soddisfatta, che vuol solo servire lui, o semplicemente invitato a una muta pressione di una gamba tra quelle di lei e, dopo pochi minuti durante i quali lui non avverte nessun spasmo di sollievo, ringraziato. Le notti d'agosto sono appiccicaticce e incombenti, quando stanno distesi sulla schiena il soffitto d'aria pesante sembra pendere a un palmo dai loro visi. Una macchina, rumorosa sul soffice asfalto e sulla ghiaia staccatasi da questo, passa veloce. A un miglio di distanza, al di l del fiume, una sirena di polizia pulsa, un suono nuovo, pi spasmodico del vecchio gemito che si levava e affievoliva. Nelson accende una luce, fa acqua, tira la catena, spegne la luce con uno scatto vicino alle loro orecchie. Avr sentito? Pu mai stare a spiare? A Jill il fiato gorgoglia in gola. Sta dormendo.
Quando torna dal lavoro la trova seduta a leggere, seduta a cucire, seduta a giocare a Monopoli con Nelson. I suoi libri sono una persecuzione: yoga, psichiatria, zen, raccolti a caso dagli scaffali all'Acme. Tranne che per la spesa, esce controvoglia, anche la sera. Non tanto perch la polizia di vari stati le d la caccia - oltre a lei ne cercano un altro migliaio come lei - quanto per il fatto che la luce del giorno ordinario e la vista e le strade che sono state l'alimento della vita di Coniglio, a lei risultano quasi velenose e troppo esigenti. Di rado guardano la televisione, perch quando accendono l'apparecchio lei esce dalla stanza, anche se quando lei  in cucina lui si fa furtivo una dose del notiziario delle sei. La sera, invece, lei e Nelson discutono di Dio, della bellezza, del significato delle cose.
Qualunque cosa facciano gli uomini, dice lei, ci che provano quando la fanno  l,  sempre quello. Se la fanno per far soldi, puzzer di soldi. Perci queste case sono cos brutte, tutti i sacrifici che fanno ci sono rimasti attaccati. Tutti i risparmi. Per questo invece le cattedrali sono cos belle; nobiluomini e nobildonne in velluto ed ermellino che salgono i gradini della scalinata. Pensa a un pittore. Se ne sta di fronte alla tela col colore sul pennello. Qualunque cosa lui provi quando traccia il suo segno - se  stanco o annoiato o felice o orgoglioso -  sempre l, sulla tela. Il colore  lo stesso, ma siamo noi ad alimentarlo. Come le impronte digitali, come la calligrafia. L'uomo  un meccanismo per trasformare le cose in spirito, e questo in cose.
Qual  lo scopo? chiede Nelson.
Lo scopo  l'estasi, risponde lei. L'energia. Tutto ci che  buono  estasi. Il mondo  come Dio l'ha fatto e non puzza di soldi, non  mai stanco, non  mai troppo vasto n troppo piccolo,  sempre pieno nella giusta misura. Un attimo dopo un terremoto le pietre sono immobili, calme, c' "gioco" dappertutto, anche nel tuono o nella valanga. Sulla barca di mio padre io guardavo sempre le stelle e mi sembrava di vedere tra loro delle invisibili corde, accordate nella maniera giusta, che mandavano migliaia di note che io riuscivo quasi a udire.
Perch non riusciamo a sentirle? chiede Nelson.
Perch il nostro ego ci rende sordi. Il nostro ego ci rende ciechi. Ogni volta che pensiamo a noi stessi ci gettiamo una manciata di polvere in un occhio.
C' qualcosa del genere anche nella Bibbia.
E' quello che intendeva dire Lui. Senza il nostro ego l'universo sarebbe assolutamente pulito, tutti gli animali e le pietre e i ragni e le lunarie e le stelle e i granelli di sabbia farebbero la loro cosa e nient'altro, inconsapevolmente. L'unica consapevolezza sarebbe quella di Dio. Pensa, Nelson, pensala cos: la materia  lo specchio dello spirito. Ma  tridimensionale, come una enorme stanza, un salone da ballo. E, dentro, vi sono questi altri piccoli specchi piegati da una parte e dall'altra che riflettono la luce nella maniera sbagliata. Perch al faccione che vi guarda dentro, questi piccoli specchi risultano solo dei puntini neri, dove Lui non pu vedere Se stesso.
Coniglio rimane incantato a sentirla tirare avanti con questo genere di discorsi. La voce di lei, di solito laconica e brusca, vibra tra quelle frasi come in una recitazione, bassa e tuttavia acuta, un mormorio sotterraneo. Lei e Nelson son seduti a terra con in mezzo la scatola del Monopoli, case e alberghi e soldi, quel gioco  andato avanti per giorni e giorni. Nessuno d segno di essersi accorto che lui  entrato nella stanza e torreggia ora su di loro. Lui, Coniglio, chiede: Ma allora perch non elimina addirittura i puntini? Immagino che quei puntini siamo noi, no?
Jill solleva la testa, il viso, in quell'istante, vuoto come uno specchio. Memore della notte prima, lui s'aspetta che lei abbia scottature intorno alla bocca; era stato come riempire una caraffa dalla bocca stretta a un rubinetto incontrollabile. Gli risponde: Non ne sono tanto sicura. Ancora non s' accorto di noi, forse. Il cosmo  cos grande e la nostra porzione di esso  cos piccola. Cos piccola e recente.
Magari il lavoro di cancellazione ce lo facciamo da soli, suggerisce Coniglio, premuroso. Vuole aiutare, e anche tirarsi un po' su. Non  mai troppo tardi per educarsi. Con Janice e il vecchio Springer mai che si potessero fare discorsi del genere.
S, c' questo desiderio di morte, ammette Jill.
Nelson  disposto a parlare solo con lei. Tu credi che ci sia vita negli altri pianeti? Io no.
Perch Nelson? Come sei poco generoso. Perch no?
Non lo so,  sciocco dirlo...
Dillo.
Pensavo, se sugli altri pianeti c'era vita quando i nostri astronauti sono usciti dalla loro capsula spaziale sulla luna li avrebbero uccisi. Invece non l'hanno fatto, quindi non c' vita.
Non dire scemenze, fa Coniglio. La luna  giusto dietro l'angolo. Noi stiamo parlando della vita in sistemi a miliardi di anni luce di distanza.
No, dice Jill, secondo me la luna  stata un'ottima prova. Se nessuno s' preso la briga di difenderla, significa che Dio si contenta di poco. Miglia e miglia di polvere grigia.
Nelson dice: A scuola un tipo che conosco dice che sulla luna c' gente, solo che  pi piccola degli atomi e cos quando sbricioleranno le pietre non la troveranno. Dice che ha intere citt e tutto il resto. Noi l'aspiriamo attraverso le narici e essa ci fa credere di vedere i dischi volanti. Cos dice questo tipo.
Per conto mio, dice Coniglio, sempre sollecito, attingendo da un vecchio articolo sul "Vat" che lui ha composto, ho una certa speranza per l'interno di Giove. La superficie che noi vediamo, sapete,  gas. Per, a qualche paio di miglia gi nell'interno della pelle capace che ci siano miscugli chimici che possono produrre un certo tipo di vita, qualcosa come i pesci, per esempio.
E' il tuo timore puritano per lo spreco che te lo fa pensare, gli risponde Jill. Pensi che gli altri pianeti devono per forza servire, essere usati per qualcosa, devono essere "sfruttati". Ma perch? Forse i pianeti sono stati messi l solo per insegnare agli uomini a contare fino a sette.
E allora perch non darci sette dita per ciascun piede?
A scuola, interviene Nelson, c' un ragazzo che  nato con un dito in pi. Il medico gliel'ha tagliato ma si vede ancora il punto dove stava.
E poi c' l'astronomia, dice Jill. Senza i pianeti il cielo notturno sarebbe una cosa piatta e noi non avremmo mai pensato alla terza dimensione.
Molto previdente da parte di Dio, replica Coniglio, se  vero che siamo delle macchioline sul suo specchio. Una bella sollecitudine, dopotutto.
...
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...
Jill respinge la sua osservazione con un gesto spensierato. Lui fa tutto ed  capace di tutto, dice, se  questo il punto. E non perch lo deve fare.
E' capace di essere allegra, sconsiderata. Una volta, quando lui le ha detto che dovrebbe uscire di pi, stare di pi all'aperto,  andata fuori a prendere il sole soltanto in mutandine, su una coperta, vicino la griglia del barbecue, sotto gli occhi di una dozzina di vicini. E quando uno di questi ha telefonato per lamentarsi s' giustificata dicendo: Ho le tette cos piccole che speravo mi scambiaste per un ragazzo. Poi quando lui. Coniglio, ha cominciato a darle trenta dollari la settimana per la spesa,  andata a prendersi la Porsche nel garage della polizia. Le spese di posteggio avevano quadruplicato la multa originale. Come indirizzo ha dato quello di Vista Crescent, dicendo che passava l'estate con lo zio. E' una rottura, ha detto poi a Harry, ma c' bisogno di una macchina in casa, per via di Nelson, alla sua et  troppo umiliante che non ci sia. In America tutti hanno una macchina tranne tu. E cos la Porsche  venuta a vivere davanti al loro marciapiede. E' bianca e coperta di polvere, il parafango anteriore di destra  graffiato e uno dei ganci della capote  rotto. A Nelson piace tanto che ogni mattina quando la vede l davanti quasi piange dal piacere. La lava. Si legge il manuale di manutenzione e cambia le ruote, alternandole. In quella cristallina settimana prima che la scuola cominci Jill se lo porta in giro per la campagna, tra le fattorie e le montagne della contea di Brewer; gli insegna anche a guidare.
A volte rientrano quando Coniglio  tornato dal lavoro gi da un'ora e pi. Pap,  stato una cannonata. Siamo andati fino a quella montagna che  un rifugio di falchi e Jill m'ha fatto tenere il volante sulla strada di terra battuta, nella discesa, fino alla superstrada. Sapevi che si pu frenare col cambio?
Freno sempre cos.
Invece di premere il freno metti la marcia pi bassa. E' proprio uno sfizio enorme. La Porsche di Jill ha in tutto cinque marce e le curve le puoi prendere di filata perch il centro di gravit  molto basso.
Coniglio chiede a Jill: Tu sei sicura che tutto questo va bene? Il ragazzo potrebbe uccidere qualcuno. Io non voglio andare sotto processo.
E' molto bravo. E prudente. Deve aver preso da te. Io rimango seduta al volante e lo lascio guidare, ma questo  pi pericoloso che dargli il controllo completo. E poi, la montagna era completamente deserta.
C'erano solo i falchi, pap. Dovevano essere milioni. Se ne stanno appollaiati sui pini e aspettano che quelli vanno a portargli le carcasse delle vacche e il resto. E' uno spettacolo.
Bene, fa Coniglio, anche i falchi devono vivere.
E' quello che gli dico io, dice Jill. Dio  nella tigre come nell'agnello.
Gi. A Dio deve proprio piacere divorarsi da solo.
Sai cosa sei? esclama Jill, con gli occhi verde prato, i capelli un viluppo sottile d'ambra contro la luce della finestra; un'idea, un lampo, le fluttua in testa. Sei un cinico.
E' l'et. Anch'io una volta avevo idee. Non  che invecchiando le idee migliorino,  solo che le vecchie ammuffiscono. Dopo un po' t'accorgi che anche i dollari e i centesimi sono solo un'idea. Alla fine, l'unica cosa che conta  di depositare nel cesso un po' di nerozzi una volta al giorno. Quelli, pi o meno, restano sempre un fatto reale. Se qualcuno venisse a dirmi 'Sono Dio,' gli direi, 'Fammi vedere i documenti.'
Jill gli si avvicina saltellando, danzando, col fuoco che la distrazione e la sfrenatezza del giorno le hanno lasciato addosso, e lo abbraccia, un abbraccio che si stacca subito, come il volo di una farfalla. Credo che sei magnifico. Lo pensiamo tutt'e due, Nelson e io. Ne parliamo spesso.
Davvero? Ed  l'unica cosa che sapete fare, parlare di me? L'intenzione  di scherzare, non di spegnerle quell'attimo di allegria, ma Jill si gela in volto, si ferma di colpo; e Nelson gli dice che l'ha ferita da qualche parte. Cosa faranno? In quella piccola macchina? Be', non hanno bisogno di molto spazio, tutt'e due, di molto contatto: corpi giovani. I vaghi baffetti del ragazzo, i peli neri; il ciuffetto color ambra di lei, fiamma sofficissima. Corpi ancora non ammosciati come il suo. A quella tenera et basta il minimo contatto. La loro timidezza, da fratello e sorella che si tengono per mano nel guizzo dell'abbaglio solare. Se la prima notte s' offerta di succhiarlo, a lui floscio vecchione peloso, di cos'altro non  capace? Svezzi pure il ragazzo, qualcuno dovr anche farlo. Perch no? Il grande interrogativo di questi tempi difficili: perch no?
Anche se non condanna quella colpa rimane sorpreso da lei, e quella notte la possiede fino in fondo, bench lei offra la bocca e le altre labbra siano invece cos strette da escoriarlo. Lei si spaventa quando lui non perde la propria rudezza; se l'accomoda addosso e l'afferra per i fianchi di seta, la tira gi facilmente, senza difficolt, mentre lei trattiene il fiato e, per doloroso stupore, punta dal piacere, esclama: Mi stai squarciando! E lui cerca d'immaginarsela. Una parete rosa-nero dentro di lei, da qualche parte, non sa mai dove, fra reni, intestini, fegato. La sua argentea ragazza bionda con i capelli color carne, una nuvola, cede, lo perdona. L'amore per lei, sorprendendolo, lo riveste d'uno strato di disgusto e confusione, cos che s'addormenta subito, e solo i suoi primi sogni son scossi quando lei s'alza dal letto per andare a lavarsi e controllare Nelson, parlare di Dio, prendere una pillola o quello di cui lei ha bisogno per la ferita in cui  entrato il lacero membro di lui. Com' triste. Com' strano. Evochiamo compagni dal nulla, dall'aria, e li feriamo, affinch ci provochino, completando la creazione.
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Nell'intervallo della colazione il padre scivola accanto a Harry. Come vanno le cose in generale, Harry?
Non male.
Mi rompe da morire incombere in questo modo, ormai sei un uomo con i suoi problemi e le sue difficolt, lo so benissimo, ma cacchiarola sarei ben felice se tu ti facessi vivo e una sera venissi a parlare con tua madre. Sente dire una quantit di brutte cose su te e su Janice, e se tu la rassicurassi le farebbe molto bene. Non siamo moralisti, Harry, lo sai; tua madre ed io abbiamo sempre cercato di vivere secondo i nostri convincimenti, crescendo i due figli che Dio ha voluto mandarci sempre secondo quei convincimenti, ma sappiamo anche bene che il mondo oggi  diverso, perci non siamo moralisti, Mary e io.
Come va la sua salute, in generale?
Be', questo  un altro problema, Harry. Hanno deciso di darle quest'altra medicina miracolosa, la chiamano con un suo nome, naturalmente, ma non lo ricordo mai, L-dopa, s  cos, L-dopa, che credo  ancora in fase di sperimentazione, per non c' dubbio che fa miracoli in una quantit di casi. Il guaio  che anche questo ha certi effetti secondari di cui non sanno molto, una certa depressione nel caso di tua madre, un po' di nausea, mancanza di appetito e incubi, Harry, incubi che la svegliano nel pieno della notte, e lei poi sveglia me per farmi sentire come le batte il cuore e le batte, Harry, come un tam-tam. Mai sentito una cosa del genere prima, Harry. Il cuore di un altro nella stanza chiaro come dei passi, ma purtroppo questo  l'effetto dei sogni che quell'L-dopa le d. Per non c' dubbio, la parola le viene fuori pi facile e le mani non le tremano pi come prima. Non  facile sapere che cosa  giusto e fa bene, Harry, a volte pensi che la natura faccia pure il suo corso, ma poi ti chiedi, ma cos' la natura e qual  questo corso? Un altro effetto secondario, gli si fa pi vicino, sbirciandosi intorno e poi fissando la broda di caff nel bicchierino di carta, che gli scotta anche le dita, non dovrei parlartene ma mi rode. Tua madre dice che questa nuova roba che prende, come si chiama? la fa sentire, come dire? Si guarda di nuovo intorno, poi si confida, col figlio, piena d'ardore. E cos, ha appena compiuto i sessantacinque anni,  inchiodata a letto per buona parte della giornata e ha queste caldane, ma le sente tanto che dice che non ce la fa a resistere, dice che non vuol vedere la televisione perch la pubblicit la fa sentire peggio. Dice che dovrebbe ridere di se stessa. Ora, questo non  un fetente di problema? Una brava donna come lei. Mi dispiace di parlarti addosso, ma io vivo cos solo, immagino che  per questo, e con quella Mim poi dall'altra parte del paese. Ma sa il cielo se non hai i tuoi problemi anche tu.
Io non ho nessun problema, risponde Coniglio. Per ora sto solo sulle spine per quando il ragazzo ritorner a scuola. Mentalmente si  abbastanza stabilizzato, direi. Uno dei motivi per cui non ce la faccio a venire a Mt. Judge, sai, almeno non spesso come vorrei,  il fatto che ma'  stata sempre un po' dura con Nelson quand'era piccolo e il ragazzo ha ancora soggezione di lei. D'altro canto non mi va di lasciarlo solo in casa, con tutti questi furti e rapine che appestano la contea. Ti vengono in casa e rubano tutto quello su cui riescono a mettere le mani. Stavo appunto battendo un articolo, a una donna di Perley hanno rubato l'aspirapolvere e una trentina di metri di canna per innaffiare il giardino mentre lei stava nel bagno al piano di sopra.
Sono questi maledetti neri, cristiddio, ecco chi sono. Earl Angstrom abbassa la voce, cos che gli diventa roca, sebbene Buchanan e Farnsworth l'intervallo del caff lo passino sempre fuori nel vicolo, con Boonie e gli altri bevitori. Io li ho sempre chiamati neri e loro stessi ora si chiamano neri e per me la cosa  giusta. Non sanno fare il lavoro di un bianco, tranne pochi, prendi per esempio quel Buck, sta qui da tanto tempo e non  mai venuto a capo di niente; perci rubano e ammazzano, quelli che non possono fare i fattorini e i pugili. Non sanno nemmeno come si trovano al mondo e non lo sapranno mai. Questo paese doveva seguire il consiglio di non ricordo chi, forse George Washington, se la memoria non m'inganna, uno dei padri della Patria, e rispedirli tutti in Africa quando ancora era possibile. Ora, l'Africa non se li prenderebbe. L'alcool e le Cadillac e le fiche bianche, scusa l'espressione, li hanno marciti dentro, li hanno viziati. Sono la schifezza del mondo, Harry. E i neri americani sono i pi miserabili dei miserabili.
Okay, okay. Coniglio non  abituato a vederlo infervorarsi per qualcosa. Passa all'argomento pi discreto che hanno in comune: Mi nomina spesso? Ma'.
Il vecchio si umetta le labbra, sospira, si piega ancora di pi su se stesso, guardando la schiuma del caff ormai freddo. In continuazione, Harry. Ogni minuto secondo. Le dicono cose sul tuo conto e lei sbotta contro gli Springer. Oh, quante ne dice su quella famiglia, sulle donne specialmente. A quanto pare quelle malelingue dicono che ti sei messo con' una hippie minorenne e che  stato proprio questo a spingere Janice fuori casa.
No, Janice se n' andata prima. Io la invito sempre a tornare.
Be', comunque stiano veramente le cose io so solo che tu certamente cercherai di fare quello che  giusto. Non sono un moralista, Harry, lo so che voi giovani di oggi avete pi tensioni e pi pressioni psicologiche di quanto un uomo della mia et riuscirebbe a sopportare. Se dovessi preoccuparmi anche della bomba atomica e di questi rivoluzionari figli di pap certamente mi metterei una pistola alla tempia e lascerei che il mondo se ne vada al diavolo senza di me.
Cercher di venire. Dovrei anche parlarle, dice Coniglio. Guarda, oltre le spalle del padre, l'orologio ingiallito alla parete che segna poco meno delle 11 e 10, cio della fine dell'intervallo del caff. Sa che in tutto questo mondo che va alla malora la madre  l'unica persona che lo conosce. Ricorda, quella sera in cui mettemmo piede sulla luna, il contatto della mano di lei venuta fuori dal nulla della morte, ma non  disposto ad aprirsi a lei finch non ha capito che cosa gli sta succedendo dentro, finch non l'ha capito abbastanza da difenderlo. Lei, la madre, ha qualcosa che le sta succedendo, morte e L-dopa; e anche lui ha qualcosa che gli sta succedendo, Jill. Sono tre settimane che la ragazza vive con loro e sta imparando a tenere in ordine la casa e a lanciargli occhiate silenziose e storte che dicono "Ti conosco", quando lui si dispone a parlare del comunismo o dei ragazzi d'oggi o di uno qualunque dei punti dolenti in cui lui sente che il marcio sta cominciando e la follia nera si sta infiltrando. Un breve sguardo verde e storto che  incominciato la notte in cui l'ha ferita da sotto in su e le  arrivato fino al grembo.
Il padre  dalla parte sua pi di quanto lui creda, perch gli si fa ancora pi vicino e gli dice: Una cosa avevo sempre in mente di dirti, Harry, e scusami se parlo a sproposito, ma spero che tu stai prendendo tutte le precauzioni, la legge se la piglia a male se gonfi una di queste minorenni. Inoltre, dicono che son sporche come donnole e danno lo scolo a tutti.
E inaspettatamente, quando l'orologio segna l'ultimo minuto e il campanello della fine dell'intervallo stride, il vecchio batte le mani.
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Nella camicia bianco accecante che indossa a fine lavoro, apre la porta d'ingresso della casa verde mela e da dentro gli giunge un suono di chitarra. Lenti accordi di chitarra e due vocette acute che intonano un canto. Corre di sopra. Nella stanza di Nelson, i due sono seduti sul letto; Jill appoggiata ai cuscini nella posizione yoga, che le mette in mostra la macchia nera delle mutandine di pizzo. Sulle gambe tiene appoggiata una chitarra. Lui non l'ha mai vista prima, gli sembra nuova; il legno  chiaro, brilla come una donna che s' cosparsa di crema dopo un bagno. Nelson le sta seduto accanto in slip e maglietta a mezza manica, e allunga la testa per leggere il foglio di musica poggiato sulla coperta, tra le caviglie di lei. Le gambe del ragazzo, ciondoloni dal letto, sembrano improvvisamente muscolose, lunghe, con un inizio della peluria scura di Janice, e Coniglio nota che i vecchi manifesti di Brooks Robinson, Orlando Cepeda e Steve Mc Queen su una motocicletta, sono scomparsi dalle pareti della stanza del ragazzo. Nei punti in cui c'era l'adesivo la pittura s' scrostata. Stanno cantando: ...deve un uomo andare a piedi; e il delicato filo si spezza quando lui entra, anche se certamente sono stati avvertiti dai passi di lui per le scale. Il fatto che il ragazzo sia in mutande  okay: niente affatto sporca come una donnola, Jill  anzi riuscita a convincere Nelson a fare una doccia al giorno, prima che il padre torni dal lavoro, e forse ci  riuscita perch suo padre tornava a Stonington solo il venerd, una cerimonia.
Salve, pap, dice Nelson. E' proprio uno sfizio. Facciamo il controcanto.
Dove avete preso quella chitarra?
Abbiamo fatto la colletta.
Jill gli d un colpo col piede nudo, ma non in tempo per interromperlo.
Coniglio gli chiede: Come, avete fatto la colletta?
Di solito stavamo sugli angoli delle Strade di Brewer, in genere tra la Weiser e la Settima, poi ci siamo spostati alla Cameron, quando un'auto dei porci ha rallentato per squadrarci. E' stato eccitante, pap. Jill fermava la gente e diceva che io ero suo fratello, che nostra madre stava morendo di cancro e nostro padre se l'era squagliata, e a casa avevamo un fratellino piccolo. A volte diceva una sorellina. Alcuni dicevano che dovevamo fare la domanda per il sussidio, ma parecchi mollavano un dollaro o gi di l, e cos alla fine abbiamo messo insieme i venti che Ollie aveva promesso di farci pagare per una chitarra di quarantaquattro dollari. E ci ha dato anche lo spartito, gratis, dopo che Jill gli ha parlato nel retrobottega.
Proprio simpatico quell'Ollie.
Harry, lo  stato davvero. Non fare quella faccia.
A Nelson, lui dice: Chiss di cosa avranno parlato.
Pap, non c' niente di disonesto. La gente che fermavamo dopo s' sentita meglio, per essersi liberata la coscienza. Del resto, pap, in una societ in cui il potere fosse tutto al popolo i soldi non esisterebbero neppure, ti darebbero quello di cui hai bisogno.
Cacchiarola, cos  la tua vita adesso.
Gi, per devo sempre chiedere tutto, no? E non ho mai avuto la motoretta.
Nelson, rompiti le gambe a infilarti qualcosa addosso e rimani nella tua stanza. Devo parlare un attimo con Jill.
Se le fai male t'ammazzo.
Se tu non stai zitto ti mando a vivere con tua madre e Charlie Stavros.
Una volta in camera da letto, chiude con cautela la porta e con voce bassa e tremante dice a Jill: Stai trasformando mio figlio in un accattone e te stessa in una puttana, e dopo aver aspettato qualche secondo la reazione di lei, colpisce il piccolo viso sprezzante con quelle labbra acerbe e quegli occhi verdi diventati cos scuri per la rabbia che la loro ombra  come quella del fogliame di un albero, una confusa moltitudine che confonde, una microscopica foresta su cui a lui vien voglia di buttare bombe. L'effetto  lo stesso che se avesse schiaffeggiato della plastica; le dita gli fanno male inutilmente. La colpisce di nuovo, afferra la massa asciutta e color carne dei suoi capelli con una mano per tenerle fermo il viso e prova una fredda rabbia quando lei si china e cerca di svincolarsi; ma dopo un pugno al collo, di fianco, la lascia cadere sul letto.
Sempre proteggendosi il viso, Jill gli sibila contro; sibila stranamente attraverso quei suoi dentini, finch le prime parole vengono fuori, calme e sprezzanti: Lo sai perch l'hai fatto? Volevi solo ferirmi, per questo. Volevi solo provare l'eccitamento. Te ne fotti di Nelson che va mendicando. Che te ne frega di chi mendica e chi no, di chi ruba e chi no?
Quella sua domanda risveglia il vuoto che lui avverte dentro ma lei continua: Cosa hanno mai fatto le leggi dei porci per te se non fotterti con un lavoro schifoso e trasformarti in un tale pidocchio da non essere stato neppure capace di tenerti quella deficiente di tua moglie?
Lui le afferra il polso. E' fragile. Gesso. Gli vien voglia di spezzarlo, di sentirlo schiantare; gli vien voglia di tenerla ferma immobile tra le sue braccia per tutti i mesi che sar necessario perch le si rimetta a posto. Sta' a sentire. Io mi guadagno i miei soldi, uno per uno ogni chiavico di dollaro, e tu vivi con questi e se vuoi tornare a sputtanare con quei tuoi amici neri, va' pure, vattene. Lasciaci soli, me e mio figlio.
Sei un loffio, risponde lei, un loffio vigliacco.
Cambia disco, dice lui, stronza malata. Voi figli di pap che giocate alla vita mi fate vomitare. A lanciar pietre contro quei poveri rimbambiti degli sbirri che proteggono i soldi di pap. Il tuo  solo un gioco, pisciona, credi di fare la gran parte della stronza libera ed evoluta, ma lascia che ti dica una cosa. Quella povera scema rincoglionita di mia moglie ci sa fare con le chiappe molto pi di quanto tu neppure ti sogni di fare con la micia.
Le chiappe, giusto, perch non ce la faceva a guardarti in faccia.
Le stringe ancor pi forte il polso di gesso, dicendo: Tu non hai succo, pupa. T'hanno gi tutta succhiata e hai appena diciott'anni. Hai provato tutto e niente pi ti fa paura, e ora ti chiedi perch  tutto cos morto. T'hanno fottuta, bambina, perci  cos morto, pupetta mia. Cristiddio, credete di poter cambiare il mondo e non avete una pallida idea di cosa spinge avanti la gente. La paura. E' questo che spinge avanti noi poveri disgraziati. Tu invece non sai neppure che cos' la paura, vero, pisciona? Per questo sei cos morta dentro. Le stringe il polso finch immagina che le ossa curve e articolate siano spettralmente piegate come in una radiografia; e gli occhi di lei si dischiudono solo di quel tanto necessario perch lui distingua il timore che vi ha messo dentro.
Alla fine lei libera il polso e se lo strofina, senza staccare gli occhi da lui. La gente  gi stata spinta abbastanza dalla paura, dice. Proviamo con l'amore, una volta tanto.
Allora sar meglio che ti trovi un altro universo. La luna  fredda, bambina, fredda e brutta. Se tu non la vuoi, i comunisti invece la vogliono. Loro non sono degli orgogliosi di merda come te.
Cos' questo rumore?
E' Nelson che piange, fuori la porta perch ha paura d'entrare. Lo stesso succedeva con lui e Janice, nei loro bisticci: proprio quando stavano sfogandosi, il ragazzo li costringeva a smettere. Forse credeva che Becky era morta in uno di quei litigi, e che quello l avrebbe ucciso lui. Coniglio lo fa entrare e gli spiega: Stavamo parlando di politica.
Tra un singhiozzo e l'altro Nelson riesce a dire: Pap, ma, tu non vai d'accordo proprio con nessuno?
Perch amo il mio paese e non sopporto che sia smerdato.
Se l'amassi lo vorresti migliore, dice Jill.
Se fosse migliore anch'io dovrei essere migliore, replica lui, serio; e tutti ridono, lui per ultimo.
E cos, grazie alla risata - lei ancora si sfrega il polso, e la mano con cui lui l'ha colpita comincia a far male - attraverso la strada aperta da questa cercano di ricostituire la loro famiglina. Per cena, Jill prepara un filetto di sogliola che ha il sapore e il profumo del limone,  leggero, pare cotto al sole, e ha la pelle dorata che vien facilmente via. Nelson mangia invece un hamburger con germi di grano spruzzati sopra, che gli ricordano un nutburger. Germi di grano, zucchini, trapa, sale al sedano, paprica, sono alcuni degli ingredienti esotici che Jill porta a casa dalla spesa. La sua cucina ha il sapore delle cose che Coniglio non ha mai avuto: lume di candela, acqua di mare, fisse igieniste, ricchezza, classe. La famiglia di Jill aveva una domestica e le sono occorsi vari giorni per capire che i piatti sporchi non si sparecchiano e lavano da soli per magia, ma deve essere qualcuno a farlo. E tuttavia, la mattina del sabato  ancora lui, Coniglio, a passare l'aspirapolvere nelle stanze, a preparare le camicie e le lenzuola per la lavanderia, a raccogliere i calzini e la biancheria di Nelson per la lavatrice gi in cantina. Lui vede, mentre quei due ragazzi non vedono, la polvere accumularsi, il disordine avanzare, il caos prevalere, il tempo passare. Ma per la maniera di cucinare di Jill  ben contento di fare il domestico, a mezza giornata. Quei piatti hanno rinnovato il suo gusto per la vita. A cena ora bevono il vino, un bianco di California in bottiglioncini da mezzo gallone. E sempre c' un'insalata: nella cucina della contea di Brewer l'insalata tende puntualmente a trasformarsi in una sorella dei sauerkraut, grassa, con condimento cremoso; le mani di Jill invece girano la lattuga in un brillante condimento invisibile come la salute. Mentre per dessert Janice di solito piazzava in tavola qualche pesante torta presa all'Half-A-Loaf, Jill serve variet di frutta. E il suo caff  nettare nero in confronto alla broda che preparava Janice. Satollo, Harry diventa anche pigro; sta a guardare mentre i piatti vengono tolti dalla tavola, o si va a stendere in una poltrona nel soggiorno. Quando la lavapiatti  piena e ansima soddisfatta, Jill lo raggiunge, siede a terra sul tappeto sporco e appiccicoso e suona la chitarra. Cosa suona? "Addio, Angelina, il cielo  in fiamme", e poche altre di cui conosce almeno una strofa. Sapr fare almeno un sei accordi. Spesso le dita sulle corde s'impigliano nei fili dei capelli cascanti; deve sentir dolore. La sua voce  uno strumento sottile che si spezza facilmente. "Tutte le mie pro-ve. Signore, presto saranno fi-inite", canta, concludendo, aspettandosi un applauso.
E Nelson applaude. Mani piccole.
Magnifico, dice Coniglio e, ammansito dal vino, aggiunge, in un'apologia della propria vita: Davvero, non scherzo, una volta m'abbandonai a quell'evasione e come risultato riuscii solo a distruggere tutto quello che mi circondava. La rivoluzione, o quel che sia,  soltanto una maniera per dire che la confusione  divertente. Ebbene, divertente lo , per un po', finch c' qualcun altro che pensa a mantenerci. Insomma voglio dire che la confusione  un lusso.
Jill intanto, tra una sua frase e l'altra, pizzica le corde accompagnandolo, in parte per aiutarlo e in parte per prenderlo in giro. Coniglio si rivolge a lei: Ora raccontaci tu qualcosa. Raccontaci la storia della tua vita.
Io non ho nessuna vita, risponde lei, sempre pizzicando. Figlia di nessuno e mano senza dita.
Raccontaci una storia, implora Nelson. Da come lei ride, mostrando i denti distanziati e raggrinzando le guance, capiscono che  pronta a contentarli.
Questa  la storia di Jill contrita e del suo amante che l'ha tradita, annuncia alla fine, ed esegue un accordo. E' come se, pare a Coniglio, studiando la forma della chitarra, che ricorda il corpo femminile, le note fossero gi l, in attesa di spiccare il volo dalla colombaia di quel foro tondo. Ora Jill, continua Jill, era una bambina educata, cresciuta nel seno della classe agiata. Il babbo e la mamma possedevano ciascuno un'auto, e sul cofano d'uno c'era la stella della Mercedes. La rima non mi viene sempre. Blam.
Non provarci, le consiglia Coniglio.
La sua educazione, e d enfasi a "zione", fu abbastanza ortodossa, vela ed equitazione e franais e recitazione.
Continua con la rima, Jill, l'implora Nelson.
A quattordici anni ebbe la prima mestruazione ma anche senza mutandine Jill non era affatto un'attrazione. La sua esperienza dei ragazzi si limi"tava" a quelli che giocavano a tennis e che col consenso dei genitori frequen"tava". Il che a lei andava a mera"viglia", perch avendo osservato i suoi genitori che bevevano e salottavano e guadagnavano e spendevano e spandevano non aveva nessuna gran fretta di diventare vecchia e grassa e loro degna "figlia". Quest' un po' tirata.
Per me, lascia perdere la rima, dice Coniglio. Vado a prendere una birra, qualcuno ne vuole?
Nelson dice: Bevo un po' della tua, pap.
Prenditene una. Te la porto io.
Jill pizzica le corde, per attirare la loro attenzione. Bene, per farla breve e non annoiar troppo, un'estate, si sforza di cercare la rima, poi aggiunge, quando il babbo crep.
Ohi-ohi, fa Coniglio, ritornando con le due birre.
Un ragazzo incontr, che psicofisicamente l'ammali.
Coniglio strappa l'anello e cerca di soffocare lo sbuffo del barattolo.
Freddy si chiamava...
Lui capisce che non c' niente da fare se non tappare il barattolo col dito, ci che fa, per impedire anche che la birra sbavi fuori attraverso il foro.
E il fatto pi bello  che lei gi l'amava. Blam. Aveva belle spalle e un colorito scuro e nel costume da bagno aveva qualcosa spesso floscio e spesso duro. Veniva da molto lontano, dalla romantica Rhode Island, dall'altra parte di Narragansett Bay.
Ahi, fa rima Coniglio.
L'unico fatto storto era che, dentro, il bel giovanotto bruno era gi morto. Dentro di lui c'era un vecchio con un bisogno selvaggio di buglie e erba, L.S.D. e qualche viaggio. Ora i suoi accordi prendono un ritmo diverso, quasi spezzandosi a met.
Era nato disgraziato, anche se dentro soffocava la sua rabbia, e si sbatt la tenera e vergine Jill per tutta una notte sulla sabbia. Lei si prese la cotta, blam, e sprofondare nella droga fu per lei una botta. E anche ogni volta che il disgraziato telefonava era per lei una botta. Dalle buglie pass all'acido e come una cretina, s'interrompe e si piega in avanti, guardando Nelson cos fisso che il ragazzo grida Si?
Acconsent a lasciarsi iniettare l'eroina.
Nelson fa una faccia come se stesse per scoppiare a piangere: gli s'incavano gli occhi e il mento sviluppa un'altra piega. Sembra, pensa Coniglio, una bambina imbronciata. Oltre al naso piccolo e dritto, non ritrova molto di se stesso nel figlio.
Gli accordi riprendono.
La povera Jill ci rimase male e a scuola le amiche le dicevano di piantarlo quel tale. Quanto alla madre, ancora in lutto, era tutta rapita da un avvocato divorziato da cui era stata colpita. E il cattivo Freddy intanto le prometteva il paradiso lass quando la povera Jill nient'altro voleva che un po' d'amore quaggi. Soltanto del suo amore e non dell'ago e di punture aveva voglia, ma Freddy la pregava e scongiurava e schiaffeggiava e lei si convinceva, di malavoglia.
E lui. Coniglio, comincia a chiedersi se lei non l'abbia gi fatto prima, quelle rime son troppo facili. Che cosa non ha gi fatto prima quella ragazzina?
Lei di morire aveva paura, blam, blam, chiara cascata di capelli disfatti, e lui le chiedeva perch senza premura. Le diceva che il mondo  marcio e che c'era motivo di spararsi, e lei diceva invece che non aveva motivo di lagnarsi. Secondo lui il razzismo imperava, ma nessun bianco le aveva fatto male lei protestava. Allunga il braccio, disse poi lui, la prima volta non provi dolore, e lei disse va bene impilami pure, okay, amore. Blam, blam, blam. Col viso rivolto verso di loro sembra uno spirito, un fantasma completamente dissanguato. E fu un inferno.
B-l-a-m. Le reggeva la testa picchiandola in viso e dicendole lasciati andare, perch aveva fatto il corso per salvare chi affoga in mare. E le chiese se non le aveva fatto vedere la faccia di Dio e lei disse sissignore, grazie assai, ma a me basta qualcosa di importanza minore. E cos cap che il suo amante dal colorito bruno e i denti bianchi era morto; lo amava e di lui aveva paura, la spaventava, le dava il fiato corto. E allora cosa fece Jill?
E all'accordo segue il silenzio.
Poi Nelson sbotta: Cosa?
Jill sorride. Corse alla banca di Stonington e tutti i risparmi ritir. Balz nella Porsche e via scapp, ed  cos che ora vive con voi due loffi in cui la poverina incapp.
Padre e figlio applaudono. Jill beve un lungo sorso di birra come per premiarsi e dopo, in camera da letto,  ancora nello stato d'animo, d'ispirazione, d'avere una ricompensa. Coniglio le dice: Magnifica cantata. Sai per che cosa non m' piaciuto?
Che cosa?
La nostalgia. Ne senti la mancanza. Di impilarti con Freddy.
Ma almeno, risponde lei, non recitavo, come l'hai chiamata tu, la parte della fica infelice.
Mi dispiace, ero fuori di me.
Vuoi ancora che me ne vada?
Avendo previsto, sentito, che sarebbero giunti a questo, Coniglio appende i pantaloni e la camicia all'attaccapanni e getta le mutande nella cesta. Il vestito che lei ha lasciato scivolare a terra lo appende a un gancio nella met dell'armadio destinata a lei; le mutandine le caccia anche nella cesta. No, rimani.
Pregami.
Lui si volta, un uomo grande e grosso e stanco, coi muscoli flosci, che deve alzarsi la mattina per lavorare otto ore al giorno. Ti prego di rimanere.
Ritira quegli schiaffi.
E in che modo?
Baciami il piede.
E lui s'inginocchia per ubbidire. Seccata davanti a tanta sollecitudine, che fa pensare al piacere, lei irrigidisce il piede e scalcia, cos che le unghie gli graffiano le guance pericolosamente vicino all'occhio. Lui le stringe le caviglie per continuare a baciare. Caviglie leggermente gonfie, da donna anziana. Vene verdi nell'incavo del piede. Il piacevole ricordo di un odore di ripostiglio. Vaniglia, volgare.
La lingua tra le dita, dice lei; e la voce le crepita, timida, nel pronunciare l'ordine. E quando di nuovo lui obbedisce, lei si spinge pi avanti sul bordo del letto e allarga le gambe. Ora qui. Sa che a lui questo piace, ma glielo chiede lo stesso, per vedere fino a che cosa pu spingere quello strano individuo. Una scintilla sprizza, un ramoscello verde s'allunga nel deserto che lei ha voluto crearsi dentro. Ora risali, aggiunge poi, con voce raddolcita e cedevole: Lentamente.
Un giorno, dopo il lavoro, mentre lui e il padre percorrono Pine Street diretti al Phoenix Bar per il goccio prima dell'autobus, un tipo robusto e tarchiato, con basette e occhiali di corno, gli si avvicina. Salve, Angstrom. Padre e figlio si fermano, battono le palpebre, entrambi incerti. Nella galleria del sole, dopo la giornata di lavoro, loro di solito si sentono sempre al coperto.
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Harry riconosce Stavros. Indossa un completo a scacchi grigi su fondo verdognolo. Sembra un tantino pi magro, pi brizzolato, il suo contegno risulta pi forzato. Forse  soltanto teso per quell'incontro. Coniglio dice: Pa', permetti che ti presenti un mio amico. Charlie Stavros. Earl Angstrom.
Piacere di conoscerla, Earl.
Il vecchio ignora la tozza mano tesa e si rivolge al figlio: Non  lo stesso Stavros che ha rovinato mia nuora?
Stavros cerca di metterla sullo scherzo. Rovinato mi pare un po' forte. Assecondata, direi piuttosto. Il suo tentativo di sorriso viene ignorato. Si rivolge allora a Harry: Posso parlarti un minuto? Magari ci beviamo qualcosa l all'angolo. Mi dispiace d'intromettermi cos, Mister Angstrom.
Harry, cosa vuoi fare? Vuoi restar solo con questo mascalzone o ce lo togliamo di torno?
Via pa', a che serve?
Voi giovani avete la vostra maniera d'intendere le cose, ma io sono troppo vecchio per cambiare, ormai. Mi prendo il prossimo autobus, ma tu non farti convincere a niente, questo figlio di puttana mi sembra fin troppo viscido.
Salutami ma'. Cercher di venire questo fine-settimana.
Se puoi vieni. Continua a sognare te e Mim.
A proposito, potresti anche darmi l'indirizzo di Mim.
Non ha nessun indirizzo, sempre presso qualche agente di Los Angeles. Oggi cos si fa. Pensavi di scriverle?
Magari una cartolina. Ci vediamo domani.
Sogni assai brutti, dice il vecchio, e si trascina verso il bordo del marciapiede ad aspettare il 16A, defraudato della sua birra, con la nuca sottile, delusa, che a Harry ricorda Nelson.
Il Phoenix all'interno  freddo e buio; Coniglio si sente crescere uno starnuto nel naso. Stavros si avvia avanti verso un separ e poggia le mani sul piano di formica del tavolo. Mani pelose che hanno afferrato i seni di lei. Harry chiede: Come sta?
Janice? Oh, be', una meraviglia.
Coniglio si chiede se questo significa ci che lui intende. La punta della lingua gli si congela contro il palato, incapace di pensare una maniera delicata per chiedere, appurare. Dice: Di pomeriggio non hanno cameriere qui. Io vado a prendermi un daiquiri, tu cosa vuoi?
Della semplice soda. Con molto ghiaccio.
Niente whisky?
Non lo tocco mai. Stavros si schiarisce la gola e s'alliscia il pelo delle basette col palmo della mano che, per, gli trema leggermente. Spiega: I medici mi dicono che  tab.
Quando torna con i due bicchieri, Harry chiede: Stai male?
Niente di nuovo, sempre il solito cuore. Janice te l'avr detto, mi soffia da quando ero ragazzo.
Ma cosa crede quello l? Cos', lui e Janice se ne stanno buoni buoni a parlare di lui come se fosse il loro figlioletto preferito? Si ricorda di Janice che si lamentava del fatto che Charlie non si voleva o poteva sposare, aspettandosi che lui, Coniglio, suo marito, si compenetrasse. E, fatto strano, lui s'era compenetrato. M'ha accennato.
Febbre reumatica. Grazie a Dio, adesso ci sono queste medicine migliori, ma prima dei dodici anni prendevo ogni bidonata che inventavano. Stavros si stringe nelle spalle. Mi dicono che arrivo fino a cent'anni, se sto attento e mi curo. Sai, aggiunge, questi medici. C' un sacco di cose che loro ancora non sanno.
Lo so. Hanno messo sotto anche mia madre in questi ultimi tempi. Lo so.
Cristiddio, dovresti sentire Janice parlare di tua madre. Non la finirebbe mai.
Non ne  entusiasta, eh?
Non molto. Ha bisogno di lamentarsi, dopotutto, per sentirsi giustificata. Il fatto del bambino per lei  uno strazio.
L'ha lasciato a me e a me rimane.
In una causa, sai, lo perderesti.
E' da vedere.
Stavros fa un piccolo movimento, agita leggermente il bicchiere pieno di bolle (povera Peggy Fosnacht: lui. Coniglio, dovrebbe proprio telefonarle) per indicare che la loro conversazione sta prendendo una nuova piega. Diamine, dice, io non posso prenderlo con noi. Non ho neppure la stanza dove metterlo. Gi adesso, quando i miei parenti vengono a trovarmi devo mandare Janice al cinema o dai suoi genitori. Sai, io non ho madre, ho solo una "nonna". E ha novantatr anni, a proposito di vivere fino a cent'anni.
Lui cerca d'immaginarsi la stanza di Stavros, che Janice gli ha descritta piena di fotografie sbiadite, e invece immagina Janice nuda, anche lei sbiadita, la Coniglietta del mese, stesa su un soffice divano greco, dal soffice colore della mostarda, con le braccia ciondoloni, il corpo piegato all'altezza dei fianchi di quel tanto per nascondere il bel ciuffotto nero. La piega del paginone centrale le passa dritto sull'ombelico, e in una mano stringe una rosa. Questa visione lo rende ostile, per la prima volta in quell'incontro. Chiede a Stavros: Tu come prevedi che tutto questo va a finire?
E' quello che volevo chiedere a te.
E' gi stanca di te?
No, santiddio, al contrario. Filiamo una meraviglia.
Coniglio beve un sorso, ingoia il daiquiri e la risposta e prova in un'altra direzione: Sente la mancanza del figlio?
Nelson viene spesso alla commissionaria e del resto lo vede anche ai fine-settimana. Non credo che prima lo vedesse molto di pi. Non so cosa si prova a essere madri, Janice comunque se la cava. Quello che non riesce a mandar gi  l'idea del figlio appena uscito dai pannolini che se la fa con questa hippie.
Innanzi tutto non  un'hippie, a meno che a quell'et non lo siano tutti, e poi sono io che me la faccio.
E lei ci sta?
Filiamo una meraviglia, risponde Coniglio. Comincia a capirlo quello Stavros. Sulle prime, incontrandolo per strada cos all'improvviso, ha provato dell'amicizia per lui, un amico conosciuto attraverso il corpo di Janice; poi, appena entrati nel Phoenix, lo ha visto come un malato, un uomo che si tiene a stento in piedi. Ora vede in lui il tipo che non gli  mai piaciuto, il concorrente, l'avversario. Il tipo che siede sulla panchina delle riserve che parla in continuazione finch l'allenatore lo manda in campo o a quel paese. Uno di quei giocatori tutto cervello e idee. Okay. Cos  tornato a giocare, a gareggiare. Ora non deve fare altro che aspettare che Stavros faccia la prima mossa.
Il greco piega le spalle quadrate, impercettibilmente, beve un po' di soda e chiede: Cosa pensi di fare con questa hippie, tra l'altro?
Ha un nome. Jill.
Bene, quali sono le intenzioni di Jill, lo sai?
No. Ha un padre sottoterra e una madre che non le va gi, e immagino che se ne torner nel Connecticut quando la cosa non le andr pi liscia.
Ma non sei tu, per cos dire, la sua cosa liscia?
Be', s, per il momento, io entro nel suo programma.
E lei nel tuo. Sai, il fatto che tu vivi con questa ragazzina va a tutto vantaggio di Janice in caso di divorzio.
Non vorrai mica farmi paura?
Se ho ben capito, hai assicurato Janice che lei non deve fare altro che tornare e quella ragazza scompare.
Coniglio comincia a capire a cosa mira Stavros, lui e le sue manovre. E il prurito dello starnuto ricomincia. No, risponde, sperando di non starnutire, hai capito male. Starnutisce. Dal banco, sei facce si voltano a guardare; la fontanella della Schlitz sembra esitare, ritrarre il getto. Alla televisione stanno regalando frigoriferi e vacanze in Cile per sciare.
Non vuoi pi che Janice ritorni?
Non lo so.
Vorresti il divorzio per continuare la bella vita? O magari per sposarti addirittura la ragazza? Jill. Quella ti far scoppiare le palle, collega.
Tu corri troppo. Io vivo alla giornata, alla giornata e basta, cercando di dimenticare la mia pena. Sono stato piantato, non dimenticarlo. Un pacifista leccoso e viscido tutto riccioletti neri di venditore di macchinette giapponesi me l'ha portata via, e non mi ricordo pi come si chiama quel pidocchio.
Le cose non sono andate esattamente cos. E' venuta lei a bussare alla mia porta.
Ma tu l'hai fatta entrare.
Stavros fa la faccia meravigliata. E che altro potevo fare? S'era messa in una situazione impicciosa. Dove andava? A chi si rivolgeva? Accettandola in casa ho evitato guai a tutti.
E ora il guaio  solo tuo?
Stavros agita le dita come se avesse in mano un mazzo di carte; se quel gioco non gli riesce se ne assumer le conseguenze? Restando con me si caccia in testa idee che non  possibile soddisfare. Il matrimonio non  fatto per me, mi dispiace per tutti.
Non fare il complimentoso. Cosicch, ora che l'hai provata in tutte le posizioni la vorresti rimandare al mittente, vero? Povera Janice, povera scema.
Io non la trovo scema. La trovo... insicura di s. Lei desidera quello che ogni donna normale desidera: essere l'Elena di Troia. C' stato qualche momento in cui l'ho accontentata in questo, ma non posso continuare su questo piano. Non dura. S'arrabbia, la fronte squadrata gli si raggrinza. Tu invece cosa vuoi? Te ne stai l a storcere i baffi e a vedermi strisciare, e con questo? Se la butto fuori, te la riprendi?
Buttala fuori e vedremo. Pu sempre andare a vivere dai genitori.
La madre la fa impazzire.
Le madri esistono per questo. E Coniglio pensa alla sua. C' un abisso di sofferenza, di realt penosa, sotto quell'armeggiare, che lo rende sciocco, peggio che sciocco, odioso. Avverte alla vescica un senso di colpevole dolcezza, come quando da ragazzo arrivava a scuola di corsa e in ritardo e vedeva scorrere nel rigagnolo sporco del marciapiede l'acqua della fabbrica del ghiaccio l vicina. Cerca di spiegare: Sta' a sentire, Stavros. Sei tu dalla parte del torto. Sei tu che ti scopi la moglie di un altro. Se vuoi ritirarti ritirati, ma non cercare di coinvolgere anche me in uno di quei tuoi fetenti di governi di coalizione.
Ci risiamo con questa storia, dice Stavros.
Esatto. Tu sei intervenuto, non io.
Io non sono intervenuto, mi son limitato a salvare.
E' quello che tutti noi falchi diciamo. Muore dalla voglia di parlare del Vietnam, ma Stavros non si lascia distrarre dall'argomento pi prosaico.
Era disperata, amico. Cristiddio, erano dieci anni che non andavate a letto.
Questo mi offende.
E avanti, offenditi.
Non era peggio d'un milione di altre mogli. Un miliardo di mice, quante mogli? Cinquecento milioni? Avevamo rapporti. A me non sembrava tanto brutto, poi.
Io voglio dire solo questo. Non sono stato io a cucinare questo piatto, m' solo stato consegnato bollente. Non ho dovuto convincerla a far niente,  stata lei a fare tutto. Io sono solo stato la sua prima occasione. Se fossi stato un lattaio con una gamba sola le sarebbe andata bene lo stesso.
Sei troppo modesto.
Stavros scuote il capo. Janice  una specie di tigre.
Smettila, mi stai eccitando.
Stavros lo scruta ben bene. Sei proprio un bel tipo.
Dimmi che cos' che non ti va pi in lei.
Il suo tono interessato fa abbassare di qualche centimetro le spalle di Stavros. Con le mani traccia una piccola gabbia, l sul tavolo. E' troppo... una restrizione E' un peso di cui non ho bisogno. Devo essere libero, senza pensieri. Tra te e me, sono io quello che non vivr a lungo.
Mi hai appena detto che arrivi a cent'anni.
C' la possibilit che no.
Sai, tu sei tale e quale a me com'ero prima. Oggi son tutti com'ero io prima.
S' tolta lo sfizio per l'estate, ora lascia che torni a casa sua. Di' all'hippie di sgombrare, dopotutto lei solo questo vuole sentirsi dire.
Coniglio beve il fondo del suo secondo daiquiri. E' delizioso lasciare allungare, allargare, quel silenzio: non vuole promettere di riprendersi Janice. Stanno giocando sul ghiaccio. Alla fine, poich continuare a tacere sarebbe estremamente sgarbato, dice: Proprio non so. Scusami se sono cos vago.
Stavros afferra a volo. Prende qualcosa?
Chi?
Quella tua ninfa.
Qualcosa?
Insomma, pillole, acido. L'eroina non deve prenderla, altrimenti non avresti pi mobilia in casa.
Jill? No, l'ha piantata.
Non crederci. Non piantano mai. Questi figli dei fiori, il loro latte  la droga.
E' contrarissima. Ha preso il vizio e se l' tolto. Del resto non sono affari tuoi. Non gli piace la piega che ha preso il gioco; c' un buco che lui cerca di tappare ma non ci riesce.
E Nelson? Si comporta diversamente adesso?
Sta crescendo.
La risposta risulta evasiva. Stavros la respinge con un gesto.
Sonnolento? Nervoso? Dorme nei momenti pi impensati? Cosa fanno tutto il giorno mentre tu batti i tasti? Devono certo fare qualcosa, amico.
Lei gli insegna a essere educato coi mascalzoni. Lascia che paghi io la tua gazzosa, amico.
E cos, cosa ho saputo?
Niente, spero.
Ma Stavros s' chiuso in difesa e la partita  gi ai tempi supplementari. Lui, Coniglio, ha fretta di tornare a casa, di vedere Nelson e Jill, d'annusarne il fiato, di scrutarne le pupille, cosa del genere. Ha lasciato la sua pecorella in compagnia di una vipera. Ma una volta fuori del Phoenix, nell'accecante luce del sole nella sua obliquit settembrina, il traffico s' ingorgato e gli autobus sono bloccati come tutto il resto. Stanno girando un film. Lui ricorda che ne parlavano sul "Vat" (BREWER TIPICA CITTA' AMERICANA? "Cos pensano alla Cinematografica Gotham"). Brewer era stata scelta come ambientazione per un nuovo film d'un produttore indipendente; i nomi degli attori gli risultavano tutti nuovi e gli altri particolari ora non li ricorda. Eccoli l. Una fila di macchine e autocarri con sopra proiettori s'allunga fin quasi alla Weiser Street, e una folla di passanti con le maniche della camicia arrotolate e di casalinghe cariche di pacchetti e di delinquenti neri, s'accalca per tutto il resto della strada per guardare, costringendo il traffico su una sola e lenta fila. Gli sbirri che dovrebbero sbrogliare l'ingorgo danno invece una mano ai cinematografari. Alto com', Coniglio riesce a vedere dal marciapiede. Uno dei negozi chiusi e falliti vicino al vecchio Baghdad, che un tempo presentava film della M.G.M. ma ora s' dato al pornografico ("Follie in nero". "Luna di miele in Cornolandia"),  stato trasformato in ingresso di ristorante; un tipo alto con una faccia color salmone e i capelli appiccicosi, esce da quel finto ristorante a braccetto d'una puttanella coi capelli color bronzo, e c' poi un incidente nel quale  coinvolto un passante, un altro attore tutto dipinto che vien fuori dalla folla di gente vera e sudata che sta a guardare: un urtone, una specie di scontro seguito da una risata da parte del primo tipo e della donna, con un'occhiata intensa che probabilmente star a significare, quando il film sar tutto tagliato e montato, che i due son diretti a letto. Ripetono la scena parecchie volte. Negli intervalli tutti aspettano, dicono battute, sistemano luci e fili. La ragazza, vista a quella distanza, non  inquadrabile: gli occhi mandano lampi e i ricciolini riflessi, come un elmetto. Anche il vestito lampeggia. Quando qualcuno, il regista o un elettricista, le si avvicina, sembra scialba. E anche lui. Coniglio, si sente scialbo e colpevole nel vedere come i proiettori cavano dalla luce del sole una giornata ancora pi luminosa, una spettrale isola di accentuata realt intorno alla quale tutto il resto - tecnici, poliziotti, l'affascinata calca di spettatori, lui compreso - sono fantasmi in penombra, supplicanti, ignorati.
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VECCHIO MONDO MESSO IN LUCE DAGLI SCAVI.
Pi Brewer si rinnova, pi scopre se stessa.
Le vaste opere di demolizione e ricostruzione in corso nella zona centrale della nostra citt continuano a portare alla luce numerosi reperti dei vecchi tempi, che gettano una interessante luce sul passato della nostra citt e ne rivelano particolari significativi.
Un bar clandestino e sotterraneo, completo in tutti i suoi affreschi alle pareti,  venuto alla luce durante i lavori di scavo per la creazione di un altoparcheggio tralla M d'un autoparcheggio tra la Muriel e la Greeley Street.
Ai vecchi tempi, il locale era noto per essere il rifugio di Gloves Nangel e altri personaggi del tempo del Proibizionismo, ma anche come trampolino di lancio di musicisti come Red Wenrich, il suonatore di trombone destinato poi a diventar famoso in tutto il paese.
Numerose sono anche le insegne, nella forma ingegnosa di mucche, arnie, scarpe, mortai, che reclamizzano articoli di merceria, di pelle, spezie e medicine, un'infinita variet di podotti. Conservati sottoterra, maggior parte sono tuttora facilmente leggibili e risalgono al diciannovesimo secolo.
Tra le fondamenta dei vecchi edifici sono venuti alla luce utensili di metallo e
macine.
N sono rare le punte di freccia, il professor Klaus Schoemer, vicepresidendente della Societ Storica di
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Nell'intervallo del caff, Buchanan s'avvicina a Coniglio. Come te la passi con la piccola Jilly?
Me la passo.
Ti  venuta bene, vero?
E' una brava ragazza. Con le idee un po' confuse come i ragazzi di oggi, ma ci siamo abituati a lei.
Buchanan sorride, con il righino sottile dei baffi che si contrae formando una M, e gli si avvicina di un altro mezzo passo. La piccola Jill ti tiene sempre compagnia?
Coniglio scuote le spalle, sentendosi scialbo e nervoso. Continua a consegnare ostaggi alla fortuna Non ha dove andare.
S, amico, dev'esserti venuta proprio bene E ancora non se ne va, non va a bersi il suo whisky fuori, sulla piattaforma di carico. No, rimane e, sempre sorridendo ma lasciando che un'ombra pensosa gli cali lentamente sul viso oscurandolo, dice: Sai, amico Harry, col Labor day che si avvicina e i ragazzi che devono tornare a scuola e tutta questa inflazione che appesta l'aria, le cose vanno facendosi un tantino storte. Finanziariamente, voglio dire.
Quanti figli hai? chiede Coniglio, per educazione. Sono tre anni che lavora con lui e non ha mai pensato che Buchanan fosse sposato.
Robusto e grigio cenere, Buchanan ondeggia calcagni. Oh, diciamo cinque, che si sappia con certezza. S'aspettano d'essere aiutati e mantenuti dal babbuccio e invece il Labor Day lo trova un po' impicciato. In questi ultimi tempi le carte mi sono state un po' contrarie.
Mi dispiace, fa Coniglio. Forse non dovresti giocare.
Sono proprio felice che la piccola Jilly ti sia venuta a pallino, dice Buchanan. Stavo pensando che forse un venti mi aiuterebbe a scapolare questo Labor Day.
Venti dollari?
Gi, tutto qui. Straordinario, Harry, come ho imparato a farli bastare. Venti piccoli dollari dati da un amico a un amico certamente mi facilitano le cose per le feste. Vedendo che Jill  riuscita cos bene mi dico sempre che tu ti devi sentire una meraviglia. E' anche generoso. Dicono che un uomo innamorato  amico di tutti.
Ma Coniglio ha gi tirato fuori il portafoglio e trovato due biglietti da dieci. Questo  solo un prestito, dice, spaventato, sapendo che non  cos, di nuovo afflitto da quella dolce sensazione dell'arrivare a scuola in ritardo che si ripercuote nella vescica. Il portone sar gi chiuso, il preside, Mister Kleist, sta sempre impalato davanti al portone per abbaiare ai ritardatari e tirarseli in quel suo ufficio senz'aria, dove c' tutto l'archivio.
I miei figli ti ringraziano, dice Buchanan, intascando il danaro. Con questo ci compro una carrettata di matite.
Di', che ne  di Babe, chiede Coniglio. Ora che i suoi soldi sono nella tasca di Buchanan si sente pi a suo agio; si  comprato il diritto di chiedere.
Buchanan  colto di sorpresa. E' sempre viva. Fa sempre la sua cosa, come dicono i giovani.
Sai, mi chiedevo se non avevate rotto i contatti.
Perch lui  a corto di soldi. Il nero studia la faccia di Coniglio per cercar di capire se si rende conto di quello che ha detto. Il loffio. Capisce che s, si rende conto, e i baffetti gli si allungano. Ti vuoi fare la bella Babe,  cos? Stanco della carne bianca, vuoi un paio di gambe nuove? Cosa direbbe babbuccio tuo, Harry?
Chiedevo solo come sta. Mi piace come suona.
Lei certo ti aveva messo gli occhi addosso, lo so. Vieni da Jimbo's una di queste sere e cerchiamo di combinare qualcosa.
Diceva che le mie nocche non vanno bene. Il campanello squilla. Coniglio cerca d'immaginare quando verr fatta la prossima mossa, fino a che punto quel tipo gli  penetrato dentro. Buchanan capisce tutto questo e allegramente, scherzosamente, d un colpetto al palmo della mano che Coniglio ha steso, pensando alle sue nocche. Il colpo gli fa formicolare la mano. Pelle.
Buchanan dice: Tu mi stai simpatico, amico, e s'allontana. Un rotolo di grasso color prugna gli trema dietro la nuca. Alimentazione scarsa, farinacei. Carboidrati, farina d'avena.
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Brewer ha dedicato tutta un'interessante ora al corrispondente del VAT, chacchierando dei tempi antichi di Brewer, quando era la stagione commerciale con era una stazione commerciale per le trib indiane lungo il Running Horse River.
Ci ha mostrato una tappa
Ci ha mostrato una stampa di un gruppo di capanni eseguita al tempo in cui l'antica stazione portava il nome di Greenwich, da Greenwich in Inghilterra, sede del famoso osservatorio.
La collezione del professor Kleist comprende anche molte affascinanti fotografie di Weiser Street al tempo in cui contava alcuni negozi alla buona e locande. La pi famosa di queste locande la Goose and Feathers, dove George Washington e il suo seguito si fermarono una notte durante il loro viaggio verso occidente per domare la Whisky Rebellion nel 1720.
nel 1799.
La prima miniera di ferro nelle vicinanze fu la ben nota Oriole Fornace, a sette miglia a sud della citt. Il professor Klest possiede una raccolta di scorie metalliche originali e ha parlato con entusiasmo dei metodi con i quali questi primi fonditori riuscivano a produrre una colata abbastanza copiosa ai tempi in
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Pajasek  alle sue spalle. Angstrom. Al telefono. Pajasek  un ometto stanco e calvo con sopracciglia setolose che danno una certa espressione alla sua fronte, formando lunghe pieghe orizzontali, come se venisse premuta sugli occhi. Potresti anche avvertire amici e parenti che in casa hai un telefono.
Mi dispiace. Ed. Probabilmente  quella pazza di mia moglie.
Non puoi convincerla a fare la pazza nelle ore libere?
Passare dalla macchina alla quiete relativa del piccolo ufficio dalle pareti di vetro opaco  come affiorare attraverso l'acqua all'improvviso vuoto dell'aria. Di colpo, comincia a dibattersi. Janice, per l'amordiddio, ti ho detto di non chiamarmi qui. Chiamami a casa.
Non voglio parlare con la tua piccola segretaria telefonica. Solo l'idea di sentire la sua voce mi fa venire i brividi.
Di solito al telefono risponde sempre Nelson. Lei non risponde mai.
Io non voglio sentirla n vederla n sapere niente di lei, Harry. Non so descriverti il disgusto che provo solo a pensare a quella persona.
Hai dato di nuovo sotto con la bottiglia? Mi sembri sbronza.
Sono perfettamente sobria e in me. E soddisfatta. Grazie. Voglio sapere che cosa pensi di fare a proposito dei vestiti per la scuola di Nelson. Ti rendi conto che quest'estate  cresciuto di sei centimetri e che non gli va pi niente?
Davvero? Straordinario. Forse alla fine non sar pi un nano.
Sar alto quanto mio padre e mio padre non  un nano.
Scusami, ma m'era sempre parso che lo fosse.
Vuoi che riattacchi immediatamente? E' questo che vuoi?
No, voglio solo che mi chiami da qualche altra parte e non sul lavoro.
Janice riattacca. Lui rimane ad aspettare, seduto sulla sedia girevole di Pajasek, guardando il calendario, che ancora non  stato girato anche se  settembre, e la ragazza di agosto che regge due coni gelati proprio all'altezza dei capezzoli, uno di fragola e uno di cioccolata, con sotto la didascalia "Pi che sufficiente!", finch il telefono squilla.
Che stavamo dicendo?
Devo portare Nelson a comprare vestiti per la scuola.
Okay, vieni a prendertelo quando vuoi. Stabilisci il giorno.
Io non penso neppure di avvicinarmi a quella casa, Harry, finch c' dentro quella ragazza. Non mi spingo neppure fino a Penn Villas. Mi dispiace, ma provo una repulsione addirittura fisica.
Magari sarai incinta, visto che sei cos schizzinosa. Tu e Chas non prendete precauzioni?
Harry, non ti riconosco pi. L'ho detto a Charlie, proprio non riesco a credere di aver vissuto dodici anni con quell'uomo, per me  come se non fosse mai successo.
Tredici. Nelson ha tredici anni.
Lei si mette a piangere. Non me l'hai mai perdonata, vero?
T'ho perdonata, t'ho perdonata. Calmati. Mander Nelson l al tuo nido d'amore e cos andate a far spese. Di' il giorno.
Mandalo alla commissionaria sabato mattina. Non voglio che venga all'appartamento, mi sembra terribilmente vuoto quando poi se ne va.
Dev'essere proprio sabato? Con Jill si parlava di andare in macchina fino a Valley Forge, dove il ragazzo e io non siamo mai stati.
Ma vuoi prendermi in giro? Perch credi che tutto questo sia divertente, Harry. Questa  "vita".
No, non io soltanto, tutti e due ci siamo presi in giro. E parlo sul serio.
Bene, dille che  impossibile. Voi due restatevene a letto ma mandatemi Nelson. Solo mandalo con dei soldi, non vedo perch devo pagare io i suoi vestiti.
Compra tutto da Kroll's e fa' mettere in conto.
Kroll's  scaduto moltissimo, lo sai. Dalle parti di Perley ora c' un simpatico negozio, vicino a quel locale ch'era un tempo un ristorante cinese.
Allora apri un altro conto. Di' che sei della Springer Motors e offri una Toyota come garanzia.
Harry, ma perch sei cos ostile? Gi mi hai abbastanza distrutta. Quella sera, non lo dimenticher mai,  stato un vero trauma per me, mi dicesti: 'Vedilo, se vuoi, purch non debba vederlo anch'io quel bastardo.' Furono queste le tue parole.
A proposito, l'ho visto l'altro giorno.
Chi?
Chas. Il tuo bruno e cupo amante.
Dove?
Mi ha appostato al ritorno dal lavoro. In un vicolo, con un pugnale. "Disgraziato", gli ho detto, mi hai preso, porco di un comunista.
Cosa voleva?
Parlare di te.
Dicendo cosa? Harry, stai mentendo, e non ti sopporto pi. Dicendo "cosa"?
Se sei o no felice.
Lei non replica questa volta, e lui continua: E abbiamo concluso che lo sei.
Giusto, dice Janice, e riattacca.
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cui la Fornace Bessemer ancora non esisteva.
Le vecchie fotografie sbiadite di Weiser Street mostrano una serie di basse costruzioni di mattoni, graziose e dall'aspetto prosperoso, con tram a cavalli su binari che corrono caballi su binari dhe carrano taballi supinorijkl dre chem corronandfrtyhhjgkalamdretcndf
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Le chiede: Cosa avete fatto oggi tu e il ragazzo?
Oh, niente di speciale. La mattina ce ne siamo stati in casa e nel pomeriggio abbiamo fatto un giro in macchina.
Dove?
Fino a Mt. Judge.
La citt?
La montagna. Abbiamo preso una coca al Pinnacle Hotel e per un po' siamo rimasti a vedere una partita di pallavolo nel parco.
Dimmi la verit, gli hai fatto fumare l'erba al ragazzo?
Chi ti ha dato quest'idea?
E' troppo affascinato da te, e immagino che sia o l'erba o il sesso.
O la macchina. Oppure il fatto che io lo tratto come un essere umano e non come un piccolo atleta fallito solo perch non  alto uno e settantacinque. Nelson  un ragazzo molto intelligente e sensibile, completamente sconvolto dalla partenza della madre.
Lo so che  intelligente, grazie. Conosco mio figlio da anni.
Harry, vuoi che me ne vada, vero? Se  veramente questo che vuoi me ne vado. Potrei tornarmene da Babe, solo che sta attraversando un brutto momento.
Che brutto momento?
L'hanno arrestata per possesso di droga. L'altra sera i porci hanno fatto irruzione l da Jimbo's e se ne sono portati via dieci, tra i quali lei e quello Skeeter. Dicono che hanno chiesto un lecco pi grosso del solito e il padrone del locale s' tirato indietro. Tra l'altro,  un bianco.
Cos sei ancora in contatto con quella gente.
Non vuoi, forse?
Fa' pure. E' la tua vita quella che stai bruciando.
Qualcuno t'ha insufflato, vero?
Parecchi.
Fa' quello che vuoi di me, Harry. Io non posso rappresentare niente nella tua vita reale.
E' l, in piedi davanti a lui, nel soggiorno, con i jeans tagliati e la blusa a ricami, le mani sui fianchi aperte e leggermente sollevate, come una cameriera che attenda un vassoio. Ha le dita rosse a furia di lavare i piatti. Per galanteria, lui confessa: Ho bisogno della tua bocca dolce e del tuo culetto roseo.
Credo che cominci a stancarti.
Lui l'intende al contrario:  lui che stanca lei. E' stato sempre cos. Passa all'attacco: Okay, e invece il "sesso"? Tra te e il ragazzo.
Lei distoglie lo sguardo. Ha naso e mento lunghi e quella falena immobile di bocca che, vedendola ora in riposo, ora che lei non lo guarda, a lui sembra distrattamente sdegnosa, pi in alto di lui e desiderosa di salire ancora pi in alto. L'estate le ha dato soltanto un po' di lentiggini, e quasi tutte sulla fronte, leggermente convessa, come una brocca per il latte. I capelli son tutti riccioluti per essere sempre tenuti stretti in quelle piccole trecce che portano le hippie. Gli sono simpatica. Gli vado a genio, risponde alla fine, solo che non  una risposta.
Lui le dice: Domani non possiamo fare quella gita a Valley Forge. Janice vuole che Nelson vada con lei a comprare i vestiti per la scuola, e io dovrei andare a trovare mia madre. Puoi accompagnarmi in macchina, se vuoi, altrimenti prendo l'autobus.
Crede d'essere stato abbastanza cortese, ma lei gli rivolge una di quelle occhiate spente da erba e risponde: A volte mi ricordi mia madre. Anche lei era convinta di possedermi.
Il sabato mattina  scomparsa. I suoi vestiti, per, sono ancora appesi come straccetti nell'armadio a muro. Gi di sotto, sul tavolo in cucina, c' un biglietto con verdi segni magici: "Sto fuori tutto il giorno. Accompagno Nelson alla commissionaria. [disegno del segno della pace y al rovescio disegno di un cuore - segno di per - altro segno non identificato] E cos lui prende l'autobus. I prati di Mt. Judge, chiazze d'erba tra muri di cemento, son bruciati; qua e l, sugli aceri, spruzzi di foglie gi diventate d'oro. C' quell'odore nell'aria, di ritorno a scuola, di inizio, di nuovo e di riconferma dell'ordine che dopotutto esiste. Lui vuol sentirsi buono, voleva sempre sentirsi buono a ogni inizio di stagione dell'anno, a ogni periodo di vacanze o fine di vacanze, a ogni nuovo foglio di calendario: ma la sua vita da adulto  risultata priva di stagioni, con solo cambiamenti di tempo, e pi lui invecchia meno s'interessa al tempo, sole o altro. Come pu il pianeta continuare a ruotare e ruotare sempre su se stesso senza annoiarsi tanto da esplodere?
La casa vicino a quella dei suoi genitori ha ancora il cartello in vendita. Gira la maniglia della porta d'ingresso ed  chiusa; suona e, dopo un prolungato tramestio all'interno, il padre va ad aprire.
Lui gli chiede: Cos' questa faccenda della porta chiusa?
Scusa, Harry, ma ci sono stati tanti furti in questi ultimi tempi qui in citt... Non immaginavamo che venissi.
Non l'avevo promesso?
Avevi gi promesso altre volte. Non che tua madre e io te ne facciamo una colpa, sappiamo che sono tempi difficili, questi.
Non tanto difficili. Per certi aspetti pi facili. Sta di sopra?
Il padre annuisce. Oramai scende di rado. Pensavo che quella nuova medicina funzionasse.
E funziona, pi o meno, ma  cos depressa che le manca la voglia. Per il novanta per cento la vita  fatta di volont, diceva sempre mio padre, e pi vivo pi mi accorgo che aveva ragione.
L'odore di disinfettante l in casa  ancora opprimente, ma Harry va di sopra salendo le scale a due gradini per volta; la scomparsa di Jill gli ha messo addosso l'energia della rabbia. Entra di colpo nella stanza da letto dicendo: Ma', raccontami i tuoi sogni.
E' dimagrita ancora di pi, le ossa hanno devastato tutto il tessuto connettivo, tranne il minimo indispensabile; il volto  tirato sugli zigomi con un'espressione di dolcezza lungimirante, piena di attesa. La voce sorge da quell'apparizione pi forte di prima, meno esitante tra una parola e l'altra.
La notte sono perseguitata da orrende visioni, Harry. Earl non te ne ha parlato?
Mi ha parlato di brutti sogni.
S, brutti, ma non tanto da non lasciarmi dormire affatto. Ormai conosco questa stanza cos bene, in ogni minimo particolare. La notte, persino quel vecchio cassettone innocente e quella... povera poltrona sformata... mi vogliono.
Ti vogliono cosa? Si siede sul letto e le prende la mano. E teme che il piegarsi del letto sotto il proprio peso spezzi le ossa della madre.
Mi vogliono. Soffocare.
Ed  possibile?
E' possibile, s. Mi si accalcano addosso, in modo stranissimo, questi semplici e cari mobili. Ho vissuto con loro tutta la mia vita. Pa' dorme nell'altra stanza, cos non lo sento russare. Di macchine non ne passano. Ci siamo solo io e il lampione in strada. E' come essere... sott'acqua. Conto i secondi per i quali ancora mi rimane fiato. Penso di potere arrivare a quaranta, trenta, poi si riducono a dieci.
Non sapevo che ti prendesse anche il fiato.
Non mi prende. E' tutto in testa. Le cose che ho in testa, Harry, mi ricordano di quando puliscono un tubo di scarico. Tutti quei capelli e poltiglia mescolati a una forcina di gomma che qualcuno ha fatto cadere anni fa. Sessant'anni fa, nel mio caso.
Tu non la vedi cos la tua vita, vero? Io credo che hai fatto un buon lavoro.
Un buon lavoro in che? Non sappiamo neppure quello che facciamo, questo  il succo.
Qualche risata, suggerisce lui. Qualche figlio.
Lei coglie al balzo quell'ultima parola. Continuo a sognare di te e di Mim. Sempre insieme. E non siete stati pi insieme da quando lasciaste la scuola.
E che facciamo Mim e io in questi sogni?
Mi guardate. A volte volete essere sfamati e io non trovo niente da mangiare. Una volta ricordo che ho guardato nel frigorifero e dentro c'era un uomo congelato. Un uomo che non avevo mai visto, uno solo. Di quegli estranei completi come se ne vedono nei sogni. Oppure il fornello non s'accende. Oppure non riesco a trovare dove ha messo la roba Earl al ritorno dalla spesa. So che l'ha messa da qualche parte. Cose cretine. Eppure diventano cos importanti. Che mi sveglio e chiamo Earl.
E Mim e io non diciamo niente?
No, guardate soltanto, come guardano i bambini. Un po' impauriti ma sicuri che io salver. La situazione. E' cos che guardate. Anche quando vedo benissimo che siete morti.
Morti?
S. Tutti incipriati e disposti nelle bare. Solo ancora in piedi, ancora in attesa di ricevere qualcosa da me. E siete morti perch non sono riuscita a mettere i piatti in tavola. C' una cosa strana in questi sogni, ora che ci penso. Anche se mi guardate di sotto in su, alti come due bambini. Mi sembrate come siete adesso. Mim tutta piena di rossetto, con una di quelle vergognose gonne corte e gli stivali al ginocchio.
Cos sta combinata adesso?
S, ci ha mandato una fotografia pubblicitaria.
Pubblicitaria di che?
Oh, lo sai. Di se stessa. Sai come fanno adesso. Per me, io non l'ho capita. Sta sul cassettone.
La fotografia, venti per trenta, lucidissima, con una grinza diagonale nel punto in cui il postino l'ha piegata, mostra Mim in reggiseno, braccialetti e pantaloni all'odalisca, il capo buttato all'indietro, un lungo piede scalzo - aveva piedi grossi da bambina, ma' doveva sempre mandare il commesso della calzoleria a pescare nel retrobottega - su un puff. Da come se li  rifatti, gli occhi non sembrano per niente quelli di Mim. C' solo qualcosa nel naso che fa capire che  lei. Un po' gonfiotto in punta, e le narici: come si dilatavano quando da bambina attaccava a strillare si dilatano anche adesso quando le dicono di apparire sensuale. In quella fotografia pi che Mim vede gli uomini che l'hanno indotta a posare in quel modo. Sotto, pallido messaggio in penna a sfera,  scritto: "Mi mancate tutti, spero di venire presto all'Est, bacioni Mim". La calligrafia imprecisa e obliqua di chi non  andato oltre la scuola superiore. Il messaggio di Jill era scritto in semistampatello deciso, da scuola privata, preciso come un manifesto. Mim non ha mai avuto una calligrafia del genere.
Chiede: Quanti anni ha ora Mim?
La madre risponde: Non vuoi sapere dei miei sogni?
Certo. Calcola:  nata quando lui aveva sei anni. Dovrebbe averne trenta adesso. Non sta concludendo niente, neppure in quel costume da harem. Quello che non hai fatto prima dei trent'anni non lo farai pi. E quello che hai gi fatto, lo moltiplicherai. Alla madre dice: Parlami del pi brutto.
La casa accanto  stata venduta. A della gente che vogliono costruirci un palazzone. Gli Scranton si sono messi in societ con loro e cos. Questi due muri diventano alti, per cui la casa non riceve pi luce e io mi ritrovo in un buco e guardo in alto. E comincia a piovermi addosso l'immondizia. Barattoli di coca cola e scatole di detersivo, e allora. Mi sveglio e m'accorgo che non riesco a respirare.
Lui le dice: Mt. Judge  sotto divieto.
Lei non ride. Ha gli occhi spalancati adesso, inchiodati su quell'altra met della sua vita, la met notturna, la met da incubi e di incubi, che cresce e s'innalza adesso come acqua in uno scantinato e finir coll'affogarla, ammesso che si tratti della met reale, vera, che la luce del giorno sia stata un'illusione, un inganno. No, dice, questo non  il pi brutto. Il sogno pi brutto  quello di Earl e io che andiamo all'ospedale per gli esami. Tutt'intorno a noi ci sono tavoli grandi quanto quello nostro in cucina. Solo che invece d'essere apparecchiati per mangiare, su ciascuno di essi c' come una pozzanghera, una pozzanghera rossa con dentro delle lenzuola ammucchiate che paiono. Castelli di sabbia fatti da bambini. E collegati con dei tubi a delle macchine con sopra come degli schermi televisivi. E poi mi accorgo che ognuno di quei mucchi  una persona. E Earl continua a dire, fiero e soddisfatto, tant' scemo, 'E' il governo che paga tutto questo. E' il governo che paga tutto questo.' E mi mostra la carta che tu e Mim avete firmato per trasformarmi in uno - sai, di "quei". Mucchi.
Questo non  un sogno, le dice il figlio. Questo succede.
E lei si tira su a sedere, poggiata ai cuscini, irrigidita. La sua bocca acquista quella piega rivolta in basso che lui un tempo temeva pi di tutto, pi dei vampiri, pi della poliomielite, pi del tuono o di Dio o dell'arrivare tardi a scuola. Mi deludi, dice lei. Non avrei mai pensato di sentire mio figlio dire cose cos amare.
Scherzavo, ma'.
Quando dovrebbe essermi tanto grato, continua lei, implacabile.
Per che cosa? Per che cosa esattamente?
Tanto per cominciare, per l'abbandono di Janice. E' stata sempre. Una pessima moglie.
E Nelson, dove lo metti, eh? Che ne sar di lui, adesso? E' questa l'impudenza della madre: il fatto che dimentica ci che il tempo crea e vede sempre il mondo con i suoi quattro angoletti d'un tempo, lei e il padre e lui e Mim seduti intorno al tavolo in cucina. Il suo amore dispotico raggelerebbe il mondo.
Nelson non  mio figlio. Sei tu mio figlio.
Bene, per esiste, e devo pensare a lui. Non puoi licenziare Janice cos.
E' lei che ha licenziato te.
Non esattamente. Mi chiama continuamente l al lavoro. Stavros vuole che ritorni da me.
Non riprendertela. Quella. Ti distrugger, Harry.
Quale altra scelta mi rimane?
Fuggi via. Scappa, lascia Brewer. Non ho mai capito perch ritornasti quella volta. Ormai qui non c' pi niente. Lo sanno tutti. Da quando le filande si sono trasferite a sud. Fa' come Mim.
Io non posso dare quello che d Mim. E poi sta spezzando il cuore di pa', a furia di sputtaneggiare.
A lui piace cos, tuo padre ha sempre cercato. Scuse per fare la faccia storta. Bene, ora ha me, e gli basto. Che i morti seppelliscano i morti. Non dire no alla vita, Harry. L'amarezza non serve a niente. Preferisco ricevere una cartolina da te felice. Piuttosto che vederti ridotto cos.
Sempre queste richieste, queste impossibili pretese. Questi sogni crudeli. Harry, tu preghi mai?
Sull'autobus, in genere.
Prega per la rinascita. Prega per la tua rinascita.
Con le gote in fiamme, lui china il capo. Sente che lei gli sta chiedendo di uccidere Janice, di uccidere Nelson. Libert significa assassinio. Rinascita significa morte. L seduto, resiste in silenzio. Lei guarda di sbieco, con gli angoli della bocca ancor pi piegati. Sta cercando di spingerlo fuori dal proprio grembo, ma non vede che ormai  un vecchio? Un vecchio ammasso di carne il cui dovere  di stare al suo posto per impedire che gli altri corpi che stanno sopra di lui crollino gi.
Il padre va di sopra e accende il televisore. L'incontro dei Phillies. Sono una squadra molto pi affiatata senza quell'Alien, dice. E' una schiappa quello l, Harry, e lo dico senza pregiudizi. Le schiappe possono essere di ogni colore.
Dopo pochi minuti di partita. Coniglio se ne va.
Non puoi restare almeno fino alla fine della partita, Harry? Credo che ci sia ancora una birra nel frigorifero. Tanto io devo andare lo stesso gi in cucina a preparare il t per 'ma
Lascialo andare, Earl.
Per proteggere i fili della luce una quantit di aceri, lungo la Jackson Road, sono stati mutilati, il centro delle loro corone tagliato. Lui non lo aveva notato prima, n aveva notato i nuovi riquadri di marciapiede nei punti in cui hanno eliminato le piccole piazzuole di cemento sulle quali lui andava a pattinare. Stava appunto pattinando quando Kenny Leggett, un ragazzo pi grande di lui che abitava dall'altra parte della strada e che in seguito era diventato un centometrista, meraviglia e campione della contea, ma questo era stato dopo, quel giorno era soltanto un ragazzo pi grande di lui e lo aveva colpito con una palla di neve dura, era inverno, e gli avrebbe portato via un occhio se avesse colpito pi in alto, bene quella volta aveva solo gridato dall'altra parte di Jackson Road; Harry, hai sentito alla radio? Il presidente  morto. Aveva detto il presidente non Roosevelt; per loro non esisteva altro presidente. La volta successiva il presidente invece aveva un nome: mentre se ne stava un venerd dopo colazione, seduto a quell'assordante e imponente macchina, il padre gli era arrivato alle spalle e gli aveva detto: L'hanno appena detto alla radio che gli incisori tenevano accesa. Hanno sparato a Kennedy. Alla testa, dicono. Entrambi i presidenti morti per un violento mal di testa. I loro sorrisi si spengono tra le stelle della bandiera. E noi tiriamo avanti sotto cialtroni e contabili. Sull'autobus, prega come gli ha detto di fare sua madre: "Fa' che l'L-dopa funzioni, dalle sogni pi piacevoli, mantieni Nelson pi o meno puro, non permettere che Stavros faccia la carogna con Janice, aiuta Jill a trovare la via di casa. Fa' star bene pa'. E anche me. Amen".
L'autobus gira intorno al fianco della montagna. La stazione di servizio con le sue bandierine lucide, il viadotto che scavalca la valle sbiadito dalla lontananza. Aspetta l'autobus 12, dopo essere sceso dal 16A sotto l'ingresso della rosticceria sulla Weiser. CAMDEN SCONVOLTA DALLE ATROCITA' DEGLI SBIRRI, annuncia un titolo dalla rastrelliera. L'autobus arriva e lo porta oltre il ponte. Il giorno si riflette sui vetri delle finestre, una brillantezza settembrina vuota di futuro: i prati percossi e appiattiti, il nero fiume immobile e puzzolente, IL LAUREATO, BUTCH CASSIDY. Si avvia per la Emberly verso Vista Crescent tra gli spruzzatori automatici che ruotano all'unisono, sotto le antenne di televisori che rastrellano in ciclo la stessa porcheria delle quattro del pomeriggio.
La Porsche sporca e bianca  sul viale, a met nel garage, come la metteva sempre Janice, indisponentemente. Jill  nella poltrona scura, in maglietta. Da come sta seduta, acciambellata, lui capisce che non ha le mutandine. Risponde alle sue domande con distacco e ritardo, come se lo udisse attraverso tamponi di cotone sporco dei confusi ricordi accumulati durante il giorno.
Dove sei andata cos presto, questa mattina?
Fuori. Lontana dai loffi come te. Hai accompagnato il ragazzo? ''Certo.
Quando sei tornata?
Poco fa.
Dove sei stata tutto il giorno?
Forse sono stata lo stesso a Valley Forge.
Forse non ci sei stata.
Ci sono stata.
Com'era?
Bello. Una meraviglia, anzi. Era un bel pignolo.
Descrivimi una stanza.
Entri da una porta e c' un letto a quattro colonne e un cuscino con un cartellino su cui  scritto: 'George Washington ha dormito qui.' Sui due comodini ai lati puoi ancora vedere le pillole che lui prendeva, per dormire, dopo che le Giubbe Rosse lo conciarono. Sulle pareti c'era come una specie di stoffa e tutte le sedie avevano un cordoncino da un bracciolo all'altro per non fartici sedere. Perci sto seduta qui adesso. Perch non c' cordoncino. Okay?
Lui esita di fronte alle molte alternative che lei sembra offrirgli: ridere, infuriarsi, litigare, arrendersi. Okay. Si direbbe interessante. Mi dispiace che non siamo potuti venire.
Tu dove sei andato?
A trovare mia madre. Dopo aver messo un po' d'ordine qui in casa.
Come sta?
Parla meglio, ma sembra pi fragile.
Mi dispiace. Mi dispiace che abbia questa malattia. Immagino che non conoscer mai tua madre, vero?
Vuoi conoscerla? Mio padre lo puoi vedere quando vuoi, basta che ti trovi al Phoenix Bar alle quattro e un quarto. Dovrebbe riuscirti simpatico, la politica gli piace. Schifa il sistema.
E non conoscer mai tua moglie.
Perch vuoi conoscerla? Cos' questo?
Non lo so, m'interessa. Forse mi sto innamorando di te.
Cristiddio, non farlo.
Non hai un'alta opinione di te stesso, vero?
Una volta finito con la pallacanestro, non credo. A proposito, mia madre mi ha detto che dovrei lasciar fottere Janice e partire.
E tu cos'hai risposto?
Che non posso.
Sei un loffio.
Il fatto che non abbia le mutandine e che lui senta che lei  gi pronta a farsi prendere, per quel giorno, e il fatto che quell'estate eccezionale, quell'estate della luna, stia per svanire per sempre, lo spingono a chiedere, arrossendo per la seconda volta quel pomeriggio: A te non t'andrebbe di fare l'amore, vero?
Scopa o succhio?
Una delle due. Scopa. Perch ha finito col farsi l'idea che lei gli dia quella parte di s con i denti per conservare l'altra per un uomo che ancora non  arrivato, non s' presentato ancora. Un uomo per lei pi reale di lui.
E Nelson? chiede lei.
E' via con Janice. Forse lo trattiene a cena. Nelson non  un pericolo. Ma forse tu sei troppo stanca. Dopo tutto quel George Washington.
Jill s'alza in piedi, si tira su la maglietta fino alle spalle e rimane cos, un cartoccio contenente la testa e, sotto, tutto il suo giovane corpo, chiaro come una candela, con i seni due sgoccioli induriti. Avanti, dice freddamente, scagliando la maglietta verso la cucina e, quando  sotto di lui, dimenandosi, continua: Voglio che tu mi strizzi fino a cavarmi fuori tutta la sozzura, tutto l'orrore di questo mondo merdoso, fammi male, ripuliscimi, voglio che tu diventi tutto il mio interno, tesoro, tutto quanto fin su alla gola, s, sissignore, cavami tutto fuori, tesoro oh tesoro tesoro di un loffio. E dilata gli occhi per la sorpresa. Quel verde  soltanto una cornice, una cornice intorno alle pupille il cui nero puro  oscurato dall'ombra di lui. E' piccolo.
E' vero: tutto quel suo parlare, quel suo volere scatenarsi lo hanno intimorito, ridotto a niente. E la cerea solidit del suo giovane corpo, delle sfere troppo perfette delle natiche, gli risulta estranea: lui la prende da una distanza offuscata dalle ossa sparute della madre e dalle scure curve di Janice, dalla sporgenza delle costole di Janice sopra il ventre incavato. Sente i nervi di lei affioranti e tesi, sente lei mossa da qualcosa al di l di lui, qualcosa di cui lui  soltanto un'ombra, un'ombra di bianco, con il proprio petto che  uno scudo raggiante che la schiaccia. Lei si divincola e libera e s'inginocchia per passargli la lingua sul ventre. Giocano l'uno con l'altra in una nebbia. Intorno a loro i mobili sbiadiscono. Sono sul tappeto ruvido, con lo schermo del televisore come un pianeta-madre sopra di loro, i capelli di lei nella sua bocca, il sedere di lei una doppia gobba sotto i suoi occhi. Lei cerca di venirgli in faccia ma la sua lingua non  tanto forte. Gli strofina il clitoride contro il mento su e gi sino a farsi male. In altre parti lo mordicchia. Lui si sente sventrato, stupido, floscio. Alla fine gli chiede di carezzargli con il seno, le due piccole punte, i genitali, ammucchiati e abbandonati alla congiuntura delle gambe. In questo modo si eccita e tenta di soddisfarla, e ci riesce, sebbene allorch lei tremando arriva e stanno piangendo entrambi sui segreti lasciatisi dietro, lontani, in direzioni opposte, essere lunare e creatura terrestre. Ti amo, dice lui, e il fatto che non sia vero lo rende pi vero. Lei gli  sopra, ancora lavora come un meccanico testardo che, eseguita una difficile riparazione, continua a verificare.
Nel rumore impercettibile che entrambi fanno, lui ode i loro liquidi mescolati, immagina nello spazio del ventre di lei una macchina argentea, a forma di ragno, che tesse accuratamente. E questo li lega. Arrendendosi, le dice: Oh, piangi. Piangi. L'attira a s, accosta le loro guance cos che le loro lacrime si mescolino.
Lei gli chiede: Perch piangi?
E tu perch piangi?
Perch il mondo  una merda e io ne faccio parte.
Credi che ce ne sia uno migliore?
Deve esserci.
Bene, riflette lui, perch no?
Quando Nelson torna a casa si sono fatti entrambi il bagno, si sono vestiti e hanno acceso le luci. Coniglio sta guardando il notiziario delle sei (il sommario sulle sommosse di tutta l'estate, le cifre dei caduti della settimana nel Vietnam, quelle, previste, degli incidenti stradali per il prossimo Labor Day) e Jill sta preparando una minestra di lenticchie in cucina. Nelson stende per terra e sui mobili il bottino scartocciato della sua giornata con Janice: nuovi slip Jockey dai colori vivaci, magliette, calzini di nylon, due paia di pantaloni, quattro camicie sportive, una giacca di velluto, cravatte larghe e persino gemelli per i polsini di una camicia color lavanda, per non parlare dei mocassini e delle scarpe di tela tipo pallacanestro.
Jill ammira tutto. Stupendo. Meraviglia. Fantastico. Nelson, fan proprio pena quelle ragazze del penultimo anno. Saranno alla tua merc.
Lui la guarda, ansioso. Lo sai che tutta questa roba  da ammuffiti. Io non la volevo. Mamma mi ha costretto. I negozi erano disgustosi, tutti pieni di materialismo.
In quali negozi ti ha portato? chiede Coniglio. Come caspita ha pagato tutte queste pezze?
Ha aperto conti dappertutto, pap. S' comprata anche dei vestiti per lei, un affare tutto elegante che sembra un pigiama solo che si pu portare anche ai party se sei una donna, e altre cose. E a me ha preso un vestito grigio verdognolo a scacchi, molto fine, che mi consegneranno tra una settimana quando l'avranno sistemato. Non  imbarazzante quando ti prendono le misure?
Ti ricordi a quale nome erano i conti? Mio o di Springer?
Per scherzo, Jill ha indossato una delle camicie nuove di Nelson e si  annodata i capelli dietro, a coda di cavallo, con una delle sue cravatte. Fa una piroetta, per farsi vedere. Incantato, Nelson non riesce a dir parola: alla merc di lei.
Il nome che c' sulla sua patente di guida, pap. Non  quello giusto?
E l'indirizzo? Il nastro? Tutti quei conti arriveranno qui?
Quello che c' sulla patente di guida, pap. Ora non prendertela con me, le ho detto che volevo solo un paio di blue-jeans e una maglietta Che Guevara. Solo che di queste a Brewer non se ne trovano.
Jill ride. Nelson, tu sarai il radicale pi elegante della West Brewer Junior High School. Harry, queste cravatte sono di "seta"!
Quindi, guerra?
No, pap. Non  stata colpa mia.
Lo so. Lascia perdere. Avevi bisogno di questa roba, stai crescendo.
E mamma stava davvero bene in alcuni di quei vestiti.
Lui se ne va alla finestra, per non continuare a prendersela col ragazzo. Vede la propria macchina, la vecchia Falcon, che sta allontanandosi lentamente. Per un attimo scorge l'ombra della testa di Janice, riconosce la maniera in cui lei sta seduta al volante, abbandonata, tanto da farti pensare che sia pi a suo agio con le macchine, perch  cresciuta con esse. Era rimasta ad aspettare che cosa? Che lui uscisse? O era solo rimasta a guardare la casa, magari per scorgere Jill? O per nostalgia? Dalla tensione che avverte nella guancia capisce che sta sorridendo: ha notato che la decalcomania della bandiera  ancora sul lunotto. Non l'ha lasciata grattar via da Stavros.
...
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FINE Parte 1.